{"id":306652,"date":"2026-01-15T02:34:13","date_gmt":"2026-01-15T02:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306652\/"},"modified":"2026-01-15T02:34:13","modified_gmt":"2026-01-15T02:34:13","slug":"una-vita-nel-colore-quella-di-claire-vasarely-ad-aix-en-provence","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306652\/","title":{"rendered":"\u2018Una vita nel colore\u2019, quella di Claire Vasarely, ad Aix-en-Provence"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"p1\">Che cosa resta, oggi, dell\u2019opera di un\u2019artista quando il suo lavoro \u00e8 stato a lungo letto attraverso quello di un altro? La retrospettiva Una vita nel colore, dedicata a <b>Claire Vasarely<\/b> e curata da <strong>Val\u00e9rie Da Costa<\/strong>\u00a0presso la <a href=\"https:\/\/www.fondationvasarely.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Fondation Vasarely<\/a>,\u00a0restituisce valore e autonomia alla sua figura, sottraendola finalmente a una lettura derivativa legata alla carriera del marito e riportando al centro la sua pratica artistica originale, creativa e pienamente inscrivibile nella storia del modernismo europeo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Attiva tra la fine degli anni Venti e la fine degli anni Cinquanta, Claire Vasarely \u2013 nata Kl\u00e1ra Spinner a Budapest nel 1909 \u2013 sviluppa un percorso coerente e articolato che attraversa arti grafiche, pittura, disegno di moda, progettazione tessile e arazzo, muovendosi tra Budapest e Parigi e operando all\u2019interno di contesti culturali segnati dal modernismo europeo, dal modello bauhausiano e da una concezione dell\u2019arte come campo di applicazione e sperimentazione formale. La sua formazione al M\u0171hely, scuola fondata da S\u00e1ndor Bortnyik sul modello del Bauhaus di Weimar, \u00e8 determinante non solo sul piano tecnico, ma soprattutto per l\u2019idea di un linguaggio visivo strutturato, modulare, aperto alla serialit\u00e0 e alla trasposizione su supporti diversi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1179347 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Fondation-Vasarely-2-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Fondation Vasarely, 2025. \u00a9 Fabrice Lepeltier<\/p>\n<p class=\"p1\">Il percorso espositivo ricostruisce in sezioni cronologiche come la pratica di Claire Vasarely si sviluppi lungo una linea di continuit\u00e0 pi\u00f9 che per cesure stilistiche: i primi lavori grafici, i manifesti e i progetti pubblicitari degli anni Trenta condividono con i successivi disegni tessili e con gli arazzi di Aubusson una stessa attenzione alla superficie come campo organizzato, alla relazione tra forma e colore e alla possibilit\u00e0 di generare variazioni a partire da un impianto strutturale dato. In questo senso, il lavoro sui motivi tessili \u2013 che occupa una posizione centrale nella mostra \u2013 appare come uno dei luoghi principali della sua ricerca visiva. Tra l\u2019inizio degli anni Trenta e la fine degli anni Cinquanta, Claire Vasarely produce un corpus vastissimo di disegni per tessuti, destinati non solo alle seterie di Lione ma anche a industrie tessili attive in Francia, Germania e Stati Uniti. Motivi floreali stilizzati, geometrie ripetute, campiture cromatiche accostate secondo logiche di variazione seriale definiscono un linguaggio che anticipa, in alcuni casi in modo sorprendente, questioni che diventeranno centrali nell\u2019arte ottico-cinetica. Non \u00e8 secondario, a questo proposito, il riconoscimento esplicito da parte di <b>Victor Vasarely<\/b> del ruolo svolto da Claire nell\u2019introduzione del colore come elemento strutturale e non decorativo nella sua ricerca. La mostra affronta con attenzione anche la dimensione di porosit\u00e0 creativa all\u2019interno della coppia Vasarely: disegni, studi e opere firmate a quattro mani mostrano un campo di scambio, di influenze reciproche e di sovrapposizioni linguistiche, in cui la distinzione delle attribuzioni risulta meno rilevante della comprensione dei processi condivisi.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1179348 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Fondation-Vasarely-3-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Fondation Vasarely, 2025. \u00a9 Fabrice Lepeltier<\/p>\n<p class=\"p1\">Il passaggio all\u2019arazzo, avviato nel secondo dopoguerra grazie alla collaborazione con gli atelier Tabard ad Aubusson, segna l\u2019ultima fase della produzione di Claire Vasarely e, al tempo stesso, uno degli esiti pi\u00f9 compiuti della sua ricerca. I suoi primi arazzi, realizzati alla fine degli anni Quaranta e nei primi anni Cinquanta, spesso combinano figurazione e astrazione, con busti e volti femminili inseriti in campi di colore vivaci e motivi geometrici, dove elementi naturali \u2013 fiori, foglie e paesaggi stilizzati \u2013 si intrecciano con le forme. In alcune composizioni, la presenza di figure femminili dalle espressioni intense dialoga con scenari naturali evocativi, conferendo alle opere una dimensione narrativa oltre che visiva. Questi aspetti rivelano la capacit\u00e0 della desiginer di fondere rappresentazione e astrazione, arricchendo il linguaggio dell\u2019arazzo con una sensibilit\u00e0 originale nel contesto delle arti tessili moderne.\u00a0<\/p>\n<p class=\"p1\">Sebbene la sua produzione venga purtroppo ad interrompersi alla fine degli anni Cinquanta, quando Claire Vasarely assume un ruolo centrale nella gestione dell\u2019atelier e della carriera del marito, il suo percorso resta coerente e pienamente leggibile. Una vita nel colore\u00a0restituisce la sua figura al centro della storia del modernismo, invitando a riscoprire l\u2019artista come elemento chiave per comprendere le dinamiche artistiche del Novecento e per mettere in discussione i criteri con cui la storia dell\u2019arte seleziona e gerarchizza le pratiche creative.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1179349 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Fondation-Vasarely-4-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Fondation Vasarely, 2025. \u00a9 Fabrice Lepeltier<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che cosa resta, oggi, dell\u2019opera di un\u2019artista quando il suo lavoro \u00e8 stato a lungo letto attraverso quello&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":306653,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-306652","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115896782892178111","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=306652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306652\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/306653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=306652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=306652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=306652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}