{"id":306119,"date":"2026-01-14T18:46:20","date_gmt":"2026-01-14T18:46:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306119\/"},"modified":"2026-01-14T18:46:20","modified_gmt":"2026-01-14T18:46:20","slug":"alberto-polo-si-racconta-quattro-anni-sono-lunghi-un-giorno-raccontero-la-mia-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306119\/","title":{"rendered":"Alberto Polo si racconta: \u201cQuattro anni sono lunghi. Un giorno racconter\u00f2 la mia storia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Sono stato antipatico, e me ne scuso in primis con lui. Ho fatto il mio lavoro, che in queste circostanze si pu\u00f2 anche detestare, perch\u00e9 ci pone di fronte alla ricerca della verit\u00e0, all\u2019invocazione della sofferenza che \u00e8 certamente pi\u00f9 invasiva del silenzio in cui la sua vita pallavolistica \u00e8 rimasta racchiusa per diversi anni. Quattro, per l\u2019esattezza.\u00a0<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una scena di Duse, il film di Pietro Marcello interpretato da Valeria Bruni Tedeschi, in cui Eleonora Duse dice una cosa stupenda, ossia che Gabriele D\u2019Annunzio ha sbagliato ad utilizzare le armi per la sua rivoluzione, perch\u00e9 al posto dei cannoni doveva avere fiducia nella poesia. L\u2019arte, d\u2019altronde si fa con il sangue e il sudore. E la pallavolo? Me lo sono chiesto molte ore dopo aver telefonato ad Alberto Polo e dopo essere stato sul punto di interrompere varie volte quella conversazione che volutamente non ho fatto al ritorno di Alberto sulle scene lo scorso febbraio, ma che mi tormentava da tempo. L\u2019ho raccontato per anni, prima che la scure di una squalifica me lo portasse via per quattro anni, e s\u00ec, ho sentito lo strappo, certo meno di quanto lo ha sentito lui, di una storia che con piacere aggiornavo anno dopo anno e stagione dopo stagione. Non sono andato avanti, \u00e8 quella la ragione delle scuse, ma sono rimasto l\u00ec, a quel tema, parlandone ai margini delle interviste con i suoi amici Marco Vitelli, Riccardo Copelli e Paolo Porro e facendoli arrivare privatamente i miei saluti, il mio se vogliamo inutile ti aspetto sussurrato a mezza voce e saltuariamente qualche messaggio, perch\u00e9 chi vive certe privazioni, non \u00e8 sempre felice.<\/p>\n<p>E cos\u00ec eccoci quattro anni dopo, seduti idealmente in un Piazzale delle Erbe che a me ricorda l\u2019infanzia e che per lui \u00e8 attualmente casa, perch\u00e9 Padova \u00e8 il luogo in cui Polo ha ripreso tutto e da quest\u2019anno lo ha fatto da inizio stagione, con risultati individuali non certo sorprendenti, visto che mai e poi mai mi scordo del giocatore che \u00e8 stato:<\/p>\n<p>\u201cLa scorsa stagione mi \u00e8 servita per anticipare a livello emotivo tutte le sensazioni di tornare in campo dopo uno stop lungo quattro anni e di poterci lavorare con calma perch\u00e9 devi ricominciare e avendo trascorso gli anni precedenti ad allenarti da solo, devi piano piano rimettere insieme i pezzi. Devi imparare ad affrontare il campo, gli allenamenti, le partite, la squadra. \u00c8 stato un riappacificarsi in maniera lenta con tutto il contesto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ora per\u00f2, \u00e8 in campo con Padova dallo scorso agosto. La sua prima stagione che parte con la preparazione. I numeri dicono cose positive?<\/strong><br \/>\u201cS\u00ec, non ero ancora al top della condizione in agosto, mentre la forma fisica riacquistata ad oggi mi fa dire che sono in una situazione personale abbastanza buona. Per quello che riguarda i numeri, le dico che vanno sempre contestualizzati, certo a muro posso dire di essere soddisfatto, ma c\u2019\u00e8 ancora molto lavoro da fare. Parlo di lavoro personale e del lavoro che devo continuare a fare con questa squadra con la quale mi trovo davvero molto bene\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ho aspettata quattro anni Alberto. Ha mai pensato di non tornare? Voglio essere onesto e dirle che non so in quanti avrebbero resistito tutto questo tempo.