{"id":307023,"date":"2026-01-15T08:36:11","date_gmt":"2026-01-15T08:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307023\/"},"modified":"2026-01-15T08:36:11","modified_gmt":"2026-01-15T08:36:11","slug":"archeologia-a-pietralata-scoperte-due-vasche-monumentali-un-sacello-e-2-tombe-di-eta-repubblicana-il-culto-di-ercole-e-la-potente-gens-della-zona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307023\/","title":{"rendered":"Archeologia, a Pietralata scoperte due vasche monumentali, un sacello e 2 tombe di et\u00e0 repubblicana: il culto di Ercole e la \u00abpotente gens della zona\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Laura Martellini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il rinvenimento durante gli scavi di  archeologia preventiva condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma nel parco delle Acacie, lungo via di Pietralata. La conferma di un&#8217;antica \u00abcitt\u00e0 diffusa\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stavolta lo stupore di una nuova scoperta archeologica prende forma in periferia, testimonianza di una metropoli anche anticamente \u00abdiffusa\u00bb: due vasche monumentali di grandi dimensioni, un sacello probabilmente dedicato al <b>culto di Ercole<\/b>, e due tombe di et\u00e0 repubblicana sono venute alla luce durante <b>gli scavi di\u00a0 archeologia preventiva<\/b> in vista di un piano urbanistico condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro, nel parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata. La studiosa\u00a0 osserva come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/foto-gallery\/la-lettura\/21_aprile_21\/roma-tesori-abbandonati-archeologia-futuro-fbb8120e-a1e7-11eb-b3ed-ee5b64f415b7.shtml\" title=\"Roma, i tesori abbandonati tra archeologia e futuro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00able periferie moderne si rivelano depositarie di memorie profonde<\/a>, ancora tutte da esplorare. I ritrovamenti confermano<b> l\u2019importanza dell\u2019archeologia preventiva <\/b>come strumento indispensabile perch\u00e9 lo sviluppo urbano sia associato alla tutela e a una maggiore conoscenza e valorizzazione del\u00a0 patrimonio\u00bb.<\/p>\n<p>    Le tombe rimandano a un facoltoso gruppo familiare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Iniziate nell\u2019estate del 2022 all\u2019interno di un\u2019area molto vasta, di circa quattro ettari, le indagini, con la direzione scientifica di Fabrizio Santi della Soprintendenza Speciale di Roma, sono tuttora in corso, e hanno restituito un ettaro di grande interesse, testimonianza di un&#8217;occupazione dal V \u2013 IV secolo avanti Cristo al I secolo dopo Cristo e, meno assiduamente, tra il II e il III secolo dopo Cristo. <b>Un lungo asse viario attraversa l\u2019area,<\/b> solcata da un corso d\u2019acqua che si immetteva nel non lontano Aniene.<b> \u00abLe tombe individuate rimandano<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/personaggi-italia\/22_agosto_05\/claudio-strinati-a-roma-l-arte-dappertutto-io-scoprii-giostre-insieme-mio-nonno-fc02dbd2-14fe-11ed-ba37-430604c4cd74.shtml\" title=\"Claudio Strinati: \u00abA Roma l\u2019arte \u00e8 dappertutto. Io la scoprii alle giostre insieme a mio nonno\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> a un facoltoso gruppo familiare<\/a>, <\/b>mentre le due vasche monumentali aprono scenari di ricerca stimolanti \u2013 precisa Santi \u2013. Potrebbe trattarsi di strutture connesse ad attivit\u00e0 rituali o, meno probabilmente, produttive, oppure legate alla raccolta delle acque: uno studio scientifico approfondito permetter\u00e0 di\u00a0contestualizzare i ritrovamenti e comprenderne il ruolo all\u2019interno del paesaggio\u00bb. Tra qualche mese, quando lo scavo sar\u00e0 completato, verr\u00e0 avviato il piano di<b> valorizzazione dell\u2019area.