{"id":307623,"date":"2026-01-15T17:08:11","date_gmt":"2026-01-15T17:08:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307623\/"},"modified":"2026-01-15T17:08:11","modified_gmt":"2026-01-15T17:08:11","slug":"pellai-ai-docenti-non-assegnate-attivita-digitali-da-svolgere-a-casa-leuropa-e-la-riduzione-del-digitale-nelle-scuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307623\/","title":{"rendered":"Pellai ai docenti: &#8220;Non assegnate attivit\u00e0 digitali da svolgere a casa&#8221;. L&#8217;Europa e la riduzione del digitale nelle scuole"},"content":{"rendered":"<p>\t\t<img width=\"720\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/shutterstock_2372838693-720x427.jpg\" class=\"skip-lazy wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>\t<\/p>\n<p>Una madre, su <a href=\"https:\/\/www.famigliacristiana.it\/famiglia-educazione\/scuola-giovani\/smartphone-tablet-a-scuola-compiti-opportunita-eccesso-pellai-hhmtmb8x\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Famiglia Cristiana<\/a>, segnala che nella <strong>terza elementare<\/strong> di suo figlio le attivit\u00e0 a casa richiedono spesso l\u2019apertura di link YouTube o pagine web, costringendo all\u2019uso di telefoni o tablet. Chiede come affrontare la situazione con la maestra e se sia in contrasto con la filosofia educativa della scuola.<\/p>\n<p>Alberto Pellai osserva che in molte scuole <strong>permane l\u2019idea<\/strong> che compiti e lezioni debbano includere componenti digitali, con link, video e navigazioni che <strong>richiedono device elettronici<\/strong> anche a casa. Secondo lui, gran parte delle ricerche indica che la semplice disponibilit\u00e0 di strumenti digitali <strong>non migliora gli apprendimenti<\/strong> e spesso \u00e8 associata a risultati peggiori nei profitti scolastici \u2014 un elemento che conferma la preoccupazione dei genitori.<\/p>\n<p>Il consiglio \u00e8 di <strong>mettere in discussione il metodo<\/strong> con la docente nel consiglio di classe, non opponendosi ma chiedendo se la maestra ritenga davvero necessario lo smartphone per un buon apprendimento alla primaria. Pellai suggerisce inoltre agli insegnanti di <strong>limitare l\u2019uso di device alla sola attivit\u00e0 in classe con la supervisione dell\u2019insegnante<\/strong>, evitando di richiedere attivit\u00e0 digitali da svolgere a casa, elemento che renderebbe difficile per le famiglie ritardare l\u2019uso del telefono nei bambini.<\/p>\n<p>Policy internazionali: ridurre l\u2019impatto del digitale nella scuola<br \/>\n<strong>In Europa<\/strong><\/p>\n<p>La questione del digitale nella didattica \u00e8 un argomento che oggi ha investito anche le istituzioni. Politiche europee, in particolare, che, \u00e8 bene sottolinearlo, non puntano a eliminare il digitale, ma a <strong>dare una cornice pi\u00f9 equilibrata<\/strong> all\u2019uso delle tecnologie, bilanciando strumenti digitali con metodi tradizionali.<\/p>\n<p><strong>Commissione Europea e Stati membri<\/strong> stanno, infatti, raccogliendo pratiche e dati su come i divieti o le limitazioni all\u2019uso di dispositivi mobili nelle scuole possano influire sull\u2019ambiente di apprendimento, con l\u2019obiettivo di prendere decisioni entro fine 2025.<\/p>\n<p><strong>In diversi paesi UE<\/strong> si segnalano iniziative per <strong>limitare smartphone e tablet<\/strong>: in Finlandia dal 2025 sar\u00e0 fortemente limitata l\u2019uso dei telefoni durante le lezioni, consentito solo per motivi didattici o sanitari con autorizzazione insegnante.<\/p>\n<p>Nelle scuole di <strong>Austria, e regioni come Madrid (Spagna)<\/strong> sono <a href=\"https:\/\/www.thetimes.com\/world\/europe\/article\/austria-smartphone-ban-schools-concentration-3nnwqwj5h\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">gi\u00e0 state annunciate o adottate<\/a> <strong>norme che vietano o riducono le ore di uso di device<\/strong> digitali nelle attivit\u00e0 didattiche quotidiane, vietando anche i compiti su schermo nelle primarie.<\/p>\n<p>Queste misure <strong>non rigettano la tecnologia<\/strong> ma la contestualizzano: in alcuni casi si limita l\u2019uso non educativo degli strumenti, per favorire concentrazione, interazione sociale e processi cognitivi non mediati dallo schermo. Le istituzioni europee, intanto, <a href=\"https:\/\/europedirectromatre.eu\/educazione-digitale-in-europa-visione-strumenti-e-impatto\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">promuovono<\/a> anche strategie per sviluppare <strong>competenze digitali equilibrate<\/strong>, mirando a far raggiungere all\u201980% della popolazione competenze digitali di base entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>Nel resto del mondo<\/strong><\/p>\n<p>Al di fuori dell\u2019Europa, <strong>diversi paesi hanno adottato normative simili<\/strong> volte a limitare o regolamentare l\u2019uso di smartphone in ambito scolastico:<\/p>\n<p><strong>Cile<\/strong> ha <a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/chile-cellphone-ban-social-media-president-boric-06468ac5bb1d4c546e081d29cb16ad84\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">approvato una legge<\/a> che vieta l\u2019uso di smartphone durante le ore di lezione nelle scuole elementari e medie, con eccezioni per situazioni di emergenza o educative.