{"id":307351,"date":"2026-01-15T13:15:12","date_gmt":"2026-01-15T13:15:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307351\/"},"modified":"2026-01-15T13:15:12","modified_gmt":"2026-01-15T13:15:12","slug":"il-lato-nascosto-degli-australian-open-e-polemica-sugli-allenamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307351\/","title":{"rendered":"Il lato nascosto degli Australian Open: \u00e8 polemica sugli allenamenti"},"content":{"rendered":"<p>A pochi giorni dall\u2019inizio dell\u2019<strong>Australian Open<\/strong>, mentre Melbourne <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/01\/14\/million-dollar-point-slam-sinner-alcaraz-eliminati-news\/8255776\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">si diverte con il <strong>Million Dollar One Point Slam<\/strong><\/a>, il tennis mette in luce uno dei suoi lati meno chiacchierati. Nulla a che vedere con ranking, premi o polemiche arbitrali, ma qualcosa di molto pi\u00f9 quotidiano e, proprio per questo, capace di accendere <strong>tensioni<\/strong> <strong>sottili<\/strong>: il <strong>tempo<\/strong> sul <strong>campo di allenamento<\/strong>. Alcune delle <strong>tenniste<\/strong> pi\u00f9 importanti del circuito hanno affidato al Guardian parole insolitamente schiette su una <strong>consuetudine<\/strong> che, nei tornei di tutto il mondo, \u00e8 regolata pi\u00f9 dal <strong>buon senso<\/strong> che da norme scritte: non sforare, non monopolizzare, lasciare spazio a chi viene dopo. \u00c8 una regola non scritta, ma sacra. E proprio perch\u00e9 non esiste un <strong>arbitro<\/strong> con il <strong>cronometro<\/strong>, tutto si gioca su equilibri fragili, sguardi, sospiri e piccoli gesti di <strong>diplomazia<\/strong> forzata.<\/p>\n<p><strong>Coco<\/strong> <strong>Gauff<\/strong>, numero tre del mondo, non fa <strong>mistero<\/strong> della sua <strong>irritazione<\/strong>. \u201cCi sono tenniste che vanno <strong>troppo per le lunghe<\/strong>. Se io sono in campo, chiedo <strong>l\u2019ora<\/strong> al mio allenatore per regolarmi. Non mi piace <strong>sforare<\/strong>. Mi fermo anche un minuto prima, soprattutto se devono <strong>pulire<\/strong> il camp. \u2013 racconta \u2013 E poi, se la tennista continua a giocare e <strong>non si scusa<\/strong>, vi assicuro che prendo nota\u201d. Il passaggio di consegne, in effetti, \u00e8 uno dei momenti <strong>pi\u00f9 delicati<\/strong> della giornata di un giocatore. Lo racconta anche <strong>Emma<\/strong> <strong>Raducanu<\/strong>, descrivendo la pressione che si accumula proprio sull\u2019ultimo punto. \u201cSette volte su dieci si finisce per commettere un <strong>doppio<\/strong> <strong>fallo<\/strong>. \u00c8 quello che \u00e8 successo a me ieri a <strong>Melbourne<\/strong>, e ho fatto comunque un buon allenamento. \u2013 spiega \u2013 Forse si sente la pressione delle <strong>tenniste<\/strong> e dello <strong>staff<\/strong> che devono entrare in campo. Il punto finale di solito finisce per <strong>essere terribile<\/strong> o incredibile. Il cambio pu\u00f2 essere <strong>imbarazzante<\/strong>, non \u00e8 sempre piacevole\u201d.<\/p>\n<p>Il tempo sul terreno di gioco, soprattutto negli Slam, \u00e8 una <strong>risorsa preziosa<\/strong> e diseguale. Non tutti hanno accesso agli <strong>stessi<\/strong> <strong>campi<\/strong>, agli <strong>stessi<\/strong> <strong>orari<\/strong>, alle stesse condizioni. <strong>Jessica Pegula<\/strong> lo sa bene: prima di entrare stabilmente nell\u2019<strong>\u00e9lite<\/strong>, ha vissuto <strong>l\u2019altra faccia<\/strong> del circuito, quella fatta di <strong>campi secondari<\/strong> e slot sacrificabili. \u201cAgli US Open mi allenavo al <strong>parco<\/strong>, tra l\u2019odore dell\u2019erba e tutto quello che la citt\u00e0 di New York ha da offrir. \u2013 ricorda \u2013 Ora \u00e8 diverso. I campi, i tempi, la <strong>qualit\u00e0<\/strong>. \u00c8 un po\u2019 <strong>ingiusto<\/strong>, ma a volte penso anche che questo <strong>diritto<\/strong> me lo sono <strong>guadagnata<\/strong>\u201c. Un\u2019asimmetria che, per\u00f2, non cancella l\u2019<strong>irritazione<\/strong> quando qualcuna <strong>tira troppo la corda<\/strong>. Pegula non ama bisticciare, ma sa come farsi capire: \u201cSuccede anche a me di <strong>spazientirmi<\/strong>. Quando qualcuna si dilunga entro in campo e mi metto a <strong>palleggiare<\/strong>. \u00c8 un modo per dirle che il suo tempo a disposizione<strong> \u00e8 finito<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Scene simili si sono viste anche tra i <strong>colleghi<\/strong> <strong>uomini<\/strong>. In un pomeriggio prima degli <strong>US Open<\/strong> dello scorso anno, <strong>Daniil Medvedev<\/strong> e <strong>Alexander<\/strong> <strong>Zverev<\/strong> erano cos\u00ec immersi nel loro allenamento al <strong>Louis Armstrong Stadium<\/strong> da dimenticare l\u2019orologio. <strong>Danielle Collins<\/strong> e <strong>Christian Harrison<\/strong>, attesi per il doppio misto, erano gi\u00e0 in panchina, puntuali. Medvedev e Zverev hanno esitato, si sono rimessi sulla linea di fondo, quasi tentati dal disputare un <strong>altro<\/strong> <strong>game<\/strong>. Solo dopo qualche minuto di silenzio imbarazzato hanno lasciato il campo. C\u2019\u00e8 chi invece ha provato a fare pressione indiretta, come <strong>Cameron<\/strong> <strong>Norrie<\/strong>, costretto ad aspettare Djokovic e Zverev sempre agli scorsi US Open: \u201cErano a 59 minuti. Ho chiesto al <strong>mio preparatore<\/strong> di dire loro qualcosa. Mi ha risposto: \u2018Non ci penso proprio, non ho il coraggio di <strong>disturbare<\/strong> due tennisti di quel calibro\u2019\u201d. Equilibri delicati, che raccontano di una sorta di <strong>gerarchia nascosta<\/strong> sui campi di allenamento. A Melbourne la tensione \u00e8 gi\u00e0 altissima: in palio c\u2019\u00e8 il primo Slam della stagione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A pochi giorni dall\u2019inizio dell\u2019Australian Open, mentre Melbourne si diverte con il Million Dollar One Point Slam, il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":307352,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1457],"tags":[1537,90,89,245,244,1273],"class_list":{"0":"post-307351","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tennis","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-sport","12":"tag-sports","13":"tag-tennis"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115899303565319442","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/307351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=307351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/307351\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/307352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=307351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=307351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=307351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}