{"id":308171,"date":"2026-01-16T00:49:10","date_gmt":"2026-01-16T00:49:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308171\/"},"modified":"2026-01-16T00:49:10","modified_gmt":"2026-01-16T00:49:10","slug":"anna-lucia-cecere-e-stata-condannata-per-lomicidio-di-nada-cella-a-chiavari-nel-1996","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308171\/","title":{"rendered":"Anna Lucia Cecere \u00e8 stata condannata per l\u2019omicidio di Nada Cella a Chiavari nel 1996"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Il tribunale di Genova ha condannato in primo grado la 57enne Anna Lucia Cecere a 24 anni di carcere per l\u2019omicidio di Nada Cella, una donna di 24 anni uccisa il 6 maggio del 1996 nell\u2019ufficio dove lavorava a Chiavari, in Liguria. Cecere, un\u2019ex insegnante che all\u2019epoca aveva 28 anni, era accusata di omicidio volontario aggravato: la tesi della procura era che Cecere avesse ucciso Cella per gelosia, perch\u00e9 innamorata di Marco Soracco, commercialista dello studio in cui lavorava Cella.<\/p>\n<p>Anche Soracco era imputato nel processo: \u00e8 stato condannato a due anni di reclusione con l\u2019accusa di favoreggiamento (cio\u00e8 quando si aiuta chi ha commesso un reato, in genere a evitare di essere incolpato o arrestato). Era imputata anche la madre di Soracco, Marisa Bacchioni, accusata di favoreggiamento e falsa testimonianza: Bacchioni per\u00f2 era stata <a href=\"https:\/\/www.genovatoday.it\/cronaca\/delitto-nada-cella-imputato-meno-processo.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">esclusa<\/a> dal processo lo scorso marzo, dopo la perizia di un medico legale che aveva stabilito che non era in grado di intendere e di volere (all\u2019epoca del processo aveva 93 anni).<\/p>\n<p>Cella fu trovata in fin di vita la mattina del 6 maggio 1996 da Soracco: nella stanza c\u2019era molto sangue, ma Cella si muoveva ancora e fu portata in ospedale. Inizialmente si pens\u00f2 che avesse avuto un malore e fosse caduta: la madre di Soracco\u00a0disse di aver pensato a un ictus. Solo in ospedale i medici si accorsero che Cella era stata colpita ripetutamente alla testa con un oggetto, mai ritrovato: nel frattempo per\u00f2 la stanza dell\u2019omicidio non era stata trattata come la scena di un crimine, ed era stata pulita da Bacchioni, assieme al ballatoio e alla scala accanto.<\/p>\n<p>Le indagini si focalizzarono inizialmente su Soracco: venne interrogato pi\u00f9 volte e la sua casa fu perquisita. Gli inquirenti per\u00f2 non raccolsero abbastanza elementi per un rinvio a giudizio, e il commercialista fu prosciolto nel 1998. Durante le prime indagini la pista al centro del processo appena concluso invece fu rapidamente accantonata: quella su Anna Lucia Cecere, che secondo le tesi attuali della procura era innamorata del commercialista e gelosa di Cella, e che il 6 maggio 1996 l\u2019avrebbe affrontata e uccisa.<\/p>\n<p>Data la scarsit\u00e0 di prove e il modo in cui erano state condotte le indagini, a lungo si pens\u00f2 che il caso fosse praticamente irrisolvibile. Alla fine le indagini furono riaperte nel 2021, grazie alle ricerche di una genetista dell\u2019universit\u00e0 di Bari, Antonella Delfino Pesce. La ricercatrice aveva iniziato a studiare il caso, preso come esempio di cold case (cio\u00e8 un vecchio caso irrisolto), frequentando a Genova un master in criminologia, e aveva raccolto una grande mole di documenti e testimonianze. Il processo appena concluso era <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/02\/06\/processo-nada-cella-chiavari\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">iniziato<\/a> a febbraio del 2025, pi\u00f9 di 28 anni dopo l\u2019omicidio.<\/p>\n<p data-qr-debug=\"false\" data-qr-index=\"6\" data-qr-reading-time=\"22.18\" data-qr-user-elem-full-visible=\"1\" data-qr-elem-last-start=\"1768497335196\" data-qr-elem-last-intersection-time=\"1768497345080\" data-qr-elem-total-expose-time=\"21733\">Studiando oltre 13mila pagine di interrogatori e testimonianze, Antonella Delfino Pesce ricostru\u00ec le indagini sull\u2019omicidio, fra cui vari elementi inizialmente poco considerati dagli inquirenti. Fra questi la testimonianza di due persone che la mattina del 6 maggio 1996 avevano visto una donna somigliante a Cecere uscire dal palazzo di via Marsala, e il ritrovamento in casa sua di cinque bottoni simili a uno trovato nella stanza del delitto, conservato nonostante le pulizie. Negli anni Novanta un confronto fotografico fra i bottoni non venne ritenuto sufficiente, e la pista fu accantonata. Nel 2021 poi grazie a nuove strumentazioni furono individuati due profili di DNA maschile e femminile su una sedia dell\u2019ufficio e sugli indumenti di Nada Cella, ma non fu trovata una corrispondenza per quei due profili.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Ascolta Indagini:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2024\/11\/01\/indagini-omicidio-nada-cella-visione-a-tunnel\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019omicidio di Nada Cella e la visione a tunnel<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Il tribunale di Genova ha condannato in primo grado la 57enne Anna Lucia Cecere a 24&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":308172,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-308171","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115902032294536610","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308171","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=308171"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308171\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/308172"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=308171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=308171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=308171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}