{"id":303926,"date":"2026-01-13T08:38:16","date_gmt":"2026-01-13T08:38:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303926\/"},"modified":"2026-01-13T08:38:16","modified_gmt":"2026-01-13T08:38:16","slug":"le-pleiadi-art-gallery-mette-in-dialogo-antico-e-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/303926\/","title":{"rendered":"Le Pleiadi Art Gallery mette in dialogo antico e contemporaneo"},"content":{"rendered":"\n<p>Entrando al numero 12 di via dell\u2019Orso ci si lascia alle spalle l\u2019affollata Brera per varcare la corte di un complesso residenziale, un\u2019inaspettata oasi di pace. \u00c8 qui che ha sede la nuova vita di <strong>Le Pleiadi Art Gallery<\/strong>, uno spazio collocato al piano terra di cui, gi\u00e0 affacciandosi dalle finestre che danno sull\u2019esterno, si pu\u00f2 scorgere una realt\u00e0 espositiva immersa in un\u2019atmosfera calda e domestica. La storia della galleria comincia negli anni Settanta a Monza, quando <strong>Carla Canzi<\/strong> decide di entrare nel mercato dell\u2019arte concentrandosi sulla pittura italiana tra Otto e Novecento, specializzandosi in particolare sulla Scuola Lombarda e sui maestri del Realismo e del Divisionismo. Nonostante l\u2019arte antica e moderna ne costituiscano il DNA, la galleria guarda oltre, quando il figlio <strong>Gianluca Colombo<\/strong> ne prende le redini e la trasferisce a Milano, aprendosi alle ricerche artistiche del Dopoguerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179056\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/PEL_5761-1024x682.jpg\" alt=\"Le Pleiadi Art Gallery\" width=\"696\" height=\"464\"  \/>Maria Lai, Fili di cielo, installation view, Le Pleiadi Art Gallery, Milano, Courtesy Archivio Maria Lai, Ph Michele Alberto Sereni e Natascia Giulivi<\/p>\n<p>Dopo oltre 50 anni di storia, Le Pleiadi Art Gallery compie un salto ulteriore, affrontando le nuove tendenze del mercato e i mutamenti del collezionismo e sperimentando dialoghi inattesi tra i diversi linguaggi che arrivano fino al contemporaneo. Determinante in questo \u00e8 stata l\u2019entrata di <strong>Irene Giardini<\/strong>, art dealer con alle spalle un\u2019esperienza in case d\u2019asta e fiere internazionali, la cui direzione apre la strada a un nuovo corso. Si parte infatti con Fili di cielo. Scritture, una mostra dedicata a <strong>Maria Lai<\/strong> a cura di <strong>Chiara Manca<\/strong>, in corso fino al 30 gennaio 2026. Una raccolta di oltre 30 opere racconta l\u2019universo della <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/maria-lai\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pioniera dell\u2019Arte Relazionale<\/a>, tra le artiste italiane pi\u00f9 note a livello internazionale, vissuta tra il 1919 e il 2013 e indissolubilmente legata al suo paese d\u2019origine Ulassai, nell\u2019Ogliastra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179057\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MARIAL2-683x1024.jpg\" alt=\"Le Pleiadi Art Gallery\" width=\"683\" height=\"1024\"  \/>Maria Lai, Telaio, stoffa, filo, legno, vernice e tempera, 49\u00d736 cm, Courtesy Archivio Maria Lai, Ph Michele Alberto Sereni e Natascia Giulivi<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 comprendere il suo lavoro senza ripercorrere la storia di Legarsi alla montagna, un\u2019azione che, alla fine degli anni Settanta, apr\u00ec in modo decisivo un nuovo linguaggio che non solo coinvolgeva direttamente lo spettatore nell\u2019opera, ma fungeva da elemento attivatore di un\u2019intera comunit\u00e0. In quel periodo, infatti, l\u2019allora sindaco di Ulassai commission\u00f2 a Maria Lai un monumento ai caduti. L\u2019artista, rifiutando a priori il consueto paradigma della scultura celebrativa, reinterpret\u00f2 un\u2019antica leggenda locale, progettando di legare tra loro le porte delle case, le strade, gli edifici, fino alla montagna che sovrasta il paese. Legarsi alla montagna fu un atto tanto visionario quanto contestato, che