{"id":302212,"date":"2026-01-12T00:15:14","date_gmt":"2026-01-12T00:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302212\/"},"modified":"2026-01-12T00:15:14","modified_gmt":"2026-01-12T00:15:14","slug":"la-grazia-recensione-il-dubbio-come-forma-di-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302212\/","title":{"rendered":"La Grazia, recensione: il dubbio come forma di verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Tornando nel cinema di Paolo Sorrentino si resta sempre un minimo in attesa, <strong>pronti a percepire l\u2019impercettibile oltre le cose della vita<\/strong>. Questo regista ci ha abituati a un modus operandi che parte dal concreto per poi investire tutto il resto, facendo delle proprie storie motivo di riflessione pi\u00f9 ampio, sfaccettato e complesso, ma anche avvicinabile in qualche modo, <strong>vicino ai moti stessi di un\u2019esistenza che \u00e8 inevitabilmente comune a tutti quanti<\/strong>. Con <strong>La Grazia<\/strong> ci si ritrova coinvolti nel viaggio di un uomo apparentemente inamovibile nei gesti e nei modi, fermo eppure sospeso, tracciato da quella sospensione che \u00e8 insieme studio e messa in dubbio del conosciuto e del presunto tale.<\/p>\n<p>Disponibile nei cinema italiani dal 15 gennaio 2026, La Grazia mette in chiaro immediatamente un particolare <strong>connubio\/scontro fra raziocinio e vita<\/strong>, fra il seguire una filosofia studiata e l\u2019impagabile imprevedibilit\u00e0 dell\u2019esistere.<\/p>\n<p>Nel farlo, per\u00f2, il lungometraggio di Paolo Sorrentino dimostra nuovamente una particolare consapevolezza di fondo che <strong>abbandona subito qualsiasi intento didascalico<\/strong>, per abbracciare una sincerit\u00e0 di fondo che coinvolge sempre e comunque la sfera pi\u00f9 fragile dell\u2019umano.<\/p>\n<p>Un dilemma forse universale<\/p>\n<p>Al centro di La Grazia troviamo Mariano De Santis (Tony Servillo). Questo occupa il pi\u00f9 alto scranno della Repubblica, figura istituzionale di solida autorevolezza e rigore morale. Il suo profilo pubblico \u00e8 quello di un uomo che <strong>ha attraversato e vissuto il diritto e le istituzioni con disciplina e rispetto<\/strong>, incarnando una presidenza sobria, lontana da clamori e personalismi di sorta.<\/p>\n<p>La sua <strong>dimensione privata \u00e8 segnata da un\u2019assenza che pesa nel silenzio delle giornate<\/strong>, sempre occupate da un lavoro chiaramente vocazione. Rimasto vedovo, il protagonista di La Grazia vive un cattolicesimo intimo e riflessivo, mai ostentato.<\/p>\n<p>                    \u00a9 Andrea Pirrello<\/p>\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.spaziogames.it\/storage\/media\/2026\/01\/36763\/La-Grazia---Toni-Servillo-14---foto-\u00a9-Andrea-Pirrello-(1).jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/La-Grazia---Toni-Servillo-14---foto-\u00a9-Andrea-Pirrello-(1).jpg\"   alt=\"Immagine id 36763\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p>Accanto a lui c\u2019\u00e8 Dorotea (Anna Ferzetti), la figlia che ha tentato, da sempre, di seguire le sue orme professionali diventando giurista, e a lui legata da un\u00a0<strong>rapporto complicato che non ha mai trovato una prosecuzione emotiva troppo ordinata<\/strong>.<\/p>\n<p>Giunto alle battute finali del mandato, il tempo di De Santis pare dilatarsi tra rituali ripetuti e un\u2019agenda sempre pi\u00f9 leggera. La routine istituzionale, svuotata dell\u2019urgenza del potere, lascia spazio a una calma solo apparente, <strong>destinata a essere incrinata da decisioni rimandate forse anche fin troppo<\/strong>.<\/p>\n<p>Sul tavolo del Presidente arrivano infatti due richieste di grazia, <strong>entrambe complesse, entrambe capaci di mettere in crisi ogni facile certezza<\/strong>,\u00a0di pari passo con un&#8217;altra cosa.Qui l\u2019etica e l\u2019approccio pi\u00f9 amministrativo si annodano al punto di interrogare la coscienza prima ancora del diritto, e La Grazia si trasforma gradualmente in altro. Dilemmi che, in modo sottile e perturbante, finiscono per intrecciarsi con la sua storia personale.<\/p>\n<p>Assalito dal dubbio e costretto a guardare oltre le formule giuridiche, De Santis affronta l\u2019ultimo banco di prova della sua presidenza. <strong>La scelta che lo attende sembra non concedere n\u00e9 scorciatoie n\u00e9 neutralit\u00e0<\/strong>. Sar\u00e0 proprio nel momento della massima incertezza che emerger\u00e0 il peso della responsabilit\u00e0, e con essa la statura di un uomo chiamato a decidere fino in fondo.<\/p>\n<p>Guardare tutte le cose<\/p>\n<p>Quello che sorprende, di primo acchito, con La Grazia, \u00e8 proprio il suo essere tanto elegante e apparentemente distaccato quanto universale.<strong> L\u2019universalit\u00e0 delle tematiche \u00e8 una delle cose pi\u00f9 difficili, e al tempo stesso affascinanti<\/strong>, della pellicola di Sorrentino.