{"id":303577,"date":"2026-01-12T22:52:15","date_gmt":"2026-01-12T22:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303577\/"},"modified":"2026-01-12T22:52:15","modified_gmt":"2026-01-12T22:52:15","slug":"telefonate-piu-care-per-sopravvivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303577\/","title":{"rendered":"Telefonate pi\u00f9 care per sopravvivere"},"content":{"rendered":"<p>Arrivano i rincari per le tariffe telefoniche fisse e mobili con l&#8217;inizio del 2026. Si tratta di balzelli stimati dal Codacons dai 12 ai 60 euro all&#8217;anno per utenza. Pu\u00f2 non fare piacere ai consumatori &#8211; che comunque hanno la facolt\u00e0 di recedere gratuitamente per le modifiche di contratto unilaterali &#8211; ma dal punto di vista dell&#8217;industria delle telecomunicazioni e di un&#8217;ottica di pi\u00f9 ampio respiro non \u00e8 un segnale negativo. In Italia, a causa di quattro e fino a poco tempo fa cinque operatori dotati di infrastruttura, si \u00e8 creato un eccesso di concorrenza che ha schiacciato le tariffe ai livelli pi\u00f9 bassi d&#8217;Europa. Frutto anche di una Commissione europea che ha favorito l&#8217;ingresso di un ulteriore operatore (Iliad) ai tempi del consolidamento Wind-Tre. Basti citare un dato dell&#8217;Osservatorio AgCom (l&#8217;Autorit\u00e0 garante per le Comunicazioni): fatto cento il costo della vita del 2010, l&#8217;indice dei prezzi al consumo nel 2025 era al 132% mentre l&#8217;acquisto di un servizio di telefonia \u00e8 al 66,6%. Questo significa che un abbonamento oggi costa un terzo in meno rispetto a 15 anni fa. In particolare, la spesa per la rete mobile nel decennio 2014-2024 \u00e8 calata di 6 miliardi.<\/p>\n<p>A fronte di un&#8217;erosione dei ricavi significativa, le societ\u00e0 di telecomunicazioni devono sostenere importanti investimenti per potenziare la rete in un&#8217;epoca dove il traffico dati esplode con l&#8217;avvento dei servizi di streaming e l&#8217;uso di internet pervasivo. L&#8217;Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano ha stimato che nel 2024 il traffico dati da fisso \u00e8 cresciuto del 12% cos\u00ec come il consumo dati da mobile, salito del 14% raggiungendo quota 16mila Petabyte rispetto all&#8217;anno precedente. Un ritmo di crescita che si \u00e8 mantenuto pi\u00f9 o meno costante e ha portato i consumi a decuplicarsi negli ultimi 15 anni. Va da s\u00e9 che a tutto questo debba accompagnarsi un continuo adeguamento dell&#8217;infrastruttura, con investimenti che in media raggiungono un quarto dei ricavi complessivi ma che purtroppo stanno cominciando a calare negli ultimi anni. Nel 2024, l&#8217;ammontare \u00e8 stato di 6,5 miliardi, inferiore del 4% sul 2023. Questo rischia di tradursi in un calo di competitivit\u00e0 dell&#8217;infrastruttura italiana proprio in un momento in cui le telecomunicazioni sono sempre pi\u00f9 strategiche.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, il settore &#8211; in attesa di avere maggiore disponibilit\u00e0 alle aggregazioni in chiave Antitrust Ue &#8211; si sta organizzando pur nei paletti rigidi delle normative. Nasce con questo spirito l&#8217;alleanza per la costruzione della rete 5G nei comuni fino a 35mila abitanti tra Tim e Fastweb+Vodafone (l&#8217;unico operatore riuscito a completare un&#8217;aggregazione in tempi recenti). E certo promette bene l&#8217;alleanza tra il gruppo guidato da Pietro Labriola e Poste Italiane, che ne \u00e8 divenuta il principale azionista propiziandone una fase nuova dopo la cessione della rete fissa avvenuta nel 2024.\n<\/p>\n<p> Iliad e WindTre si erano alleate per lo sviluppo della rete nel 2023 con la nascita della joint venture paritetica Zefiro Net e proprio tra questi due operatori &#8211; secondo indiscrezioni mai smentite &#8211; sarebbero in corso interlocuzioni per mettere insieme le loro attivit\u00e0 italiane che farebbe scendere a tre il numero di operatori, numero considerato ottimale per i protagonisti del settore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Arrivano i rincari per le tariffe telefoniche fisse e mobili con l&#8217;inizio del 2026. 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