{"id":303734,"date":"2026-01-13T02:55:21","date_gmt":"2026-01-13T02:55:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303734\/"},"modified":"2026-01-13T02:55:21","modified_gmt":"2026-01-13T02:55:21","slug":"terre-rare-la-francia-ha-trovato-un-modo-per-competere-con-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303734\/","title":{"rendered":"Terre rare, la Francia ha trovato un modo per competere con la Cina"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019accesso alle <strong>terre rare<\/strong> \u00e8 fondamentale per qualsiasi Paese sviluppato, una materia prima essenziale per l\u2019elettronica, la tecnologia e la difesa (e non solo). Il leader indiscusso a livello globale \u00e8 la <strong>Cina<\/strong>, che controlla tutta la filiera, dall\u2019estrazione alla raffinazione, per quasi il <strong>90% delle terre rare<\/strong> di tutto il mondo. L\u2019Europa stessa \u00e8 quasi interamente <strong>dipendente da Pechino<\/strong> nell\u2019approvvigionamento, una condizione che deve necessariamente essere cambiata per sopravvivere a tensioni politiche ed economiche, come la decisione cinese di controllare le esportazioni ha duramente ricordato.<\/p>\n<p>Per la strada all\u2019<strong>emancipazione dell\u2019Unione europea<\/strong> tutti puntano sulla Francia, che ha potenzialit\u00e0 soltanto sognate da altri Stati comunitari. Le centrali nucleari, le risorse territoriali e le competenze tecniche francesi potrebbero essere il modo per competere con la Cina e garantire all\u2019Europa un\u2019indipendenza, almeno parziale. Nei piani di Bruxelles la Francia ha di fatto un ruolo privilegiato, ancora di pi\u00f9 adesso che ha annunciato il <strong>progetto pilota sui magneti<\/strong>.<\/p>\n<p>La Francia pu\u00f2 competere con la Cina sulle terre rare?<\/p>\n<p>Se si guardano soltanto i volumi, almeno per il momento, non c\u2019\u00e8 competizione tra Francia e Cina sulle terre rare, con quest\u2019ultima in un vantaggio straordinario. La Francia, con l\u2019Europa, pu\u00f2 per\u00f2 togliere dal <strong>quasi monopolio cinese<\/strong> il controllo delle conoscenze tecniche e dei processi industriali. Soltanto cos\u00ec sar\u00e0 possibile ritagliarsi una fetta di autonomia in questa risorsa strategica e stare al passo con le sfide dell\u2019economia odierna.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un\u2019impresa facile, ovviamente, anche a causa della distribuzione territoriale delle terre rare, concentrate per l\u2019<strong>80% delle risorse<\/strong> note fra <strong>Cina<\/strong>, <strong>Brasile<\/strong>, India, Australia, Russia e Vietnam (in ordine per quantitativi). Ci sono altri Paesi con giacimenti interessati, come si evince dalle attenzioni di Putin e Trump per l\u2019Ucraina e il Canada. Ci\u00f2 non toglie, comunque, che pochi Stati controllano quasi interamente le risorse, pertanto la competitivit\u00e0 si gioca su altre fasi del processo di <strong>lavorazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Nemmeno questo \u00e8 un punto molto incoraggiante allo stato attuale delle cose, visto che proprio la Cina domina la critica fase di <strong>raffinazione<\/strong>. \u00c8 proprio in questo senso, per\u00f2, che la Francia sembra avere quanto meno gli strumenti necessari alla corsa, tenendo conto che il Paese ha una certa storia pregressa nel mercato delle terre rare. La Francia ha aziende con le competenze tecniche necessarie per riprendere posto nella filiera delle terre rare, compresa la loro raffinazione. L\u2019energia conveniente e pulita delle centrali nucleari \u00e8 cos\u00ec il fiore all\u2019occhiello di Parigi, che con l\u2019investimento di <strong>Solvay<\/strong> punta a coprire il <strong>50% del fabbisogno europeo<\/strong> con la produzione di terre rare nell\u2019impianto di La Rochelle entro il 2030.<\/p>\n<p>                    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"mb-0 ml-0 mt-0 object-cover w-full lazy\" width=\"168\" height=\"300\" alt=\"\u0405\u0441\u043e\u0440\u0435rt\u043e un\u043e d\u0435\u0456 \u0440\u0456\u00f9 gr\u0430nd\u0456 g\u0456\u0430\u0441\u0456m\u0435nt\u0456 d\u0456 m\u0456n\u0435r\u0430l\u0456 \u0435\u0455\u0455\u0435nz\u0456\u0430l\u0456 d\u0435l N\u043erd \u0410m\u0435r\u0456\u0441\u0430&#9;\" src=\"local\/cache-vignettes\/L300xH168\/bc8bbe063d4b6f41566ed3f20c6ca6-5df2b.jpg?1768162166\"\/><\/p>\n<p>        Il piano della Francia per le terre rare<\/p>\n<p>Anche se con obiettivi meno ambiziosi, pure il resto d\u2019Europa sta lavorando per incrementare la produzione locale, ormai consapevole dei rischi collegati alla vulnerabilit\u00e0 in settori chiave dopo quanto successo con il <strong>gas russo<\/strong>. A ci\u00f2 bisogna aggiungere il nuovo piano francese, che vede nel riciclo un mezzo complementare per ridurre ulteriormente la <strong>dipendenza dalla Cina<\/strong>.<\/p>\n<p>A tal proposito, \u00e8 stato lanciato un <strong>progetto pilota<\/strong> &#8211; con risultati attesi per la fine del 2026 &#8211; dedicato al riciclo di magneti permanenti di terre rare ad alte prestazioni. Il team congiunto <strong>Orano-CEA<\/strong> ha cos\u00ec lanciato un\u2019iniziativa unica in Europa, che potrebbe rivelarsi fondamentali per diminuire la pressione sull\u2019approvvigionamento delle terre rare, da recuperare gi\u00e0 in forma metallica dai magneti alla fine della loro vita utile. Secondo <strong>Philippe Stohr<\/strong>, direttore della Divisione energia della Cea:<\/p>\n<blockquote class=\"spip\">\n<p>L\u2019istituzione di questa linea pilota dedicata all\u2019economia circolare di magneti ad alte prestazioni contenenti terre rare, materiali strategici per la mobilit\u00e0 senza emissioni di carbonio ed energie rinnovabili, \u00e8 pienamente in linea con la missione della CEA di innovazione al servizio della reindustrializzazione e della sovranit\u00e0 in Francia e in Europa.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>                    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"mb-0 ml-0 mt-0 object-cover w-full lazy\" width=\"168\" height=\"300\" alt=\"Il rischio boomerang delle terre rare. Pechino ha sopravvalutato il suo potere?\" src=\"local\/cache-vignettes\/L300xH168\/0811c01afc8841901e82a0ca9d90b5-aaf3a.jpg?1768162167\"\/><\/p>\n<p>                                                <a href=\"https:\/\/money.it\/?page=inside-abbonati&amp;utm_source=banner_mobilen&amp;id_referral=Banner-mobile_PB&amp;idsa=-24\" class=\"link-banner-libro tablet:hidden\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                                                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/skin-libro-2025-mobile-3.jpg\" alt=\"Offerta Money.it Libro 2025\" style=\"max-width:100%;\"\/><br \/>\n                                                    <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019accesso alle terre rare \u00e8 fondamentale per qualsiasi Paese sviluppato, una materia prima essenziale per l\u2019elettronica, la tecnologia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":303735,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-303734","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115885540889358044","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303734"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303734\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/303735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}