{"id":306983,"date":"2026-01-15T08:04:11","date_gmt":"2026-01-15T08:04:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306983\/"},"modified":"2026-01-15T08:04:11","modified_gmt":"2026-01-15T08:04:11","slug":"acromegalia-come-nasce-come-si-riconosce-quali-cure-ci-sono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/306983\/","title":{"rendered":"Acromegalia, come nasce, come si riconosce, quali cure ci sono"},"content":{"rendered":"<p>Malattia rara. Quando si dice questo termine, diventa ovviamente difficile pensare ad una patologia che viene facilmente riconosciuta all\u2019inizio delle sue manifestazioni. Ci sono casi in cui peraltro la patologia, che si manifesta in et\u00e0 adulta, rischia di confondersi con i segni del tempo.<\/p>\n<p>A queste regole non sembra sfuggire<strong> l\u2019acromegalia<\/strong>, condizione che colpisce soprattutto adulti tra<strong> i 30 e i 60 anni<\/strong> e spesso si \u201cvede\u201d perch\u00e9 pu\u00f2 alterare profondamente i tratti del volto, delle mani e dei piedi.<\/p>\n<p>A fare il punto sulle conoscenze \u00e8 una pubblicazione sul New England Journal of Medicine che vede protagonisti i ricercatori italiani ed in particolare due eccellenze: Andrea Giustina, Professore Ordinario di Endocrinologia presso l\u2019Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele e Direttore dell\u2019Unit\u00e0 di Endocrinologia dell\u2019IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, e Annamaria Colao, Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Universit\u00e0 \u201cFederico II\u201d di Napoli.\n<\/p>\n<p><strong>Come si manifesta l\u2019acromegalia<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019acromegalia \u00e8 una patologia rara<\/strong> che nasce quasi sempre da <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/tumori-ipofisari-cosa-sono-sintomi-e-trattamento\/1018773\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un tumore benigno dell\u2019ipofisi<\/a>, la piccola ghiandola situata alla base del cervello che regola molti degli ormoni dell\u2019organismo. Nella quasi totalit\u00e0 dei casi, si tratta di macro-adenomi ipofisari benigni; le cause extra-ipofisarie sono estremamente rare. L\u2019incidenza stimata \u00e8 di circa <strong>dieci casi ogni milione di persone all\u2019anno<\/strong>.<\/p>\n<p>La produzione eccessiva di ormone della crescita avviene in modo lento e silenzioso, dando il via a un cambiamento progressivo che spesso passa inosservato sia ai pazienti sia ai medici. <strong>Il volto si trasforma<\/strong>: mascella e fronte si ingrossano, gli spazi tra i denti si allargano, mani e piedi crescono. A questi segni si aggiungono sintomi apparentemente generici come <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/iperidrosi-cause-diagnosi-cure\/2000\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sudorazione eccessiva<\/a>, dolori articolari, disturbi del sonno, ipertensione o diabete.<\/p>\n<p>Tra<strong> le complicanze pi\u00f9 frequenti<\/strong>, la ricerca pubblicata sulla rivista scientifica sottolinea la presenza di ipertrofia cardiaca, apnea notturna, ingrossamento della tiroide e, soprattutto, una marcata fragilit\u00e0 ossea con elevato rischio di fratture vertebrali, anche in pazienti che presentano una densit\u00e0 ossea normale ai controlli di routine (ovvero quella che definiamo MOC).<\/p>\n<p><strong>La fragilit\u00e0 ossea<\/strong> e le fratture vertebrali, anche in presenza di densit\u00e0 ossea normale, sono state descritte per la prima volta proprio dallo stesso Giustina circa vent\u2019anni fa. Queste manifestazioni, spesso sottovalutate, contribuiscono a rendere l\u2019acromegalia una malattia insidiosa e di difficile riconoscimento precoce.<\/p>\n<p>Attenzione ai ritardi diagnostici<\/p>\n<p>Il lavoro pubblicato su New England Journal of Medicine evidenzia un dato allarmante: <strong>la diagnosi di acromegalia arriva ancora troppo tardi.<\/strong> In media, passano oltre cinque anni tra i primi segnali e l\u2019identificazione della malattia, e un paziente su quattro attende addirittura pi\u00f9 di dieci anni. Spesso, chi ne soffre consulta pi\u00f9 di tre specialisti prima di ottenere risposte certe.<\/p>\n<p><strong>Questo ritardo si traduce in complicanze<\/strong>, peggioramento della qualit\u00e0 della vita e, nei casi pi\u00f9 gravi, aumento della mortalit\u00e0. Eppure, basterebbe <strong>un semplice esame del sangue<\/strong> \u2013 il dosaggio dell\u2019IGF-I \u2013 per indirizzare subito verso la diagnosi corretta.<\/p>\n<p>Secondo gli esperti, quindi, la diagnosi tardiva resta la vera emergenza. I sintomi precoci sono spesso trascurati, in particolare nelle donne e nei pazienti anziani, nei quali vengono erroneamente attribuiti all\u2019invecchiamento o alla menopausa.