{"id":30187,"date":"2025-08-05T18:31:08","date_gmt":"2025-08-05T18:31:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/30187\/"},"modified":"2025-08-05T18:31:08","modified_gmt":"2025-08-05T18:31:08","slug":"un-libro-al-giorno-una-notte-al-museo-russo-di-paolo-nori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/30187\/","title":{"rendered":"Un libro al giorno. Una notte al museo Russo di Paolo Nori"},"content":{"rendered":"\n<p>Quanto \u00e8 complesso trattare di cultura russa oggi? Con la guerra e le atrocit\u00e0 che sono ancora in atto, \u00e8 opportuno parlarne? Bisogna farlo a bassa voce o urlarlo? Questo libro di <strong>Paolo Nori<\/strong> \u00e8 un oggetto peculiare, modesto e semplice, che risponde a queste domande complesse con arguzia, senza pretese di verit\u00e0 ma mostrando un\u2019esperienza personale. Questa \u00e8 un viaggio che Nori ha fatto in Russia, a San Pietroburgo, nel 2023, con l\u2019obbiettivo di scrivere un libro sul Museo Russo della citt\u00e0, testo che pensato per inaugurare una collana di Laterza dedicata a vari musei, dal titolo, appunto, Una notte al museo, nella quale uno scrittore trascorre una notte in un museo e ne racconta le suggestioni. Ma il testo che ne risulta racconta invece pochissimo di quel museo (\u00abIl pi\u00f9 grande museo di cultura russa\u00bb, spiega Nori, studioso e traduttore di letteratura russa), concentrandosi sull\u2019esperienza del viaggio, sugli elementi interessanti presenti nella citt\u00e0, sull\u2019esperienze vissute con le persone e sulla dualit\u00e0 Russia\/Occidente.<\/p>\n<p>Quello di Nori \u00e8 un reportage culturale di sensazioni, in cui la risposta alle domande prima scritte \u00e8 la cultura, la letteratura, l\u2019arte russa stessa, distanti dalla politica: \u00abImmaginare, poi, che la mia ammirazione per la lingua, la cultura e la gente russa sia necessariamente ammirazione per i governanti, russi, sarebbe come immaginare che le migliaia di studenti che vengono, tutti gli anni, in Italia, ci siano venuti e ci vengano perch\u00e9 hanno ammirato Paolo Gentiloni, o Giuseppe Conte, o Enrico Letta, o Matteo Renzi, o Giorgia Meloni, o Mario Monti\u00bb.<\/p>\n<p>Tutto il libro segue questo stile elementare, fatto di periodi corti, coordinate secche, parole centellinate, spesso ripetute, dando alla lettura un ritmo veloce e musicale, come un pensiero preciso che vien costruito e detto man mano, senza vergogna di non sapere qualcosa. Le pagine volano cos\u00ec via veloci, tra commenti ironici, rimandi a numerosi scrittori e artisti, come Dostoevskij, Gogol\u2019, Malevich, ma anche le notti bianche, Stalin, il dissenso politico, le paure dei cittadini, la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Lo sguardo di Nori non \u00e8 mai accusatorio verso nessuno, n\u00e9 verso i russi n\u00e9 verso gli italiani che ergono i russi a nuovi demoni. Si limita solo a ricordare le cose pi\u00f9 importanti, come l\u2019importanza della grande letteratura, che non ha confini, e la costante volont\u00e0 di rimanere civili. Elementi sempre pi\u00f9 a rischio, come lo stesso autore ricorda pi\u00f9 volta con leggerezza. Quest\u2019ultima \u00e8 la sensazione che Una notte al museo Russo lascia pi\u00f9 di ogni altra, un fatto incredibile se si considerano i temi e gli autori di cui si parla nel libro; la prima cosa che si vuol fare, dopo aver finito il testo, \u00e8 andare in libreria e comprare un libro di Pu\u0161kin, o Dostojevskij o \u010cechov e leggerli, senza pensare ad altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quanto \u00e8 complesso trattare di cultura russa oggi? 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