<\/p>\n<p>                    \u00a9 Andrea Pirrello<\/p>\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.spaziogames.it\/storage\/media\/2026\/01\/36760\/La-Grazia---Da-sinistra-in-prima-fila-Milvia-Marigliano,-Roberto-Zibetti,-Toni-Servillo,-Simone-Colombari,-Orlando-Cinque---foto-\u00a9-Andrea-Pirrello-(1).jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/La-Grazia---Da-sinistra-in-prima-fila-Milvia-Marigliano,-Roberto-Zibetti,-Toni-Servillo,-Simone-Colo.jpeg\"   alt=\"Immagine id 36760\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p>Si passa dalla storia di un uomo molto potente, temuto quasi, e profondamente rispettato, a un <strong>racconto di intimo rammarico, di legami d\u2019amore perduti<\/strong>, per poi arrivare al tema della famiglia, alla morte e al significato della stessa esistenza.<\/p>\n<p>Un insieme di riflessioni del genere potrebbe spaventare, certo, eppure <strong>La Grazia riesce a tenere tutto insieme proprio grazie alla scrittura di fondo<\/strong>, sia in termini di sceneggiatura che di immagini.<\/p>\n<p>A spiccare, non a caso, sono alcuni dialoghi che diventano immediatamente citazioni iconiche, momenti di profonda introspezione che si rispecchiano nella stessa anima eccentrica di alcuni personaggi in particolare, guarda la Coco Valori portata sul grande schermo da Milvia Marigliano, ad esempio, trasformando <strong>un cinema tecnicamente studiato in uno specchio imperfetto e fragile<\/strong>, attraente proprio perch\u00e9 credibile nel suo incedere pi\u00f9 emotivo.<\/p>\n<p>Nel raccontare un periodo specifico della vita di un uomo, quindi, La Grazia di Paolo Sorrentino supera i limiti pi\u00f9 razionali del contesto di potere nel quale sceglie di svilupparsi e affonda il proprio sguardo in un <strong>mondo continuamente sospeso fra politica e conseguenze sull\u2019essere umano<\/strong>.<\/p>\n<p>Potere e sentimenti, ma anche amore e tormenti. Tutti questi tasselli tagliano continuamente una narrazione che si nutre di cinema e di letteratura, <strong>che si nutre di scrittura e imprime qualcosa oltre i suoi stessi personaggi<\/strong> e situazioni.<\/p>\n<p>                    \u00a9 Andrea Pirrello<\/p>\n<p>                                <a class=\"glightbox hover:brightness-110 !no-underline \" href=\"https:\/\/cdn.spaziogames.it\/storage\/media\/2026\/01\/36761\/La-Grazia---Orlando-Cinque-e-Toni-Servillo---foto-\u00a9-Andrea-Pirrello-(1).jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>                <img decoding=\"async\" class=\"!my-0 mx-auto object-contain aspect-auto \" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/La-Grazia---Orlando-Cinque-e-Toni-Servillo---foto-\u00a9-Andrea-Pirrello-(1).jpg\"   alt=\"Immagine id 36761\" title=\"\" loading=\"lazy\" width=\"896\" height=\"0\"\/><\/p>\n<p>                            <\/a><\/p>\n<p>\u00c8 proprio in questa capacit\u00e0 di non chiudere mai davvero le proprie domande che La Grazia trova il suo senso ultimo e finale. Sorrentino accompagna lo spettatore verso una fine che non \u00e8 risoluzione, ma sedimentazione, lasciando che <strong>il peso delle scelte, dei silenzi e delle rinunce continui a vibrare anche oltre l\u2019ultima inquadratura rimasta<\/strong>.<\/p>\n<p>De Santis non diventa mai simbolo puro, n\u00e9 semplice uomo qualunque, ma resta <strong>sospeso in quella zona intermedia che \u00e8 la pi\u00f9 onesta e la pi\u00f9 difficile da abitare<\/strong>. Il film sembra suggerire che guardare tutte le cose significhi accettarne la complessit\u00e0 senza dover necessariamente addomesticarla.<\/p>\n<p>La Grazia si chiude cos\u00ec come procede, con passo misurato e sguardo aperto, senza pretendere di spiegare il mondo ma limitandosi, con particolare lucidit\u00e0, a osservarlo. Si tratta di un cinema che non cerca consolazioni facili, quello della pellicola in questione, e che trova la propria forza <strong>nella fragilit\u00e0 che mette in scena, nel dubbio che non si scioglie<\/strong>, nel gesto che resta in bilico.<\/p>\n<p>Un lavoro per immagini che richiede attenzione e ascolto, e che<strong> ricompensa con un senso di intima risonanza<\/strong>, come se qualcosa, nel suo silenzioso procedere, avesse toccato un punto condiviso e difficile da definire in toto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tornando nel cinema di Paolo Sorrentino si resta sempre un minimo in attesa, pronti a percepire l\u2019impercettibile oltre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":302213,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-302212","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115879249472360622","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/302212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=302212"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/302212\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/302213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=302212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=302212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=302212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}