<\/p>\n<p>Il Gold standard per la diagnosi \u2013 spiega Giustina \u2013 \u00e8 molto semplice e consiste nel<strong> dosaggio dell\u2019IGF-I<\/strong>, che ogni medico, in presenza di sospetto clinico, dovrebbe richiedere. In caso di valori elevati per et\u00e0, il paziente deve essere indirizzato a un centro specializzato (PTCOE, Pituitary Tumor Center of Excellence), dove potranno essere eseguiti il test da carico orale di glucosio (OGTT) e la risonanza magnetica ipofisaria\u201d.<\/p>\n<p>In questo senso, gli esperti raccomandano che il sospetto diagnostico pu\u00f2 venire a tutti i medici. I <strong>medici di medicina generale<\/strong> hanno un ruolo insostituibile nell\u2019intercettare i primi segnali e nel coordinare il percorso diagnostico dei pazienti. Ma anche<strong> il dentista<\/strong> che osserva un insolito allargamento della mandibola,<strong> l\u2019ortopedico<\/strong> davanti a dolori articolari atipici o tunnel carpale ricorrente, il cardiologo che rileva un cuore inspiegabilmente ingrossato, <strong>il ginecologo<\/strong> alle prese con disturbi ormonali, <strong>il dermatologo<\/strong> che nota pelle ispessita: tutti possono essere i primi a sospettare l\u2019acromegalia.<\/p>\n<p>Come si affronta l\u2019acromegalia<\/p>\n<p>La pubblicazione mette in luce come e quanto le conoscenze delle cellule patologiche possano rappresentare una guida per le cure. <strong>Il profilo molecolare dei tumori ipofisari<\/strong> apre infatti la strada a trattamenti sempre pi\u00f9 mirati e tollerabili, inclusi nuovi farmaci orali e strategie combinate.<\/p>\n<p>Secondo i dati internazionali, oltre il 30% dei pazienti necessita di <strong>trattamenti combinati<\/strong> per ottenere il pieno controllo della malattia.<\/p>\n<p>Sul fronte delle <strong>cure,<\/strong> oggi la <strong>chirurgia dell\u2019ipofisi<\/strong> \u2013 sempre pi\u00f9 precisa grazie a tecniche avanzate e all\u2019uso di realt\u00e0 aumentata \u2013 rappresenta il primo passo, ma non \u00e8 l\u2019unico.<\/p>\n<p>Oltre alla chirurgia ipofisaria, oggi la gestione dell\u2019acromegalia include analoghi della <strong>somatostatina<\/strong> (iniettivi e orali), antagonisti dell\u2019ormone della crescita (Pegvisomant), agonisti dopaminergici (Cabergolina) e, nei casi selezionati, anche la <strong>radioterapia<\/strong>.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2: Il controllo biochimico non sempre coincide con una qualit\u00e0 di vita ottimale, soprattutto nei pazienti in terapia prolungata o combinata. Fragilit\u00e0 ossea e problemi articolari possono persistere anche dopo il trattamento, richiedendo un follow-up multidisciplinare.<\/p>\n<p>L\u2019acromegalia non modifica solo l\u2019immagine dei pazienti, ma ha anche un <strong>impatto negativo sulla sopravvivenza<\/strong>. Grazie all\u2019impegno della comunit\u00e0 scientifica internazionale, il rischio di mortalit\u00e0 si \u00e8 ridotto negli ultimi anni e l\u2019obiettivo \u00e8 di riportarlo ai livelli della popolazione generale nel prossimo futuro. In questo potranno aiutarci tecnologia e intelligenza artificiale: gli esperti ricordano per\u00f2 che queste tecnologie sono ancora in una fase iniziale e richiedono ulteriori validazioni su popolazioni pi\u00f9 ampie e diversificate prima di entrare nella pratica clinica standard.<\/p>\n<p>Il valore della ricerca italiana<\/p>\n<p>\u201cQuesta pubblicazione \u2013 sottolinea Andrea Giustina \u2013 \u00e8 un riconoscimento non solo per la ricerca italiana, ma soprattutto per l\u2019impegno quotidiano dei nostri centri clinici nel migliorare la vita dei pazienti con acromegalia. Oggi possiamo affermare che<strong> una diagnosi pi\u00f9 precoce salva davvero anni di sofferenza<\/strong> ed evita complicanze gravi, spesso irreversibili.<\/p>\n<p>Il secondo messaggio chiave \u00e8 che tutti i medici, non solo gli specialisti, possono e devono giocare un ruolo attivo nel riconoscere questa patologia nascosta. Infine, la vera svolta che emerge dal nostro lavoro \u00e8 la possibilit\u00e0 di <strong>personalizzare diagnosi e cura<\/strong>, integrando innovazione tecnologica, nuove terapie e lavoro di squadra multidisciplinare. Un altro messaggio importante \u00e8 la necessit\u00e0 di ridurre la cosiddetta \u2018inerzia terapeutica\u2019, cio\u00e8 il ritardo nel modificare le terapie inefficaci, che pu\u00f2 peggiorare gli esiti e prolungare l\u2019esposizione a livelli elevati di IGF-I. Focalizzarsi su questi aspetti pu\u00f2 davvero cambiare il destino delle persone colpite da una malattia rara ma insidiosa\u201d.<\/p>\n<p class=\"note\">Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e\/o per la prescrizione di terapie personalizzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Malattia rara. 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