{"id":306557,"date":"2026-01-15T00:56:10","date_gmt":"2026-01-15T00:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306557\/"},"modified":"2026-01-15T00:56:10","modified_gmt":"2026-01-15T00:56:10","slug":"la-dottrina-putin-fino-a-quando-mosca-preferira-la-guerra-infinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306557\/","title":{"rendered":"La \u00abdottrina Putin\u00bb: fino a quando Mosca preferir\u00e0 la \u00abguerra infinita\u00bb?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luca Angelini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">\u00abPutin non nasconde pi\u00f9 il desiderio di &#8220;restituire&#8221; il Donbass alla Russia con mezzi militari piuttosto che diplomatici. E ha deciso di poterlo fare mantenendo gli Stati Uniti di Trump come partner geopolitico\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sulla Rassegna Stampa, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati: per riceverla basta cliccare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCredo che Macron abbia ragione su questo e che sia arrivato il momento in cui anche l\u2019Europa parli con la Russia\u00bb. Non accade spesso che <b>Giorgia Meloni<\/b> sia d&#8217;accordo con il presidente francese &#8211; anche se ultimamente accade pi\u00f9 spesso che in passato &#8211; ma, nella conferenza stampa di inizio anno, la premier italiana si \u00e8 detta favorevole all&#8217;apertura di un dialogo con Mosca proposta da <b>Emmanuel Macron<\/b> (ne ha scritto Gianluca Mercuri nella <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/il-punto\/la-rassegna\/25_dicembre_22\/l-europa-di-macron-i-morti-di-inquinamento-in-italia-lezione-di-empatia-la-cinebussola.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rassegna del 22 dicembre<\/a>). Per\u00f2, per aprire un dialogo bisogna che l&#8217;interlocutore sia d&#8217;accordo. E, soprattutto, che abbia almeno un minimo di intenzione di fare uscire dal dialogo qualcosa di concreto.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_gennaio_14\/ucraina-russia-le-notizie-sulla-guerra-in-diretta-allarme-aereo-a-kiev-e-in-altre-regioni.shtml\" title=\"Ucraina - Russia, le notizie sulla guerra in diretta | Media, Witkoff e Kushner presto a Mosca per incontrare Putin. Lavrov: \u00abIl presidente russo aperto ai colloqui, se sono seri\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ucraina-Russia, le ultime notizie sulla guerra in diretta<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 quel che viene\u00a0 in mente leggendo un articolo, <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/russia\/why-putin-still-prefers-war\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">su Foreign Affairs<\/a>, firmato da Andrei Kolesnikov, giornalista russo di lungo corso, dal titolo piuttosto esplicito: \u00abPerch\u00e9 Putin continua a <b>preferire la guerra<\/b>\u00bb. Ormai quasi tre anni fa, a marzo 2023, sempre su Foreign Affairs, era uscito un altro <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/ukraine\/putins-forever-war\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">articolo<\/a>, nel quale Andrea Kendall-Taylor, direttrice del Transatlantic Security Program al Center for a New American Security, e Erica Frantz, politologa della Michigan State University, parlavano della \u00abforever war\u00bb, la guerra senza fine scelta da Putin (ne avevamo scritto <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/23_marzo_31\/perche-putin-pensa-una-guerra-infinita-ucraina-come-impedirla-6cd6d94a-cfbb-11ed-b005-63605f0e01d8.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>). \u00ab\u00c8 probabile che Putin continuer\u00e0 la guerra in Ucraina,<b> non perch\u00e9 sia nell\u2019interesse della Russia, ma perch\u00e9 \u00e8 nel suo interesse personale<\/b>. Continuare a combattere ha senso per Putin per una ragione fondamentale:<b> gli autocrati in tempo di guerra raramente perdono il potere\u00bb<\/b>, scrivevano Kendall-Taylor e Frantz.