{"id":30226,"date":"2025-08-05T18:58:16","date_gmt":"2025-08-05T18:58:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/30226\/"},"modified":"2025-08-05T18:58:16","modified_gmt":"2025-08-05T18:58:16","slug":"saper-vedere-litalia-imparare-a-preservare-la-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/30226\/","title":{"rendered":"Saper vedere l&#8217;Italia. Imparare a preservare la bellezza"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un\u2019<strong>estate anomala<\/strong> rispetto a quelle degli ultimi anni. Dov\u2019\u00e8 il caldo soffocante? Dove sono le tapparelle abbassate e i condizionatori al massimo? Hanno ceduto il passo ai cieli cristallini, alle pioggerelle e ai prati verdi di una primavera prolungata. Un\u2019estate di tregua, o <strong>com\u2019era una volta<\/strong>, secondo qualcuno.<\/p>\n<p><strong>Agosto \u00e8 il mese in cui si percorre l\u2019Italia in lungo e in largo<\/strong>, per raggiungere o andarsene dall\u2019eletto luogo di villeggiatura, sia mare o montagna, lago o collina. Il <strong>mese delle partenze<\/strong>, insomma, cinematograficamente reso emblematico nell\u2019immaginario nostrano da una serie di film come \u201c<strong>Il sorpasso\u201d di Dino Risi<\/strong> o \u201c<strong>Un sacco bello\u201d di Carlo Verdone<\/strong>.<\/p>\n<p>Il viaggio in autostrada \u00e8 sempre un pretesto, per me, per farsi scorrere sotto gli occhi il panorama italiano con tutte le sue rapide, splendide, variazioni. Sar\u00e0 anche rimasto poco dello splendore che nel Seicento diventava lo scenario perfetto per le solenni composizioni arcadiche di <strong>Poussin<\/strong>, ma quel poco sopravvive come brace accesa sotto un cumulo di zone industriali, periferie, asfalto e cemento.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia \u00e8 bella e particolare<\/strong> perch\u00e9 <strong>a un bel contesto naturale<\/strong> si \u00e8 unita la <strong>cura dalla mano dell\u2019uomo<\/strong> che da millenni vi abita. Un <strong>incontro tra favore della natura e ingegno umano<\/strong>, <strong>fragile<\/strong> perch\u00e9 precario e minacciato da forze avverse che siano speculazione, incuria, disinteresse, disamore o ogni altra nefandezza pensabile.<\/p>\n<p>Vale la pena, in questo fresco agosto, meditare su questo leggendo le parole di <strong>Giorgio Bassani,<\/strong> grande scrittore che in prima persona si batt\u00e9 per preservare un\u2019<strong>Italia da salvare<\/strong> \u2013 com\u2019\u00e8 il <strong>titolo del libro che raccoglie i suoi vari articoli, scritti, interventi a riguardo<\/strong> \u2013 gi\u00e0 settant\u2019anni fa.<\/p>\n<p>Scritti che raccontano di una <strong>lotta appassionata per preservare e salvare qualcosa che in molti casi \u00e8 andato perduto<\/strong> <strong>ma in tanti altri \u00e8 rimasto<\/strong>, e forse qualche merito a persone cos\u00ec dovrebbe essere riconosciuto non solo da un pubblico pi\u00f9 specialistico.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"404\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/giorgio-bassani-404x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-56418\"  \/>Giorgio Bassani. Foto di: De Bezige Bij<\/p>\n<p>Per fare un esempio, nel <strong>1962 Bassani<\/strong> parl\u00f2 al consiglio comunale della sua citt\u00e0, <strong>Ferrara<\/strong>, in merito agli <strong>interventi di edilizia urbana nel centro storico<\/strong>, nella citt\u00e0 estense bellissimo e frutto di aggregazione di nuclei di epoche diverse, culminante nella splendida addizione rinascimentale per mano di <strong>Biagio Rossetti<\/strong>, il <strong>primo architetto che seppe vedere una citt\u00e0 nel suo insieme<\/strong>.