{"id":301235,"date":"2026-01-11T09:43:14","date_gmt":"2026-01-11T09:43:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301235\/"},"modified":"2026-01-11T09:43:14","modified_gmt":"2026-01-11T09:43:14","slug":"08-01-2026-ensiferum-freedom-call-dragony-new-age","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301235\/","title":{"rendered":"08\/01\/2026 &#8211; ENSIFERUM + FREEDOM CALL + DRAGONY @ New Age"},"content":{"rendered":"<p><strong>Siamo all\u2019inizio di questo 2026 e gi\u00e0 sono tante le date dei tour che passeranno nel nostro Bel Paese. Una delle primissime calate \u00e8 quella del Winter Storm Over Europe, che vede l\u2019unica data in quel del New Age di Roncade in provincia di Treviso degli Ensiferum, che a distanza di meno di un anno tornano a calcare un palco in Italia dopo il Paganfest.<br \/>Assieme al gruppo finlandese, forte del loro mix di folk, viking e power, dividono la scena gli austriaci Dragony e i tedeschi Freedom Call, creando quindi un calderone di generi che hanno portato sicuramente vari ascoltatori ora dell\u2019uno, ora dell\u2019altro a ritrovarsi nel locale trevigiano.<br \/>Se mettiamo poi che, proprio il giorno prima, \u00e8 uscito il nuovo singolo dei Freedom Call, \u201cHeavy Metal Happycore\u201d, con la partecipazione del cantante\/chitarrista degli Ensiferum Petri Lindroos, immaginiamo che ci sia l\u2019occasione per tutti di promuovere il nuovo materiale e di presentare gli ultimi lavori. Ecco il resoconto di come \u00e8 andata.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-638501 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ensiferum-treviso-locandina-2026-700x700.jpg\"\/><br \/>Si inizia presto nel famoso locale che a ridosso degli anni Duemila ha visto passare tantissime band, dai Therion ai Sepultura, dagli In Flames agli Opeth. Sono le 19.15 e in orario sulla tabella di marcia, davanti a una cinquantina di persone, escono nel buio il gruppo <strong>DRAGONY<\/strong>, proveniente dall\u2019Austria e che da poco ha ufficializzato l\u2019ingresso in formazione della cantante Maria Nesh dei Red Eye Temple.<br \/>Sulle note della base registrata della \u201cSinfonia n\u00b09 del Nuovo Mondo\u201d di Dvo\u0159\u00e1k (introduzione del loro ultimo disco \u201cHic Svnt Dracones\u201d del 2024), si accendono le luci e il gruppo si palesa indossando vestiti con fogge che variano dal medievale al piratesco, e subito si denotano alcuni problemi nei suoni e nei volumi delle voci. Risolta la questione dei volumi la formazione, nell\u2019abbondante mezz\u2019ora, prende brani da quasi tutti i loro lavori e cerca di interagire il pi\u00f9 possibile con il poco pubblico presente.<\/p>\n<p>Dopo una breve presentazione da parte del cantante Siegfried Samer, non sempre a suo agio soprattutto nelle parti pi\u00f9 alte (\u201cMade Of Metal\u201d non \u00e8 riuscita in maniera impeccabile), \u00e8 stato lasciato spazio anche ai duetti e ai momenti solisti di Maria, tra invocazioni a cori e incitamenti a tenere il tempo.<br \/>Con riferimenti al Valhalla e la richiesta di cori maschili da parte di Siegfried e di quelli femminili da parte di Maria, l\u2019epica \u201cThe Einherjar (What Dreams May Come)\u201d si conclude con il siparietto dei due che brindano bevendo da un corno. Prima di salutare il pubblico di Treviso e ringraziarlo per la partecipazione, i Dragony fanno un uno-due dall\u2019ultimo disco con \u201cBeyond The Rainbow Bridge\u201d, dove prendono la scena con qualche assolo i due chitarristi Mat Plekhanov e Simon Saito, e la conclusiva \u201cWolves Of The North\u201d, uscita ormai pi\u00f9 di dieci anni fa.<br \/>Poco incisiva la parte ritmica, con una batteria troppo piatta, i Dragony dimostrano che su disco, grazie alle parti sinfoniche, riescono a brillano un po\u2019 di pi\u00f9 e che dal vivo, forse solo grazie all\u2019inserimento della seconda voce, hanno pi\u00f9 presenza.