{"id":305572,"date":"2026-01-14T11:19:17","date_gmt":"2026-01-14T11:19:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/305572\/"},"modified":"2026-01-14T11:19:17","modified_gmt":"2026-01-14T11:19:17","slug":"sirat-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/305572\/","title":{"rendered":"Sir\u00e2t &#8211; La recensione"},"content":{"rendered":"<p>Nella cultura religiosa islamica vi \u00e8 una credenza molto radicata: quella della Sir\u00e2t; <strong>una strada escatologica che, secondo lo stesso Corano (che la cita in quarantacinque differenti casi), l&#8217;uomo dovr\u00e0 percorrere una volta che la via gli sia stata indicata da Allah<\/strong>. La via gli si parer\u00e0 dinanzi agli occhi nel Giorno del giudizio nella forma di un ponte stretto e pericoloso, sottile come un capello e pi\u00f9 affilato di una spada, la cui percorrenza determiner\u00e0 il destino della sua anima: se la condanna infernale (Jahannam) o la salvezza paradisiaca (Jannah).<\/p>\n<p>Si dice che tale credenza fosse scaturita, nel mondo arabo, da una suggestione sgorgata all&#8217;indomani della dominazione romana in Oriente; in particolare nel periodo del tardo Impero romano, intorno al 298 d.C., con l&#8217;Imperatore Diocleziano che, al termine delle campagne sasanidi di Galerio, ordin\u00f2 di costruire una via di comunicazione lungo tutta la Siria e la Giordania nota agli storici come Strata Diocletiana.<\/p>\n<p>Approfondisci<a href=\"https:\/\/it.ign.com\/sirat\/223096\/gallery\/sirat-una-galleria-di-immagini\" class=\"recirc_odd\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/titolo_vhg6.640.jpg\" alt=\"Sir\u00e2t - Una galleria di immagini\"\/>Sir\u00e2t &#8211; Una galleria di immagini<\/a><\/p>\n<p>Ecco, \u00e8 chiaro a questo punto come la scelta di quell&#8217;unica parola che va a inquadrare il titolo della quarta regia di \u00d3liver Laxe sia tutto meno che una comune casualit\u00e0. \u00c8 evocazione, <strong>un&#8217;inequivocabile dichiarazione di volont\u00e0 e intenti che va a prefigurare i contorni di un&#8217;opera profonda e intensa in grado di scuotere sin nel profondo l&#8217;animo dei suoi spettatori<\/strong>. Di sicuro \u00e8 stato cos\u00ec alla 78esima edizione del Festival di Cannes, dove Sir\u00e2t ha guadagnato il Premio della giuria ex aequo con Il suono di una caduta, di Mascha Schilinski (che vedremo al cinema soltanto a fine febbraio).<\/p>\n<p>La prima idea<\/p>\n<p>La storia di Sir\u00e2t \u00e8 molto semplice, nelle sue intenzioni preliminari, ossia quella di Luis (Sergi L\u00f3pez) ed Esteban (Bruno N\u00fa\u00f1ez), <strong>un padre e un figlio la cui ricerca della propria figlia e sorella, Marina, li porta sin nelle viscere del Nord Africa<\/strong>. Le montagne dell&#8217;Atlante del desertico Marocco meridionale sono l&#8217;ultimo luogo in cui \u00e8 stata avvistata prima che svanisse nel nulla, tra le feste infinite e le notti insonni dei rave party. Circondati dalla musica elettronica e da un senso di libert\u00e0 crudo e sconosciuto, Luis ed Esteban distribuiscono la sua foto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, ma i risultati sono vani.<\/p>\n<p>Questo, finch\u00e9 non si imbattono in un gruppo di raver \u2013 Steff (Stefania Gadda), Josh (Joshua Liam Henderson), Bigui (Richard Bellamy), Tonin (Tonin Janvier) e Jade (Jade Oukid) \u2013 diretti verso quell&#8217;ultima festa in programma che potrebbe permettere il ritrovamento di Marina, e scacciare quella sensazione perenne di dolore. Pi\u00f9 si avventurano nel deserto, per\u00f2, pi\u00f9 la speranza finisce con il dissiparsi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"0\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mv5bntzjnjzizdgtnmm0nc00nza3ltgxyjatnde2ztizmgjmodexxkeyxkfq_6xdp.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nUN PADRE E UN FIGLIO, IL CUORE DEL FILM.<\/p>\n<p>Sir\u00e2t \u00e8 prodotto da El Deseo, che il regista Pedro Almod\u00f3var ha fondato assieme al fratello Agust\u00edn nel 1985, ed \u00e8 il candidato spagnolo agli Oscar per il Miglior film internazionale. <strong>Un percorso lunghissimo partito dal risultato del festival francese e che fa sorridere e riflettere, se si pensa alla prima stesura del copione firmata da Laxe nel lontano 2011<\/strong>. In quel momento l&#8217;ipotetico Sir\u00e2t sarebbe dovuto essere un film incentrato su una gara di camion nel deserto, che se la mente dei cinefili pi\u00f9 vivaci potrebbe subito ricondurre all&#8217;immortale Vite vendute, di Henri-Georges Clouzot; tuttavia il risultato \u00e8 pi\u00f9 vicino a un esotico punto di incontro tra Fast &amp; Furious e le folli corse animate di Wacky Races.