{"id":304380,"date":"2026-01-13T18:08:19","date_gmt":"2026-01-13T18:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/304380\/"},"modified":"2026-01-13T18:08:19","modified_gmt":"2026-01-13T18:08:19","slug":"il-nuovo-album-de-venom-natura-traccia-per-traccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/304380\/","title":{"rendered":"il nuovo album &#8220;De Venom Natura&#8221; traccia per traccia!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">A cura di<strong> Chiara Franchi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Due anni fa, i Ponte Del Diavolo erano un gruppo italiano che cominciava a farsi notare grazie a un album di debutto uscito per la prestigiosa Season Of Mist e a un consenso piuttosto unanime di pubblico e critica.<br \/>Oggi, la combo torinese pu\u00f2 vantare un curriculum internazionale, in cui spiccano alcuni festival (Hell Fest, Roadburn) che spesso fanno da anticamera al salto di qualit\u00e0. Il secondo full-length \u201cDe Venom Natura\u201d, dunque, arriva in una fase importante della loro carriera, e la band sembra esserne ben consapevole.<\/strong><br \/><strong>Come spesso accade in questi casi, i Ponte Del Diavolo hanno puntato sulla continuit\u00e0, piuttosto che sulla rottura, presentandosi alla prova del secondo album con un lavoro capace di definire con pi\u00f9 precisione la loro personalit\u00e0. Del resto, gi\u00e0 \u201cFire Blades From The Tomb\u201d mostrava un\u2019identit\u00e0 forte e matura, in cui influenze molto riconoscibili (new wave, post-punk, black metal, doom) si amalgamavano secondo modalit\u00e0 originalissime e, per certi versi, inedite.<\/strong><br \/><strong>Continuit\u00e0 non significa, per\u00f2, ripetizione: l\u2019accresciuta consapevolezza di s\u00e9, l\u2019enfasi sui propri punti di forza e una ricerca di nuove vesti per la propria musica fanno infatti di questo lavoro un ibrido tra l\u2019album di conferma e quello di passaggio, nella cui variet\u00e0 interna si intravvedono spiragli di novit\u00e0 e ampi spazi di sperimentazione per il futuro.<\/strong><br \/><strong>In questo senso, gli ingredienti pi\u00f9 interessanti sembrerebbero essere l\u2019approccio pi\u00f9 ricercato agli arrangiamenti, l\u2019accento sugli elementi metal e l\u2019implementazione di riferimenti musicali nuovi, complice anche una serie di collaborazioni eccellenti che arricchiscono l\u2019album di idee e dettagli pregiati.<\/strong><br \/><strong>Di tutte queste cose, per\u00f2, parleremo meglio nella recensione. Per ora, godiamoci un giro a bordo di \u201cDe Venom Natura\u201d, esplorando una alla volta le sette tracce che lo compongono.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-651079\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ponte-Del-Diavolo-De-Venom-Natura-2026-700x700.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PONTE DEL DIAVOLO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Erba Del Diavolo<\/strong> \u2013 voce<br \/><strong>Khrura Abro<\/strong> \u2014 basso<br \/><strong>Kratom<\/strong> \u2014 basso<br \/><strong>Nerium<\/strong> \u2014 chitarra<br \/><strong>Segale Cornuta<\/strong> \u2014 batteria<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>DE VENOM NATURA<\/strong><br \/>Data di uscita:\u00a0<strong>13\/02\/2026<\/strong><br \/>Etichetta: <strong>Season Of Mist<br \/><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/PontedelDiavolo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Facebook<\/a><br \/><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/pontedeldiavoloband\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Instagram<\/a><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>01. Every Tongue Has Its Thorns (6:25)<\/strong><br \/>Teatrale: non poteva essere diverso il ritorno sulla scena dei Ponte Del Diavolo, che riemergono come da un sepolcro catapultandoci in pochi secondi nel loro personalissimo immaginario.<br \/>Un sinistro theremin sostenuto da un beat quasi hip-hop viene scoperchiato da un black tagliente, come forse non ne avevamo sentito nelle release precedenti: \u00e8 la prima novit\u00e0 che \u201cEvery Tongue Has Its Thorns\u201d ci presenta, e sar\u00e0 un elemento ricorrente lungo tutto l\u2019ascolto.