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_gennaio_14\/ucraina-russia-le-notizie-sulla-guerra-in-diretta-allarme-aereo-a-kiev-e-in-altre-regioni.shtml\" title=\"Ucraina - Russia, le notizie sulla guerra in diretta | Media, Witkoff e Kushner presto a Mosca per incontrare Putin. Lavrov: \u00abIl presidente russo aperto ai colloqui, se sono seri\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le ultime notizie sulla guerra tra Russia e Ucraina, in diretta<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il tempo sembra aver dato loro ragione. Almeno a dar retta a Kolesnikov che, dove aver fatto notare come, nelle ultime settimane, Putin abbia moltiplicato le <b>apparizioni pubbliche in uniforme militare<\/b>, scrive che il presidente russo \u00abnon nasconde pi\u00f9 il suo desiderio di <b>&#8220;restituire&#8221; il Donbass alla Russia con mezzi militari piuttosto che diplomatici<\/b>. Nell&#8217;anno appena trascorso ha chiarito la sua decisione di <b>continuare a combattere, indipendentemente dal costo economico e umano<\/b>. E ha deciso di poterlo fare mantenendo gli Stati Uniti di Trump come <b>partner geopolitico<\/b>. Questa potrebbe essere definita la nuova &#8220;dottrina Putin&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abL&#8217;amministrazione Trump &#8211; ricorda Kolesnikov &#8211; ha passato il 2025 offrendo a Mosca<b> una serie di opzioni apparentemente allettanti<\/b>, tra cui la cessione di territori non conquistati alla Russia, il divieto di ingresso dell&#8217;Ucraina nella Nato e l&#8217;imposizione di restrizioni alle forze ucraine. Il presidente ha anche corteggiato Putin con un grande vertice in Alaska e numerose telefonate, assicurando al contempo al mondo che un accordo sarebbe stato raggiunto a breve, gi\u00e0 nel suo primo giorno in carica, o entro il Giorno del Ringraziamento, o entro Natale. Trump ha persino concordato con l&#8217;insistenza improbabile del Cremlino sul fatto che negoziati sostanziali, e persino nuove elezioni presidenziali in Ucraina, possano aver luogo mentre infuria la guerra. Ma <b>nessuna di queste offerte ha avvicinato la fine del conflitto<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E probabilmente lo si pu\u00f2 imputare alle<b> affinit\u00e0 elettive tra la \u00abdottrina Donroe\u00bb <\/b>(<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/la-dottrina-donroe-e-il-ritorno-alle-sfere-dinfluenza-227039\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Donald+Monroe<\/a>)<b> e la \u00abdottrina Putin\u00bb<\/b>: \u00abLa dottrina Putin ha resuscitato il vecchio pensiero del XIX e dell&#8217;inizio del XX secolo, secondo cui <b>il potere degli Stati si misura principalmente in termini di territorio e di sistemi d&#8217;arma letali<\/b>. Ma, a quanto pare Putin, non \u00e8 isolato. Una versione di questo tipo di pensiero costituisce anche <b>la base del cosiddetto piano di pace di Trump per l&#8217;Ucraina<\/b>, con il suo numero di punti in continua evoluzione. \u00c8 anche la logica alla base dell&#8217;idea, articolata nella versione pi\u00f9 lunga e riservata della nuova Strategia per la sicurezza nazionale (Nss) di Trump, di <b>sostituire il G7<\/b>, orientato all&#8217;Europa e alla democrazia, con un cosiddetto <b>gruppo Core 5<\/b> di Paesi potenti: <b>Cina, India, Giappone e Russia, oltre agli Stati Uniti<\/b>. (Nel mondo di Trump, sia l&#8217;influenza politica che la ricchezza sono fonti di potere, da qui l&#8217;inclusione del Giappone in questo gruppo). Ma invece di placare Putin \u2013 o, come dice l&#8217;Nss, ristabilire la &#8220;stabilit\u00e0 strategica con la Russia&#8221; \u2013 <b>tale riconoscimento della Federazione Russa non fa altro che incoraggiarlo a proseguire le sue azioni militari<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Kolesnikov \u00e8, per\u00f2, consapevole del fatto che il nuovo anno ha portato una novit\u00e0 che potrebbe cambiare il quadro.  \u00ab<b>L&#8217;operazione statunitense in Venezuela complica in qualche modo la nuova dottrina Putin<\/b>. La principale domanda che si pone \u00e8: Trump rimarr\u00e0 un amico, anche se soltanto a seconda delle circostanze? Sar\u00e0 ancora possibile per Putin manipolarlo nel 2026 nello stesso modo in cui l&#8217;ha fatto nel 2025, tramite Witkoff e il suo omologo, Kirill Dmitriev, inviato speciale presidenziale russo per gli investimenti esteri e la cooperazione economica? La facilit\u00e0 con cui Maduro \u00e8 stato catturato ha dimostrato che <b>il presidente statunitense pu\u00f2 essere pi\u00f9 putiniano di Putin nell&#8217;affermare il controllo sulla propria sfera di influenza<\/b> (sebbene la cattura di Maduro non sia certo una prova che l&#8217;amministrazione Trump avr\u00e0 altrettanto successo nel rimodellamento politico del Venezuela)\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non per nulla, per avvalorare la loro tesi che, in tempo di guerra, gli autocrati raramente perdono il potere, Kendall-Taylor e Frantz facevano proprio l&#8217;esempio di Maduro: \u00abI dittatori che conservano<b> la lealt\u00e0 delle forze armate <\/b>possono resistere a circostanze straordinariamente dure e<b> le difficolt\u00e0 economiche da sole raramente destabilizzano un autocrate<\/b>. Il presidente venezuelano Nicol\u00e1s Maduro, ad esempio, \u00e8 rimasto in carica nonostante il collasso economico\u00bb. Ora in carica non lo \u00e8 pi\u00f9, anche se il chavismo non \u00e8 stato ancora relegato nella soffitta della storia ed \u00e8 possibile &#8211; forse probabile &#8211; che non lo sar\u00e0 tanto presto. In ogni caso, nel gioco antico e di nuovo moderno delle sfere d&#8217;influenza, \u00abil Venezuela era un&#8217;area di interesse del Cremlino. E improvvisamente, un&#8217;altra superpotenza vi ha messo le mani sopra. Questa \u00e8 <b>una sconfitta per Putin<\/b>. Non significa che la Russia porr\u00e0 fine agli pseudo-negoziati sulla guerra in Ucraina o rifiuter\u00e0 gli Stati Uniti come mediatore. Ma <b>ha mostrato a Putin un altro lato di Trump: non un amico, ma un nemico<\/b>. Trump ha ulteriormente enfatizzato questa possibilit\u00e0 sequestrando una petroliera russa per aver violato le sanzioni statunitensi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E, per il momento, Putin non ha potuto opporre altro che \u00abl&#8217;assordante silenzio\u00bb di cui ha scritto Paolo Valentino <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/energie\/26_gennaio_10\/pitin-silenzio-sequestro-navi-1ed2daf8-3214-4d21-840d-e5c9cce54xlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sul Corriere<\/a>, \u00ab<b\/>segnale inequivocabile della sua volont\u00e0 in questa fase di non irritare, tantomeno inimicarsi l\u2019amico Donald. La ragione?<b> &#8220;Putin ha un solo obiettivo: vincere in Ucraina, tutto il resto \u00e8 subordinato a questo&#8221;<\/b>, dice al New York Times Hanna Notte, politologa di Eurasia. Ma quello dello Zar non \u00e8 solo calcolo strategico. \u00c8 anche la presa d\u2019atto che c\u2019\u00e8 poco o nulla che Putin possa fare per frenare la progressiva erosione del suo global power, risucchiato com\u2019\u00e8 dal pantano ucraino. Non lo ha fatto in Asia Centrale, abbandonando al suo destino l\u2019Armenia in guerra con l\u2019Azerbaigian. N\u00e9 in Siria, mollando Assad. E non lo ha fatto in Venezuela per salvare il suo cliente Maduro. &#8220;<b>La guerra contro Kiev \u00e8 un buco nero che consuma tutte le risorse della Russia&#8221;<\/b>, dice Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center. L\u2019unica risposta, lo Zar l\u2019ha data proprio in Ucraina, sua ultima spiaggia. Di fronte all\u2019intesa raggiunta da Francia e Regno Unito sull\u2019invio di un contingente militare a garanzia di un eventuale accordo di pace, lo Zar ha ordinato di lanciare su <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/esteri\/leopoli-colpita-da-un-missile-supersonico-ecco-il-video-delle-esplosioni\/c3a85a04-3639-4e68-aeb9-984ce510fxlk\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Leopoli