<\/p>\n<p><strong>Stati Uniti<\/strong>: in molti Stati (come il New Jersey)<a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/new-jersey-school-cellphone-ban-students-1187fe6a505631da323929572d0f302c\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> sono state adottate norme<\/a> che <strong>bandiscono i telefoni non utilizzati per fini didattici durante l\u2019orario scolastico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Corea del Sud<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/media-telecom\/south-korea-ban-mobile-phones-school-classrooms-2025-08-27\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha approvato una legge<\/a> che vieta l\u2019uso dei telefoni cellulari in classe, permettendo l\u2019uso <strong>solo per motivi educativi o per studenti con bisogni specifici<\/strong>.<\/p>\n<p>Questi interventi rispondono alla crescente evidenza, <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/students-digital-devices-and-success_9e4c0624-en.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">raccolta anche dall\u2019<strong>OCSE<\/strong><\/a>, che l\u2019uso intensivo dei dispositivi digitali non garantisce automaticamente risultati migliori e pu\u00f2 <strong>distrarre o interferire<\/strong> con l\u2019apprendimento tradizionale e la capacit\u00e0 di concentrazione degli studenti.<\/p>\n<p>La riflessione di Marcello Bramati<\/p>\n<p>Anche Marcello Bramati, <a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/attualita\/il-nord-europa-rallenta-sulla-scuola-digitale-il-vero-coraggio-e-fermarsi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sul suo blog<\/a>, interviene sull\u2019argomento, osservando come alcune nazioni del Nord Europa hanno <strong>rivisto in modo strutturale<\/strong> le loro politiche scolastiche digitali. Non si tratta di un aggiustamento, dice, ma di un cambio netto di rotta che rimette al centro la questione educativa e non quella tecnologica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.orizzontescuola.it\/stop-a-cellulari-a-scuola-e-nei-doposcuola-adesso-arriva-il-ban-anche-per-i-social-media-ai-minori-di-15-anni-la-rivoluzione-danese\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">In Danimarca<\/a>, ad esempio, il Ministero ha deciso di ridurre l\u2019uso dei dispositivi nei primi anni di scuola, dando maggiore spazio a libri e scrittura a mano. Anche in Svezia si \u00e8 registrato un ridimensionamento: dopo anni di investimenti in tablet e piattaforme digitali, il governo ha riconosciuto la necessit\u00e0 di bilanciare l\u2019approccio tecnologico con quello analogico, anche in seguito ai risultati poco soddisfacenti delle indagini internazionali sulla lettura.<\/p>\n<p>\u201cIl digitale non scompare dalle aule nordiche\u201d, chiarisce Bramati, \u201cma, dopo l\u2019infatuazione, viene ricondotto a strumento.\u201d L\u2019obiettivo non \u00e8 rifiutare la tecnologia, ma smontare l\u2019aura ideologica che l\u2019ha circondata. La vera domanda, secondo lui, non \u00e8 se usare i dispositivi, ma \u201cquando, come e per quale scopo.\u201d Una questione che definisce chiaramente \u201cpedagogica, non tecnologica.\u201d<\/p>\n<p>La sua riflessione si allarga poi al contesto scolastico pi\u00f9 generale, segnato da una tendenza alla semplificazione: programmi alleggeriti, testi scolastici ridotti, valutazioni pi\u00f9 morbide. \u00c8 un processo che, seppur motivato da inclusione e accessibilit\u00e0, rischia di trasformare la complessit\u00e0 in qualcosa da evitare. Il digitale, in questo scenario, ha fatto da moltiplicatore simbolico: pi\u00f9 strumenti e contenuti, meno profondit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cA fronte di tutto questo\u201d, scrive Bramati, \u201cle evidenze sull\u2019apprendimento non sono affatto lineari.\u201d E richiama l\u2019OCSE, che gi\u00e0 dal 2015 segnalava come un uso intensivo della tecnologia nelle scuole potesse avere effetti negativi sulle competenze di base. Le ricerche PIRLS, aggiunge, confermano che un\u2019esposizione precoce e massiccia agli schermi non favorisce la comprensione profonda dei testi nei bambini.<\/p>\n<p>Chiude con una riflessione sulla fase attuale: l\u2019impatto dell\u2019intelligenza artificiale, molto pi\u00f9 radicale e pervasivo della digitalizzazione scolastica vista finora, impone un ripensamento ancora pi\u00f9 urgente del ruolo degli strumenti tecnologici nella formazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una madre, su Famiglia Cristiana, segnala che nella terza elementare di suo figlio le attivit\u00e0 a casa richiedono&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":307624,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-307623","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115900219773415593","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/307623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=307623"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/307623\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/307624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=307623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=307623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=307623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}