{"id":301383,"date":"2026-01-11T11:55:11","date_gmt":"2026-01-11T11:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301383\/"},"modified":"2026-01-11T11:55:11","modified_gmt":"2026-01-11T11:55:11","slug":"tutto-gerhard-richter-nella-retrospettiva-alla-fondation-louis-vuitton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301383\/","title":{"rendered":"Tutto Gerhard Richter nella retrospettiva alla Fondation Louis Vuitton"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/gerhard-richter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">uno degli artisti contemporanei pi\u00f9 acclamati e conosciuti<\/a>, con una carriera di pi\u00f9 di cinque decenni, noto per il suo linguaggio eclettico che spazia tra tecniche, stili e soggetti rappresentati. <strong>Gerhard Richter<\/strong> e la sua arte sono protagonisti della retrospettiva ospitata alla <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/fondazione-louis-vuitton\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fondation Louis Vuitton<\/a> di Parigi, curata da <strong>Dieter Schwarz<\/strong> e <strong>Nicholas Serota<\/strong> e visitabile fino al 2 marzo 2026. Nato a Dresda nel 1932, Richter comincia ad avvicinarsi al mondo dell\u2019arte a soli quindici anni. Studia all\u2019Accademia di Belle Arti di Dresda e, laureatosi, lavora come pittore murale per lo stato della Germania Est. Nel 2017, dopo quasi cinquant\u2019anni, prende la decisione di smettere di dipingere, pur continuando a disegnare. La sua \u00e8 stata una carriera incredibilmente prolifica; non a caso, la mostra riunisce 275 opere, realizzate tra il 1962 e il 2024, e include sperimentazioni con materiali di ogni tipo: pittura ad olio, a disegni in matita e acquarello, fotografie e sculture. Dopo le grandi retrospettive newyorchesi degli scorsi anni al MoMA e al MET, quella in corso a Parigi \u00e8 finora la pi\u00f9 completa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1207089-gerhard-richter-l-exposition-retrospective-evenement-en-octobre-a-la-fondation-louis-vuitton.jpeg\" alt=\"Gerhard Richter\" width=\"696\" height=\"431\"  \/>Gerhard Richter, Fondation Louis Vuitton, Paris. Installation view<\/p>\n<p>Ognuna delle 10 sezioni di cui si compone la mostra copre circa un decennio della sua produzione, tracciando cos\u00ec l\u2019evoluzione della sua visione pittorica. Nei primi decenni la pittura di Gerard Richter \u00e8 principalmente figurativa, e la sperimentazione risiede soprattutto nella tecnica: i contorni sfocati con pennelli asciutti, che rendono intenzionale quello che normalmente viene considerato un errore, diventano il suo tratto distintivo. \u00abIl fatto di sbavare le linee dunque pu\u00f2 servire a rendere il quadro invincibile, surreale, pi\u00f9 misterioso\u00bb, afferma l\u2019artista. Sono frequenti in questo periodo le rappresentazioni legate alla Seconda Guerra Mondiale e alla successiva separazione della Germania, avvenimenti che vive in prima persona e che lo segnano profondamente. Negli anni Settanta comincia a sperimentare con l\u2019astrattismo, ponendo le fondamenta per quello che diventer\u00e0 poi uno dei suoi stili predominanti. Inizia anche a creare le sue Color Charts, griglie di colori che rispecchiano la sua ricerca di ordine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179027\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1207149-gerhard-richter-l-exposition-retrospective-evenement-en-octobre-a-la-fondation-louis-vuitton.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"449\"  \/>Gerhard Richter, Fondation Louis Vuitton, Paris. Installation view<\/p>\n<p>Gli anni Ottanta segnano una svolta nella sua carriera, e lo rendono internazionalmente riconosciuto. In questi anni si concentrano anche le sperimentazioni tecniche con diversi strumenti pittorici: grandi spatole e lame con cui trascina il colore sulla tela, creando tensione tra controllo e casualit\u00e0, tra istinto e premeditazione. Il risultato sono tele colorate e vibranti, in un gioco di raschiature e coperture entusiasmante.<\/p>\n<p>Una costante della sua produzione lo accompagna in tutte le epoche: non dipinge mai direttamente ci\u00f2 che vede, ma ogni sua opera \u00e8 filtrata da un intermediario. Una foto, un disegno, un altro dipinto. La variet\u00e0 di stili e tecniche stupisce e ammalia, e porta ogni volta a chiedersi quale sia il processo creativo che sta alla base. \u00abOgni passo avanti \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile, e sempre meno libero, finch\u00e9 non realizzo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare\u00bb. Cos\u00ec Richter descrive la sua tecnica pittorica, tecnica che non segue regole precise, ma semplicemente il proprio istinto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179028\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1207062-gerhard-richter-l-exposition-retrospective-evenement-en-octobre-a-la-fondation-louis-vuitton.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"476\"  \/>Gerhard Richter, Fondation Louis Vuitton, Paris. Installation view<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che pi\u00f9 colpisce della grande retrospettiva \u00e8 l\u2019incredibile eterogeneit\u00e0 dei soggetti, delle tecniche e degli stili, che cambiano radicalmente anche solo nel corso di un decennio. Questo, di fatto, \u00e8 ci\u00f2 che rende Gerhard Richter uno degli artisti pi\u00f9 acclamati di sempre. La volontaria elusione da ogni possibile categorizzazione \u00e8 il marchio distintivo di un genio pittorico e artistico che prescinde dal tempo e dalle mode, e che lascia il segno in modo marcato nella scena artistica del suo tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 uno degli artisti contemporanei pi\u00f9 acclamati e conosciuti, con una carriera di pi\u00f9 di cinque decenni, noto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":301384,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-301383","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115876339642679963","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=301383"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301383\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/301384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=301383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=301383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=301383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}