{"id":308104,"date":"2026-01-15T23:53:10","date_gmt":"2026-01-15T23:53:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308104\/"},"modified":"2026-01-15T23:53:10","modified_gmt":"2026-01-15T23:53:10","slug":"ecco-il-vero-fronte-di-trump-dopo-la-groenlandia-per-la-sfida-alla-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308104\/","title":{"rendered":"ecco il vero fronte di Trump (dopo la Groenlandia) per la sfida alla Russia"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>La sfida di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/donald-trump\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a> a <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/putin\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Putin<\/a> per il dominio dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/artico\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Artico<\/a> passa senza ombra di dubbio dalla <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/groenlandia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Groenlandia<\/a>. Ma da sola non basta. Ed \u00e8 per questo che, oltre ai timori della <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/danimarca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Danimarca<\/a> che rischia di perdere il controllo della sua mega isola, ora anche la <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/norvegia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Norvegia<\/a> rischia di ritrovarsi nella stessa situazione. Sul piatto infatti potrebbero esserci le <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/isole-svalbard\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Isole Svalbard<\/a>. E probabilimente \u00e8 l\u00ec che si gioca la vera partita tra <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/stati-uniti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stati Uniti<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/russia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Russia<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p> La sfida per l&#8217;Artico <\/p>\n<p>Per anni l\u2019Artico \u00e8 stato raccontato come una periferia del mondo.\u00a0Remoto, inospitale, marginale. Oggi \u00e8 l\u2019esatto opposto. Il progressivo scioglimento dei ghiacci, la competizione sulle risorse e il ritorno della politica di potenza hanno trasformato il Grande Nord in uno dei teatri pi\u00f9 sensibili del confronto globale. In questo contesto, le recenti e reiterate <a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/mondo\/groenlandia_trump_stati_uniti_militari_nato_europa_ultime_notizie-9299203.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia<\/a> non appaiono pi\u00f9 come una bizzarria diplomatica, ma come il tassello iniziale di una strategia pi\u00f9 ampia. Un piano che potrebbe avere un obiettivo successivo ben preciso:\u00a0le isole Svalbard, appunto.\u00a0L\u2019interesse di Trump per la Groenlandia, gi\u00e0 emerso durante il suo primo mandato e tornato ciclicamente nel dibattito politico statunitense, va letto in chiave strategica pi\u00f9 che territoriale. La Groenlandia rappresenta per Washington un\u2019enorme piattaforma avanzata nel Nord Atlantico.\u00a0Controllo delle rotte artiche, sorveglianza missilistica, accesso a risorse critiche e, soprattutto, contenimento dell\u2019influenza russa e cinese nell\u2019Artico. Forse per questo ribadisce pi\u00f9 volte la frase:\u00a0\u00abLa Groenlandia ci serve\u00bb. E probabilmente questa convinzione ha portato al fallimento del primo tentativo di accordo con la Danimarca nell&#8217;incontro di mercoled\u00ec alla Casa Bianca. Non un caso nemmeno la risposta arrivata da Mosca oggi.\u00a0\u00abQualunque tentativo di ignorare gli interessi, in particolare di sicurezza, della Russia nell&#8217;Artico non rimarranno senza risposta\u00bb, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che si lega <a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/schede\/arctic_endurance_groenlandia_esercitazione_missione_europa_chi_partecipa_trump_cosa_vuole_davvero-9299248.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">all&#8217;invio di personale militare dai Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Svezia e Norvegia<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p> La posizione strategica delle Svalbard <\/p>\n<p>Conquistare\u00a0politicamente la Groenlandia,\u00a0non necessariamente attraverso un\u2019annessione formale\u00a0ma tramite un rafforzamento radicale della presenza militare, economica e infrastrutturale americana, significherebbe consolidare il fianco nord della <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/nato\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nato<\/a> e proiettarsi\u00a0verso il cuore dell\u2019Artico. <\/p>\n<p>Ma la Groenlandia, da sola, potrtebbe non bastare. In questo contesto entrano in ballo le Svalbard. Si tratta di un piccolo\u00a0arcipelago, scarsamente popolato e formalmente sotto sovranit\u00e0 norvegese. Eppure, dal punto di vista geopolitico, vale molto pi\u00f9 della sua dimensione geografica. Si trovano in una posizione cruciale tra il Mare di Barents e il Polo Nord, a ridosso delle rotte che collegano l\u2019Atlantico all\u2019Artico centrale e, indirettamente, alle coste russe. A differenza della Groenlandia, le Svalbard sono regolate da un trattato internazionale unico: il Trattato delle Svalbard del 1920, che limita la militarizzazione dell\u2019arcipelago e garantisce pari diritti economici agli Stati firmatari. Ed \u00e8 proprio qui che si apre lo spazio per una sfida indiretta. La Russia mantiene una presenza stabile alle Svalbard attraverso la comunit\u00e0 di Barentsburg. Non \u00e8 una presenza economicamente decisiva, ma politicamente simbolica.\u00a0Si tratta infatti di un avamposto russo in un territorio controllato da uno Stato Nato. Per Mosca, le Svalbard sono una linea rossa silenziosa.\u00a0Per Washington, potrebbero diventare una leva.Cosa potrebbe succedere <\/p>\n<p>Se gli Stati Uniti riuscissero a consolidare la loro influenza sulla Groenlandia, il passo successivo non sarebbe necessariamente una mossa esplicita sulle Svalbard, ma una pressione graduale su pi\u00f9 livelli. Maggiore coinvolgimento statunitense nella sicurezza artica norvegese, interpretazioni pi\u00f9 \u201celastiche\u201d del Trattato delle Svalbard in chiave occidentale, aumento della presenza scientifica, tecnologica e infrastrutturale occidentale sull\u2019arcipelago e sostegno politico a Oslo nelle dispute legali e diplomatiche con Mosca. In altre parole, non una conquista, ma una trasformazione dell\u2019equilibrio. Le Svalbard diventerebbero cos\u00ec il punto di contatto diretto tra l\u2019Artico russo e l\u2019Artico occidentale, un luogo in cui testare i limiti della tolleranza russa senza oltrepassare formalmente la soglia del conflitto.\u00a0Sfidare la Russia alle Svalbard significherebbe colpire Mosca lontano dall\u2019Ucraina, in un\u2019area dove la Russia si sente strategicamente vulnerabile ma non pu\u00f2 reagire apertamente senza apparire aggressiva. \u00c8 la classica dinamica della \u201czona grigia\u201d, terreno fertile per una politica estera muscolare come quella trumpiana.\u00a0In questo scenario, le Svalbard cessano di essere un\u2019anomalia pacifica del diritto internazionale e diventano un simbolo della nuova fase geopolitica. Un Artico militarmente prudente, ma politicamente sempre pi\u00f9 conflittuale.\u00a0Se la Groenlandia rappresenta la porta d\u2019ingresso dell\u2019Artico per gli Stati Uniti, le Svalbard potrebbero diventarne il fronte avanzato.\u00f9<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec Iscriviti e ricevi le notizie via email La sfida di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":308105,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,206,42328,181003,181004,166,7,15,171,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-308104","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-donald-trump","12":"tag-groenlandia","13":"tag-guerra-artico","14":"tag-isole-svalbard","15":"tag-mondo","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-russia","19":"tag-ultime-notizie","20":"tag-ultime-notizie-di-mondo","21":"tag-ultimenotizie","22":"tag-ultimenotiziedimondo","23":"tag-world","24":"tag-world-news","25":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115901812111604794","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=308104"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308104\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/308105"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=308104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=308104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=308104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}