<\/p>\n<p>Il tema dell\u2019intervento davanti ai consiglieri comunali era in particolare incentrato sulla convenienza o meno di aprire con pesanti demolizioni le strette strade del centro storico, e in particolare la caratteristica <strong>via San Romano<\/strong>, al traffico automobilistico.<\/p>\n<p>\u201cIn <strong>Italia<\/strong>, le <strong>culture locali<\/strong> erano fino a poco fa pienamente efficienti, consentendo alle citt\u00e0 di provincia, <strong>Ferrara<\/strong> compresa, di mantenere integro il proprio carattere, di conservare intatto il proprio volto. In ogni centro, anche piccolo, esisteva un gruppo di valentuomini, capaci di proteggere il patrimonio urbanistico locale dalle manomissioni pi\u00f9 brutali e sfacciate, di riaffermare, con la loro azione, il valore inestimabile della tradizione. Fino a poco fa, un architetto che volesse costruire in provincia doveva tener conto della presenza, in loco, di una cultura ancora viva, di una societ\u00e0 ancora in grado di esprimere un\u2019opinione.\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Quindi, <strong>Bassani<\/strong> mette in luce la necessit\u00e0 che architetti, ingegneri, urbanisti, assessori, cittadinanza ricordassero che <strong>una citt\u00e0 va vista nel suo insieme, come faceva Biagio Rossetti, e non nel singolo lotto edificabile<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cLo \u201c<strong>sventramento\u201d di questa meravigliosa contrada<\/strong>, nata quasi per lento accumulo, per insensibile deposito della vita, fu concepito in epoca fascista dall\u2019architetto <strong>Di Fausto<\/strong>. Si sarebbe potuto pensare che, crollato il fascismo, il progetto di scempio di <strong>S. Romano<\/strong> sarebbe stato accantonato. Invece no. Lo scempio ormai \u00e8 in pieno atto, per dar luogo a un quartiere che, quando sar\u00e0 \u201crisanato\u201d, risulter\u00e0 comodo per le macchine, certamente, ma sar\u00e0 anche privo di qualsiasi carattere. Che cosa importer\u00e0, allora, di aver salvato dalla distruzione qui una casetta trecentesca, l\u00e0 una finestrina gotica, l\u00e0 un colonnato romanico? L\u2019effetto raggiunto non sar\u00e0 troppo diverso da quello che fanno le chiese ortodosse di <strong>Mosca<\/strong>, o il centro storico di <strong>Varsavia<\/strong>, o <strong>Por Santa Maria a Firenze.<\/strong>\u201d<\/p>\n<p>Non serve a molto, quindi, salvare un muro demolendo l\u2019intera chiesa di cui esso \u00e8 parte. E dopo aver posato lo sguardo sulla chiesa, bisogna sforzarsi di posarlo sulla piazza che vi \u00e8 antistante, e poi sulle strade che da essa partono, e poi agli edifici che vi si affacciano, ai quartieri, alla cinta muraria, alle espansioni residenziali e infine a tutto quello che vi \u00e8 nei dintorni.<\/p>\n<p>Guardando l\u2019<strong>Italia<\/strong> scorrere sotto gli occhi in autostrada, <strong>mi riprometto ogni volta di alzare lo sguardo al di sopra del guardrail e di provare a vedere la citt\u00e0, la campagna, il paesaggio<\/strong>. Di <strong>ripensare<\/strong>, almeno idealmente, <strong>al nostro paese come organismo complesso che sarebbe bello nel suo insieme e non soltanto nei suoi dettagli da cartolina<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Entrambe le citazioni sono estrapolate da Giorgio Bassani, Italia da Salvare. Gli anni della Presidenza di Italia Nostra (1965-1980), Feltrinelli, 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 un\u2019estate anomala rispetto a quelle degli ultimi anni. Dov\u2019\u00e8 il caldo soffocante? Dove sono le tapparelle abbassate&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":30227,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-30226","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30226\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}