un Oreshnik<\/a>, il supermissile ipersonico con capacit\u00e0 nucleare. Debole sulla scena globale, Putin segnala di esserci con l\u2019unico asset rimastogli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dunque, non \u00e8 detto che il \u00abratto di Maduro\u00bb spinger\u00e0 il Cremlino a pi\u00f9 miti propositi: \u00abRiconoscere una dinamica mutata potrebbe anche <b>rafforzare il desiderio di Putin di continuare la guerra piuttosto che concluderla alle condizioni di Trump<\/b>, per quanto favorevoli possano essere alla Russia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se lo rafforzer\u00e0 oppure no, potrebbe dipendere dalla risposta a un&#8217;altra domanda: quando il <b>costo economico della guerra in Ucraina<\/b> diventer\u00e0 cos\u00ec elevato da costringere il Cremlino a porvi fine? Inutile dire che chi, dal 2022 in poi, ha preconizzato un crollo inevitabile e imminente dell&#8217;economia russa \u00e8 stato, fin qui, pi\u00f9 volte smentito. Il che non vuol dire che si possano ignorare segnali sempre pi\u00f9 evidenti: \u00abPutin e il suo ministro degli Esteri, <b>Sergej Lavrov<\/b>, possono insistere quanto vogliono sul fatto che il Paese non \u00e8 isolato dal mondo e che \u00e8 in ottimi contatti con la &#8220;maggioranza globale&#8221;. Ma i dati economici sono inequivocabili. Nel <b>2021<\/b>, l&#8217;ultimo anno prima dell&#8217;inizio della guerra, <b>gli investimenti diretti esteri in Russia valevano oltre 40 miliardi di dollari; tre anni dopo, si erano ridotti a 3 miliardi di dollari<\/b>, con un crollo di oltre il 90%\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;impatto si fa sentire anche nella vita quotidiana dei russi. Kolesnikov \u00e8 prodigo di esempi: \u00abSia a livello federale che regionale, i bilanci del Paese stanno attraversando una grave carenza di entrate. Di conseguenza, <b>le autorit\u00e0 hanno costretto la gente comune e le imprese a pagare per la guerra<\/b>. Nell&#8217;ultimo anno, <b>l&#8217;imposta russa sul valore aggiunto \u00e8 stata aumentata al 22%<\/b>, l&#8217;acquisto di auto importate \u00e8 ora soggetto a decine di migliaia di dollari di commissioni aggiuntive (lo Stato chiama questi pagamenti &#8220;tasse di riciclo&#8221; o smaltimento) e il governo ha introdotto una cosiddetta <b>tassa sulla tecnologia<\/b> su smartphone, computer e tutto ci\u00f2 che ha una base elettronica. Allo stesso tempo, lo Stato ha <b>ridotto la spesa sociale<\/b>, poich\u00e9 le spese per la difesa e l&#8217;esercito assorbono una quota sempre maggiore della spesa pubblica. Nel frattempo, <b>le bollette stanno aumentando e in alcuni casi raddoppiando<\/b>. Nei supermercati, i prezzi di alcuni prodotti, tra cui pesce congelato, carne di manzo e pane di segale, sono aumentati del 20% o pi\u00f9; <b>le vendite di automobili sono crollate<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quello che si configura \u00e8 un <b>cambio del \u00abcontratto sociale\u00bb<\/b> fra il Cremlino e i cittadini russi. \u00abIn passato, il petrolio poteva risolvere i problemi economici della Russia e fornire entrate allo Stato; adesso <b>i contribuenti sono diventati il nuovo petrolio<\/b>. Il Cremlino d\u00e0 per scontato che, visto che i russi si sono adattati alla guerra, <b>si adatteranno anche alla stagnazione e stringeranno la cinghia<\/b> affinch\u00e9 il Paese possa ottenere la vittoria. Questa \u00e8 diventata una versione molto sfavorevole del contratto sociale che ha sostenuto il regime di Putin per tutti questi anni. Prima della guerra, era semplicemente questo: sostieni le autorit\u00e0 senza interferire nella politica e otterrai almeno una relativa prosperit\u00e0 economica. Ora, il contratto richiede il totale sostegno alle autorit\u00e0, e persino <b>l&#8217;accettazione dell&#8217;erosione della propria sicurezza finanziaria<\/b>, in cambio del semplice riconoscimento da parte delle autorit\u00e0 