\u00a0<\/strong><br \/>\u201cPer me non era scontato tornare a giocare. Non so se le persone che vengono a vedermi ora si rendano conto di cosa abbia significato per me. Di parlare della mia vicenda non mi dispiace affatto e penso che un giorno decider\u00f2 in autonomia di scrivere la mia storia, mettendo in fila i pezzi di questa vicenda e raccontandola a modo mio. Ora per\u00f2, non \u00e8 ancora arrivato il momento. Dico una cosa, che senza il supporto di Leonardo Caponi e Luca Novi, i miei procuratori, non so se sarei tornato con la fiducia con cui l\u2019ho fatto. Mi hanno rassicurato sul fatto che avrei dovuto pensare solo a tornare in forma\u00a0 hanno lavorato molto perch\u00e9 io riprendessi da dove avevo lasciato. Da parte mia la gratitudine nei loro confronti \u00e8 davvero tanta\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le vacanze di Natale. Per lei negli anni scorsi significava essere a casa senza lavoro. Oggi sar\u00e0, lo dico per strapparle un sorriso, uno dei pochi ad essere felice di aver trascorso il 25 in palestra o in viaggio.<\/strong><br \/>\u201cNon mi \u00e8 pesato infatti, perch\u00e9 non vedevo l\u2019ora di ricominciare. Ho trascorso la vigilia con i parenti e poi mi sono preparato per la trasferta di Milano dove anche se non abbiamo fatto risultato \u00e8 stato significativo esserci\u201d.<\/p>\n<p><strong>La sua famiglia. In questi anni hanno saputo stare al suo fianco senza fare rumore. Anche lei \u00e8 un po\u2019 come loro.<\/strong><br \/>\u201cVivono la pallavolo con poco clamore e vengono sempre a vedermi quando possono. Non sono di quelle famiglie iper presenti, salvo non perdersi mai una mia gara in televisione. Io sono molto indipendente, ho desiderato fare le giovanili a Trento fin quando ero un ragazzino che viveva a Bassano e forse questo ha fatto s\u00ec che vivessi tutto ci\u00f2 che ho vissuto con il giusto distacco e senza piangermi addosso. La mia famiglia sa come sono fatto e ha semplicemente aspettato come ho fatto io\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gli amici. Io ho nominato Vitelli, Copelli, Porro che tra l\u2019altro quest\u2019anno trova dall\u2019altra parte del campo quando gioca contro Verona, Cuneo e Piacenza.<\/strong><br \/>\u201cHo trascorso le ultime estati con loro giocando a beach e cercando di distrarmi un pochino. Sono i miei fratelli e mi sono stati accanto sempre. Quando sei in spiaggia te la ridi, ti immagini come sar\u00e0 in campionato, ma quando giochi contro di loro, tutti e tre siamo molto competitivi e la sfida si sente tanto perch\u00e9 siamo tre atleti molto seri e professionali\u201d.<\/p>\n<p><strong>La Sonepar Padova di oggi?<\/strong><br \/>\u201cSquadra giovane e molto interessante. Mi aspettavo due o tre punticini in pi\u00f9 lasciati per strada, cosa che mi fa venire solo voglia di spingere ancora di pi\u00f9 nel girone di ritorno. Continueremo a lavorare affinch\u00e9 gli obiettivi che ci siamo prefissati ad inizio stagione si concretizzino\u201d.<\/p>\n<p><strong>Alberto Polo ha tagliato il traguardo dei trent\u2019anni. Lei \u00e8 un uomo che fa bilanci?<\/strong><br \/>\u201cPochi. Ho pensato di completare la laurea in scienze motorie per un eventuale piano B della vita e poco altro. Ho aspettato pi\u00f9 che altro che passassero questi quattro anni che ho perso pallavolisticamente e ora voglio mangiarmi il resto della torta che mi \u00e8 rimasta\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quest\u2019estate c\u2019\u00e8 stata una parentesi azzurra. Vuole dire qualcosa in merito?<\/strong><br \/>\u201cNon sono ossessionato dal tema, anche se prima della squalifica ci pensavo spessissimo. Ho ricevuto la chiamata per i collegiali la scorsa estate e ben felice sono ripartito anche l\u00ec da dove avevo lasciato. Non mi aspetto nulla se non in generale di completare il mio percorso di recupero e poi tutto ci\u00f2 che arriver\u00e0 sar\u00e0 ben accetto anche da quel lato l\u00ec\u201d.<\/p>\n<p><strong>Intervista di Roberto Zucca<br \/><\/strong>(\u00a9 Riproduzione riservata)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sono stato antipatico, e me ne scuso in primis con lui. 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