{"id":306276,"date":"2026-01-14T20:53:15","date_gmt":"2026-01-14T20:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306276\/"},"modified":"2026-01-14T20:53:15","modified_gmt":"2026-01-14T20:53:15","slug":"un-cristiano-su-7-nel-mondo-subisce-discriminazioni-dove-si-vive-peggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306276\/","title":{"rendered":"Un cristiano su 7 nel mondo subisce discriminazioni: dove si vive peggio"},"content":{"rendered":"<p>Se la Corea del Nord si conferma il Paese dove la persecuzione per contro i cristiani \u00e8 al livello pi\u00f9 alto, per Open Doors \u00e8 l\u2019Africa subsahariana ad essere la parte del mondo dove \u00e8 pi\u00f9 difficile professare la propria fede. Un livello di persecuzione che l\u2019organizzazione \u2013 fondata nel 1955 da Andrew van der Bijl cristiano evangelico olandese \u2013 localizza sul planisfero con una serie di Paesi rappresentati in rosso (livello estremo) o arancione (livello molto alto) che attraversa tutto il continente dalle coste dell\u2019Atlantico al Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p>Tutto questo in un contesto di violenza crescente: oltre 388 milioni di cristiani hanno subito \u00abgravi persecuzioni e discriminazioni a causa della loro fede\u00bb nel mondo. Otto milioni in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente. Dal primo ottobre 2024 al 30 settembre 2025, secondo il \u201cWorld Watch List 2026\u201d di Open Doors, il numero dei cristiani uccisi nel mondo \u00e8 aumentato da 4.476 casi a 4.849, sono invece in diminuiti i rapimenti \u2013 da 3.775 a 3.302 \u2013 come sono pure in calo gli attacchi a case e negozi di cristiani passati da 28.368 a 25.794. Praticamente invariato, invece, il numero di cristiani detenuti, passati in un anno da 3.775 a 3.302. Cifre che dimostrano secondo il presidente di Open Doors Italia Cristian Nani, che il \u00ab2025 \u00e8 di nuovo anno record dell\u2019intolleranza: 1 cristiano su 7 patisce discriminazione o persecuzione a causa della sua fede\u00bb.<\/p>\n<p>Il rapporto, giunto alla sua 33esima edizione \u2013 monitorato sin dal 2014 dall\u2019Istituto Internazionale per la Libert\u00e0 Religiosa \u2013 non specifica il contesto di tali violenze che spesso avvengono durante guerre o conflitti interni che coinvolgono indistintamente tutta la societ\u00e0. Ma la violenza che finisce per colpire i cristiani risulta in costante crescita negli ultimi anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/dfd3ea98-7a03-4ce0-9fb7-9d3f150057f3.jpg\" alt=\"\" class=\"rs_skip\" data-v-d6bd1d36=\"\"\/><\/p>\n<p>\u00abUn livello record\u00bb ha infatti denunciato David Haemerlin, direttore esecutivo di Porte Aperte Francia e Belgio, illustrando il rapporto a Parigi. La Ong protestante \u2013 che ha presentato il dossier in contemporanea in diverse capitali \u2013  ha precisato che questa cifra \u00abnon significa che 388 milioni di cristiani siano direttamente perseguitati, ma che vivano in aree con gravi persecuzioni\u00bb. Un dito puntato sulla situazione di fragilit\u00e0 e insicurezza di moltissime comunit\u00e0 cristiane in contesti complessi e, per questa ragione, difficili anche da analizzare. L\u2019organizzazione cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) lo scorso ottobre aveva invece stimato nel suo annuale rapporto che \u00ab413 milioni di cristiani vivono in paesi in cui la libert\u00e0 religiosa non \u00e8 rispettata e 280 milioni sono direttamente esposti alla persecuzione\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/4052ba53-346c-42df-97bf-4773fcfa4ffe.jpg\" alt=\"\" class=\"rs_skip\" data-v-d6bd1d36=\"\"\/><\/p>\n<p>Il triste primato, in questa classifica, secondo Open Doors spetta dunque all\u2019Africa subsahariana, presente con 14 Paesi nel Rapporto che individua i 50 Paesi del mondo pi\u00f9 a rischio per i cristiani. La Nigeria registra il maggior numero di uccisioni (3.490 vittime) a causa di un conflitto armato interno molto frammentato e con una componente jihadista ma a spartire il triste primato del livello massimo di violenza, sempre secondo Open Doors, sono anche Sudan e Mali. Se i livelli di violenza nell\u2019Africa subsahariana sono gi\u00e0 al massimo o quasi da anni, ad essere pi\u00f9 evidenti in questi ultimi 12 mesi sono i cambiamenti nelle altre categorie della vita dei cristiani (privato, famiglia, comunit\u00e0, chiesa, nazione) che rappresentato dunque una \u00abpersistente metastasi di vecchie e ampie forze che colpiscono, collettivamente, un ottavo dei cristiani nel mondo\u00bb.<\/p>\n<p>Una fragilit\u00e0 delle societ\u00e0 che si trasmette inevitabilmente alle stesse istituzioni statali: tra i 14 Paesi subsahariani presenti nel rapporto, cinque hanno subito colpi di Stato negli ultimi cinque anni. Il Niger ha sospeso la costituzione, nell\u2019Eritrea \u00e8 completamente disattesa da 28 anni, mentre nella Repubblica Democratica del Congo un golpe \u00e8 stato respinto solo due anni. Un contesto di instabilit\u00e0 che permea tutta la regione dell\u2019Africa subsahariana e non solo nel mondo: dal 2020 a oggi, conclude il direttore di Open Doors Italia Cristian Nanni, \u00abmassacri\u00bb e \u00abrapimenti\u00bb,, gli attacchi a \u00aboltre  47mila chiese\u00bb e il saccheggio di \u00abpi\u00f9 di 108mila case e attivit\u00e0 economiche\u00bb costringono famiglie ed intere comunit\u00e0 cristiane alla fuga con \u00abesodi inumani\u00bb che sono la causa originaria di \u00abuna Chiesa profuga che chiede aiuto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se la Corea del Nord si conferma il Paese dove la persecuzione per contro i cristiani \u00e8 al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":306277,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-306276","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115895442724704577","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=306276"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306276\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/306277"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=306276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=306276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=306276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}