{"id":303157,"date":"2026-01-12T14:58:08","date_gmt":"2026-01-12T14:58:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303157\/"},"modified":"2026-01-12T14:58:08","modified_gmt":"2026-01-12T14:58:08","slug":"rapporto-complicato-con-moser-ma-ci-salutiamo-ce-una-grande-differeza-tra-pogacar-e-merckx","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303157\/","title":{"rendered":"Rapporto complicato con Moser, ma ci salutiamo. C&#8217;\u00e8 una grande differeza tra Pogacar e Merckx"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"213\" data-end=\"643\">A vent\u2019anni fece tremare <strong>Eddy Merckx<\/strong> sulle Tre Cime di Lavaredo, salendo leggero come un sogno e pesante come una minaccia per il Cannibale. Oggi, a 72 anni, <strong>Gianbattista Baronchelli<\/strong> si gode la vita: le passeggiate nella campagna di Arzago d\u2019Adda, quattro nipotini che riempiono le giornate e il ricordo di quel negozio di biciclette che per anni \u00e8 stato il suo mondo, dopo il ciclismo, oltre alla sua fede per la Chiesa.\u00a0\u201cTista\u201d, per la famiglia. \u201cGib\u00ec\u201d, per i tifosi che lo hanno amato come pochi altri. Un corridore timido in gruppo, quasi schivo e sensibile davanti ai microfoni, diventato col tempo un uomo sereno, loquace, consapevole. Novanta vittorie in carriera raccontano solo in parte la sua storia, spesso ridotta a due grandi secondi posti: il Giro d\u2019Italia del 1974, perso per appena 12 secondi contro Merckx, e il Mondiale del 1980, alle spalle di Bernard Hinault. Baronchelli, per\u00f2, non vive di rimpianti.\u00a0 Parla con calma, misura le parole, guarda al passato con rispetto e al presente con gratitudine. \u00c8 tornato nel ciclismo per raccontarsi, per lasciare traccia, per condividere una carriera forse pi\u00f9 grande di quanto i risultati finali dicano.<\/p>\n<p data-start=\"213\" data-end=\"643\"><strong>Sui tuoi documenti c\u2019\u00e8 scritto Giambattista, a casa sei Tista, per i tifosi che ti hanno amato come pochi altri \u00e8 sempre stato Gib\u00ec: Tista e Gib\u00ec perch\u00e9 questi soprannomi?<br \/><\/strong>\u201cIl mio nome \u00e8 lunghissimo, quindi per forza di cose \u00e8 stato abbreviato. Era troppo faticoso chiamarmi sempre con nome e cognome cos\u00ec lunghi (ride, ndr). Tista \u00e8 nato in famiglia, mentre Gib\u00ec \u00e8 venuto fuori nel ciclismo. Addirittura De Zan mi chiamava \u201cGiovanBattista\u201d, come da nome di battesimo: un nome infinito, davvero\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"1570\" data-end=\"1897\"><strong>Giro d\u2019Italia 1974. Sulle Tre Cime di Lavaredo staccasti Eddy Merckx. \u00c8 pi\u00f9 la soddisfazione di aver messo paura al Cannibale o il rimpianto di aver perso il Giro per 12 secondi?<br \/><\/strong>\u201cNon c\u2019\u00e8 nessun rimpianto per quella corsa. Era il mio primo anno da professionista e mettere in difficolt\u00e0 un campione come Merckx \u00e8 stata una grande soddisfazione. Mi dispiace solo che spesso venga ricordato solo quel secondo posto e non tutto il resto della mia carriera. \u00c8 chiaro che mi dispiace non essere mai riuscito a vincere il Giro d\u2019Italia: quello era il mio grande sogno. Ho avuto una carriera discreta, con tante vittorie, ma non posso dire di essere completamente soddisfatto perch\u00e9 non ho raggiunto l\u2019obiettivo pi\u00f9 importante che avevo e cio\u00e8 vincere la Corsa Rosa\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"2088\" data-end=\"2364\"><strong>Hai vissuto prima l\u2019era di Merckx e poi quella di Hinault, due tra i pi\u00f9 grandi di sempre. Quali differenze tra loro e Pogacar?<br \/><\/strong>\u201cPogacar fa parte della stessa categoria di Merckx e Hinault: quella dei veri fuoriclasse. La grande differenza, per\u00f2, sta negli avversari. Ai tempi di Merckx e Hinault c\u2019erano una decina di corridori tutti allo stesso livello, e questo rendeva le corse molto pi\u00f9 combattute. Oggi Pogacar ha pochissimi avversari che riescono davvero a metterlo in difficolt\u00e0, forse Evenepoel e Van der Poel in alcune situazioni. Questo gli permette di fare azioni da lontano che un tempo erano quasi impossibili. La Milano-Sanremo resta la corsa pi\u00f9 difficile del calendario: Merckx ne ha vinte sette. Vedremo cosa riuscir\u00e0 a fare Pogacar nel tempo\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"2783\" data-end=\"3060\"><strong>Cosa pensi di aver lasciato al pubblico?<br \/><\/strong>\u201cNon credo di aver lasciato cos\u00ec tanto al pubblico. Al contrario, penso di aver ricevuto tantissimo dalle persone. L\u2019affetto dei tifosi \u00e8 stata una delle cose pi\u00f9 belle della mia carriera\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"3476\" data-end=\"3665\"><strong>Ai tuoi tempi ti sei sentito a volte perseguitato ingiustamente dalla stampa?