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La strada divisa in due tratti distinti, in terra battuta e tufo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La strada si articola in due tratti distinti<\/b>: uno,<b> pi\u00f9 vicino a via di Pietralata,<\/b> in terra battuta, l\u2019altro,<b> in prossimit\u00e0 di via Feronia<\/b>, tagliato nel tufo. Anche se la percorrenza doveva essere pi\u00f9 antica, le prime tracce di una regolarizzazione dell\u2019asse stradale, da nord-ovest a sudest<b>, dovrebbero risalire alla et\u00e0 medio-repubblicana (III secolo avanti Cristo)<\/b>, quando <br \/>venne costruito un grosso muro di contenimento in blocchi di tufo, sostituito nel secolo successivo da un muro in opera incerta. Nel I secolo dopo Cristo la via, ancora in uso, venne provvista di un nuovo battuto e <br \/>delimitata da altre murature in opera reticolata.<b> La parte vicina a via Feronia ha un periodo d\u2019uso tra il III secolo avanti Cristo e il I dopo Cristo<\/b>, e nella sua fase pi\u00f9 antica <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/19_maggio_17\/ferro-fuso-le-buche-strade-ricerca-svela-romani-erano-avanti-a56a6338-7882-11e9-8596-c65b94f06070.shtml\" title=\"Ferro fuso per le buche delle strade, ricerca svela: \u00abi romani erano avanti\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">si riconoscono<b> alcuni solchi carra<\/b>i.<\/a> Nel II-III secolo dopo Cristo alcune modeste tombe a fossa ubicate lungo l\u2019asse stradale documenterebbero il graduale abbandono del percorso.<\/p>\n<p>    Il sacello e la dedica a Ercole<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dalla strada si accedeva<b> a un piccolo edificio di culto a pianta quadrangolare (4,5 per 5,5 metri), <\/b>con murature in opera incerta di tufo e tracce di intonaco sulle pareti interne. Al centro, in asse con l\u2019ingresso, \u00e8 stata rinvenuta una base quadrata in tufo intonacato di bianco: un altare, o una sua parte. Un avancorpo in muratura sulla parete di fondo, al centro, <b>doveva essere la base di una statua di culto.<\/b>\u00a0Il sacello fu realizzato al di sopra di un deposito votivo dismesso: al suo interno infatti teste, piedi, statuine femminili e due bovini in terracotta. Reperti che portano a pensare che fosse destinato<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/buone-notizie\/cards\/i-gioielli-archeologici-tra-siti-fonti-e-statuette-ecco-cosa-visitare-oggi\/gioielli-ditalia-nbsp-293-aree-e-parchi-archeologici_principale.shtml\" title=\"I \u00abgioielli\u00bb archeologici tra siti, fonti e statuette. Ecco cosa visitare oggi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> al culto di Ercole,<\/a> venerato sulla vicina Via Tiburtina, da Roma fino a Tibur, con numerosi templi. <b>Alcune monete di bronzo<\/b> permettono di datarne la realizzazione tra la fine del III e il II secolo avanti Cristo.<\/p>\n<p>    Due tombe di et\u00e0 repubblicana<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul pendio di tufo che degrada da via di Pietralata due corridoi distinti e paralleli (dromoi) conducono a<b> due tombe a camera<\/b> risalenti al IV \u2013 inizio III secolo avanti Cristo. La tomba A presenta un ingresso monumentale alla camera interna scavata nella roccia: un portale in pietra con stipiti e architrave chiuso internamente da una grossa e pesante lastra monolitica. All\u2019interno sono stati rinvenuti un grande sarcofago e tre urne in peperino oltre a<b> due vasi integri, una coppa a vernice nera, una brocchetta in ceramica depurata, uno specchio e una coppetta a vernice nera.<\/b> La tomba B,, forse di poco successiva, ma sempre di et\u00e0 repubblicana (III secolo avanti Cristo), era chiusa con grandi blocchi di tufo. La camera sui lati presenta banchine per la deposizione dei defunti, tra cui un uomo di et\u00e0 adulta di cui \u00e8 stato per ora recuperato soltant<b>o parte del cranio, sul quale \u00e8 stato riconosciuto il segno di una trapanazione chirurgic<\/b>a. I due sepolcri, all\u2019interno dello stesso complesso funerario,<b> dovevano presentare una facciata monumentale in blocchi di tufo, <\/b>di cui ne rimangono solo alcuni, mentre altri dovettero essere asportati e reimpiegati gi\u00e0 in et\u00e0 romana. Elementi, tutti, che fanno propendere per la realizzazione e l&#8217;uso da parte di una\u00a0<b>gens facoltosa e potente che operava nella zona.