{"id":301817,"date":"2026-01-11T18:19:16","date_gmt":"2026-01-11T18:19:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301817\/"},"modified":"2026-01-11T18:19:16","modified_gmt":"2026-01-11T18:19:16","slug":"recensione-beyond-the-black-break-the-silence","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/301817\/","title":{"rendered":"Recensione Beyond the Black Break The Silence"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<\/p>\n<p class=\"article_disclaimer\">Truemetal vive grazie al suo pubblico. 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Partiti come un gruppo pi\u00f9 in linea con sonorit\u00e0 affini al symphonic metal nel loro primo platter <strong>Songs Of Love And Death<\/strong> del 2015, la band ha visto sin da subito un notevole successo nel loro paese natio, la Germania, dove gi\u00e0 con il primo full lenght entrarono nella top 15 delle charts tedesche, vincendo anche un metal hammer award come \u201cbest debut\u201d nello stesso album. Ma la popolarit\u00e0 della band di <strong>Jennifer Haben<\/strong> \u00e8 cresciuta disco dopo disco tanto che nel 2023 hanno addirittura avuto l\u2019onore di essere uno degli headliner di quell\u2019edizione del <strong>Wacken Open Air<\/strong>, mentre sempre in quello stesso anno grazie al loro self-titled album hanno raggiunto addirittura la posizione numero due delle classifiche tedesche.<\/p>\n<p>Anche a livello di sonorit\u00e0 i <strong>Beyond The Black<\/strong> hanno avuto una evoluzione non indifferente; da un symphonic metal a tinte folk molto in stile <strong>The Silent Force<\/strong> dei <strong>Within Temptation<\/strong> con il loro primo platter, fino ad arrivare ad un qualcosa di enormemente pi\u00f9 vario in questo loro sesto full-lenght <strong>Break The Silence<\/strong>.<\/p>\n<p data-insertion=\"1\">In questo lavoro la band mantiene un certo lato sinfonico al loro metal melodico, ma lo arricchisce con tante altre sonorit\u00e0 spesso vicine alla synthwave, all\u2019elettronica con alcune derive dal sapore etnico. Anche i temi trattati dalla vocalist e scrittrice dei testi <strong>Jennifer Haben<\/strong> sono diventati via via pi\u00f9 impegnati ed introspettivi andando di pari passo con la crescita personale di una ragazza che al debutto era ancora giovanissima (appena vent\u2019anni). Se quindi i temi sui primi dischi dei <strong>BTB<\/strong> erano spesso legati all\u2019amore giovanile usando metafore derivate dal mondo fantasy per farle prendere forma, in questo nuovo album concettuale si parla di temi legati alla comunicazione tra esseri umani in un mondo sempre pi\u00f9 diviso, oltre che di resilienza, di forza interiore, anche con venature sociali.<\/p>\n<p>E proprio per dare un messaggio di connessione ed armonia tra popoli in un mondo sempre pi\u00f9 diviso, la stessa <strong>Jennifer<\/strong> ha rimarcato in un\u2019intervista di aver avuto l\u2019idea di amalgamare insieme tutte queste sonorit\u00e0 derivate da luoghi ed epoche diverse, non parlando solo di suoni, ma anche di lingue, dato che il disco oltre ad essere cantato in inglese (principalmente), tedesco e francese, incorpora anche delle derivazioni pi\u00f9 etniche e meno familiari per noi europei. \u201cDulcis in fundo\u201d, questo <strong>Break The Silence<\/strong> \u00e8 stracolmo di guest che permettono al disco di avere una variet\u00e0 sonora invidiabile, elevando il suddetto platter ad essere probabilmente il lavoro pi\u00f9 vario e diversificato tra quelli della band tedesca.