{"id":302603,"date":"2026-01-12T07:24:12","date_gmt":"2026-01-12T07:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302603\/"},"modified":"2026-01-12T07:24:12","modified_gmt":"2026-01-12T07:24:12","slug":"il-palazzo-cozza-caposavi-a-bolsena-tra-arte-antica-e-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302603\/","title":{"rendered":"Il Palazzo Cozza Caposavi a Bolsena tra arte antica e contemporanea"},"content":{"rendered":"<p>Un nuovo spazio per l\u2019arte contemporanea nel cuore di un palazzo storico. Cos\u00ec hanno aperto al pubblico nel corso del 2025 <strong>le Scuderie di<\/strong> <strong>Palazzo Cozza Caposavi<\/strong>, a <strong>Bolsena,<\/strong> parte dell\u2019omonima dimora con oltre 500 anni di storia alle spalle. Il nuovo spazio contemporaneo \u00e8 solo l\u2019ultimo tassello dell\u2019offerta culturale del centralissimo palazzo, che vanta <strong>la pi\u00f9 grande collezione d\u2019arte privata aperta al pubblico <\/strong>della provincia di Viterbo, dedicata all\u2019arte antica.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/palazzo-cozza-caposavi-4-1024x683.jpeg\" alt=\"Nel borgo di Bolsena la dimora cinquecentesca che si apre all\u2019arte contemporanea. Storia di Palazzo Cozza Caposavi\" class=\"wp-image-1204724\"  \/>Palazzo Cozza CaposaviPalazzo Cozza Caposavi a Bolsena<\/p>\n<p>Appartenente alla<strong> famiglia dei conti Cozza Caposavi<\/strong>, che ne ha mantenuto la propriet\u00e0 nei secoli, il palazzo fu eretto nella piazza centrale di Bolsena intorno al 1561 per volere del Cardinale Tiberio Crispo, governatore per conto dello stato pontificio in citt\u00e0 (nonch\u00e9 figlio di Silvia Ruffini, vedova e concubina del futuro Papa Paolo III Farnese, originario di queste zone). Dopo l\u2019allontanamento del cardinale da Bolsena, il Palazzo fu diviso tra i Cozza e i Caposavi fino al XVIII Secolo, quando le due famiglie si unirono accorpando i propri spazi (da cui poi sar\u00e0 esclusa una parte negli Anni \u201930 del \u2018900). Non essendo residenziale, il palazzo non ha subito grandi trasformazioni, preservando gran parte del mobilio, le decorazioni e i pavimenti in cotto, oltre a<strong> una collezione libraria di oltre diecimila volumi<\/strong>, dal Cinquecento ai giorni nostri (con prime edizioni autografe di Giovanni Verga o Gabriele D\u2019Annunzio e il primo vocabolario della lingua italiana).<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Bolsena come tappa obbligata e centro turistico\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Storicamente, Bolsena \u00e8 stata <strong>una tappa necessaria per i viaggiatori del centro Italia<\/strong>, dato che la Via Cassia \u00e8 stata per secoli la principale strada tra la Toscana e il Lazio sull\u2019antico percorso della Francigena: i viaggiatori illustri, dal Grand Tour in poi, che passavano da questo territorio erano spesso ospiti del palazzo, da Balthus (che cur\u00f2 il restauro di alcune pareti) a Stendhal, da Guglielmo Marconi a Federico Fellini. Nella prima met\u00e0 del Novecento, con la realizzazione dell\u2019Autostrada del Sole, Bolsena venne sfavorita: non si passava pi\u00f9 di l\u00ec per andare da Roma a Firenze, ma nei presso della vicina Orvieto. La cittadina riacquista importanza solo nella seconda met\u00e0 del secolo come destinazione turistica. Oggi le stanze dove erano accolti gli ospiti pi\u00f9 importanti fanno parte di un albergo con enoteca al piano terra, fondato e amministrato da <strong>Francesco Cozza Caposavi.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019arte contemporanea a Bolsena<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del Novecento, l\u2019arte contemporanea ha trovato una propria strada per Bolsena quando il leggendario gallerista romano<strong> Plinio de Martiis<\/strong> della Galleria della Tartaruga vi affitt\u00f2 un casale di propriet\u00e0 proprio dalla famiglia Cozza Caposavi. Qui portava i giovani Alberto Burri, Tano Festa, Mario Schifano, Franco Angeli, Gino De Dominicis, Cy Twombly, che non a caso realizz\u00f2 le opere Bolsena, una delle quali offerta come affitto ai Cozza Caposavi e rifiutata (e poi battuta da Christie\u2019s per oltre 40 milioni di euro). Le foto di de Martiis (patito della macchina fotografica), conservate all\u2019Archivio Stato Latina, sono state peraltro esposte nelle Scuderie prima della ristrutturazione nella mostra Meravigliosi quegli anni.<\/p>\n<p>Le Scuderie di Palazzo Cozza Caposavi<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che in passato il palazzo ha gi\u00e0 ospitato mostre di artisti come Alessandro Twombly e Christopher Makos, e che la famiglia dei conti gestisce un programma in collaborazione con gli artisti nel privato <strong>Parco del Grancaro <\/strong>(aperto al pubblico ogni estate), \u00e8 solo nell\u2019ultimo anno che <strong>l\u2019arte contemporanea \u00e8 entrata qui in uno spazio ad hoc, all\u2019interno delle Scuderie da poco ristrutturate<\/strong> (un intervento realizzato tramite bando dell\u2019Associazione Dimore Storiche Italiane e Airbnb). La scorsa estate ha aperto una prima mostra di <strong>Oliviero<\/strong> <strong>Rinaldi<\/strong> (a cura di Francesco Cozza Caposavi e Francesca Perti) seguita a dicembre (e aperta fino a febbraio 2026) da quella di <strong>Tommaso<\/strong> <strong>Cascella<\/strong>, curata da Claudio Strinati e cofinanziata dal Comune di Bolsena (dove Cozza Caposavi \u00e8 consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura).<\/p>\n<p>\u201cL\u2019idea era quella di portare delle mostre da grandi citt\u00e0 anche in spazi periferici, e far conoscere in una nuova veste un luogo storicamente avocato alla cultura classica e antica come Bolsena\u201d, spiega ad Artribune <strong>Francesco Cozza Caposavi<\/strong>. \u201cLo spazio ristrutturato, totalmente bianco, permette di ospitare facilmente delle mostre contemporanee, anche con un taglio diverso. Quest\u2019ultima, per esempio, non \u00e8 stata una mera esposizione di opere ma una vera <strong>Wunderkammer<\/strong> con quadri e grafiche accostati a oggetti, arredi e suppellettili creati dall\u2019artista, permettendo di entrare in una camera dove tutto era realizzato da Tommaso Cascella. Andando a stupire sia gli addetti ai lavori sia i fruitori comuni e i curiosi\u201d. E nei prossimi mesi? Anticipa Cozza Caposavi che sono in programma mostre dell\u2019artista <strong>Ernesto<\/strong> <strong>Lamagna<\/strong> (Napoli, 1945) e del fotografo <strong>Michele Stanzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Giulia Giaume<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un nuovo spazio per l\u2019arte contemporanea nel cuore di un palazzo storico. 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