per decenni non riusc\u00ec a trovare la giusta legittimazione nella storia. Quel filo di tessuto celeste non colleg\u00f2 tra loro solo gli arredi urbani e le propriet\u00e0 private all\u2019elemento naturale, ma irruppe con forza in legami, dissapori e dissidi che intercorrevano tra gli abitanti del Paese, facendo accadere l\u2019inaspettato e costringendoli in qualche modo a fare i conti con esso. L\u2019intrico inesorabile tra filo e legame, parola e tessuto, trova eco nella mostra de Le Pleiadi Art Gallery, dove i simboli cari alla poetica di Maria Lai ricorrono continuamente nelle opere esposte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179058\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/PEL_5733-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"464\"  \/>Maria Lai, Fili di cielo, installation view, Le Pleiadi Art Gallery, Milano, Courtesy Archivio Maria Lai, Ph Michele Alberto Sereni e Natascia Giulivi<\/p>\n<p>Come nelle diverse versioni di Telaio, composizioni a-gerarchiche che stanno al confine tra bidimensionalit\u00e0 e tridimensionalit\u00e0, dove la cornice non rappresenta un limite ma si sovrappone in diversi esemplari attraversati dai fili tesi di telaio. Questi ultimi, a loro volta, diventano partiture liriche che accompagnano elementi vegetali e naturali, come la capretta o la lucertola, simboli del territorio ma anche costanti del linguaggio artistico di Lai. Fili, ricamo e tessitura trovano la pi\u00f9 emblematica espressione nei suoi libri, costruiti attraverso una parola antica e pre-alfabetica, segni silenziosi di un universo ancora non decodificato e da esplorare con approccio primordiale. Il filo lega, unisce, lede le ferite dell\u2019esistenza, ma allo stesso tempo afferma la propria identit\u00e0, si manifesta nella sua inafferrabilit\u00e0. A colpire \u00e8 anche un presepe realizzato in juta, piume e lustrini, le cui statuine paiono incedere, delicate e solenni, col viso rivolto verso il basso sotto un cielo stellato che le avvolge.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179059\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MAA94C1-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\"  \/>Maria Lai, Tra sogno e risveglio, 2000, stoffa, filo e tempera, 22,5\u00d716,5\u00d73 cm, Libro aperto, Courtesy Archivio Maria Lai, Ph Michele Alberto Sereni e Natascia Giulivi<\/p>\n<p>Le Pleiadi Art Gallery, forte di una storia lunga pi\u00f9 di mezzo secolo e al tempo stesso al centro di un profondo rinnovamento, proseguir\u00e0 nei prossimi mesi con un programma espositivo capace di attraversare epoche e linguaggi: dalla selezione di opere legate all\u2019esperienza del gallerista Franco Toselli agli scatti di Nadar che hanno immortalato i volti dei maestri impressionisti, fino alle ricerche degli artisti emergenti. Un percorso di dialoghi e attraversamenti, in cui il passato diventa materia viva per leggere il presente e immaginare il futuro della galleria. Ad aprire questo nuovo ciclo sar\u00e0 la mostra di Giovanni Gaggia, attesa per la primavera.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1179060\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/MAAC421-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"464\"  \/>Maria Lai, Presepe, statue di juta in teca di legno, piume e lustrini, 35x200x15 cm, Courtesy Archivio Maria Lai, Ph Michele Alberto Sereni e Natascia Giulivi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Entrando al numero 12 di via dell\u2019Orso ci si lascia alle spalle l\u2019affollata Brera per varcare la corte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":303927,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-303926","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115886889632304515","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303926"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303926\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/303927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}