{"id":308169,"date":"2026-01-16T00:48:10","date_gmt":"2026-01-16T00:48:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308169\/"},"modified":"2026-01-16T00:48:10","modified_gmt":"2026-01-16T00:48:10","slug":"universita-sotto-finanziata-in-italia-lanalisi-di-panetta-bankitalia-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308169\/","title":{"rendered":"Universit\u00e0 sotto finanziata in Italia: l&#8217;analisi di Panetta (Bankitalia) | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>In Italia, le risorse pubbliche destinate all\u2019istruzione sono <strong>meno del 4% del PIL<\/strong>, quasi un punto in meno della media dell\u2019Unione europea e il livello pi\u00f9 basso tra le principali economie dell\u2019area dell\u2019euro: la met\u00e0 di questo divario \u00e8 a carico della formazione Universitaria, dove la spesa pubblica per studente \u00e8 significativamente inferiore a quella destinata alla scuola superiore. \u201cNegli altri paesi, al contrario, l\u2019investimento per studente cresce con il livello di istruzione\u201d.<\/p>\n<p>Il focus del governatore Bankitalia<\/p>\n<p>Il governatore della Banca d\u2019Italia, <strong>Fabio Panetta,<\/strong> ha avviato cos\u00ec la sua analisi sulle condizioni dell\u2019universit\u00e0 italiana durante la cerimonia di inaugurazione dell\u2019anno accademico 2025-26 dell\u2019universit\u00e0 di Messina (a pochi giorni dall\u2019uccisione in Iran dello studente iraniano Yasin Miurzaei, 31 anni, che frequentava proprio questo ateneo). Il focus: i giovani che lasciano l\u2019Italia, complice il disinvestimento- economico e umano \u2013 sull\u2019istruzione universitaria.<\/p>\n<p>Valorizzare gli atenei<\/p>\n<p>\u201cMet\u00e0 del divario di spesa rispetto al resto della UE \u2013 spiega infatti Panetta, che ne auspica un adeguamento \u2013 riflette il minore investimento nell\u2019istruzione universitaria\u201d. L\u2019adeguamento, dice, rafforzerebbe \u201cla qualit\u00e0 del sistema, valorizzando le elevate competenze gi\u00e0 presenti negli atenei, potenziando il trasferimento tecnologico e creando condizioni pi\u00f9 favorevoli allo sviluppo di imprese innovative e all\u2019attrazione di ricercatori e docenti di profilo internazionale\u201d.<\/p>\n<p>Precariet\u00e0 e tagli<\/p>\n<p>In Italia, come <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/12\/13\/piano-assunzioni-ricercatori-universita-manovra-pnrr-insufficiente-trucco-notizie\/8226475\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">gi\u00e0 raccontato dal Fatto<\/a> al il sistema universitario pullula di precari, aumentati anche a causa dell\u2019utilizzo di <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2025\/11\/24\/fine-pnrr-20mila-precari-rischiano-di-andare-a-casa\/8205266\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">contratti legati ai progetti del Pnrr<\/a>. La stabilizzazione \u00e8 una chimera: basti pensare che il finanziamento previsto nella legge di bilancio, che scarica sulle universit\u00e0 statali la responsabilit\u00e0 di assunzione delle migliaia di ricercatori precari, potrebbe non permettere agli atenei neanche di stabilizzare i soli 1.600 ricercatori \u201ccoperti\u201d sui <strong>4.500<\/strong> individuati dal Governo stesso o, addirittura, sugli oltre 20 mila stimati dai sindacati in un conteggio che considera tutte le forme di contratti a tempo determinato su cui si appoggiano l\u2019universit\u00e0 italiana e i centri di ricerca. Eppure, dice Panetta, \u201cinvestire in istruzione, ricerca e formazione significa investire a un tempo nelle potenzialit\u00e0 del Paese e nelle aspirazioni dei singoli: nella capacit\u00e0 dei giovani di scegliere, di crescere, di contribuire a un\u2019economia pi\u00f9 dinamica e a una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta\u201d.<\/p>\n<p>La fuga dai salari che non fa crescere il Paese<\/p>\n<p>In questo contesto, non \u00e8 una sorpresa che i giovani laureati italiani preferiscano andare all\u2019estero: in <strong>Germania<\/strong>, rileva il governatore, guadagnano in media l\u201980 per cento in pi\u00f9 dei coetanei italiani mentre il differenziale rispetto alla <strong>Francia<\/strong> \u00e8 del 30 per cento. La fuga \u00e8 a discapito della crescita del Paese e a cui contribuisce il livello dell\u2019Istruzione. \u201cFormare i giovani \u00e8 un investimento ad alto rendimento per la societ\u00e0. Un\u2019ampia letteratura teorica indica che livelli pi\u00f9 elevati di capitale umano accrescono il potenziale di sviluppo di un\u2019economia. Le evidenze empiriche confermano che i paesi in cui l\u2019istruzione della popolazione progredisce pi\u00f9 rapidamente registrano tassi di crescita pi\u00f9 elevati\u201d<\/p>\n<p>Niente professionisti per le imprese: meno crescita<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio il basso rendimento della formazione universitaria in Italia a spingere un numero crescente di giovani laureati a emigrare all\u2019estero: \u201cUn fenomeno \u2013 dice Panetta \u2013 che interessa anche il <strong>Nord del Paese<\/strong>\u201d. Circa un decimo dei laureati se ne va, con incidenze pi\u00f9 elevate tra ingegneri e informatici \u201cfigure professionali per le quali le imprese italiane segnalano una crescente carenza\u201d. Una crescita stabile, deve infatti poggiare su un innalzamento della produttivit\u00e0. \u201cCi\u00f2 richiede investimenti in innovazione e capitale umano, due ambiti in cui l\u2019universit\u00e0 svolge un ruolo centrale\u201d. E quando un\u2019economia non dispone di professionalit\u00e0 adeguate \u201cil progresso tecnologico tende ad ampliare le disuguaglianze: i lavoratori con competenze pi\u00f9 elevate ne traggono beneficio, mentre quelli con livelli di istruzione pi\u00f9 bassi rischiano di rimanere indietro\u201d.<\/p>\n<p>La narrazione del \u201cva tutto bene\u201d<\/p>\n<p>Proprio su questi temi, si sviluppa il documento diffuso in queste ore dalla <strong>Flc Cgil<\/strong> dal titolo \u201cPrecariet\u00e0, risorse, autonomia \u2013 Le mani sull\u2019universit\u00e0\u201d che introduce la manifestazione nazionale che si svolger\u00e0 marted\u00ec 20 s a Napoli, durante la quale interverr\u00e0 la segretaria <strong>Gianna Fracassi.<\/strong> \u201cLa narrazione ufficiale descrive un sistema universitario italiano prospero, con atenei riempiti di soldi come mai prima d\u2019ora \u2013 si legge \u2013 un Fondo di Finanziamento Ordinario che per la prima volta ha superato i <strong>9,4 miliardi di euro,<\/strong> Dipartimenti e strutture inondate dai fondi del PNRR, oltre 10 miliardi di euro accantonati sui conti degli atenei, un nuovo Fondo di Programmazione della Ricerca con relativo programma triennale, la capacit\u00e0 di competere sulla scena globale\u201d. Eppure, scavando emerge una realt\u00e0 diametralmente opposta. \u201cA quindici anni dalla <strong>riforma Gelmini,<\/strong> l\u2019universit\u00e0 pubblica italiana non si trova semplicemente in una fase di stagnazione, ma sta vivendo una mutazione genetica indotta da scelte politiche precise: il definanziamento strutturale, la precarizzazione come metodo di gestione e la mercificazione dei titoli di studio. Sulle risorse si \u00e8 ricorso ad un gioco delle tre carte finanziario\u201d<\/p>\n<p>I fondi tagliati<\/p>\n<p>Nel <strong>2024,<\/strong> spiega il sindacato, il <strong>Fondo di Finanziamento Ordinario<\/strong> (FFO) ha subito un taglio effettivo di oltre 500 milioni di euro, sebbene nominalmente la riduzione appaia minore, mettendo sostanzialmente a carico degli atenei la quota pi\u00f9 significativa del cosiddetto Piano straordinario Messa (340 milioni di euro, per quell\u2019anno). Nel <strong>2025<\/strong> si sono solo recuperate queste ultime risorse, lasciando un taglio di oltre <strong>200 milioni di euro<\/strong> rispetto quanto era precedentemente previsto. \u201cPer la prima volta da anni le risorse diminuiscono proprio mentre i costi fissi esplodono, in particolare gli adeguamenti stipendiali e le spese legate all\u2019inflazione, mangiandosi ogni margine di manovra. L\u2019inflazione cumulata tra 2022 e 2024, infatti, \u00e8 di oltre il 18%\u201d si legge. Nel 2024 sono poi scattati gli aumenti contrattuali e quelli legati all\u2019adeguamento ISTAT, che hanno comportato una spesa aggiuntiva di circa <strong>300 milioni di euro per gli atenei.<\/strong> \u201cTuttavia, lo Stato non ha fornito risorse aggiuntive per coprire questi costi, costringendo le universit\u00e0 ad attingere a un FFO gi\u00e0 decurtato\u201d. Lo stesso succeder\u00e0 nel 2026 e 2027 \u201ctra l\u2019altro largamente al di sotto della perdita del potere d\u2019acquisto, del personale TAB e del personale docente e ricercatore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In Italia, le risorse pubbliche destinate all\u2019istruzione sono meno del 4% del PIL, quasi un punto in meno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":308170,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-308169","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","18":"tag-ultime-notizie-italia","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","21":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115902028451754519","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=308169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308169\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/308170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=308169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=308169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=308169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}