{"id":305324,"date":"2026-01-14T07:45:14","date_gmt":"2026-01-14T07:45:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/305324\/"},"modified":"2026-01-14T07:45:14","modified_gmt":"2026-01-14T07:45:14","slug":"miopia-sempre-piu-casi-tra-i-bambini-colpa-della-troppa-tecnologia-e-della-poca-vita-allaria-aperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/305324\/","title":{"rendered":"Miopia, sempre pi\u00f9 casi tra i bambini: colpa della troppa tecnologia e della poca vita all&#8217;aria aperta"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesca Morelli<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Secondo la Societ\u00e0 Italiana di Pediatria i casi sono raddoppiati negli ultimi 30 anni. Contano non solo i fattori ereditari, ma anche i cambiamenti nello stile di vita. Fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Device elettronici, come il cellulare, e forme di intrattenimento virtuali quali i videogiochi o ore trascorse sul web, sono \u201ccompagni\u201d sempre pi\u00f9 frequenti del tempo libero dei bambini fin dalla prima infanzia e dello studio nei successivi anni della crescita. A farne le spese sono (anche) <b>gli occhi sempre pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/miopia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">miopi<\/a><\/b>. Il fenomeno \u00e8 in costante crescita, soprattutto in alcune aree del mondo fra cui Cina, Giappone e Paesi dell\u2019estremo Oriente, ma anche Europa e Italia si stanno, purtroppo, allineando a questa curva, con dati esponenziali. Secondo le ultime stime diffuse dalla <b><a href=\"https:\/\/sip.it\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Societ\u00e0 Italiana di Pediatria (Sip)<\/a><\/b>, la <b>miopia interessa oggi il 36% dei bambini tra 5 e 19 anni<\/b>, con un aumento del <b>50% di casi negli ultimi 30 anni<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>    Cambiamenti nello stile di vita\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il problema \u00e8 riconducibile a diversi fattori, in primo luogo ai <b>rapidi cambiamenti degli stili di vita <\/b>che impegnano in misura sempre maggiore e pi\u00f9 frequente la vista da vicino. Basti pensare all\u2019uso dei device elettronici in mano ai bambini fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0 come viatico e passatempo per mantenerli zitti e buoni in contesti di quotidianit\u00e0 o in uscite fuori casa, ad esempio al ristorante, consentendo a mamma e pap\u00e0 di svolgere le proprie attivit\u00e0 in tranquillit\u00e0. O al passaggio da uno studio in precedenza condotto prevalentemente su libri al ricorso sempre pi\u00f9 spinto strumenti \u201cvirtuali\u201d, il web, che mettono a disposizione un importante numero di informazioni, reperibili facilmente con un clic. L\u2019impegno ravvicinato della vista \u00e8 dunque considerato fra i principali, se non il primo fattore di rischio, della miopia. \u00abQuando si cerca di mettere a fuoco oggetti che sono posti a breve distanza dall\u2019occhio &#8211; spiega il professor<b> Francesco Bandello<\/b>, primario di Oculistica all\u2019IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Ordinario di Oculistica all\u2019Universit\u00e0 Vita Salute San Raffaele \u2013 si attiva un muscolo, interno all\u2019occhio, responsabile della messa a fuoco delle immagini sulla retina, determinando il <b>fenomeno dell\u2019accomodazione<\/b>. Quest\u2019ultima \u00e8 una condizione che favorisce artificialmente la <b>miopizzazione dell\u2019occhio<\/b>, con una probabilit\u00e0 di rischio maggiore nel caso in cui si eserciti la visione da vicino in maniera esasperata e prolungata nel tempo, o nei primissimi anni di vita quando l\u2019apparato visivo \u00e8 in fase di sviluppo\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Non solo fattori ereditari\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A incidere sulla salute degli occhi di bambini e ragazzi moderni anche gli <b>scarsi momenti di vita e attivit\u00e0 all\u2019aria aperta<\/b>: giocare a pallone nel cortile, correre nella natura, sani diversivi di un tempo passato, sono stati infatti sostituiti da svaghi in ambienti chiusi e spazi ristretti che \u201cviziano\u201d anche l\u2019occhio. \u00abLa vita all\u2019aria aperta, oltre ai ben noti benefici sulla salute generale, ha anche il vantaggio molto positivo \u2013 prosegue il professor <b>Bandello<\/b> &#8211; di consentire il rilascio dell\u2019attivit\u00e0 accomodativa, spostando l\u2019attenzione verso oggetti distanti, <b>riducendo le probabilit\u00e0 di miopizzazione dell\u2019occhio<\/b>. La raccomandazione, per adulti \u00e8 piccini, dopo un impegno della vista da vicino di 50-60 minuti \u00e8 di \u201crilassare\u201d l\u2019occhio, rilasciando il muscolo, banalmente guardando fuori dalla finestra per qualche minuto\u00bb. Contano inoltre sullo sviluppo di questa condizione, anche <b>fattori ereditari<\/b>: <b>bimbi figli di genitori con miopia avranno maggiori probabilit\u00e0 di manifestare questo deficit con la crescita<\/b>. Anche la presenza di altri problemi visivi, come lo <b>strabismo<\/b> o l\u2019<b>astigmatismo<\/b> ad esempio, \u00e8 un elemento da non trascurare.