{"id":307481,"date":"2026-01-15T15:09:13","date_gmt":"2026-01-15T15:09:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307481\/"},"modified":"2026-01-15T15:09:13","modified_gmt":"2026-01-15T15:09:13","slug":"per-cambiare-le-cose-nel-cinema-americano-ci-vuole-ben-affleck","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307481\/","title":{"rendered":"Per cambiare le cose nel cinema americano ci vuole Ben Affleck"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Dal 16 gennaio \u00e8 su Netflix The Rip, un film con Matt Damon e Ben Affleck per cui Netflix ha accettato un accordo come non ne aveva mai accettati. The Rip \u00e8 infatti prodotto da Artists Equity, societ\u00e0 di produzione fondata proprio da Damon e Affleck tre anni fa, con un modello economico unico, basato sulla divisione dei profitti tra tutte le persone che fanno il film, incluse le maestranze.<\/p>\n<p>In tre anni questo modello ha portato Artists Equity a produrre film per adulti, fuori dai franchise e con budget sostanziosi, come poche altre societ\u00e0 sono in grado di fare. I successi sono stati alterni, ma il fatto che ora Netflix abbia accettato una forma di compensazione che non aveva mai concesso prima \u00e8 il segnale pi\u00f9 grande che forse l\u2019approccio di Artists Equity pu\u00f2 cambiare qualcosa.<\/p>\n<p>L\u2019idea di Artists Equity di compensare tutta la troupe con i profitti del film le permette di produrre film che costerebbero molto senza per\u00f2 spendere granch\u00e9 fino a che non arrivano i guadagni. Il modello funziona che tutti vengono pagati un minimo iniziale: meno di quello che riceverebbero per un film prodotto normalmente, ma comunque una cifra dignitosa. Il resto viene corrisposto in percentuale sui profitti. Se ci sono. \u00c8 un modello rischioso, il cui successo si basa sulla capacit\u00e0 di Damon e Affleck di usare i loro nomi, la loro presenza e la loro influenza per ottenere contratti di distribuzione che garantiscano quei profitti.<\/p>\n<p>\u00c8 anche un modo pi\u00f9 equo di compensare, che in caso di successo consente a tutti di guadagnare di pi\u00f9, ma che non \u00e8 per forza amato dalle maestranze, che tendono a preferire soldi garantiti subito. La strategia di Affleck e Damon per\u00f2, al momento, sembra vincente.<\/p>\n<p>The Rip \u2013 Soldi sporchi \u00e8 uno dei film pi\u00f9 importanti della societ\u00e0, perch\u00e9 ci recitano sia Affleck che Damon. \u00c8 un poliziesco di maggior qualit\u00e0 rispetto a quelli che si vedono sulle piattaforme o al cinema, non \u00e8 fatto al risparmio ma spendendo come si faceva venti anni fa. All\u2019interno dell\u2019accordo Netflix ha comprato il film, che quindi non uscir\u00e0 al cinema ma solo sulla piattaforma, pagando una cifra iniziale minore rispetto al solito e poi anche un bonus in base alla performance dei primi 90 giorni. Si tratta di una cifra che cambia all\u2019aumentare delle ore di visione, con un tetto massimo se dovesse diventare il film pi\u00f9 visto di sempre su Netflix.<\/p>\n<p>Le piattaforme pagano solitamente tanto per i film ma non prevedono nessuna forma di compensazione in caso di successo, cosa che ha condizionato molto il modo in cui si fanno i film. Questo modello \u00e8 infatti vantaggioso per i film con poche speranze, ma dannoso per il tipo di film che Affleck e Damon hanno fatto di pi\u00f9: quelli con ambizioni di qualit\u00e0. Anche per questo le societ\u00e0 di produzione sono finite a investire soprattutto su film sicuri, come i grandi franchise dal pubblico ampio, e meno su quelli originali, per un pubblico adulto e con un budget sostanzioso.<\/p>\n<p>I film medi per un pubblico adulto erano stati per molto tempo quelli pi\u00f9 redditizi, anche se gi\u00e0 negli anni \u201990 incassavano poco rispetto al loro costo. Come ha spiegato bene Matt Damon a Hot Ones, quando il mercato home video era florido costituiva per quei film un incasso paragonabile a quello al cinema. Con queste due fonti di reddito era difficile che non andassero almeno in pari e quindi se ne facevano molti. Il sesto senso, I soliti sospetti, Codice d\u2019onore, Pretty Woman, Erin Brockovich, Shakespeare in Love, Il silenzio degli innocenti e Le ali della libert\u00e0 sono tutti film che rientrano in questa definizione. La pirateria prima e il sistema di retribuzione delle piattaforme poi hanno reso quei film imprese molto rischiose.