{"id":307647,"date":"2026-01-15T17:31:08","date_gmt":"2026-01-15T17:31:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307647\/"},"modified":"2026-01-15T17:31:08","modified_gmt":"2026-01-15T17:31:08","slug":"digiuno-intermittente-fa-bene-anche-al-cervello-svelato-lingrediente-segreto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/307647\/","title":{"rendered":"Digiuno intermittente fa bene anche al cervello, svelato l&#8221;ingrediente segreto&#8217;"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Il digiuno intermittente fa bene anche al cervello. La pratica estremamente diffusa prevede la divisione della giornata in una finestra in cui si assume cibo, generalmente 8 ore, e una in cui si digiuna per 16 ore. Altri modelli propongono alternanza tra giorni di alimentazione &#8216;normale&#8217; e giorni di digiuno, fino ad uno schema settimanale sulla base 5+2, con 48 ore di astinenza dal cibo. Un nuovo studio accende ulteriormente i riflettori sull&#8221;intermittent fasting&#8217;, evidenziando alcuni <b>benefici  su metabolismo, comportamento e infiammazione cerebrale<\/b>. Al centro della ricerca c&#8217;\u00e8 il succinato, <b>un composto chiave del metabolismo energetico. <\/b>Questo elemento pu\u00f2 mediare gli<b> effetti benefici del digiuno intermittente sul metabolismo<\/b>, e soprattutto sul comportamento e sull\u2019infiammazione cerebrale nelle persone obese.\n<\/p>\n<p>\t\t\t\t\tLo studio<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Lo studio \u00e8 stato pubblicato sulla rivista &#8216;Acta Physiologica&#8217; ed \u00e8 frutto di una collaborazione internazionale tra Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa, Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa, Universit\u00e0 di Pisa, Scuola Normale Superiore e University of California Irvine.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    &#8220;Grazie a questo studio, potremmo sviluppare <b>approcci nutrizionali o farmacologici mirati a modulare il succinato per prevenire non solo il diabete e altre malattie cardiometaboliche, ma anche i disturbi dell&#8217;umore e il declino cognitivo associati all&#8217;obesit\u00e0<\/b>, offrendo una protezione neurobiologica superiore a quella della semplice restrizione calorica&#8221;, dichiara Paola Tognini, ricercatrice presso il Centro Health Science della Scuola Sant\u2019Anna e coordinatrice dello studio.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    L\u2019obesit\u00e0 \u00e8 un fattore di rischio noto per malattie cardiometaboliche, tra cui il diabete di tipo 2 e l&#8217;ipertensione. Tuttavia,<b> l\u2019obesit\u00e0 non pesa solo sulla bilancia: colpisce il cervello, aumentando il rischio di disturbi cognitivi<\/b>, malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche. Il digiuno intermittente ha mostrato effetti positivi, ma i meccanismi con cui la dieta influenza la salute cerebrale sono rimasti a lungo oscuri.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Il team di ricerca ha utilizzato un modello sperimentale di obesit\u00e0 indotta da dieta ad alto contenuto di grassi, confrontandolo con una dieta bilanciata assunta giornalmente e con gli effetti del <b>digiuno a intermittente, un particolare regime dietetico che intervalla il consumo della dieta bilanciata a periodi di digiuno di 24 ore<\/b>.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    I risultati principali hanno dimostrato che il passaggio da una dieta ricca di grassi a una dieta bilanciata o al digiuno intermittente riduce peso corporeo e massa grassa e migliora la tolleranza al glucosio. Tuttavia,<b> solo il digiuno a intermittenza migliora significativamente il comportamento esplorativo e diminuisce i livelli di ansia, effetti associati a ridotta infiammazione nel cervello<\/b>.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Grazie a tecniche avanzate di metabolomica, siamo riusciti a individuare il succinato come una molecola chiave che mette in comunicazione il metabolismo del corpo con il cervello&#8221;, spiega Amalia Gastaldelli, dirigente di ricerca dell\u2019Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa, responsabile del gruppo di ricerca sulle Malattie Metaboliche e di analisi Multi-Omiche, che insieme a Paola Tognini ha ideato lo studio.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">L\u2019analisi dei metaboliti nei diversi tessuti e nel circolo sanguigno ha infatti rivelato una firma metabolica specifica del digiuno a intermittenza caratterizzata da una riduzione del metabolita succinato nel plasma e da un suo aumento nel fegato e nel tessuto adiposo bruno.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Sorprendentemente, somministrare succinato da solo riproduce gran parte degli effetti del digiuno a intermittenza, soprattutto a livello di cambio di comportamento e diminuzione di ansia; come se la molecola fosse il \u2018segreto\u2019 del digiuno intermittente&#8221;, spiega Andrea Tognozzi, studente del corso di dottorato in Scienze cliniche e traslazionali dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa, collaboratore del Laboratorio di Biologia (Bio@SNS) della Scuola Normale Superiore e primo autore dello studio.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Questi risultati suggeriscono che la <b>modulazione del succinato, in particolare il suo incremento nel fegato e nel tessuto adiposo bruno, e la riduzione nel circolo sanguigno<\/b>, rappresenti un nuovo correlato biochimico dei <b>benefici del digiuno intermittente su metabolismo, comportamento e infiammazione cerebrale<\/b>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il digiuno intermittente fa bene anche al cervello. 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