{"id":302687,"date":"2026-01-12T08:29:10","date_gmt":"2026-01-12T08:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302687\/"},"modified":"2026-01-12T08:29:10","modified_gmt":"2026-01-12T08:29:10","slug":"notte-su-un-compattatore-dellamsa-noi-spazzini-facciamo-funzionare-milano-nei-cassonetti-ce-il-mondo-anche-frigoriferi-e-pistole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/302687\/","title":{"rendered":"Notte su un compattatore dell&#8217;Amsa: \u00abNoi spazzini facciamo funzionare Milano. Nei cassonetti c&#8217;\u00e8 il mondo, anche frigoriferi e pistole\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Allegra Ferrante<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Pasquale Collura \u00e8 tra i 2.500 operatori ecologici della municipalizzata: \u00abPrima di scoperchiare un bidone, attendo un attimo: anni fa trovammo un feto abbandonato\u00bb. La routine sono \u00abclochard tra i cartoni, portiere spalancate, monopattini negli angoli ciechi\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abPrima di scoperchiare un bidone, attendo un secondo\u00bb. <\/b>\u00c8 una pausa brevissima: sollevare, controllare, scaricare. \u00abLa paura \u00e8 quel momento in cui il peso non torna\u00bb. <b>Pasquale Collura in Amsa \u00e8 un veterano. Mani grandi, consumate.<\/b> Trent\u2019anni di turni. Eppure, ogni mattina, controlla i cartoni uno ad uno. <b>Il suo mestiere ha un nome antico: spazzino. <\/b>A Milano, se ne contano circa 2.500. \u00ab\u00c8 la parola giusta \u2014 dice \u2014Non c\u2019\u00e8 niente di cui vergognarsi\u00bb. La chiama <b>\u00abla gialla\u00bb, la divisa fluorescente:<\/b> \u00e8 un segno di appartenenza, quasi una piccola missione civile. Nel 2010, svuotando un cassonetto<b> in Stazione Centrale, un suo collega trov\u00f2 un feto abbandonato<\/b>. \u00abDa allora, penso sempre: e se ci fosse qualcosa che non voglio vedere?\u00bb. I movimenti degli operatori ecologici sono automatici: un passo indietro, un colpo al gancio, il piede piazzato dove la lamiera non morde.<b> \u00c8 una danza. Sporca, meccanica, ma perfetta. Ogni rumore \u00e8 un\u2019informazione.<\/b> Ogni odore, un\u2019allerta. Il Corriere ha trascorso un turno all\u2019alba con una squadra del dipartimento Zama, uno dei quattro centri operativi che scandiscono la pulizia della citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abEssere donna qui?\u00bb<\/b> sorride Ednairan Feitosa da Silva, 44 anni. \u00abOgni giorno dimostri che non sei di vetro\u00bb. Alle 4.50 il tornello ruota lento. Sul display, la x rossa si spegne a ogni ingresso. Negli spogliatoi femminili\u2014 neon che tremano, odore di detersivo\u2014 la \u00abBrasiliana\u00bb, cos\u00ec la chiamano, agita una paletta in un bicchiere d\u2019acqua che si fa arancione.<b> \u00abVitamina C\u00bb spiega. \u00abSe ti ammali, rallenti tutti\u00bb. <\/b>Gli orecchini ampi oscillano mentre indossa il gilet giallo rifrangente; una fascia le contiene i capelli.  \u00c8 una vanit\u00e0 rapida, fatta senza specchio, che non le toglie ritmo. \u00abSono stata assunta per l\u2019area verde, ma ti insegnano a fare tutto\u00bb. Svuota cestini, <b>raccoglie mozziconi e cartacce con la pinza, sposta sacchi,<\/b> segnala criticit\u00e0 sul report di fine turno. Compaiono notifiche sul suo telefono: due frasi brevi dei figli, 12 e 16 anni. Risponde con un audio in portoghese. \u00abChiudi il gas, controlla il portone, accompagna a scuola tuo fratello\u00bb. <b>La sua giornata inizia ben prima che si rischiari.<\/b> \u00abLascio la colazione pronta, le sveglie impostate\u00bb. \u00c8 una mamma single, in Italia da vent\u2019anni. A San Paolo studiava biologia, poi ha seguito un amore. <b>\u00abHo lasciato tutto: universit\u00e0 e lavoro. Oggi non lo rifarei.<\/b> \u00c8 stata una rinuncia a me stessa\u00bb. Nel mezzo almeno venti lavori: lavapiatti, portinaia, segretaria, addetta agli scaffali. \u00abMi sono stancata di essere quella che si adatta. Qui decido io: se c\u2019\u00e8 da fare, faccio. Se c\u2019\u00e8 da pulire, pulisco.<b> Non mi spaventa niente, nemmeno i clochard quando urlano\u00bb.