{"id":3031,"date":"2025-07-23T11:27:16","date_gmt":"2025-07-23T11:27:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3031\/"},"modified":"2025-07-23T11:27:16","modified_gmt":"2025-07-23T11:27:16","slug":"va-in-scena-e-cantava-le-canzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3031\/","title":{"rendered":"va in scena &#8220;E cantava le canzoni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>BRINDISI &#8211;\u00a0Ci sono artisti che il tempo non logora. Anzi, con gli anni sembrano parlare ancora pi\u00f9 forte. Rino Gaetano \u00e8 uno di loro: ironico, laterale, apparentemente leggero ma capace di affondare nella realt\u00e0 con versi che non si dimenticano. Domenica 27 luglio, alle 21, in piazza Duomo a Brindisi, nello spazio antistante il Museo archeologico &#8220;Francesco Ribezzo&#8221;, va in scena &#8220;E cantava le canzoni. L&#8217;arte \u00e8 la vita di Rino Gaetano&#8221;, con Alessio Vassallo e la musica dal vivo di Lorenzo Mancarella, per la regia di Alessandra Pizzi. Alle ore 20.30 la compagnia incontra il pubblico. Lo spettacolo \u00e8 parte della rassegna &#8220;Verdi in Citt\u00e0&#8221; promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e in collaborazione con Puglia Culture e il Polo Biblio-Museale di Brindisi. Al termine, il pubblico sar\u00e0 invitato per una degustazione di vini offerta dalle cantine &#8220;Otri del Salento&#8221; e &#8220;Vignuolo&#8221;.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Portare Rino Gaetano in scena significa restituirne lo spirito, il modo unico e irriverente con cui ha attraversato la sua epoca. Significa anche, oggi, ripensare alla libert\u00e0. Quella che Gaetano difendeva con il sorriso amaro, con la voce graffiata, con testi che parlavano a chi sapeva ascoltare davvero. Lo spettacolo non \u00e8 una semplice biografia teatrale n\u00e9 un tributo nostalgico. \u00c8 piuttosto un racconto teso e coinvolgente che prova a entrare nella testa e nel cuore di un artista difficile da definire. Alessio Vassallo, volto noto del teatro e del cinema italiano, restituisce un Rino vivo, inquieto, disilluso, fuori dagli schemi. Accanto a lui, la musica di Lorenzo Mancarella costruisce un controcanto continuo, rilegge i brani, li attraversa, li fa vibrare in una nuova dimensione teatrale. Il risultato \u00e8 un&#8217;opera ibrida in cui parola e musica si inseguono senza mai sovrapporsi dando corpo a una narrazione che alterna memoria e attualit\u00e0.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>In scena c&#8217;\u00e8 un uomo che non ha mai voluto essere allineato, che ha rifiutato le etichette, che ha saputo far ridere con l&#8217;intelligenza e riflettere con l&#8217;assurdo. Il segreto del successo di Rino Gaetano sta nella sua libert\u00e0. Indifferente agli schieramenti, capace di criticare tutti &#8211; destra, sinistra e centro &#8211; senza mai cadere nella retorica. Le sue canzoni univano ironia e satira, con nomi e cognomi, mai per allusioni. Per questo fu censurato, ma anche ascoltato da generazioni diverse. Il suo linguaggio mescolava il surreale al politico, l&#8217;assurdo alla denuncia. Cantava santi sull&#8217;orlo del rogo e politici senza scrupoli, prostitute generose e cieli immensi. &#8220;Nuntereggae pi\u00f9&#8221; resta il suo capolavoro di sarcasmo intelligente, mentre &#8220;Gianna&#8221;, a Sanremo 1978, dimostr\u00f2 che si poteva far ridere e pensare anche in prima serata. Accessibile e spiazzante, popolare e visionario, Rino Gaetano resta un caso unico: la sua voce non \u00e8 mai invecchiata.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Il cantautore crotonese non ha mai cercato il consenso. Lo ha incontrato quasi per sbaglio e se ne \u00e8 tenuto lontano. Amava mescolare stili, destrutturare frasi, disorientare. Ma tutto era calcolato. Ogni parola, ogni pausa, ogni stonatura. Il suo canto era una mappa della realt\u00e0 vista di traverso, da angolature mai ovvie. E proprio per questo ancora oggi funziona: perch\u00e9 non consola ma mette in discussione. Non si limita a raccontare ma interroga. Non dice ci\u00f2 che si vuole sentire ma ci\u00f2 che serve.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Lo spettacolo evita ogni tentazione didascalica. Non c&#8217;\u00e8 cronologia, non c&#8217;\u00e8 nostalgia, non c&#8217;\u00e8 la retorica della commemorazione. C&#8217;\u00e8 invece la volont\u00e0 di accostarsi a un artista scomodo, libero, spesso inascoltato. E di farlo con rispetto, con intensit\u00e0, con la voglia di tenere aperto quel discorso cominciato troppo presto e interrotto troppo in fretta. In un&#8217;ora e mezza di teatro e musica, si attraversa non solo una carriera ma un modo di stare al mondo: fragile, autentico, fuori misura. \u00c8 un racconto per chi c&#8217;era, per chi non c&#8217;era e per chi, semplicemente, sente che c&#8217;\u00e8 ancora bisogno di voci come la sua.<\/p>\n<p>      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; BRINDISI &#8211;\u00a0Ci sono artisti che il tempo non logora. 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