{"id":300093,"date":"2026-01-10T15:24:14","date_gmt":"2026-01-10T15:24:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300093\/"},"modified":"2026-01-10T15:24:14","modified_gmt":"2026-01-10T15:24:14","slug":"litalia-spendera-tre-milioni-di-euro-di-fondi-ue-per-aprire-un-centro-a-bengasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300093\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia spender\u00e0 tre milioni di euro di fondi Ue per aprire un centro a Bengasi"},"content":{"rendered":"<p>Su iniziativa del Governo italiano, <b>l\u2019Unione europea spender\u00e0 almeno 3 milioni di euro per costruire un Centro di coordinamento del soccorso marittimo (Rcc) a Bengasi<\/b>, nella Libia orientale controllata dal generale Khalifa Haftar. A dispetto del suo nome, secondo le ong che operano in mare, non sar\u00e0 una struttura dedicata al salvataggio di persone migranti nel Mediterraneo ma una sala operativa, simile in tutto a quella gi\u00e0 attiva a Tripoli dal 2017, utile a coordinare le operazioni di intercettazione di migranti da parte della cosiddetta Guardia costiera libica. Cos\u00ec definita perch\u00e9 si tratta, in realt\u00e0, di milizie che rispondono a diversi poteri locali, che negli scorsi mesi hanno aperto il fuoco sulle navi delle ong cariche di migranti. Il progetto \u00e8 finanziato dallo Strumento europeo per la pace, il fondo dal valore di oltre 17 miliardi di euro con cui Bruxelles finanzia le operazioni di difesa e controllo delle frontiere. A rivelare le intenzioni italiane ed europee a Bengasi \u00e8 stato il giornalista tedesco Matthias Monroy sul quotidiano Neues Deutschland, sostenuto in Italia dalla denuncia della  ong Mediterranea saving humans.<\/p>\n<p>\u00abLa novit\u00e0 pi\u00f9 grave \u2013 si legge in una nota della organizzazione \u2013 \u00e8 che <b>il nuovo Centro sorger\u00e0 in un\u2019area controllata da apparati militari accusati di crimini di guerra<\/b>, torture e violenze sistematiche contro migranti e rifugiati\u00bb. Il riferimento di Mediterranea \u00e8 alla brigata Tareq Ben Zayed, guidata da Saddam Haftar, figlio del generale Khalifa. Da anni, la brigata \u00e8 accusata di omicidi, respingimenti, torture e violenze sessuali ai danni di presunti oppositori politici e non solo. Lo scorso 12 ottobre le milizie di Haftar hanno aperto il fuoco contro una barca che trasportava migranti nel Mediterraneo: una pallottola ha colpito alla testa una persona, che si \u00e8 salvata soltanto dopo essere stata ricoverata d\u2019urgenza in Italia.<\/p>\n<p>Il rischio, secondo la ong, \u00e8 che \u00ab<b>questa operazione estenda anche alla Libia orientale il meccanismo dei \u201cpullback\u201d<\/b>\u00bb. In pratica, si tratta di respingimenti illegali: tramite i Centri di coordinamento, le persone migranti nel Mediterraneo sarebbero intercettate in mare e di nuovo trasferite forzosamente nei campi di prigionia sulla terraferma dalle milizie libiche, formalmente responsabili dell\u2019area di Search and rescue (Ricerca e soccorso, abbreviato in Sar). \u00abLe intercettazioni in mare sono coordinate da assetti europei, in particolare dall\u2019agenzia Frontex \u2013 continua Mediterranea \u2013. Un sistema pensato per aggirare la sentenza della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo del 2012, che vieterebbe i respingimenti verso la Libia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo motivo che lo scorso 6 novembre tredici organizzazioni impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo, tra cui Mediterranea saving humans, avevano gi\u00e0 deciso di sospendere le loro comunicazioni al Centro di coordinamento attivo a Tripoli, nella Libia occidentale. \u00abQuando comunichiamo il nostro ingresso nella zona Sar libica \u2013 avevano spiegato le ong in una nota \u2013, il Centro \u00e8 a conoscenza di tutto e pu\u00f2 inviare la milizia libica a sparare o a portare a termine respingimenti illegali\u00bb. In realt\u00e0, l\u2019agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, continua a collaborare con il Centro di coordinamento di Tripoli nonostante, gi\u00e0 nel 2023, una missione d\u2019inchiesta indipendente Onu sulla Libia avesse rivelato in un dettagliato dossier come, di fatto, \u00abla guardia costiera libica coopera con i trafficanti\u00bb. <b>Sar\u00e0 da chiarire se Frontex dialogher\u00e0 apertamente anche con la futura struttura nella Libia orientale.<\/b><\/p>\n<p>Il progetto di una sala di coordinamento a Bengasi, per\u00f2, si inserisce bene nel solco delle politiche di esternalizzazione delle frontiere promosse da Governo italiano e Unione europea. Su tutte, i centri in Albania. Sia Roma sia Bruxelles, del resto, hanno rapporti sempre pi\u00f9 stretti con Bengasi:<b> lo scorso 11 giugno, il ministro dell\u2019Interno Matteo Piantedosi aveva accolto Saddam Haftar al Viminale<\/b>, prima di essere respinto a luglio dalla Cirenaica come \u00abpersona non gradita\u00bb. A dicembre, invece, \u00e8 stato l\u2019ambasciatore Ue in Libia, Nicola Orlando, a incontrare il comandante Khalifa Haftar per discutere nuove modalit\u00e0 di \u00abgestione delle frontiere terrestri e marine\u00bb. \u00abNei prossimi mesi intensificheremo il nostro dialogo\u00bb, ha anticipato il diplomatico al termine dell\u2019incontro a fine anno. \u00abNon vogliono salvare vite \u2013 contesta Laura Marmorale, presidente di Mediterranea saving humans \u2013. Con il nuovo centro di Bengasi, il Governo italiano esporta il modello Tripoli anche nei territori di Haftar, rafforzando il ruolo di milizie responsabili di gravi violazioni dei diritti umani\u00bb.<\/p>\n<p><b>La scelta di aprire un Centro di coordinamento in Libia orientale arriva in un contesto di crescita di partenze \u2013 e naufragi \u2013 lungo la rotta cirenaica verso Malta, Italia e Grecia<\/b>. Solo nei primi tre giorni di quest\u2019anno, hanno perso la vita nel Mediterraneo quattro persone migranti. Tra queste, un bambino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Su iniziativa del Governo italiano, l\u2019Unione europea spender\u00e0 almeno 3 milioni di euro per costruire un Centro di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":300094,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-300093","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115871499078949450","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=300093"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300093\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/300094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=300093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=300093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=300093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}