<br \/>Pur non snaturando l\u2019alchimia cui ci hanno introdotti in \u201cFire Blades For The Tomb\u201d, infatti, i Ponte Del Diavolo sembrano aver dato alla componente black metal il ruolo precedentemente occupato dal post-punk, conferendo alla propria musica una diversa sfumatura di nero. Una seconda evoluzione che salta all\u2019orecchio riguarda la vocalit\u00e0 di Erba Del Diavolo, pi\u00f9 controllata ma non per questo meno istrionica ed espressiva.<br \/>\u201cEvery Tongue Has Its Thorns\u201d segue una dinamica abbastanza lineare (lento-veloce; strofa-ritornello-bridge), scorrendo orecchiabile e fluida fino alla bella chiusura in cui torna, dark e imprevedibile, il theremin, ad intonare una melodia da viola ultraterrena.<br \/>Gi\u00e0 da qui \u00e8 possibile presagire un album di affermazione della propria identit\u00e0, pi\u00f9 che uno stacco netto col passato.<br \/><strong><br \/>02.Lunga Vita Alla Necrosi (4:01)<br \/><\/strong>La conferma che \u201cDe Venom Natura\u201d sia innanzitutto un lavoro di consolidamento arriva da \u201cLunga Vita Alla Necrosi\u201d, in cui le similitudini con l\u2019album precedente emergono fin dalle prime battute. Il brano serve bene alcuni dei tratti chiave dei Ponte Del Diavolo, a cominciare dalla doppia spina dorsale dei due bassi (qui impegnati in un succulento riffing dai toni sludge) e dal gusto mai stucchevole per i riferimenti ai decenni d\u2019oro del punk, della new wave e del doom.<br \/>E a proposito di reference d\u2019altri tempi, emerge un\u2019altra sorprendente influenza: quella della canzone italiana anni Sessanta-Ottanta, che spicca soprattutto nelle linee vocali dove fanno capolino Donatella Rettore, Nada e Caterina Caselli rilette in una chiave satanica.<br \/>Comincia ad emergere anche un approccio diverso negli arrangiamenti e nel sound \u2013 pi\u00f9 scuri, pi\u00f9 \u2018metal\u2019, pi\u00f9 raffinati.<\/p>\n<p><strong>03. Spirit, Blood, Poison, Ferment! (4:36)<\/strong><br \/>Il singolo di lancio di \u201cDe Venom Natura\u201d \u00e8 senza dubbio uno pezzi dei pi\u00f9 solidi e originali del platter. Finora abbiamo parlato di conferme, ma il fatto che come biglietto da visita del nuovo sia stato scelto proprio questo brano, \u00e8 forse il primo segnale concreto di apertura alla novit\u00e0.<br \/>\u201cSpirit, Blood, Poison, Ferment!\u201d porta chiaramente la firma dei Ponte Del Diavolo, eppure presenta elementi che saggiano i limiti della \u2018comfort zone\u2019 sia della band, sia del pubblico.<br \/>C\u2019\u00e8 molto black metal, ma cominciano a farsi largo sperimentazioni un po\u2019 pi\u00f9 ambiziose: il brano accarezza lo sludge, l\u2019industrial e perfino il prog, muovendosi con sinuosa naturalezza attraverso strutture non sempre prevedibili che culminano in un ritornello drammatico, inconsueto e di grande effetto. Spiccano la grande variet\u00e0 del drumming, cruciale nel dare al pezzo una dinamica sorprendente e accattivante, e gli interventi del trombone di Francesco Bucci degli Ottone Pesante, che impreziosiscono il brano accentuandone la personalit\u00e0 dirompente.<\/p>\n<p><strong>04. Il Veleno della Natura (4:58)<\/strong><br \/>Il secondo singolo estratto dall\u2019album cala un filtro dark su un\u2019Italia d\u2019altri tempi: non sapremmo come descriverlo se non come un featuring impossibile tra Mina e The Banshees, oppure tra i Ghost e Sergio Endrigo.<br \/>Per chi scrive, queste atmosfere da \u201cDolce Vita\u201d horror sono uno dei punti di forza assoluti di \u201cDe Venom Natura\u201d e uno dei campi di gioco in cui i Ponte Del Diavolo danno il meglio di s\u00e9: il synth new wave, la struttura pop, il testo che \u00e8 una perversione delle canzoni d\u2019antan funzionano a meraviglia.<br \/>Soprattutto, funziona il bilanciamento di questi elementi con la volata quasi barocca del ritornello, contrapposta a una linea vocale sensuale e autoironica, a un drumming incalzante a una linea di basso insieme inquietante e scanzonata, che accompagna verso la chiusura facendo muovere la testa e i piedi. Un pezzo per nulla banale, ma col potere di restare appiccicato addosso all\u2019ascoltatore per il resto della giornata.<\/p>\n<p><strong>05. Delta-9 (161) (8:52)<br \/><\/strong>\u201cDelta-9, C21H30O2\u201d.