<\/p>\n<p>Netflix ha chiarito che questo accordo non implica un cambio di modello, e che si tratta di un caso unico. Per Artists Equity per\u00f2 \u00e8 una grande vittoria, che viene dopo tre anni di film che non hanno avuto sempre un alto gradimento ma hanno quasi sempre portato profitto.<\/p>\n<p>Il primo film di Artists Equity era stato Air \u2013 La storia del grande salto, del 2023, la storia di alcuni dipendenti della Nike che decisero di creare una scarpa per un giocatore di pallacanestro promettente ma sconosciuto: Michael Jordan. \u00c8 un film di recitazione e scrittura di qualit\u00e0, \u00e8 stato diretto da Ben Affleck, che recita anche in un ruolo minore, e Matt Damon ne \u00e8 protagonista. Air \u00e8 costato 90 milioni di dollari (non poco) e nonostante nei cinema abbia incassato pi\u00f9 dei film di questo tipo \u00e8 arrivato solo a pareggiare il budget (per fare profitto bisogna incassare almeno il doppio perch\u00e9 dei soldi di ogni biglietto met\u00e0 va al cinema e l\u2019altra al film). Tuttavia gi\u00e0 prima di essere distribuito aveva chiuso un accordo per andare in esclusiva su Prime Video, con buoni profitti.<\/p>\n<p>Dopo Air hanno fatto qualche documentario, genere a basso costo e alta resa. I film maggiori sono stati poi Instigators (con Matt Damon), comprato da Apple TV in esclusiva e quindi di buon profitto, anche se in generale piaciuto poco; Inarrestabile, un film sportivo con Jennifer Lopez (all\u2019epoca compagna di Affleck) che a sua volta \u00e8 andato bene solo economicamente, grazie ad Amazon che l\u2019ha distribuito al cinema e preso in esclusiva per Prime Video; e The Accountant 2, secondo film di una serie con Affleck, ugualmente distribuito in sala e poi su piattaforma da Amazon.<\/p>\n<p>Un sonoro insuccesso invece \u00e8 stato Kiss of the Spider Woman, sempre con Jennifer Lopez e uscito in diversi paesi ma non in Italia.<\/p>\n<p>Affleck e Damon sono amici da quando erano ragazzi, e nonostante siano diventati noti come attori sono anche sceneggiatori. Affleck poi \u00e8 anche un apprezzato regista. Il film che cambi\u00f2 le loro carriere fu Will Hunting \u2013 Genio ribelle di Gus Van Sant, che era basato su una loro sceneggiatura per la quale vinsero l\u2019Oscar. Era proprio il tipo di film medio per un pubblico adulto che poi hanno continuato a fare con Artists Equity, Affleck soprattutto come regista e Damon invece come attore.<\/p>\n<p>Come per qualsiasi carriera importante poi i due hanno anche partecipato a molti blockbuster, a saghe cinematografiche o a film per ragazzi. Tuttavia, a differenza di altri attori pi\u00f9 o meno paragonabili, come Brad Pitt, George Clooney o Leonardo DiCaprio, sono entrambi rimasti molto legati a quel tipo di storie, piccole nella portata rispetto ai blockbuster o molto di genere (quelle che una volta si chiamavano di serie B).<\/p>\n<p>Frustrati dal non riuscire pi\u00f9 a trovarne, hanno fondato Artists Equity. Affleck \u00e8 CEO dell\u2019azienda, Matt Damon invece \u00e8 CCO (Chief Creative Officer) e hanno trovato un investimento iniziale importante da un finanziatore. Alcuni testimoni raccontano che in realt\u00e0 sia Affleck quello davvero dedito alla societ\u00e0. \u00c8 in esclusiva con Artists Equity, e quindi se qualcuno vuole fare un film con lui deve per forza passare dalla societ\u00e0, e in generale si dice che tenda a prendere molte decisioni.<\/p>\n<p>Artists Equity ha ora dimostrato di poter funzionare anche quando i film non riescono bene. Quello che non ha ancora dimostrato \u00e8 di riuscire a funzionare anche con film che non prevedono nel cast nessuno dei due fondatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Dal 16 gennaio \u00e8 su Netflix The Rip, un film con Matt Damon e Ben Affleck&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":307482,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-307481","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115899751648077475","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/307481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=307481"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/307481\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/307482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=307481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=307481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=307481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}