{"id":304005,"date":"2026-01-13T10:26:36","date_gmt":"2026-01-13T10:26:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/304005\/"},"modified":"2026-01-13T10:26:36","modified_gmt":"2026-01-13T10:26:36","slug":"anche-la-belle-epoque-aveva-le-sue-ombre-una-mostra-lo-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/304005\/","title":{"rendered":"Anche la Belle \u00c9poque aveva le sue ombre. Una mostra lo racconta"},"content":{"rendered":"\n<p>Parlare di Belle \u00c9poque implica spesso l\u2019idea di un periodo, compreso tra la sconfitta della Francia a Sedan e la Prima guerra mondiale, identificato come ameno e leggero, in cui lo stile di vita borghese prende il sopravvento, imponendo il proprio gusto, le proprie abitudini tra balli, pic-nic e vita mondana. La mostra di Palazzo Blu Belle \u00c9poque. Pittori italiani a Parigi nell\u2019et\u00e0 dell\u2019Impressionismo, curata da <strong>Francesca Dini<\/strong>, porta un punto di vista ragionato sulla questione, evidenziandone gli aspetti di sofferenza iniziale \u2013 dalla caduta di Napoleone III alla Comune \u2013 verso una nuova idea di citt\u00e0 e di societ\u00e0, non priva di inquietudini e misteri. Il fulcro dell\u2019attivit\u00e0 di artisti e intellettuali \u00e8 senz\u2019altro Parigi, citt\u00e0 che ha saputo utilizzare una sconfitta militare come occasione di trasformazione, in cui si incarnano gli ideali della metropoli moderna che lavora sulla propria immagine internazionale aprendosi ad artisti stranieri tra cui, in mostra, spiccano i nomi di <strong>Boldini<\/strong>, <strong>De Nittis<\/strong> e <strong>Zandomeneghi<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178688\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/4_Giuseppe-De-Nittis_Ritorno-dalle-corse-1024x509.jpg\" alt=\"Belle &#xC9;poque\" width=\"696\" height=\"346\"  \/>Giuseppe De Nittis, Ritorno dalle corse, 1875. Olio su tela, 58,1 x 114,6 cm. Philadelphia Museum of Art: dono di John G. Johnson per la W. P. Wilstach Collection, (W1906-1-10)<\/p>\n<p>La mostra si divide in nove sezioni tematiche, ognuna concentrata su un aspetto di quell\u2019epoca, da cui emerge una produzione pittorica che intreccia tradizioni diverse tra Italia e Francia, non dimenticandosi della serie di eventi che hanno condizionato questo periodo, di cui gli stessi artisti sono stati attenti osservatori: la seduzione e l\u2019apparente frivolezza della rappresentazione, infatti, sono il segnale del cambiamento dell\u2019interesse nella pittura, dai temi al formato, fino alla modalit\u00e0 di fruizione. Boldini, De Nittis e Zandomeneghi mostrano nelle sale il loro diverso approccio con la modernit\u00e0 parigina: approcci mondani, narrative o scorci di quotidianit\u00e0 vicini all\u2019Impressionismo solcano le mura di Palazzo Blu, in una Parigi vista attraverso il filtro della memoria culturale italiana, tra Firenze, Napoli e Venezia, e delle amicizie strette dai pittori con gli altri eminenti artisti europei della citt\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178689\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/BELLE-EPOQUE-Pisa-2025-11-1024x575.jpg\" alt=\"Belle &#xC9;poque\" width=\"696\" height=\"391\"  \/>Installation view. Credits: Unosei Arteinvideo<br \/>\nDall\u2019artista impegnato al fl\u00e2neur nella\u00a0Belle \u00c9poque<\/p>\n<p>Nella prima parte della mostra si evidenzia subito il nuovo ruolo dell\u2019artista: da narratore in prima linea di battaglie ed eventi eccezionali a fl\u00e2neur, figura tanto cara a Baudelaire, uomo interessato al mondo intero, che vuole conoscerne e valutarne tutto ci\u00f2 che accade. Zandomeneghi, ad esempio, una volta arrivato a Parigi diventa un attento osservatore e sembra non fare altro, visitando i Salon, confrontandosi con idee e sentimenti della vita contemporanea al fine di creare un\u2019opera a contatto con l\u2019ambiente che l\u2019aveva prodotta. De Nittis osserva la citt\u00e0 per realizzare scene urbane dalla pennellata accelerata e dai vibranti cromatismi. Boldini coglie il fermento cittadino adattando il realismo alla scena urbana. Sono pittori della vita moderna, con cui il nuovo ritmo vitale \u00e8 rappresentato dalla tecnica: macchie di colore saturo e brillante tracciano scene di mondanit\u00e0 tra corse di cavalli e parchi affollati. Sullo sfondo, i grandi narratori dell\u2019ultima grande battaglia, prima della Comune parigina: <strong>Courbet, Ademollo, Luce<\/strong> e <strong>Manet<\/strong> partecipano attivamente o documentano il dramma sociale, artisti impegnati nell\u2019ultimo cupo afflato di pittura di storia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178690\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/BELLE-EPOQUE-Pisa-2025-75-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"391\"  \/>Installation view. Credits: Unosei Arteinvideo<br \/>\nLa storia