{"id":301520,"date":"2026-01-11T14:03:08","date_gmt":"2026-01-11T14:03:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301520\/"},"modified":"2026-01-11T14:03:08","modified_gmt":"2026-01-11T14:03:08","slug":"lucraina-kostyuk-non-stringe-la-mano-alla-bielorussa-sabalenka-e-polemica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301520\/","title":{"rendered":"L&#8217;ucraina Kostyuk non stringe la mano alla bielorussa Sabalenka: \u00e8 polemica"},"content":{"rendered":"<p>Los Angeles, 11 gen. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead, chitarrista ritmico tra i pi\u00f9 originali della storia del rock e custode di un&#8217;idea di musica come esperienza collettiva, \u00e8 morto all&#8217;et\u00e0 di 78 anni. A darne notizia \u00e8 stata la famiglia con un messaggio pubblicato su Instagram: Weir si \u00e8 spento serenamente, circondato dall&#8217;affetto dei suoi cari, dopo aver combattuto il cancro con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto. La causa del decesso sono state complicazioni legate a problemi polmonari.<\/p>\n<p>&#8220;Bobby sar\u00e0 per sempre una forza guida&#8221;, hanno scritto i familiari. &#8220;La sua arte unica ha rimodellato la musica americana. Il suo lavoro non riempiva solo le sale di note, ma di luce: costruiva una comunit\u00e0, un linguaggio, un senso di famiglia che generazioni di fan portano con s\u00e9&#8221;. Un messaggio che restituisce l&#8217;essenza di Weir pi\u00f9 di qualsiasi biografia: un musicista per il quale il palco era un luogo di condivisione, non di esibizione.<\/p>\n<p>Nato a San Francisco, in California, il 16 ottobre 1947, adottato da una famiglia della Bay Area e segnato fin da giovane da una dislessia mai diagnosticata, Weir trov\u00f2 nella chitarra una via di fuga e di espressione. L&#8217;incontro decisivo avvenne la notte di Capodanno del 1963, quando, ancora adolescente, incroci\u00f2 Jerry Garcia in un negozio di strumenti a Palo Alto. Da quella jam improvvisata nacque un sodalizio destinato a cambiare la storia della musica rock. Nel 1965, con Garcia, Ron &#8216;Pigpen&#8217; McKernan, Phil Lesh e Bill Kreutzmann, Weir fond\u00f2 i Grateful Dead. La band, partita da radici folk e blues, si trasform\u00f2 rapidamente in un laboratorio sonoro in cui rock psichedelico, improvvisazione jazz e narrazione americana si fondevano in concerti spesso irripetibili. Weir ne fu l&#8217;architetto: il suo stile ritmico, fatto di accordi spezzati, controtempi e soluzioni armoniche inusuali, creava lo spazio in cui Garcia poteva muoversi liberamente.<\/p>\n<p>Autore e voce principale di molti brani simbolo del repertorio dei Grateful Dead, Weir firm\u00f2 canzoni diventate veri e propri rituali dal vivo: Sugar Magnolia, con il suo inno solare alla libert\u00e0; Playing in the Band, che nei concerti poteva dilatarsi fino a superare i quaranta minuti; The Other One, cuore oscuro e sperimentale della band; Cassidy, dedicata al figlio dello scrittore Beat Neal Cassady; Throwing Stones, tra i brani pi\u00f9 esplicitamente politici del gruppo. Ogni canzone era un punto di partenza, mai una destinazione.<\/p>\n<p>Dopo la morte improvvisa di Jerry Garcia nel 1995, Weir affront\u00f2 quello che lui stesso defin\u00ec un vuoto esistenziale. Ma, come ricord\u00f2 il regista Mike Fleiss, &#8220;l&#8217;unico modo che conosceva per sopravvivere era continuare a suonare&#8221;. Da allora port\u00f2 avanti l&#8217;eredit\u00e0 dei Grateful Dead con numerosi progetti: Rat Dog, The Other Ones, The Dead, Furthur e infine Dead &amp; Company, dimostrando che quel repertorio non apparteneva al passato, ma continuava a evolversi.<\/p>\n<p>Nel 2011 fond\u00f2 i TRI Studios a San Rafael, definendoli &#8220;il parco giochi definitivo per un musicista&#8221;: uno spazio aperto alla sperimentazione, frequentato da artisti di mondi diversi, dai Phish ai Vampire Weekend. Anche visivamente, Weir incarnava una continuit\u00e0 fuori dal tempo: capelli lunghi ormai argentati, barba folta, pantaloncini sul palco, indifferente alle mode e al culto della celebrit\u00e0.<\/p>\n<p>La famiglia, nel saluto finale, ha voluto sottolineare la dimensione quasi spirituale del suo lascito: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 un vero sipario finale. Solo la sensazione che qualcuno stia ripartendo per un altro viaggio. Bobby parlava spesso di un\u2019eredit\u00e0 di trecento anni, determinato a far s\u00ec che questo repertorio sopravvivesse ben oltre lui&#8221;.<\/p>\n<p>Bob Weir non temeva la morte. In una delle sue ultime interviste aveva dichiarato: &#8220;La considero l&#8217;ultima e migliore ricompensa per una vita ben vissuta&#8221;. A giudicare dalla comunit\u00e0 che ha costruito e dalle canzoni che continuano a essere suonate, quella ricompensa \u00e8 gi\u00e0 diventata memoria collettiva. (di Paolo Martini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Los Angeles, 11 gen. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead, chitarrista ritmico tra i pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":301521,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1457],"tags":[1537,90,89,245,244,1273],"class_list":{"0":"post-301520","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tennis","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-sport","12":"tag-sports","13":"tag-tennis"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115876842961417181","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=301520"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301520\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/301521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=301520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=301520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=301520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}