{"id":300461,"date":"2026-01-10T20:46:09","date_gmt":"2026-01-10T20:46:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300461\/"},"modified":"2026-01-10T20:46:09","modified_gmt":"2026-01-10T20:46:09","slug":"pronti-ad-aiutare-i-manifestanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300461\/","title":{"rendered":"Pronti ad aiutare i manifestanti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cGli Stati Uniti sono pronti ad aiutare i manifestanti iraniani. Lottano per la libert\u00e0\u201d. Ad annunciarlo \u00e8 stato il <strong>presidente<\/strong> degli <strong>Usa Donald<\/strong> <strong>Trump<\/strong> su <strong>Truth<\/strong>. Intanto \u2013 nonostante il <strong>blackout<\/strong> di <strong>internet<\/strong> e un <strong>bilancio<\/strong> di diversi <strong>morti<\/strong> e <strong>migliaia<\/strong> di <strong>arresti<\/strong> \u2013 il popolo iraniano non si ferma. <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/01\/10\/proteste-in-iran-un-medico-al-time-217-vittime-registrate-in-sei-ospedali-continua-il-blocco-di-internet\/8251332\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">E torna in piazza per portare avanti una protesta giunta ormai al suo <strong>quattordicesimo<\/strong> <strong>giorno<\/strong>, che per numeri e portata non ha precedenti negli <strong>ultimi<\/strong> <strong>tre<\/strong> <strong>anni<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Intanto fonti informate al Wall Street Journal riferiscono che funzionari dell\u2019amministrazione di <strong>Donald<\/strong> <strong>Trump<\/strong> hanno avuto discussioni \u201c<strong>preliminari<\/strong>\u201d su un <strong>eventuale<\/strong> <strong>attacco<\/strong> contro <strong>l\u2019Iran<\/strong>, qualora fosse necessario dare seguito alle minacce del presidente e sarebbero gi\u00e0 stati individuati i possibili obiettivi.<\/p>\n<p>Una delle opzioni in discussione \u00e8 un <strong>attacco<\/strong> <strong>aereo<\/strong> su <strong>larga<\/strong> <strong>scala<\/strong> contro diversi <strong>obiettivi<\/strong> <strong>militari<\/strong> <strong>iraniani<\/strong>. Secondo le fonti non c\u2019\u00e8 ancora un <strong>consenso<\/strong> sulla linea d\u2019azione da intraprendere e non sono stati ancora mobilitati n\u00e9 <strong>equipaggiamenti<\/strong> <strong>militari<\/strong> n\u00e9 <strong>personale<\/strong> in <strong>preparazione<\/strong> di un eventuale attacco. Le fonti hanno precisato che queste conversazioni rientrano nella normale pianificazione e non ci sono segnali di un <strong>raid<\/strong> <strong>imminente<\/strong> contro l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Nel frattempo qualche analista inizia a parlare di \u201crivoluzione\u201d, quasi a voler sottolineare che \u201cstavolta \u00e8 diverso\u201d rispetto alle scorse mobilitazioni. Tanto che il regime ha deciso di alzare la posta minacciando la forca per tutti i rivoltosi in quanto \u201cnemici di Dio\u201d, mentre la Guida Suprema dell\u2019Iran <strong>Ali<\/strong> <strong>Khamenei<\/strong> ha posto i <strong>pasdaran <\/strong>in uno stato di allerta persino <strong>pi\u00f9<\/strong> <strong>elevato<\/strong> di quello adottato per la guerra dei 12 giorni con <strong>Israele<\/strong>, a giugno 2025. Misure che se da una parte fanno crescere il timore di una ancora pi\u00f9 <strong>brutale<\/strong> <strong>repressione<\/strong> del dissenso, dall\u2019altra infiammano le tensioni con l\u2019Occidente e in particolare con <strong>Washington<\/strong>, da dove il presidente <strong>Donald<\/strong> <strong>Trump<\/strong> aveva ribadito l\u2019invito a \u201c<strong>non iniziare a sparare<\/strong>\u201d sui manifestanti. \u201cAltrimenti, inizieremo a <strong>sparare<\/strong> anche <strong>noi\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Intanto anche l\u2019Ue ha chiesto di fermare la <strong>repressione<\/strong> e la <strong>presidente<\/strong> dell\u2019Eurocamera, <strong>Roberta<\/strong> <strong>Metsola<\/strong>, ha proposto di sanzionare il <strong>Corpo<\/strong> delle <strong>guardie<\/strong> della rivoluzione. Ma intanto, dalla <strong>Repubblica<\/strong> <strong>islamica<\/strong> trapelano le notizie sulle <strong>proteste<\/strong> e la <strong>repressione<\/strong> in tutto il Paese, da <strong>Tabriz<\/strong> a <strong>Teheran<\/strong> fino a Shiraz. Il <strong>blackout<\/strong> di <strong>internet<\/strong> ormai va avanti da <strong>48<\/strong> <strong>ore<\/strong>. A raggiungere i cittadini sono solo gli <strong>sms<\/strong> della <strong>polizia<\/strong> che li invitano a non unirsi alle proteste.