{"id":306464,"date":"2026-01-14T23:35:12","date_gmt":"2026-01-14T23:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306464\/"},"modified":"2026-01-14T23:35:12","modified_gmt":"2026-01-14T23:35:12","slug":"in-iran-le-esecuzioni-stanno-cessando-nessun-attacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306464\/","title":{"rendered":"in Iran le esecuzioni stanno cessando, nessun attacco"},"content":{"rendered":"<p>Turchia, Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti stanno facendo il possibile, dietro le quinte della diplomazia, per evitare un intervento militare degli Stati Uniti in Iran, su cui in serata \u00e8 lo stesso Trump a frenare: \u00abSiamo stati informati in modo piuttosto forte che le esecuzioni si stanno fermando\u00bb. La cifra che caratterizza il diciannovesimo giorno di proteste a Teheran resta comunque l\u2019alta tensione. Come avvenne a giugno, alla vigilia dei raid Usa sulle infrastrutture nucleari iraniani, quelli che segnarono l\u2019inizio della guerra dei dodici giorni, una parte del personale (anche britannico) della base aerea statunitense di al-Udeid, in Qatar, la pi\u00f9 grande \u201ca stelle e strisce\u201d in Medio Oriente, \u00e8 stata incoraggiata a lasciare la struttura \u00abper precauzione\u00bb. Poco dopo, sono stati attivati i sistemi di difesa anti-missilistica.<\/p>\n<p>L\u2019Iran, lo ricordiamo, lanci\u00f2 missili contro al-Udeid in rappresaglia agli attacchi statunitensi del 22 giungo. \u00abE potrebbe farlo ancora\u00bb, ha avvertito Ali Shamkhani, uno dei principali consiglieri dell\u2019ayatollah Ali Khamenei. Ma la storia insegna che Teheran, se messa alle strette, potrebbe colpire anche altrove nella regione innescando quella che i Paesi amici dell\u2019Iran gi\u00e0 bollano come \u00abuna guerra su vasta scala\u00bb. Dal Libano, per esempio, i terroristi di Hezbollah non hanno escluso azioni militari a sostegno di Teheran.<\/p>\n<p>Secondo Reuters l\u2019attacco americano, se ci sar\u00e0, avverr\u00e0 entro domani sera. Circostanza avvalorata dalla sospensione delle comunicazioni dirette tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e l\u2019inviato speciale americano Steve Witkoff che lo scorso fine settimana ha incontrato segretamente in Florida il principe ereditario iraniano in esilio, Reza Pahlavi.  Tutto dipende da quello che decider\u00e0 di fare il presidente Trump che marted\u00ec aveva mandato un messaggio di rassicurazione ai \u00abpatrioti iraniani\u00bb in rivolta contro il regime: \u00abGli aiuti \u2013 ha tuonato \u2013 stanno arrivando\u00bb. Il tycoon aveva promesso che sarebbe intervenuto \u00abcon un\u2019azione molto forte\u00bb se il governo di Teheran avesse cominciato le esecuzioni capitali dei manifestanti arrestati. Le autorit\u00e0 iraniane hanno prima rilanciato la sfida dicendo che avrebbero accelerato i tempi delle prime impiccagioni. \u00abSe vogliamo fare qualcosa, dobbiamo farlo ora, in fretta\u00bb, ha dichiarato il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni-Ejei. Parole che hanno messo in allerta le Ong convinte che la situazione sarebbe degenerata in un vortice di processi rapidi ed esecuzioni arbitrarie. Poi, per\u00f2, \u00e8 arrivata la notizia della sospensione della condanna a morte di Erfan Soltani, arrestato l\u20198 gennaio, che sarebbe dovuta avvenire oggi. Il tycoon, pi\u00f9 tardi, ha annunciato: \u00abNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun piano di esecuzione\u00bb. Un segnale di distensione? Troppo presto per dirlo. Trump stesso ha messo le mani avanti: \u00abSarei molto deluso se non fosse cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>Intanto, il comandante Mohammad Pakpour, riferendosi a Usa e Israele, \u00e8 tornato a minacciare: \u00abSiamo pronti a rispondere ai nostri nemici. Sono loro gli assassini della giovent\u00f9 iraniana\u00bb. Mentre la politica fa il suo corso, nel Paese procede la conta delle vittime e degli arresti. Secondo la Human Rights Activist New Agency il bilancio dei morti identificati \u00e8 di 2.571 persone. Numeri falsi, ha sottolineato il Teheran Times, perch\u00e9 \u00abdiffusi dagli agenti del Mossad\u00bb ovvero dai servizi segreti israeliani. La portata reale della mattanza in corso \u00e8 un rebus considerato che, solo nella notte tra l\u20198 e il 9 gennaio, a perdere la