<\/b><\/p>\n<p>    La vasca a est alimentata da canalette<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ed eccoci alle vasche: quella a est, di circa 28 x 10 metri e profonda 2,10, venne realizzata nel II secolo avanti Cristo come si pu\u00f2 ricavare dalla tecnica muraria utilizzata (opera incerta). A partire dal I secolo dopo Cristo dovette venir meno la sua funzione: ebbe inizio, infatti, un processo di abbandono culminato nella sua definitiva chiusura alla fine del II secolo. Le murature in opera cementizia erano sicuramente<b> rivestite di un compatto intonaco <br \/>bianco quasi del tutto distaccatosi con l\u2019abbandono<\/b> e di cui rimangono alcune tracce. La struttura era sormontata da una cornice in blocchi di tufo di grandi dimensioni. Al centro dei due lati lunghi sono presenti due nicchie con volta a botte. Al di l\u00e0 della presenza e della raccolta d\u2019acqua,<b> la funzione rimane incerta: <\/b>si potrebbe pensare, anche sulla scorta dei rinvenimenti\u00a0 (terrecotte architettoniche, frammenti ceramici, di cui alcuni con graffiti)<b> a un uso cultuale o, se cos\u00ec non fosse, a qualche tipo di attivit\u00e0 produttiva.<\/b> La vasca era <b>alimentata da un sistema di canalette<\/b> provenienti sia dal corso d\u2019acqua che dal pendio ancora esistente a lato di via di Pietralata.<\/p>\n<p>    La vasca a sud, dalla funzione forse sacra<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una seconda vasca monumentale scavata nel banco tufaceo<\/b> dalle <br \/>dimensioni di 21 \u00d7 9,2 metri con una profondit\u00e0 di circa 4 metri \u00e8 stata rinvenuta a sud,\u00a0delimitata esternamente da murature in blocchetti squadrati disposti in maniera irregolare, che si possono datare nel II secolo avanti Cristo. Un secolo dopo vennero realizzati altri setti murari in opera reticolata e opera quadrata di tufo, che delimitano perimetralmente la sommit\u00e0. <b>L\u2019accesso a avveniva tramite una rampa in grandi basoli di tufo,<\/b> appoggiata direttamente sul terreno. Un\u2019ulteriore rampa di larghezza inferiore, in cementizio e pavimentata con lastre rettangolari, permetteva di raggiungere il fondo del pozzo. La funzione non \u00e8 al momento chiara, anche perch\u00e9 non sono stati ancora individuati canali di adduzione o di deflusso delle acque. Tuttavia, <b>la vasca di Pietralata presenta alcune analogie\u00a0con quella recentemente<a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/24_novembre_23\/archeologia-inattesa-ecco-l-itinerario-di-gabii-nel-percorso-anche-la-citta-medievale-di-san-vittorino-dd2918f8-e4a1-4b2c-a50a-e021926fdxlk.shtml\" title=\"Archeologia \u00abinattesa\u00bb, ecco l\u2019itinerario di Gabii: nel percorso anche la citt\u00e0 medievale di San Vittorino\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> scoperta a Gabii <\/a><\/b>dall\u2019Universit\u00e0 del Missouri in collaborazione con i musei e i parchi archeologici di Praeneste e Gabii, per la quale \u00e8 stata ipotizzata<b> una funzione sacra<\/b>. Il materiale ceramico rinvenuto nell\u2019interno ne fa risalire l&#8217;abbandono al II secolo dopo Cristo.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_roma\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Roma<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=52&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_roma\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-14T20:56:08+01:00\">14 gennaio 2026 ( modifica il 14 gennaio 2026 | 20:56)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Laura Martellini Il rinvenimento durante gli scavi di archeologia preventiva condotti dalla Soprintendenza 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