come buon patriota\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nonostante qualche <b>sporadico segnale di resistenza<\/b> (le proteste a Vladivostok contro la tassa sulla rottamazione delle auto importate; i musicisti di strada che, a fine anno, a San Pietroburgo e in altre citt\u00e0 hanno eseguito canzoni antigovernative e contro la guerra, finendo arrestati; i bimbi e genitori in piazza a Tomsk, in Siberia, contro il blocco della piattaforma di videogiochi Roblox), <b>i russi sembrano per il momento accettare anche la nuova versione del contratto sociale<\/b>. \u00abNel corso della guerra, i russi hanno risposto all&#8217;accumularsi di restrizioni, repressione e censura semplicemente adattandosi\u00bb. Fino a quando lo faranno, nessuno pu\u00f2 dirlo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel frattempo, <b>le dottrine Putin e Donroe continueranno a seminare il caos<\/b>: \u00abLa Russia di Putin esporta non solo risorse energetiche, ma anche <b>disordine<\/b>. C&#8217;\u00e8 una &#8220;causa profonda&#8221; per questo, per usare le parole dello stesso Putin: la struttura interna del regime. Finch\u00e9 il Paese non diventer\u00e0, se non democratico, almeno razionalmente organizzato, rimarr\u00e0 <b>un agente del caos sulla scena internazionale<\/b>. Ecco perch\u00e9, anche se si raggiungesse un accordo di pace in Ucraina, l&#8217;Occidente non sarebbe in grado di far sparire la Russia di Putin. <b>Il periodo successivo all&#8217;accordo di pace \u2013 se e quando arriver\u00e0 \u2013 non sar\u00e0 meno difficile del conflitto stesso<\/b>: il confronto continuer\u00e0 semplicemente in una forma ibrida e fredda. Indipendentemente da ci\u00f2 che accadr\u00e0, il Cremlino non smetter\u00e0 di combattere in patria. Continuando la persecuzione politica e la repressione all&#8217;interno del Paese e cercando nemici tra i dissidenti, il regime compenser\u00e0 la grave crisi economica che dovr\u00e0 affrontare, la gestione quotidiana del Paese e gli inevitabili shock sociali ed economici che deriveranno dalla transizione di centinaia di migliaia di persone che tornano dalle trincee alla pacifica vita civile. <b>La Russia esporta caos, ma lo fanno anche gli Stati Uniti di Trump, e con non minore vigore<\/b>. \u00c8 iniziato un nuovo round nella lotta per le sfere di influenza, con tutti i principali partiti che hanno rinunciato contemporaneamente alle politiche eurocentriche. <b>La differenza rispetto alla classica Guerra fredda \u00e8 che non sono ancora state stabilite nuove regole<\/b> che determinino l&#8217;equilibrio di potere e interessi. Inoltre, un attore pi\u00f9 potente della Russia di Putin \u2013 la Cina di Xi Jinping \u2013 ha ora un ruolo speciale da svolgere. In questo nuovo gioco, il fattore personale, <b>le figure di Trump, Putin e Xi, sono diventate dominanti. L&#8217;ordine mondiale non pu\u00f2 frenarle<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Continuare a cercare il dialogo \u00e8 giusto, forse ancora pi\u00f9 che in passato. Senza, per\u00f2, dimenticare quel che diceva <b>Valentin Falin<\/b>, diplomatico e consigliere di diversi leader sovietici: \u00abLo scontro non \u00e8 destino, ma scelta\u00bb. Voleva dire, chiosa Kolesnikov, che nel confronto globale tra superpotenze, \u00ablo scontro avveniva perch\u00e9 una o entrambe le parti sceglievano di combattere; la distensione avveniva perch\u00e9 sceglievano di non combattere. In ogni caso, ci\u00f2 che accadeva era il risultato di <b>una decisione assolutamente consapevole da parte dei rispettivi leader<\/b>\u00bb. A quanto pare, siamo ritornati a quello stesso punto.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-14T15:22:34+01:00\">14 gennaio 2026 ( modifica il 14 gennaio 2026 | 15:22)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luca Angelini \u00abPutin non nasconde pi\u00f9 il desiderio di &#8220;restituire&#8221; il Donbass alla Russia con mezzi 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