<\/p>\n<p>Dopo neanche mezz\u2019ora di cambio palco, con quasi duecento persone che ora si avvicinano alle transenne, inizia lo spettacolo dei <strong>FREEDOM CALL<\/strong>, realt\u00e0 teutonica del filone dell\u2019happy metal.<br \/>Per cosa si caratterizza questo genere lo si capisce al primo ascolto dei brani di questo gruppo, che risultano essere spensierati, positivi, con la voglia di portare avanti un classic power dove molto fanno il cantato di Chris Bay e gli intrecci tra i suoi assoli e quelli di Lars Rettkowitz.<br \/>Rispetto all\u2019esibizione di chi li ha appena preceduti, qualche effetto scenico in pi\u00f9 viene azzardato (tra fumo e luci), ma il grosso della buona riuscita viene dal sorriso gagliardo di Chris e dal suo esprimersi con qualche parola di italiano, ben accolta dal pubblico ora pi\u00f9 coinvolto.<br \/>La partenza \u00e8 affidata a \u201cHammer Of The God\u201d e sia sul palco che nel parterre comincia un\u2019allegra coreografia che continuer\u00e0 per l\u2019intero set, condita da salti, braccia che ondeggiano e cori.<br \/>Il gruppo di Chris Bay, grazie anche all\u2019ampia discografia di questi quasi trent\u2019anni sulle scene, pu\u00f2 attingere da molti lavori e la scaletta alla fine rispecchia i valori dei Freedom Call: un buon gruppo, con buone canzoni che sul palco hanno una marcia in pi\u00f9, in quanto la maggior parte dei pezzi proposti sono dei veri e propri inni da \u2018happy metal party\u2019.<\/p>\n<p>Dai pezzi pi\u00f9 tirati come \u201cUnion Of The Strong\u201d, dove sono pi\u00f9 vivide le radici di quel movimento che vede negli Helloween e nei Gamma Ray le gemme pi\u00f9 preziose, a quelli pi\u00f9 mielosi, come \u201cPower And Glory\u201d e \u201cSilver Romance\u201d, tutti i ragazzi sul palco si muovono bene e tengono un buon ritmo, grazie anche a Timmi Breideband che non si risparmia alla batteria e al nostro conterraneo Francesco Ferraro al basso.<br \/>Questo tour \u00e8 anche l\u2019occasione per presentare il nuovo singolo, anticipato da Chris Bay che spiega come al gruppo non bastava essere \u2018solo\u2019 \u201cla band pi\u00f9 allegra del panorama metal\u201d (come riportato da molti giornali) ma volevano fare qualcosa di superlativo: ecco la nascita di \u201cHeavy Metal Happycore\u201d. Questa si presenta come una giga molto cadenzata e con il classico andamento power, e vede la partecipazione di Petri Lindroos proprio degli Ensiferum che, vista la presenza in questo tour, ci saremmo aspettati \u2013 invano \u2013 di veder apparire sul palco.<br \/>Dopo l\u2019immancabile \u201cMetal Is For Everyone\u201d, cantata dal pubblico a gran voce, la conclusione \u00e8 lasciata a uno dei primi successi, quella \u201cLand Of Light\u201d che viene allungata per permettere a tutti di finire saltando questo metal party ancora per qualche minuto. Un genere ormai abusato trova ancora in qualche rara realt\u00e0 una carica degna di rispetto e sicuramente Chris e soci fanno parte di questo gruppo di nostalgici veterani.<\/p>\n<p>Ormai il New Age vede oltre trecento persone in attesa degli <strong>ENSIFERUM,<\/strong> e molte sono le maglie e le felpe che portano il nome del quintetto finlandese; altra mezz\u2019ora per il cambio di palco e poco dopo le ventuno e trenta, sulle note di \u201cAurora\u201d fanno il loro ingresso sul palco Petri e soci.<br \/>La partenza \u00e8 maggiormente rivolta al nuovo disco uscito a fine 2024 e vede in rapida sequenza brani come \u201cWinter Storm Vigilantes\u201d, \u201cLong Cold Winter Of Sorrow And Strife\u201d e \u201cFatherland\u201d che cercano di fare subito presa sulla platea.<br \/>Nell\u2019eterogeneit\u00e0 dei presenti, possiamo notare come i giovani siano coinvolti da subito mentre anche il pubblico pi\u00f9 maturo comincia a prendere parte al mosh-pit invocato a gran voce sui brani storici, come \u201cToken Of Time\u201d o la tiratissima \u201cFrom Afar\u201d.