{"id":300688,"date":"2026-01-11T00:17:17","date_gmt":"2026-01-11T00:17:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300688\/"},"modified":"2026-01-11T00:17:17","modified_gmt":"2026-01-11T00:17:17","slug":"memories-oscura-realta-di-unumanita-dolente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300688\/","title":{"rendered":"\u00abMemories\u00bb, oscura realt\u00e0 di un\u2019umanit\u00e0 dolente"},"content":{"rendered":"<p>Memorie ricreate da un enorme asteroide artificiale che inghiotte chiunque lo visiti, un\u2019arma batteriologica che uccide uomini e animali ma che fa fiorire parossisticamente la vegetazione, e ancora, una citt\u00e0 in cui ogni momento della vita quotidiana dei suoi cittadini \u00e8 dedicato alla guerra. Sono questi, a grandi linee, i principali filoni narrativi sviluppati in Memories, lungometraggio animato diviso in tre segmenti che usc\u00ec nelle sale giapponesi nel 1995. Dopo esser stato riproposto con successo nelle sale dell\u2019arcipelago negli ultimi mesi della scorsa stagione, ora il film sar\u00e0 distribuito da Dynit e Adler Entertainment per la collana Animagine anche nei cinema della nostra penisola, precisamente il 12, 13 e 14 gennaio.<\/p>\n<p>Memories \u00e8 tratto da tre storie disegnate e scritte da Otomo Katsuhiro, il creatore di Akira, che si occupa anche delle regia di uno degli episodi, l\u2019ultimo, ed \u00e8 stato prodotto da due degli studi animati che pi\u00f9 hanno fatto la storia recente del medium in Giappone, Madhouse Studio 4\u00b0C. Fra tutte le pregevoli animazioni giapponesi uscite negli anni Novanta, Memories occupa forse un posto speciale, tanto per la variet\u00e0 ed ecletticit\u00e0 delle tre storie di cui si compone, tanto per la qualit\u00e0 delle animazioni e, non ultimo, per come i temi trattati tre decenni fa da Otomo e collaboratori, siano diventati in questi ultimi anni sempre pi\u00f9 pressanti.<\/p>\n<p><strong>IL LUNGOMETRAGGIO<\/strong> comincia col botto, Magnetic Rose, il primo segmento, \u00e8 infatti un vero \u00e8 proprio capolavoro animato in cui il regista Morimoto Koji mescola un\u2019estetica cara alla fantascienza con il classicismo ed il decor degli ultimi secoli del millennio passato. L\u2019equipaggio di una navicella spaziale che raccoglie rifiuti si imbatte in un\u2019 astronave\/satellite da cui proviene un messaggio di Sos. Nel momento in cui i due protagonisti entrano nel labirintico spazio di questa fortezza in rovina per\u00f2, la storia muta in un\u2019affascinante riflessione, con sceneggiatura di Kon Satoshi per Perfect Blue, sull\u2019essenza dei ricordi, sulle nuove tecnologie e sull\u2019ontologia della realt\u00e0 visibile, con evidenti rimandi ad Alien, Solaris, 2001 odissea nello spazio e L\u2019invenzione di Morel.<\/p>\n<p>Di tutt\u2019altro tono il secondo segmento, Stink Bomb, diretto da Okamura Tensai, dove un\u2019arma batteriologica sviluppata segretamente in un laboratorio ai piedi del monte Fuji viene rilasciata a causa dell\u2019errore di un impiegato, Tanaka Nobuo.<\/p>\n<p>Se il tema \u00e8 fra i pi\u00f9 terrificanti, si vedono centinaia di morti e, come si scriveva sopra, la vegetazione prospera impazzita, la tragedia \u00e8 portata sullo schermo con tonalit\u00e0 comiche che in alcuni casi sfociano nel farsesco. Specialmente l\u2019incapacit\u00e0 e l\u2019inettitudine politica di trovare soluzioni e di palleggiarsi le responsabilit\u00e0, ci ricorda che l\u2019umanit\u00e0 probabilmente verr\u00e0 spazzata via da un errore o da una banale disattenzione causata dal delirio di potenza dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>COMPLETAMENTE<\/strong> diverso nello stile delle animazioni \u00e8 il segmento che conclude il lungometraggio, Cannon Fodder, diretto dallo stesso Otomo. Si tratta di un lavoro che ricorda molto da vicino l\u2019estetica di un libro illustrato o certa animazione pi\u00f9 sperimentale grezza nei tratti e meno fluida. Otomo qui si sbizzarrisce, da una parte provando uno stile ed un character design insolito per l\u2019animazione del suo paese,almeno quella commerciale. Dall\u2019altro, realizzando l\u2019interezza del segmento, pi\u00f9 di venti minuti, come se si trattasse di un unico piano sequenza senza tagli che dalla cameretta del bambino protagonista della prima scena, si sposta alla scuola dove il piccolo studia, poi nella fabbrica del padre e per culminare, dopo preparativi lunghissimi, allo sparo del mega cannone. Il messaggio \u00e8 chiaro, siamo in un mondo da ambientazioni steampunk, a cui Otomo ritorner\u00e0 in maniera pi\u00f9 compiuta nel 2004 con Steamboy, in cui tutta l\u2019attivit\u00e0 della metropoli e il lavoro della popolazione sono finalizzati alla guerra. I cittadini sono solo \u00abcarne da cannone\u00bb, ogni casa ed ogni edificio che vediamo ha uno o pi\u00f9 cannoni sul tetto e tutti lavorano per il mantenimento di questo apparato bellico totale. \u00abSpara, spara sempre, spara per la patria\u00bb ripete in continuazione la voce della propaganda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Memorie ricreate da un enorme asteroide artificiale che inghiotte chiunque lo visiti, un\u2019arma batteriologica che uccide uomini e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":300689,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-300688","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115873594957820151","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=300688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/300689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=300688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=300688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=300688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}