<\/p>\n<p>    Visita oculistica verso i 2-3 anni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cruciale \u00e8 intervenire precocemente. Il primo test sulla salute della vista viene eseguito alla nascita, poi monitorata dal pediatra, prima sentinella per scoprire la miopia, nei periodi Bilanci di Salute. \u00ab\u00c8 tuttavia fondamentale effettuare una <b>visita oculistica specialistica prima dell\u2019ingresso nella scuola dell\u2019infanzia<\/b>, all\u2019et\u00e0 di <b>2-3 anni<\/b>. Questa finestra temporale \u00e8 utile e preziosa per rilevare una eventuale <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ambliopia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ambliopia<\/a><\/b>, comunemente nota come \u201c<b>occhio pigro<\/b>\u201d che interessa circa il 3-5% dei bambini dei bambini. Si tratta di una condizione in cui si ha una disparit\u00e0 visiva, cio\u00e8 un occhio che vede perfettamente bene e l\u2019altro che invece presenta qualche diottria in meno. A causa di questa discrepanza accade che le due immagini che vengono inviate dalla retina al cervello vengano classificate in modo differente: l\u2019una, quella dell\u2019occhio buono, come utile e importante; la seconda, quella dell\u2019occhio deficitario, come scarto. Il cervello necessita, infatti, di ricevere da entrambi gli occhi immagini di alta qualit\u00e0 per poterle sovrapporre con la massima precisone e fondere in un\u2019unica immagine perfetta. Quando questo meccanismo non \u00e8 possibile, il cervello sopprime l\u2019immagine meno buona e sfrutta solo quella ottimale. Per evitare che ci\u00f2 accada e che il cervello continui a previlegiare un occhio e a penalizzare l\u2019altro, \u00e8 necessario rilevare l\u2019ambliopia intorno ai 2-3 anni; in questa fascia di et\u00e0, quando il cervello \u00e8 ancora \u201cadattabile\u201d, semplici strategie come coprire con una benda o con una lente opaca l\u2019occhio buono, obbliga il cervello a sfruttare le immagini di minore qualit\u00e0, permettendo cos\u00ec di arrivare a ottenere una buona visione anche nell\u2019occhio deficitario. Se invece la <b>diagnosi \u00e8 tardiva<\/b>, <b>verso i 6 anni<\/b>, ogni tentativo di penalizzazione di un occhio rispetto all\u2019altro o di altra correzione risultano inefficace, poich\u00e9 il cervello ha ormai instaurato scelte selettive, incontrovertibili e la miopia rester\u00e0 un problema che il bambino porter\u00e0 avanti nella crescita e in et\u00e0 adulta\u00bb.<\/p>\n<p>    Correzione con l&#8217;occhiale adatto\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci sono campanelli da non sottovalutare, possibili indicatori che qualche cosa nella vista del bambino non funziona a dovere. Ad esempio la <b>tendenza ad avvicinare di molto gli oggetti per metterli perfettamente a fuoco<\/b>, assumere <b>atteggiamenti viziati<\/b>, che portano a girare testa o il corpo, da un lato, guardare di traverso, acquisire posizioni anomale. Pi\u00f9 grande sar\u00e0, presumibilmente, il bambino stesso a dichiarare ai genitori di non vedere alla lavagna cos\u00ec bene come i compagni. \u00abEsercizi di <b>ginnastica oculare<\/b> in prevenzione o in trattamento <b>servono a poco<\/b>. La terapia della miopia \u2013 conclude il professor <b>Francesco Bandello<\/b> \u2013 \u00e8 rappresentata dalla giusta <b>correzione con un occhiale adatto<\/b>, funzionale all\u2019entit\u00e0 del difetto di vista. Esistono, inoltre nuove formulazioni di lenti, indicate anche nei bambini, che sono in grado di agire specificatamente sull\u2019accomodazione, evitando che la miopia possa progredire e un <b>collirio a base di atropina<\/b> a bassissimo dosaggio che impedisce l\u2019accomodazione dell\u2019occhio, quindi la miopizzazione, o comunque l\u2019evoluzione verso valori pi\u00f9 elevati di miopia\u00bb.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-figli-genitori\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_salute\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753719611_813_app.png\"\/><\/p>\n<p>L&#8217;App di <strong>Figli &amp; Genitori<\/strong>, il tuo supporto quotidiano per crescere un figlio<\/p>\n<p>SCOPRI E SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/components2.corriereobjects.it\/rcs_cor_corriere-genitori-figli-layout\/v1\/assets\/img\/ext\/fg.svg\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-29T11:44:38+01:00\">13 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Francesca Morelli Secondo la Societ\u00e0 Italiana di Pediatria i casi sono raddoppiati negli ultimi 30 anni. 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