{"id":303045,"date":"2026-01-12T13:19:10","date_gmt":"2026-01-12T13:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303045\/"},"modified":"2026-01-12T13:19:10","modified_gmt":"2026-01-12T13:19:10","slug":"la-recensione-eva-victor-dimostra-che-si-puo-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303045\/","title":{"rendered":"la recensione. Eva Victor dimostra che &#8220;si pu\u00f2 fare!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;elaborazione di un trauma, ma raccontata senza tragedie vittimiste e senza nevrosi inutili, ma con efficacia, ironia stralunata e tanta sincerit\u00e0. \u00c8 nata una nuova Miranda July? La recensione di Sorry, Baby di Federico Gironi.<\/p>\n<p><strong>Eva Victor. Segnatevi questo nome, perch\u00e9 \u00e8 molto probabile che di lei sentiremo ancora parlare. <\/strong><br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Eva Victor<\/strong> \u00e8 un\u2019attrice. Nata in Francia, trasferitasi negli USA, ha lavorato a lungo a <strong>Comedy Central<\/strong> e poi in pi\u00f9 di trenta episodi della serie <strong>Billions<\/strong>. La sceneggiatura di questo suo <strong>primo film da regista<\/strong> \u00e8 stata scritta dopo un periodo pandemico trascorso a nutrirsi in maniera onnivora di cinema, e con la realizzazione di voler parlare di una questione personale. Ma questo in fondo non ci interessa pi\u00f9 di tanto, non \u00e8 che stiamo qui a valutare un film da quanto la regista assomigli per davvero al personaggio che racconta. <br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Quello che qui dobbiamo dire, un po\u2019 come Frederick Frankenstein, \u00e8 che \u201csi pu\u00f2 fare!\u201d<\/strong>.<br \/>&#13;<br \/>\nFacciamo un passo indietro. La storia di <strong><a href=\"https:\/\/www.comingsoon.it\/film\/sorry-baby\/67294\/scheda\/\" target=\"_blank\" title=\"Sorry, Baby\" rel=\"nofollow noopener\">Sorry, Baby<\/a> <\/strong>\u00e8 quella di Agnes (Victor), una giovane donna che vive nel New England. Abita nella casa che occupava gi\u00e0 da studentessa (ma non immaginatevi squallidi appartamenti da fuori sede, \u00e8 una gradevole e ampia villetta con anche una piacevole veranda vetrata) e insegna letteratura inglese nella piccola universit\u00e0 dove ha studiato. Il film inizia con l\u2019arrivo a casa di Agnes di Lydie, la sua migliore amica che era stata sua coinquilina mentre studiavano, e che ora vive a New York e aspetta un bambino. Da qui si parte, e si racconta, con una cronologia frantumata in diversi capitoli, quel che \u00e8 accaduto a Agnes cinque anni prima e da allora all\u2019oggi. Cinque anni prima, quando Agnes \u00e8 stata aggredita sessualmente dal professore che la assisteva nella stesura della sua tesi. <\/p>\n<p>\u201cAbiti ancora qui\u201d, dice Lydie all\u2019amica all\u2019inizio del film: sottolineatura garbata di quel che capiremo nel corso del racconto, ovvero del fatto che <strong>Agnes \u00e8 bloccata in un eterno presente da una mancata elaborazione del trauma<\/strong>. Ma ecco, qui cominciamo a dire \u201csi pu\u00f2\u201d fare. Perch\u00e9 con S<strong>orry, Baby Eva Victor<\/strong> dimostra che <strong>\u201csi pu\u00f2 fare\u201d di raccontare qualcosa di cos\u00ec drammatico &#8211; il trauma, certo, ma ancora di pi\u00f9 il vivere con questo) senza essere necessariamente drammatici, e soprattutto senza essere vittimisti<\/strong>. <strong>Sorry, Baby<\/strong> non \u00e8 forse definibile un film allegro, ma \u00e8 un film che, come Agnes, rifiuta di piangersi addosso e cerca nella leggerezza, in <strong>un umorismo ironico e strampalato<\/strong>, in una dinamica magari non fatalista ma comunque pragmaticamente realista &#8211; si veda il discorso finale di Agnes al neonato di Lydie &#8211; una forma di reazione alla ferita emotiva.