<\/p>\n<p>Tra Vite vendute e Fury Road<\/p>\n<p>La differenza, in Laxe, l&#8217;ha fatta la lavorazione del secondo film: quel Mimosas, western religioso che stup\u00ec la Semaine de la Critique durante la 69esima edizione del Festival di Cannes, ambientato sempre nelle rocciose dune marocchine e gemellare, nell&#8217;introduzione degli elementi legati alla cultura rave e nell&#8217;ispirazione religiosa, a Sir\u00e2t. <strong>Quest&#8217;ultimo, a sua volta, ha finito col trasformarsi in un&#8217;odissea di formazione che segue il destino di un individuo in esilio interiore, ridotto alla solitudine, mentre attraversa un deserto sia letterale sia metaforico<\/strong>.<\/p>\n<p>Un&#8217;opera tanto ipnotica, sensoriale e radicale quanto essenziale, cruda e simbolica nello stile registico di cui Laxe si serve nell&#8217;intessere un racconto di portata universale e sorprendentemente originale. Ci sono il vagabondaggio fisico, il dolore della perdita, i confini e i limiti \u2013 territoriali, oltre che fisici \u2013 e il tema del viaggio che l&#8217;impianto narrativo da road movie sporco e polveroso del cineasta finisce col rendere manifestazione tangibile dell&#8217;arco di trasformazione degli agenti scenici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mv5bzmnhothhnzctmzfiny00mdixlwe1mdgtzgnhzjuwnzuynzywxkeyxkfq_u952.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nnel corso del viaggio, i personaggi andranno incontro a diverse trasformazioni.<\/p>\n<p>Su di esso \u2013 da fiero sostenitore di un minimalismo registico rigoroso ma poetico, rievocativo in parte dello stile di Andrej Tarkovskij \u2013 <strong>Laxe d\u00e0 forma a immagini limpide e pure, oniriche nella coltre di luce biblica che le avvolge e compenetra, di cui si serve per catturare paesaggi, elementi, volont\u00e0 e materie di forze selvagge e incontrollabili dagli uomini comuni<\/strong>. \u00c8 il registro scelto, per\u00f2, a rendere Sir\u00e2t un&#8217;opera degna di menzione nel suo umanismo radicale.<\/p>\n<p>Parte fortissimo, infatti, travolgendo e inglobando lo spettatore sin dentro l&#8217;immagine con le sue sonorit\u00e0 elettroniche martellanti, per poi affievolirsi sempre di pi\u00f9 \u2013 nel ritmo come nello spirito \u2013 lasciando ai silenzi del deserto e ai suoi scarni suoni e ambienti diegetici il compito di accompagnarlo in un&#8217;esperienza cinematografica molto potente. Il perfetto punto d&#8217;incontro tra l&#8217;anima tragica di Vite vendute, quella lisergica di Gaspar No\u00e9, l&#8217;introspezione esistenziale di Zabriskie Point e quella rock e spettacolare di Mad Max: Fury Road.<\/p>\n<p>Sir\u00e2t \u00e8 disponibile al cinema.<\/p>\n<p id=\"id_keyword__72102__text\">Che con Sir\u00e2t ci saremmo trovati di fronte a un&#8217;opera profondamente originale era chiaro gi\u00e0 dalle prime immagini promozionali; il responso dorato di Cannes 78 non ha fatto altro che amplificarne gli effetti e la curiosit\u00e0 tra i cinefili. \u00d3liver Laxe \u00e8 riuscito nell&#8217;impresa di realizzare un&#8217;opera dal tasso esperienziale altissimo, in grado di unire riflessioni sull&#8217;umano e sul divino, sul caso e sul destino, sul senso di collettivit\u00e0 e sul valore dell&#8217;individualismo. Un road movie da cui \u00e8 praticamente impossibile uscire indenni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella cultura religiosa islamica vi \u00e8 una credenza molto radicata: quella della Sir\u00e2t; una strada escatologica che, secondo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":305573,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-305572","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115893185079059895","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/305572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=305572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/305572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/305573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=305572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=305572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=305572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}