<br \/><\/strong>\u201cDai giornalisti ho ricevuto tanto, nel bene e nel male. Mi hanno dato grande visibilit\u00e0 quando le cose andavano bene, ma anche quando andavano meno bene. Forse questo ha dato fastidio a corridori come Moser, perch\u00e9 nonostante io abbia vinto meno di lui, ho avuto molta attenzione. Quando ho smesso nel 1989 sono stato lontano dal ciclismo per trent\u2019anni, lavorando nel negozio di biciclette di famiglia. Oggi sono rientrato in questo mondo e ne sono felice, perch\u00e9 il ciclismo \u00e8 stato la mia vita\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"3755\" data-end=\"3911\"><strong>Perch\u00e9 hai deciso di tornare nel ciclismo?<br \/><\/strong>\u201cPer merito di un mio carissimo tifoso che non avevo mai incontrato. \u00c8 stato lui a convincermi a scrivere il mio primo libro, \u201cdodici secondi\u201d, pubblicato nel 2018. Da l\u00ec ho sentito il desiderio di raccontare la mia storia e tornare a far parte di questo ambiente\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"4312\" data-end=\"4575\"><strong>Con Francesco Moser non hai avuto un rapporto facile: per quale motivo? E con gli anni vi siete riavvicinati?<br \/><\/strong>\u201cOggi con Francesco ci salutiamo tranquillamente. Non sono stato l\u2019unico ad avere un rapporto complicato con lui. In quegli anni molti corridori dovevano correre per Moser e non metterlo mai in difficolt\u00e0. Io andavo forte in salita e quindi lo mettevo in difficolt\u00e0, anche perch\u00e9 perdevo a cronometro e dovevo recuperare terreno. Lui fece alcune dichiarazioni forti, ma a me non \u00e8 mai piaciuto discutere. Quando reagivo, spesso ero io il primo a pagarne le conseguenze, perch\u00e9 sono sempre stato molto sensibile\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"4697\" data-end=\"4904\"><strong>Ancora oggi sei l\u2019unico ad aver vinto Giro U23 e Tour de l\u2019Avenir nello stesso anno. Viene inevitabile il paragone con Lorenzo Finn, che quest\u2019anno parteciper\u00e0 ad entrambe. Nel ciclismo moderno ha fatto bene a riservarsi un altro anno nella categoria giovanile?<br \/><\/strong>\u201cOggi spesso si fa passare i corridori nel World Tour troppo presto. \u00c8 vero che i tempi sono cambiati e i ragazzi maturano prima, ma io credo che Finn abbia fatto una scelta saggia. Quando vinsi Giro Baby e Tour Baby ero molto forte fisicamente, ma mentalmente immaturo. Fare un altro anno tra gli Under23 pu\u00f2 solo aiutarlo. Anche perch\u00e9 con un Pogacar cos\u00ec dominante davanti, forse \u00e8 meglio aspettare. Se anch\u2019io avessi aspettato qualche anno prima di passare professionista, magari non mi sarei trovato a correre cos\u00ec a lungo contro il corridore pi\u00f9 forte della storia\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"5486\" data-end=\"5668\"><strong>Il ciclismo italiano pu\u00f2 credere in una risalita con Finn e Pellizzari?<br \/><\/strong>\u201c\u00c8 difficile. Il ciclismo ormai \u00e8 globale: Belgio, Olanda e tanti altri Paesi, che ai nostri tempi non erano cos\u00ec forti, oggi dominano. In Italia c\u2019\u00e8 una fase di stallo, un po\u2019 come nel calcio. Manca una vera cultura del rispetto per i ciclisti e le strade sono sempre pi\u00f9 pericolose. I genitori hanno paura a far andare i figli in bicicletta. Anche le piste ciclabili spesso non sono adatte agli allenamenti. Le leggi non tutelano davvero i ciclisti. Il problema principale resta la sicurezza\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"6144\" data-end=\"6279\"><strong>Chi \u00e8 oggi Baronchelli?<br \/><\/strong>\u201cOggi faccio il pensionato. Ogni tanto vado a qualche evento ciclistico e lo faccio volentieri. Ho quattro nipotini che tengono impegnata soprattutto mia moglie, ma riempiono le giornate. A una certa et\u00e0 \u00e8 importante tenere la mente occupata, perch\u00e9 si riflette anche sul senso della vita. Sono credente e praticante e credo sia fondamentale pensare che questa vita non finisca con la morte\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A vent\u2019anni fece tremare Eddy Merckx sulle Tre Cime di Lavaredo, salendo leggero come un sogno e pesante&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":303158,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[177844,1824,1825,25827,8889,177845,17087,1537,90,89,29033,2359,6647,245,244,1531],"class_list":{"0":"post-303157","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-bernard-hinault","9":"tag-ciclismo","10":"tag-cycling","11":"tag-eddy-merckx","12":"tag-francesco-moser","13":"tag-gianbattista-baronchelli","14":"tag-giulio-pellizzari","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-lorenzo-finn","19":"tag-mathieu-van-der-poel","20":"tag-remco-evenepoel","21":"tag-sport","22":"tag-sports","23":"tag-tadej-pogacar"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115882721450555691","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303157"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303157\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/303158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}