<br \/>&#13;<br \/>\nSi pu\u00f2 fare, anche, in questo momento storico, di presentare personaggi appartenenti alla galassia queer (come Lydie), e che usano i pronomi come i giovani di oggi, senza far sembrare che ogni scelta sia un impavido atto di coraggio, un mostrare il petto nudo alle frecce del nemico o un rivendicare (passivo) aggressivo la propria diversit\u00e0, ma come una scelta semplice e naturale. <strong>Si pu\u00f2 fare di raccontare da una prospettiva un personaggio ferito e un pochino nevrotico, come quello di Agnes, senza eccedere in bipolarismi, esplosioni di pianto o frenesie di entusiasmi sopra ogni riga<\/strong>. <br \/>&#13;<br \/>\nGrazie al cielo <strong>Eva Victor<\/strong> \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano dal modello, per fare un facile esempio, di una <strong>Greta Gerwig<\/strong> tanto insopportabilmente nevrotica sullo schermo quanto paladina di battaglie a favore di Instagram quando fa film. Casomai, complice una fisicit\u00e0 particolare (non solo per l\u2019altezza), <strong>Victor ricorda una <a href=\"https:\/\/www.comingsoon.it\/personaggi\/miranda-july\/137239\/biografia\/\" target=\"_blank\" title=\"Miranda July\" rel=\"nofollow noopener\">Miranda July<\/a> un po\u2019 meno eccentrica e un po\u2019 pi\u00f9 canonicamente \u201cbella\u201d<\/strong>. \u00c8 sulla traccia di quel modello l\u00ec, forse, che si muove. <\/p>\n<p>Pare che <strong>Barry Jenkins<\/strong>, cui Victor aveva mandato il copione una volta terminato, e che ha poi prodotto il film, avesse in precedenza contattato l\u2019attrice per la \u201cqualit\u00e0 cinematografica\u201d dei video comici che postava sui social. E Jenkins ci ha visto giusto, poich\u00e9 <strong>Sorry, Baby \u00e8 un esordio anche girato sorprendentemente bene<\/strong>, con un gusto chiaro e definito e un\u2019idea precisa di come le immagini avrebbero dovuto rispecchiare le sfumature della storia e la psicologia di Agnes: si pu\u00f2 fare, quindi.<br \/>&#13;<br \/>\nSi pu\u00f2 fare, poi, anche di scegliere gli attori con un certo gusto: <strong>Naomi Ackie<\/strong> \u00e8 brava come sempre nei panni di Lydie, notevoli sono le scelte di caratteristi come <strong>Kelly McCormack<\/strong> e <strong>John Carroll Lynch<\/strong> in ruoli di contorno che rappresentano punteggiature notevoli, e ottima quella di un volto poco noto e fisionomicamente sfuggente come quello di<strong> Louis Cancelmi<\/strong> per il ruolo dell\u2019aggressore, che ci deve essere ma la cui presenza, la cui persistenza nella memoria, deve essere vaga e tutto sommato non rilevante. <br \/>&#13;<br \/>\nInfine, ma forse ancora pi\u00f9 importante, la scelta di <strong>Lucas Hedges <\/strong>nei panni del goffo e tenero vicino di casa con cui Agnes ha una sorta di relazione sessuale e forse pure un po\u2019 affettiva. Non solo perch\u00e9 Hedges \u00e8 bravo, ma anche perch\u00e9 &#8211; sar\u00f2 io, ma ne sono convinto &#8211; la sua presenza serve da <strong>garbato amplificatore di quelle che mi sembrano alcune chiare analogie di tono<\/strong> (sia estetico che narrativo) con un film che pure il dolore lo ha trattato in maniera diversa come <a href=\"https:\/\/www.comingsoon.it\/film\/manchester-by-the-sea\/53414\/scheda\/\" target=\"_blank\" title=\"Manchester by the Sea\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Manchester by the Sea<\/strong><\/a> di <strong>Kenneth Lonergan<\/strong>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;elaborazione di un trauma, ma raccontata senza tragedie vittimiste e senza nevrosi inutili, ma con efficacia, ironia stralunata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":303046,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-303045","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115882332229509079","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303045"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303045\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/303046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}