<\/p>\n<p>Il disco \u00e8 stato anticipato da ben cinque singoli e parte proprio con uno di questi,<strong>\u00a0Rising High<\/strong>, un pezzo ultra energetico e incredibilmente catchy. Esso \u00e8 un brano che trasuda forza e passione con un ottimo assolo di chitarra, il solito stacco melodico al centro del pezzo dove spicca la voce della <strong>Haben<\/strong>, seguito da un groove chitarristico irresistibile, per un brano che non si arricchisce di sinfonie o altre pomposit\u00e0 eccessive, ma che rimane asciutto nelle sue sonorit\u00e0 che ruotano solamente attorno a basso, chitarra, batteria e voce. Insomma un inizio che non mischia troppo le carte in tavola e che non ci regala sorprese ma che allo stesso tempo ci restituisce quello che i <strong>BTB<\/strong> sanno fare meglio.<\/p>\n<p data-insertion=\"1\">Molto cambia con <strong>Break The Silence<\/strong> che oltre ad essere catchy ed energetica, risulta anche molto drammatica, con un velo di sinfonia che arricchisce il pezzo. Ancora una volta c\u2019\u00e8 un ritornello da cantare a squarciagola con dei deliziosi stacchi acustici dove troneggia la voce delicata ed emozionante di <strong>Jennifer Haben<\/strong>, vocalist davvero di grande talento che anche dal vivo riesce a riproporre in maniera incredibilmente pulita e fedele il materiale da studio. Molto bello il videoclip che accompagna il pezzo che mostra come la band abbia curato in ogni minimo dettaglio il prodotto, anche dal punto di vista visivo. Il pezzo infatti pu\u00f2 essere visto come un invito a \u201crompere il silenzio\u201d per quanto riguarda la propria salute mentale e la propria sofferenza, mostrando il vero volto di se stessi senza nascondersi \u201cyou think that you\u2019re avoiding to face the dark you fear\u2026..scream and shout for once, the evil you\u2019re facing\u201d. Allo stesso tempo pu\u00f2 avere anche un substrato pi\u00f9 politico e sociale, riferendosi alle ingiustizie del mondo e la resistenza alla tirannia. Quest\u2019ultimo punto di vista \u00e8 riflesso nel videoclip del pezzo dove in un futuro distopico una ragazza che ricorda molto una <strong>Katniss Everdeen<\/strong> della celebre saga cinematografica <strong>Hunger Games<\/strong> (anche per via della spilla che spesso viene mostrata nel video), fugge da delle guardie armate. C\u2019\u00e8 anche un costante insistenza visiva su quei tipici treni da bestiame che ricordano una delle pagine pi\u00f9 buie della nostra storia (la deportazione e lo sterminio degli Ebrei durante il Terzo Reich), per un video che mischia storia e cinema in maniera davvero encomiabile per una visione consigliatissima! Tra l\u2019altro la cosa carina \u00e8 che ogni videoclip si collega al successivo, dato che per esempio il video di <strong>Rising High<\/strong>, finisce con l\u2019inizio di quello di <strong>Break The Silence<\/strong> e quello di <strong>Break The Silence<\/strong> si conclude con l\u2019inizio del prossimo videoclip e pezzo di cui parleremo ora, ossia <strong>The Art Of Being Alone<\/strong> (il tutto ha anche senso trattandosi di un album concettuale).<\/p>\n<p>Questo brano per quanto ci riguarda rappresenta davvero uno dei migliori pezzi mai scritti dai <strong>Beyond The Black,<\/strong> con un featuring incredibilmente riuscito con il vocalist dei <strong>Lord Of The Lost<\/strong>. Il contrasto tra la voce di <strong>Jennifer<\/strong> e quella pi\u00f9 funerea e drammatica della voce maschile riesce a dare perfettamente vita alle emozioni intense del brano. Un brano riflessivo ed interiore che racconta le dinamiche di una persona intrappolata in un mondo fatto di isolamento che egli stessa si \u00e8 costruito \u2013 \u201cI