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una fila diagonale di guanti e pettorine si assottiglia davanti allo sportello che distribuisce le zone: una cartellina, l\u2019itinerario del giorno, e le squadre pronte a sparpagliarsi per Milano.<b> Il piazzale \u00e8 un anfiteatro di compattatori verdi e bianchi.<\/b> I mezzi a metano sono attaccati ai tubi, la scritta \u00abTrasformiamo i rifiuti in risorse\u00bb corre sul fianco di un camion in uscita. \u00abOggi zona dei cartoni: via Vetere, Molino delle Armi, De Amicis\u00bb, dice <b>Andrea Amico, 33 anni, l\u2019autista della squadra. Prima vendeva polli da Giannasi<\/b>, contratti di pochi mesi, la sensazione di \u00abessere in gabbia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMilano cambia ogni giorno.<b> Io volevo esserci dentro, migliorarla pezzo per pezzo.<\/b> Siamo noi che la leggiamo per primi\u00bb. La mattina non si dilunga.  \u00abTimbro il cartellino, mi cambio e ispeziono il mezzo\u00bb. Unica parentesi: le discussioni sul Milan con i colleghi. \u00abQuelle non finiscono mai\u00bb. Poi scivola nella sua \u00abvita fuori\u00bb: <b>odori pungenti e rumori metallici. <\/b>Un turno che corre parallelo al mondo degli altri. \u00abSacrificante, ma \u00e8 il lavoro giusto per me\u00bb. Andrea \u00e8 entrato in Amsa nel 2017. \u00abHo imparato dai vecchi\u00bb. Il motocarro nei mercati, i camion pi\u00f9 piccoli. \u00abCon la patente C, mi hanno messo sugli autocompattatori\u00bb. In cabina, <b>non stacca gli occhi dagli schermi laterali. <\/b>Li controlla di continuo. Una mano sul volante, l\u2019altra pronta sul freno di stazionamento. Le manovre sono chirurgiche. D\u00e0 priorit\u00e0 alle vie che si riempiranno di traffico:<b> prima le strettoie, poi gli incroci. <\/b>Con la squadra basta un urlo breve per segnalare un\u2019auto che stringe, un pedone che sbuca. \u00abNon \u00e8 un lavoro per tutti\u00bb dice. \u00abPu\u00f2 capitarti di tirare su un sacco e <b>trovarci una pistola smontata. A me \u00e8 successo<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre la citt\u00e0 \u00e8 ancora una somma di finestre spente e portoni chiusi, il camion solleva il cassonetto e lo ribalta dentro il vano. Un colpo secco, poi il ronzio della compressione.<b> Solo ambulanze, pattuglie, la 90 che passa regolare. <\/b>In tre chilometri di turno, pu\u00f2 succedere di tutto. \u00abIn via Mezzofanti ho dato un colpo di clacson per avvisare un ragazzo in scooter. \u00c8 sceso,<b> ha aperto la giacca e mi ha fatto vedere un\u2019arma. In silenzio\u00bb<\/b>. La squadra funziona come cautela. \u00c8 una piccola compagnia fissa: uno conduce, i due aggrappati ai maniglioni posteriori intercettano. Il camion verde avanza a passo d\u2019uomo. La velocit\u00e0 \u00e8 tarata sui comandi della macchina. \u00abIl tempo di vuotatura lo fa il compattatore\u00bb, spiega.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019alba, vista dal retro, \u00e8 una luce che si riflette nelle pozzanghere. \u00abIn questo lavoro <b>non bisogna mai abbassare la guardia<\/b>\u00bb ripete Pasquale. I clochard che dormono tra i cartoni, portiere spalancate all\u2019improvviso, monopattini che spuntano negli angoli ciechi. <b>Ogni giro ha la sua parte scomoda: la periferia.<\/b> Ha il suono dei sacchi tagliati da chi ci rovista dentro. Corvetto, Gratosoglio, alcune vie della vecchia cintura: \u00abUn massacro\u00bb. <b>Vetri sparsi nell\u2019umido, cartone nell\u2019indifferenziato, <\/b>frigoriferi in mezzo al marciapiede. \u00abDevi spalare, spazzare, litigare. \u00c8 frustrante, ma noi restiamo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abNon siamo invisibili\u00bb, sottolinea Emilia Verderio<\/b>, 48 anni, due figli adolescenti. \u00abSe non passiamo noi, Milano si impunta\u00bb. I cassonetti restano pieni, <b>l\u2019umido fermenta, i rifiuti diventano disordine.<\/b> \u00abNon \u00e8 solo pulire. \u00c8 far funzionare una citt\u00e0 di due milioni di persone che transitano\u00bb. La spazzatrice lascia Ednairan sotto i portici: \u00e8 stata assegnata alla zona del centro. \u00abDuomo all\u2019alba \u00e8 un miracolo\u00bb dice, mentre prende la pinza, controlla i guanti. \u00ab<b>A volte entro un minuto in cattedrale a pregare.