ideale nella vita moderna, tra sogno e realt\u00e0<\/p>\n<p>Dietro a questo nuovo programma visivo c\u2019\u00e8 un progetto estetico ben preciso che viene esposto magistralmente dall\u2019operato della <strong>Maison Goupil<\/strong> coniatrice di un formato, il \u201cquadro goupil\u201d, che si adatta alle esigenze del nuovo protagonismo borghese: piccolo, i cui soggetti si alternano tra costume e vita quotidiana, dove la qualit\u00e0 tecnica dell\u2019autore viene valorizzata e la grande variet\u00e0 topografica consente di evadere idealmente dalla societ\u00e0 grazie all\u2019eclettismo storiografico. In questo modo il fruitore borghese pu\u00f2 specchiarsi in scene di idealizzata quotidianit\u00e0 e confermare l\u2019autorit\u00e0 del proprio status sociale. I due protagonisti di questa produzione sono <strong>Mariano Fortuny Y Marsal<\/strong>, ispiratore della pittura meridionale italiana dopo il suo soggiorno a Portici, e lo stesso Giovanni Boldini, il cui \u201csettecentismo\u201d non \u00e8 un segno di nostalgia per l\u2019Ancien regime, ma viene utilizzato come punto di idealizzazione di un passato di cui si esaltano l\u2019eleganza e la teatralit\u00e0, in un gioco virtuosistico che afferma, contemporaneamente, l\u2019identit\u00e0 europea dell\u2019arte italiana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178691\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/BELLE-EPOQUE-Pisa-2025-81-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"391\"  \/>Installation view. Credits: Unosei Arteinvideo<br \/>\nBelle \u00c9poque: il cosmopolitismo della Ville Lumiere<\/p>\n<p><strong>Casa De Nittis<\/strong>, sotto questo aspetto, \u00e8 stato il salotto cosmopolita in cui artisti e intellettuali come <strong>Degas, Zola, de Goncourt, Claretie<\/strong> e <strong>Manet<\/strong> si ritrovano, uno spazio di condivisione in cui lo stesso De Nittis sviluppa uno stile personale legato sia all\u2019Impressionismo che all\u2019arte orientale, dove le scene di vita quotidiana sono trattate con il taglio tipico della fotografia, nel tentativo di catturare un istante. L\u2019Impressionismo \u00e8 fondamentale anche per Zandomeneghi che, dapprima scettico sulla corrente, viene persuaso da <strong>Diego Martelli<\/strong> che i suoi valori siano adeguati ad esprimere \u00abl\u2019agitazione nervosa, transitoria, scettica e positiva\u00bb dell\u2019epoca, personalizzando la lezione francese con l\u2019esperienza del colorismo veneziano in cui le figure sembrano quasi un pretesto per creare giochi sapienti di colore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178692\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1_Giovanni-Boldini_Sulla-panchina-al-Bois-759x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"939\"  \/>Giovanni Boldini, Sulla panchina al Bois, 1872. Olio su tavola, 46 x 34 cm. Collezione privata<\/p>\n<p>La Parigi di fine Ottocento \u00e8 il fulcro della nuova sensibilit\u00e0 pittorica, rappresentata, nelle ultime sale, dai vibranti ritratti di <strong>Boldini, de Madrazo y Garreta, Palmaroli<\/strong>. Ne nasce un clich\u00e9: la donna moderna rappresenta l\u2019eleganza dei costumi, ma anche il progresso che avanza e di cui non si conoscono fino in fondo l\u2019origine e le conseguenze; emblematica, sotto questo aspetto, \u00e8 l\u2019opera di <strong>Stevens<\/strong> L\u2019Electricit\u00e9, che rappresenta una rubina figura femminile con il suo famiglio contornata da pipistrelli, i cui capelli al vento sembrano quasi fiamme verso la citt\u00e0 in lontananza. La societ\u00e0 del progresso, la modernit\u00e0 dei costumi e l\u2019eleganza dell\u2019effimero, infatti, passano anche dal mistero che suscita la nuova illuminazione elettrica che trasforma, come per magia, Parigi nella citt\u00e0 della luce, non prima di aver solcato le ombre della guerra e del disordine sociale. \u00c8 questo, forse, il messaggio storico che accompagna la mostra: dal buio alla luce, Parigi \u00e8 passata dalla camera oscura della Storia per sviluppare una nuova rappresentazione della societ\u00e0 moderna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Parlare di Belle \u00c9poque implica spesso l\u2019idea di un periodo, compreso tra la sconfitta della Francia a Sedan&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":304006,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-304005","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115887314321469458","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=304005"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304005\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/304006"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=304005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=304005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=304005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}