{"id":302130,"date":"2026-01-11T22:56:12","date_gmt":"2026-01-11T22:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302130\/"},"modified":"2026-01-11T22:56:12","modified_gmt":"2026-01-11T22:56:12","slug":"farmaci-viventi-per-tutti-la-svolta-che-li-portera-sugli-scaffali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302130\/","title":{"rendered":"Farmaci viventi per tutti: la svolta che li porter\u00e0 sugli scaffali"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un problema di fondo con le terapie pi\u00f9 avanzate del mondo: sono terribilmente artigianali. Prendete i <strong>farmaci viventi<\/strong>, quelle cure che riprogrammano le nostre cellule per combattere il cancro. Funzionano? Spesso s\u00ec, in modo spettacolare. <strong>Sono accessibili? Nemmeno per sogno.<\/strong> Costano quanto un appartamento, richiedono settimane di preparazione e sono fatte su misura per ogni singolo paziente.<\/p>\n<p>Immaginate se per prendere un\u2019aspirina doveste aspettare che un chimico la sintetizzasse partendo dal vostro DNA, facendovi pagare centinaia di migliaia di euro. Ecco, siamo a quel punto l\u00ec.<\/p>\n<p>O meglio, eravamo a quel punto l\u00ec. Perch\u00e9 in un laboratorio della British Columbia qualcuno ha appena trovato il modo di trasformare questa sartoria di lusso in una produzione industriale. E no, la mia non \u00e8 un\u2019esagerazione, poi leggerete.<\/p>\n<p>La fine dell\u2019artigianato cellulare<\/p>\n<p>Il collo di bottiglia dei farmaci viventi \u00e8 sempre stato la fonte. Fino a ieri, bisognava prelevare le cellule del paziente, lavorarle in laboratorio e rimetterle dentro. Un processo lento, costoso e logisticamente da incubo. La soluzione ideale sarebbe avere cure \u201coff-the-shelf\u201d, pronte all\u2019uso, prelevabili da uno scaffale come una qualsiasi scatola di antibiotici (dei quali, tuttavia, <a href=\"https:\/\/www.futuroprossimo.it\/2023\/07\/resistenza-agli-antibiotici-ce-una-luce-di-speranza-anzi-due\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">non dobbiamo abusare<\/a>: scusate l\u2019off topic).<\/p>\n<p>Un team dell\u2019Universit\u00e0 della British Columbia (UBC) guidato da <strong>Peter Zandstra<\/strong> e <strong>Megan Levings<\/strong> ha fatto esattamente questo: ha capito come produrre in serie cellule immunitarie umane partendo da cellule staminali. Non una tipologia qualsiasi, <strong>ma i linfociti T, quelli che coordinano l\u2019intera risposta immunitaria.<\/strong><\/p>\n<p>Scheda dello Studio<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Ente di ricerca:<\/strong> University of British Columbia (UBC)<\/li>\n<li><strong>Ricercatori principali:<\/strong> Peter Zandstra, Megan Levings, Ross Jones<\/li>\n<li><strong>Anno pubblicazione:<\/strong> 2026<\/li>\n<li><strong>Rivista:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.cell.com\/cell-stem-cell\/fulltext\/S1934-5909(25)00444-8\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cell Stem Cell<\/a><\/li>\n<li><strong>Oggetto:<\/strong> Produzione di linfociti T helper da staminali<\/li>\n<li><strong>TRL:<\/strong> 4 \u2013 Validazione della tecnologia in ambiente di laboratorio<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" data-lazyloaded=\"1\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1000214444-1024x683.jpg\" alt=\"Farmaci viventi\"  data-\/><\/p>\n<p>Il Dott. Ross Jones, ricercatore associato dell\u2019UBC, nel laboratorio dove lavora per sviluppare terapie cellulari a partire dalle cellule staminali. Foto: Phillip Chin.Il segreto \u00e8 nel timing (e nel segnale Notch)<\/p>\n<p>Qui la faccenda si fa interessante (e un filo tecnica, ma restate con me). Per creare farmaci viventi efficaci, servono due tipi di cellule: i <strong>killer T<\/strong> (quelli che sparano) e gli <strong>helper T<\/strong> (quelli che dicono dove sparare e mantengono la carica). I killer li sapevamo gi\u00e0 fare. Gli helper? Un disastro. Non venivano mai bene.<\/p>\n<p>Il problema era un segnale biologico chiamato <strong>Notch<\/strong>. I ricercatori hanno scoperto che \u00e8 come la cottura della pasta: se lo lasci attivo troppo a lungo, scuoce tutto (e non ottieni le cellule helper). Se lo spegni troppo presto, resta crudo. Hanno trovato il minuto esatto in cui \u201cscolare\u201d le cellule, regolando il segnale Notch per indirizzare le staminali verso il destino desiderato.<\/p>\n<p>Il risultato? Cellule che non solo sembrano helper T, ma si comportano come tali. <strong>Hanno i recettori giusti, fanno il loro lavoro e, soprattutto, si possono produrre in quantit\u00e0 industriali.<\/strong><\/p>\n<p>Farmaci viventi: perch\u00e9 cambia tutto<\/p>\n<p>Non stiamo parlando solo di cancro. La possibilit\u00e0 di avere farmaci viventi pronti all\u2019uso apre porte che finora erano sprangate. <strong>Malattie autoimmuni, rigetto dei trapianti, malattie infettive. <\/strong>Se puoi produrre cellule che regolano il sistema immunitario (come i T reg, un sottotipo di helper) e averle pronte in frigo, <strong>cambi la prognosi di milioni di persone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ross Jones<\/strong>, uno degli autori (quello che vedete in foto), lo dice chiaramente: questo sistema \u00e8 \u201cdirettamente applicabile alla bio-produzione nel mondo reale\u201d. Tradotto dal ricercatorese: non \u00e8 una cosa che funziona solo in una provetta fortunata il gioved\u00ec pomeriggio. <strong>\u00c8 un processo scalabile.<\/strong><\/p>\n<p>Dallo scaffale al paziente: quanto manca?<\/p>\n<p>Ora, non corriamo. Avere la ricetta e la cucina industriale non significa che il piatto sia gi\u00e0 sul tavolo. Siamo ancora in una fase in cui questi farmaci viventi devono dimostrare di essere sicuri ed efficaci sugli esseri umani quanto lo sono le versioni personalizzate.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo a lungo termine, come dice la dottoressa Levings, \u00e8 avere scorte di cellule prodotte da fonti rinnovabili (le staminali) molto prima che il paziente entri in ospedale. Niente pi\u00f9 attese di settimane mentre il tumore avanza. Niente pi\u00f9 costi proibitivi che mandano in bancarotta i sistemi sanitari.<\/p>\n<p>Allora quando e come ci cambier\u00e0 la vita?<\/p>\n<p>L\u2019arrivo dei farmaci viventi \u201coff-the-shelf\u201d <strong>potrebbe abbattere i costi delle terapie CAR-T del 90% entro il 2032. <\/strong>Significa che cure oggi riservate a pochissimi casi disperati potrebbero diventare la prima linea di difesa standard anche negli ospedali di provincia.<\/p>\n<p>Mi chiedo spesso quando la medicina smetter\u00e0 di essere un\u2019arte eroica per diventare ingegneria affidabile. Con questi nuovi farmaci viventi, forse abbiamo appena posato il primo mattone della fabbrica. Resta da vedere se riusciremo a tenerla aperta per tutti, o solo per chi ha il biglietto vip.<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia, amici miei, e non dipende dalle cellule.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un problema di fondo con le terapie pi\u00f9 avanzate del mondo: sono terribilmente artigianali. 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