<\/p>\n<p>Una censura e una <strong>propaganda<\/strong> che va di pari passo alle violenze che <strong>accompagnano<\/strong> le <strong>manifestazioni<\/strong> e la conseguente repressione delle autorit\u00e0: secondo l\u2019ong Human Rights Activists News Agency, l\u2019ultima notte di proteste avrebbe portato ad almeno <strong>65<\/strong> il <strong>numero<\/strong> delle <strong>vittime<\/strong> \u2013 tra cui 49 civili -, l\u2019agenzia Hrana fino a poche ore fa ne segnalava <strong>72<\/strong>, ma alla rivista Time un medico di <strong>Teheran<\/strong>, in condizione di anonimato, ha dichiarato che in sei ospedali della capitale sono state registrate <strong>217 vittime<\/strong> tra i manifestanti, \u201cla maggior parte a causa di proiettili veri\u201d.<\/p>\n<p>Secondo questa versione, la maggior parte delle vittime <strong>erano<\/strong> <strong>giovani<\/strong>, alcuni dei quali <strong>uccisi<\/strong> <strong>fuori<\/strong> da una <strong>stazione<\/strong> di <strong>polizia<\/strong> nel nord di Teheran, dove le forze di sicurezza hanno sparato con le <strong>mitragliatrici<\/strong>. Un <strong>medico<\/strong> e un <strong>assistente<\/strong> <strong>sociale<\/strong> di due ospedali in Iran si sono messi in contatto con la Bbc denunciando che le loro strutture sono ormai \u201c<strong>sopraffatte<\/strong>\u201d dai <strong>feriti<\/strong>. Le testimonianze parlano di caos nella capitale, con atti di violenza sia da parte dei <strong>manifestanti<\/strong> sia della <strong>polizia<\/strong>. Ad infiammare ulteriormente la crisi anche le notizie, non confermate, dell\u2019arrivo di <strong>miliziani<\/strong> <strong>iracheni<\/strong> in <strong>Iran<\/strong> con lo scopo di <strong>sommarsi<\/strong> alle <strong>forze<\/strong> <strong>dell\u2019ordine<\/strong>. Indiscrezioni che \u2013 stando a quanto riferito \u2013 hanno portato a un aumento delle <strong>aggressioni<\/strong> nei confronti della <strong>popolazione<\/strong> <strong>irachena<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>tensione<\/strong> \u00e8 alle stelle e sembra non voler accennare a <strong>diminuire<\/strong>: si attendono infatti ulteriori <strong>mobilitazioni<\/strong>, spinte anche dagli appelli di <strong>Reza Pahlavi<\/strong>, figlio dell\u2019ultimo Sci\u00e0 di Persia, a sfruttare il momento per rovesciare il <strong>regime<\/strong> degli <strong>ayatollah<\/strong>. \u201cSono certo che, rendendo la nostra presenza in piazza pi\u00f9 <strong>concentrata<\/strong> e interrompendo i canali finanziari, rovesceremo la Repubblica Islamica\u201d, ha affermato, prima di \u201cinvitare i <strong>lavoratori<\/strong> e gli <strong>impiegati<\/strong> dei settori chiave dell\u2019economia ad avviare uno <strong>sciopero<\/strong> <strong>nazionale<\/strong>\u201c. E a \u201cscendere in piazza\u201d oggi e domani \u201ccon bandiere, immagini e simboli nazionali e occupare gli spazi pubblici\u201d.<\/p>\n<p>In risposta, le autorit\u00e0 iraniane continuano ad accusare i <strong>manifestanti<\/strong> di <strong>portare<\/strong> <strong>avanti<\/strong> \u201cuna guerra orchestrata <strong>dall\u2019estero<\/strong>\u201c, puntando il dito su <strong>Stati<\/strong> <strong>Uniti<\/strong> e <strong>Israele<\/strong>. E mentre l\u2019agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim ha annunciato per luned\u00ec pomeriggio una <strong>grande<\/strong> <strong>contro<\/strong>\u2013<strong>manifestazione<\/strong> a <strong>Teheran<\/strong> per \u201ccondannare le azioni dei rivoltosi\u201d, il procuratore generale del Paese, <strong>Mohammad<\/strong> <strong>Movahedi<\/strong> <strong>Azad<\/strong>, ha ribadito la minaccia secondo cui tutti i rivoltosi rischiano la forca in quanto accusati di essere \u201cmohareb\u201d, vale a dire \u201c<strong>nemici di Dio<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>Di fronte a questo quadro, <strong>fonti<\/strong> di <strong>intelligence<\/strong> e <strong>diplomatiche<\/strong> dei Paesi dell\u2019area sono <strong>d\u2019accordo<\/strong> nell\u2019indicare che i prossimi giorni <strong>saranno<\/strong> <strong>cruciali<\/strong>. Se infatti la risposta delle autorit\u00e0 \u00e8 stata finora giudicata dura ma pi\u00f9 \u201c<strong>disciplinata<\/strong>\u201d rispetto al passato, il protrarsi delle <strong>manifestazioni<\/strong> e il <strong>vandalismo<\/strong> rischiano di spingere il regime a cambiare passo. Dando il via a una vera e propria stagione di <strong>repressione<\/strong> della <strong>popolazione<\/strong> nel sangue.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cGli Stati Uniti sono pronti ad aiutare i manifestanti iraniani. Lottano per la libert\u00e0\u201d. 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