<br \/>Ormai negli ultimi anni ha sempre preso pi\u00f9 spazio nel gruppo il tastierista Pekka Montin, soprattutto per il fatto che si alterna nel cantato growl di Petri con ottime linee pulite, tenendo note molto alte e avendo una buona timbrica. Lascia un po\u2019 a desiderare la sua presenza scenica, dato che partendo da dietro tutti, arriva davanti a tutti gli altri vestito in maniera sobria e con gilet, dribblando il fondatore e chitarrista Markus Toivonen (con disegni tribali e abiti folk), il chitarrista e cantante Petri Lindroos, fulcro del gruppo e il bassista Sami Hinkka, anche lui aizzatore di folle e vestito con kilt e camicione.<br \/>A parte l\u2019impatto visivo, magari da rivedere, in fatto di performance canora il risultato \u00e8 decisamente positivo, con il punto pi\u00f9 alto toccato probabilmente con la solenne \u201cLong Cold Winter Of Sorrow And Strife\u201d.<br \/>Tra un saluto, un ringraziamento e l\u2019intraprendenza del pubblico nell\u2019insegnare le bestemmie a Petri (che risponde con orgoglio, suscitando l\u2019ilarit\u00e0 degli astanti), giunge il tempo di tirare un attimo il fiato e sul palco viene invitata Maria Nesh dei Dragony per interpretare la ballad \u201cScars In My Heart\u201d, ma si nota che ora il pubblico reagisce con maggior trasporto. Forti di questo affiatamento, ci avviciniamo alla fine con la potentissima \u201cInto Battle\u201d, tra il muro sonoro della batteria, un pogo energico e poi, tra i saluti, avviene il temporaneo commiato dei vari membri con i propri assoli.<br \/>A furia di applausi e cori, il quintetto torna sul palco per concludere con \u201cAxe Of Judgment\u201d e, presentata dal bassista Sami dettando una base blues, la sentita e partecipata \u201cIn My Sword I Trust\u201d. Sembrava la fine e invece c\u2019\u00e8 ancora tempo per una funkeggiante e particolare \u201cTwo Of Spades\u201d e un saluto corale per quella che \u00e8 stata l\u2019unica data del Winter Storm Over Europe.<br \/>Partita un po\u2019 in sordina la serata con i Dragony, mediante cori e power metal melodico, la voglia di far festa dei Freedom Call e la carica del folk epico degli Ensiferum sicuramente hanno contribuito a trasformare la fredda serata del locale trevigiano in una calda locanda dove tradizioni scandinave e ritmi accelerati l\u2019hanno fatta da padrona.<br \/>Nonostante la commistione di generi di questo Winter Storm Over Europe, il risultato nel complesso \u00e8 stata una buona platea (poco pi\u00f9 di trecento persone in una giornata infrasettimanale e ancora in periodo di ferie per alcuni) e una degna risposta da parte dei gruppi intervenuti.<\/p>\n<p><strong>Setlist Ensiferum<\/strong><br \/>Aurora<br \/>Winter Storm Vigilantes<br \/>Guardians Of Fate<br \/>Heathen Horde<br \/>Fatherland<br \/>One More Magic Potion<br \/>Long Cold Winter Of Sorrow And Strife<br \/>Token Of Time<br \/>From Afar<br \/>Scars In My Heart<br \/>Andromeda<br \/>Into Battle<br \/>\u2014<br \/>Axe Of Judgment<br \/>In My Sword I Trust<br \/>Two Of Spades<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Siamo all\u2019inizio di questo 2026 e gi\u00e0 sono tante le date dei tour che passeranno nel nostro Bel&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":301236,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-301235","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115875820617256868","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=301235"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301235\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/301236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=301235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=301235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=301235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}