<br \/>La formula molecolare del tetraidrocannabinolo viene ripetuta come una litania per minuti interi, adagiandoci su un tappeto di synth ricamati con spirali acustiche talmente definite da risultare visibili. Siamo entrati in uno spazio fumosissimo \u2013 \u00e8 il caso di dirlo \u2013 in cui si respira una miscela ipnotica di psych, jazz e stoner, il cui effetto mesmerico non tarda a farsi sentire. A sorreggerci, solo la sezione ritmica e il clarinetto di Vittorio Sabelli: per chi ama le sonorit\u00e0 \u00e0 la Bohren und der Club of Gore, questo pezzo potrebbe risultare un inaspettato piacere psicotropo.<br \/>E quando si \u00e8 ormai storditi, il pezzo cambia repentinamente, prendendo una piega pi\u00f9 nettamente doom-stoner, appena punteggiata di grunge. Questa seconda parte, pur offrendo un twist interessante al brano, rappresenta forse il passaggio meno brillante ascoltato finora, complice soprattutto una linea vocale non del tutto convincente. Il pezzo si risolleva grazie a una chiusura efficace, che riprende il mantra iniziale \u2018appesantendolo\u2019 e sporcandolo di una patina industriale.<\/p>\n<p><strong>06. Silence Walk With Me (6:17)<\/strong><br \/>Pur non distaccandosi per qualit\u00e0 dal resto dell\u2019album, \u201cSilence Walk With Me\u201d \u00e8 forse il pezzo meno solido del platter. Si fa notare soprattutto la voce pulita di Gionata Potenti dei Nubivagant, vagamente reminiscente di quella di Brian Molko e protagonista assoluta della prima parte del brano. Purtroppo, il suo intervento \u00e8 relegato in una posizione che gli sottrae organicit\u00e0, risultando \u2018incastrato\u2019 in un songwriting ondivago e soverchiato dalla batteria quasi prepotente che lo accompagna.<br \/>Con l\u2019ingresso di Erba Del Diavolo, il pezzo riprende grossomodo gli stilemi della band, pur conservando un andamento peculiare che contrasta con la complessiva accessibilit\u00e0 di quanto ascoltato finora. Gradevole la sfumatura neofolk conferita sul finale dalla chitarra acustica \u2013 anche questa ad opera di Potenti.<\/p>\n<p><strong>07. In the Flat Field (4:54)<br \/><\/strong>La conclusione dell\u2019album \u00e8 affidata a un pezzo di ottima presa, ovvero una versione di \u201cIn The Flat Field\u201d dei Bauhaus in cui Siouxsie Sioux incontra i Grave Pleasures. L\u2019immediato riffing post-punk \u00e8 accompagnato da una sezione ritmica ancora una volta molto dinamica, in cui bassi post-rock dialogano con una batteria ora black metal, ora quasi jungle, giocando con contrasti e anticipazioni.<br \/>Se c\u2019\u00e8 un carattere di questi \u2018nuovi\u2019 Ponte Del Diavolo che questa interpretazione di \u201cIn the Flat Field\u201d ben rappresenta, \u00e8 senz\u2019altro la loro capacit\u00e0 di risultare orecchiabili senza rinunciare alla complessit\u00e0 e alla cura del dettaglio. A questo proposito, giunti a fine ascolto, sentiamo di poter dare anche un giudizio molto positivo sulla produzione di \u201cDe Venom Natura\u201d, curata da Danilo Battocchio e rifinita in sede di mastering da Magnus Lindberg.<\/p>\n<p>\u201cDe Venom Natura\u201d, dunque, affina il linguaggio dei Ponte Del Diavolo, mostrandone una superficie ancora pi\u00f9 sfaccettata e capace di rifrangere l\u2019oscurit\u00e0 in modi imprevedibili. Non \u00e8 un punto di arrivo, ma piuttosto un disco di ripartenza, da una posizione al contempo pi\u00f9 alta e pi\u00f9 profonda. Un lavoro che si presta ad essere ascoltato e riascoltato, e che \u2013 crediamo \u2013 \u00a0far\u00e0 parlare di s\u00e9.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-651080 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ponte-del-diavolo-band-2025-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p>                <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A cura di Chiara Franchi Due anni fa, i Ponte Del Diavolo erano un gruppo italiano che cominciava&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":258063,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-304380","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115889130925598589","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304380","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=304380"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304380\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/258063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=304380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=304380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=304380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}