made these stones my second skin, I build them high as I am locked within\u201d. Un mondo insomma che risulta essere sia un carcere che un rifugio -\u201cNo-one intrudes my secret hideaway, here I can find my inner peace\u2026\u201d \u2013 Dopo un duetto memorabile tra i due vocalist, esplode un ritornello assolutamente da pelle d\u2019oca per uno dei pezzi che abbiamo ascoltato di pi\u00f9 in assoluto nello scorso 2025 (anche questo era uscito come singolo) e anche in questo caso assolutamente da non perdere il videoclip che accompagna la canzone!<\/p>\n<p>La successiva <strong>Let There Be Rain<\/strong> in collaborazione con <strong>The Mystery Of The Bulgarian Voices<\/strong> (coro a cappella di voci bulgare), spiazza completamente l\u2019ascoltatore con questi cori giovanili in lingua giapponese su cui si poggiano dei riff belli heavy e granitici che danno in l\u00e0 alla maiuscola prova vocale di <strong>Jennifer Haben<\/strong>. Trapelano all\u2019interno del muro di suono anche dei \u201cswirl\u201d elettronici in sottofondo, mentre nel ritornello i cori giovanili si alternano alla voce di <strong>Jennifer<\/strong>. Quel \u201cI\u2019m gonna raise my head to the eye of the storm\u201d scandito dalla stessa vocalist rappresenta il fulcro concettuale della canzone, dove si parla di resilienza e della lotta contro un qualcosa che sembra pi\u00f9 grande di te. Un brano roccioso, catchy, ma allo stesso tempo dalle sonorit\u00e0 moderne e all\u2019avanguardia e con un altro ritornello splendido.<\/p>\n<p>Vocoder, effetti elettronici ed elementi sintetici ci introducono a <strong>The Flood<\/strong>, per quanto ci riguarda forse il pezzo meno riuscito del lotto dove la band spinge un pochino troppo e in maniera un pochino forzata su sonorit\u00e0 pi\u00f9 moderne tanto per il gusto di farlo. Beat in stile trap per qualche secondo e poi una bella esplosione vocale da parte della <strong>Haben<\/strong> per un brano interessante, innovativo, ma non esaltante come gli altri. Anche l\u2019assolo di chitarra rimane un pochino anonimo.<\/p>\n<p>Non poteva mancare una ballad in un disco dei <strong>Beyond The Black<\/strong> ed \u00e8 cos\u00ec che arriva <strong>Ravens<\/strong> (che tra l\u2019altro \u00e8 il nome adottato dalla fanbase della band). Chitarre acustiche, un\u2019atmosfera enigmatica e soffusa, per un meraviglioso crescendo sonoro anche da parte della stessa vocalist che in questo brano ci regala una performance di gran livello. Effetti elettronici minimali, cori in sottofondo e vocalizzi per un ritornello che viene ripreso in chiave pi\u00f9 heavy verso la fine del pezzo in grande stile.<\/p>\n<p><strong>Can You Hear Me<\/strong> ci presenta un altro featuring stavolta con i <strong>Lovebites<\/strong>, per un pezzo che strizza l\u2019occhio agli <strong>Amaranthe<\/strong> con il suo ritmo sferzante e il suo flirt con l\u2019elettronica. Forse stavolta il featuring tra le due voci non funziona in maniera cosi efficacie come nel caso di <strong>The Art Of Being Alone<\/strong> anche per via delle due voci che non hanno una differenza di tono cos\u00ec marcata. Questo brano \u00e8 davvero travolgente e pieno di energia ma non manca di momenti pi\u00f9 espressivi e drammatici.