{"id":304733,"date":"2026-01-13T22:47:14","date_gmt":"2026-01-13T22:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/304733\/"},"modified":"2026-01-13T22:47:14","modified_gmt":"2026-01-13T22:47:14","slug":"la-scuola-ai-tempi-dello-spopolamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/304733\/","title":{"rendered":"la scuola ai tempi dello spopolamento"},"content":{"rendered":"<p><b>Il Governo, nel Consiglio dei Ministri di ieri, ha deciso di commissariare Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna<\/b> per non aver adempiuto all\u2019obbligo di presentare i piani di dimensionamento scolastico. La decisione \u00e8 stata presentata come \u00abinevitabile\u00bb dal ministro dell\u2019Istruzione Giuseppe Valditara, perch\u00e9 l\u2019opposizione delle quattro amministrazioni ha di fatto impedito la realizzazione di una riforma prevista dal Pnrr \u2013 quella, appunto, del dimensionamento scolastico \u2013 gi\u00e0 definita dal governo Draghi. In sintesi, si tratta di <b>un modo per far fronte allo spopolamento scolastico<\/b>: sulla base di un coefficiente fissato a 938 alunni medi per scuola, i piani di dimensionamento scolastico fissano il numero di sedi autonome per regione, quelle per cui \u00e8 previsto un dirigente scolastico, eseguendo un calcolo per adattare il numero dei presidi al calo degli studenti in tutta Italia. In questo modo i piani prevedono di tagliare 627 posti in tre anni, tra dirigenze e personale amministrativo. \u00c8 alla rimozione di 69 dirigenze, in particolare, che si sono opposte le quattro Regioni commissariate che, nonostante le pronunce della Corte costituzionale a favore del Governo, ritengono il calcolo inadeguato.<\/p>\n<p><b> Dietro al dibattito politico, per\u00f2, c\u2019\u00e8 una riforma che riguarda la vita di migliaia di studenti e docenti.<\/b> Non perch\u00e9 il provvedimento metta in pericolo la vita delle centinaia di scuole a rischio accorpamento \u2013 \u00abnessun plesso sar\u00e0 chiuso\u00bb, assicura il ministro Valditara \u2013 ma perch\u00e9 molti istituti, nella fusione, potrebbero perdere il proprio dirigente scolastico. \u00abIn prima battuta i plessi non saranno chiusi \u2013 commenta ad Avvenire Ivana Barbacci, segretaria nazionale di Cisl Scuola \u2013 ma, senza autonomia, le scuole si impoveriscono. A farne le spese saranno soprattutto le aree interne\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo il sindacato, nelle zone montane e nei Comuni a bassa densit\u00e0 abitativa, <b>tutto ruota attorno al taglio degli organici<\/b>. \u00abAnche se per ora le lezioni resteranno dove sono, l\u2019accorpamento di due o pi\u00f9 istituti sotto un unico dirigente scolastico potrebbe avere indirettamente effetti sul taglio di direttori dei servizi, personale Ata, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici\u00bb. Non solo. Lo stesso dirigente scolastico di un istituto accorpato potrebbe doversi muovere tra plessi distanti anche 50 chilometri tra loro, costringendo di fatto alcune scuole a rinunciare alla sua presenza.<\/p>\n<p>Non si tratta di una novit\u00e0: in molti istituti \u2013 montani e non \u2013 che non raggiungono il numero minimo di iscrizioni per ottenere un proprio dirigente scolastico,<b> i presidi \u201creggenti\u201d oggi sono gi\u00e0 costretti a muoversi tra plessi molto lontani.<\/b> \u00abIn questo modo nelle aree pi\u00f9 depresse del Paese restano poche classi abbandonate \u2013 conclude Barbacci \u2013. Cos\u00ec comincia un lento declino delle istituzioni scolastiche che, nelle aree interne, contribuir\u00e0 allo spopolamento. \u00c8 una sconfitta per tutti\u00bb.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, i problemi degli istituti accorpati dai piani di dimensionamento sono del tutto simili a quelli dei plessi che restano senza dirigenza per carenza di studenti (la soglia minima per ottenere l\u2019assegnazione di un preside tradizionalmente \u00e8 di 600 alunni, ma si abbassa anche a 300 scolari per alcune scuole montane). <b>Sono circa 350 quest\u2019anno le reggenze in Italia, quasi il 5% delle scuole del Paese<\/b>. \u00abNon c\u2019\u00e8 nessuna differenza pratica tra una reggenza e un accorpamento di istituti \u2013 commenta Antonello Giannelli, presidente dell\u2019Associazione nazionale presidi (Anp) \u2013, perch\u00e9 il dirigente scolastico \u00e8 sempre uno per due plessi\u00bb. Il vantaggio del dimensionamento scolastico, secondo i presidi, sta piuttosto nella continuit\u00e0: \u00abDal punto di vista delle scuole \u2013 continua Giannelli \u2013 \u00e8 sempre meglio avere un preside per due plessi, invece che un reggente, perch\u00e9 l\u2019incarico dirigenziale dura tre anni e quasi sempre viene confermato per altri tre. Al contrario, un reggente deve essere rinnovato di anno in anno\u00bb.<\/p>\n<p>Presidi e sindacati concordano su un punto soltanto: <b>ogni soluzione deve tenere conto dello spopolamento delle scuole italiane<\/b>. La questione \u00e8 centrale soprattutto nelle aree interne, che contano 13,4 milioni di abitanti su circa 4mila Comuni (dati dal Piano strategico nazionale delle aree interne 2021-27). Gli effetti della denatalit\u00e0 sulla vita dei plessi extraurbani sono gi\u00e0 evidenti: negli ultimi anni sono state chiuse oltre 2.600 scuole dell\u2019infanzia e primarie. Secondo le proiezioni Istat, <b>nei prossimi dieci anni l\u2019Italia perder\u00e0 complessivamente 500mila studenti <\/b>alle secondarie di secondo grado, 300mila alle secondarie di primo grado e 400mila alle primarie. \u00ab\u00c8 per questo \u2013 conclude il presidente dell\u2019Anp \u2013 che i presidi devono iniziare a dividersi tra classi piccolissime su territori molto vasti. Ormai la frammentazione \u00e8 una prassi gi\u00e0 a partire dalle elementari\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Governo, nel Consiglio dei Ministri di ieri, ha deciso di commissariare Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":304734,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-304733","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115890227915443141","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304733","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=304733"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304733\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/304734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=304733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=304733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=304733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}