<\/b> Sono da sola, la mia voce rimbomba ovunque\u00bb. Con i colleghi si dividono piazza e vie laterali. Ogni dieci passi i segni del delivery: cartoni di sushi, box di poke, vaschette di insalata. \u00abMolti non sanno che siamo noi a togliere le cose che non devono stare l\u00ec\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il rapporto con i cittadini \u00e8 fatto di estremi. <\/b> \u00abC\u2019\u00e8 chi ti blocca e urla \u201clavoriamo anche noi\u201d\u00bb racconta Pasquale. \u00abQualcuno ti insulta pure\u00bb. Lui incassa. \u00abLo capisco: la gente \u00e8 di fretta\u00bb. Ednairan ai clacson pi\u00f9 aggressivi risponde con le mani a cuore. \u00abIn corso Venezia, <b>Dorotea ci aspetta ogni marted\u00ec con una tazzina di caff\u00e8\u00bb<\/b>. Sono i portinai storici, \u00abun bene prezioso\u00bb. Li conoscono per nome, scambiano due parole sul meteo. Altri invece si tappano il naso, commentano \u00abche puzza\u00bb, e un attimo dopo domandano: \u00abMi d\u00e0 una mano a buttare questo?\u00bb. \u00abLa collaborazione quotidiana tiene insieme Milano pi\u00f9 di quanto sembri\u00bb, precisa Pasquale. Custodi che anticipano il turno, negozianti che lasciano bidoni pronti, condom\u00ecni che imparano gli orari giusti. \u00abLi tiro fuori adesso\u00bb, \u00abLe lascio questo sacco\u00bb, \u00abPassate dopo le nove\u00bb. <b>Piccole intese che evitano ingorghi,<\/b> sacchi esplosi, lamentele. Ogni tanto qualcuno si ferma davvero: \u00abGrazie\u00bb. \u00abCi fa effetto\u00bb assicura Emilia. \u00abDi solito ci notano solo quando qualcosa non va\u00bb. <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_gennaio_11\/a-milano-arriva-il-fohn-il-vento-gelido-ma-poi-il-freddo-lascera-il-posto-a-una-settimana-molto-piovosa-341a6465-3c19-4c2e-a8f2-90e8f4790xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Poi c\u2019\u00e8 il freddo,<\/a> l\u2019unico limite che non ascolta nessuno: taglia le mani, rallenta i movimenti, toglie respiro. \u00abMa il turno non aspetta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl mio sogno \u00e8 diventare accertatrice\u00bb. Ednairan costruisce l\u2019idea di una carriera. <b>L\u2019azienda ha corsi interni, patentini, avanzamenti: <\/b>\u00abSe dimostri che sai lavorare, ti fanno crescere\u00bb. Quando i camion rientrano, in pedana si resta attaccati ai maniglioni finch\u00e9 il mezzo non si ferma dentro la piazzola. <b>Il compattatore mastica carta e sputa odore di suolo bagnato.<\/b> \u00abSi dorme poco, ma il primo turno mi piace: la citt\u00e0 \u00e8 tutta nostra e la sera sono con la famiglia\u00bb, spiega Emilia. I portelloni si chiudono, la pedana smette di vibrare. Nessun applauso, solo il rumore metallico di un gancio che si chiude.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pasquale guarda le scarpe impregnate di fango. Andrea chiude la cabina, sistema la cartellina con il report.<b> \u00abQuando la citt\u00e0 si riempie noi siamo gi\u00e0 stanchi\u00bb<\/b>, dice. \u00abMilano \u00e8 bella cos\u00ec. Quando si accende pezzo per pezzo\u00bb. Le serrande si sollevano, i tram si riempiono, i primi pendolari li guardano scivolare fuori. Poco prima di mezzogiorno lasciano il turno e il mondo si riallinea a quello degli altri: commissioni, scadenze, compagni da avvisare. Ednairan scrive a suo figlio Mattia: \u00abPer l\u2019una sono a casa\u00bb. Andrea attraversa la mensa. Si passa una mano sul viso. <b>\u00abChiss\u00e0 cosa hanno trovato, stanotte\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_milano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Milano<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=41&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorMilano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-12T08:53:53+01:00\">12 gennaio 2026 ( modifica il 12 gennaio 2026 | 08:53)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Allegra Ferrante Pasquale Collura \u00e8 tra i 2.500 operatori ecologici della municipalizzata: \u00abPrima di scoperchiare un 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