<\/p>\n<p><strong> (La Vie Est Un) Cin\u00e9ma<\/strong> come suggerisce il titolo, vede <strong>Jennifer Haben<\/strong> cimentarsi con la lingua francese in maniera molto convincente, anche e soprattutto per la pronuncia. Un fattore infatti che ci ha sempre stupito riguardo a questa ragazza sta nel fatto che nonostante la nazionalit\u00e0 tedesca, la sua pronuncia inglese \u00e8 assolutamente perfetta e non traspare per nulla nessuna deriva che possa far pensare al fatto che non sia madrelingua. Stessa cosa si potrebbe dire per la lingua francese, dato che anche il questo caso la sua pronuncia \u00e8 davvero encomiabile, per un pezzo che flirta con la synthwave e l\u2019elettronica ed esplode in un ritornello elegante e soave, con un feel tra broadway e hollywood e con quel testo in francese che dona quel tocco di classe in pi\u00f9 al brano. Non mancano per\u00f2 le chitarre e i riff di stampo heavy, ma cadenzati stavolta, mentre alla fine compare anche una voce maschile.<\/p>\n<p><strong> Hologram<\/strong> \u00e8 un altro gran pezzo e probabilmente si candida ad essere il nostro non-singolo preferito del platter con il suo approccio tipicamente pi\u00f9 heavy per delle sonorit\u00e0 che ci portano indietro al terzo platter della band <strong>Heart Of The Hurricane<\/strong>. L\u2019elettronica e i synth in questo pezzo scompaiono riportandoci quella vena pi\u00f9 \u201casciutta\u201d del sound della band. Il punto di forza di questo pezzo per\u00f2 \u00e8 il ritornello davvero convincente e catchy allo stesso tempo, mentre delle sezioni sinfoniche compaiono verso la fine del pezzo.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 con la conclusiva <strong>Weltschmerz<\/strong> che la band si regala l\u2019ennesima sorpresa in una semi-ballad sorretta dal violino cantata in tedesco dalla stessa <strong>Jennifer<\/strong>. Un\u2019altra prima volta quindi per quanto riguarda la band. Il brano nella sua prima parte con le sue orchestrazioni minimali e i suoi campionamenti elettronici potrebbe ricordarci qualcosa che possa derivare dalla penna di <strong>Arjen Lucassen<\/strong> anche grazie al suo vibe minimale ma allo stesso tempo atmosferico e cinematico. Il brano per\u00f2 verso la fine esplode improvvisamente in una sezione che francamente ci ha lasciato di stucco e che non ci aspettavamo. Molto interessante lo \u201cswitch\u201d linguistico dove <strong>Jennifer<\/strong> dal tedesco passa all\u2019inglese, quasi volendo evidenziare maggiormente questo cambiamento repentino di atmosfere anche con \u201cl\u2019escamotage\u201d del cambio di linguistico. Deliziosi anche i delicati vocalizzi con cui viene posta la parola fine alla canzone e all\u2019album.<\/p>\n<p>In definitiva i tedeschi <strong>Beyond The Black<\/strong> con il loro sesto full\u2013lenght in studio ci regalano uno degli album pi\u00f9 ambiziosi, variegati ed eclettici della loro discografia. Tra i flirt con la synthwave, l\u2019elettronica, i richiami etnici di alcuni passaggi, il concept, le liriche e il songwriting, la band dimostra di essere un\u2019entit\u00e0 in continua evoluzione, riuscendo comunque a mantenere quel nucleo sonoro che ha reso questa formazione cos\u00ec amata specialmente nel loro paese natio. Il termine Symphonic Metal va ormai strettissimo al gruppo tedesco, per una band che \u00e8 molto pi\u00f9 di questo e la cui ciliegina sulla torta \u00e8 sempre rappresentata dalla magnifica voce di <strong>Jennifer Haben <\/strong>che continua ad essere una garanzia in questo genere musicale. Insomma un disco maturo, variegato, ben scritto, ma che soprattutto contiene al proprio interno alcuni dei pezzi migliori della discografia della band, pezzi che in alcuni casi sono gi\u00e0 diventati delle nuove \u201chit\u201d dal vivo per il gruppo.<\/p>\n<p>                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; Truemetal vive grazie al suo pubblico. 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