vita nelle rivolte sarebbero stati, cos\u00ec ha contato Iran International, almeno 12mila persone. Le poche immagini verificate che riescono a bucare il blocco delle comunicazioni raccontano di obitori improvvisati nelle strade della capitale. Di centinaia di corpi avvolti nei sacchi neri di plastica identificati da un\u2019etichetta a ricordarne le generalit\u00e0. Su alcuni \u00e8 chiaramente leggibile: \u00abAnno di nascita, 2009\u00bb. Il torace che fuoriesce dal sacco di un uomo sembra essere stato trivellato da almeno 25 proiettili. Tra i cadaveri si aggirano persone in cerca dei propri cari. Molte famiglie, cos\u00ec raccontano alcuni testimoni, vengono minacciate dai pasdaran per rinunciare alla restituzione dei corpi senza vita dei loro parenti perch\u00e9 gi\u00e0 sepolti chiss\u00e0 dove. Altre sono costrette a organizzare funerali veloci e solo privati, dopo aver pagato il prezzo dei proiettili che li hanno uccisi. Non fanno meno orrore i numeri degli arresti: almeno 18.137. Non tutti per\u00f2 restano. Decine di famiglie si sono messe in viaggio verso la provincia turca di Van attraverso il valico di Kapikoy. Dalla Farnesina, l\u2019appello ai 500 italiani in Iran: \u00abChi pu\u00f2, lasci il Paese\u00bb.<\/p>\n<p><b>Quali sono i possibili obiettivi dell&#8217;attacco Usa?<\/b><\/p>\n<p>Ma quali sono i possibili obiettivi dell&#8217;intervento iraniano? In mancanza dell&#8217;ordine di attacco e di un dispositivo di forze preciso, pronto all\u2019azione nell\u2019area,  l\u2019eventuale supporto statunitense ai rivoluzionari iraniani, per dare un contributo al rovesciamento del regime degli ayatollah, potrebbe configurarsi con un insieme di attacchi cibernetici, elettronici, cinetici e di forze speciali.\u00a0Ma gli eventuali raid missilistici americani, dall\u2019aria e dal mare, potrebbero puntare innanzitutto <b>contro le sedi del potere centrale a Teheran<\/b>, degli a<b>pparati repressivi dei pasdaran, dei paramilitari basij e del sistema di sicurezza interno<\/b>, tutti coinvolti nel bagno di sangue a danno dei rivoltosi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 ben chiaro se sarebbero prese di mira anche le <b>basi missilistiche<\/b>\u00a0della componente aerea dei pasdaran. Il quartier generale di Teheran rappresenterebbe il bersaglio numero uno: \u00e8 il vertice, anche politico-militare, ma la struttura \u00e8 molto decentrata. Dispone infatti di una pluralit\u00e0 di unit\u00e0 militari repressive regionali, in parte autonome nell\u2019operare, avvalendosi per lo pi\u00f9 di personale nativo dell\u2019area di assegnazione. L\u2019ordito \u00e8 concepito in teoria per poter continuare a funzionare anche in caso di invasione del Paese o di decapitazione della leadership ed \u00e8 configurato per fornire un elemento di comando e controllo a miliziani irregolari.<\/p>\n<p>A seconda delle opzioni, della complessit\u00e0 e della durata dei raid potrebbe essere colpita <b>l\u2019infrastruttura energetica<\/b>, concentrata prevalentemente nel sud-ovest e nel polo di riesportazione dell\u2019isola di Kharg, da cui fluisce il 90% dell\u2019export iraniano di idrocarburi.<\/p>\n<p>Ci sono poi le sedi della compagnia Khatam al-Anbiya che gestisce gran parte dei progetti infrastrutturali del Paese, sotto sanzioni del Tesoro statunitense, dell\u2019Unione Europea e delle Nazioni Unite, perch\u00e9 perno dell\u2019autofinanziamento dei pasdaran e di parte dei proventi del programma atomico, dello sviluppo missilistico e delle attivit\u00e0 terroristiche del regime.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Turchia, Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti stanno facendo il possibile, dietro le quinte della diplomazia, per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":306465,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-306464","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115896079088964973","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=306464"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306464\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/306465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=306464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=306464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=306464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}