{"id":308452,"date":"2026-01-16T05:46:13","date_gmt":"2026-01-16T05:46:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308452\/"},"modified":"2026-01-16T05:46:13","modified_gmt":"2026-01-16T05:46:13","slug":"difendere-gli-stipendi-dallinflazione-in-italia-e-una-battaglia-persa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308452\/","title":{"rendered":"Difendere gli stipendi dall&#8217;inflazione in Italia \u00e8 una battaglia persa"},"content":{"rendered":"<p>Difendere il salario dall\u2019inflazione in Italia \u00e8 una battaglia persa. Colpa di retribuzioni \u201cbasse\u201d in partenza, scarsa produttivit\u00e0 e rinnovi contrattuali che arrivano con anni di ritardo. E se le donne sono quelle che pagano il prezzo maggiore, con stipendi in media inferiori del 30% a quelli dei colleghi, non stupisce che la voglia di fuggire all\u2019estero abbia raggiunto livelli cos\u00ec elevati tra i giovani. A mettere nero su bianco dati e percentuali dell\u2019impoverimento generale che ha colpito la classe media l\u2019\u201dAnalisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati\u201d, realizzata dal Coordinamento statistico attuariale e dalla direzione centrale Studi dell\u2019Inps presentata ieri a Roma che ha messo a confronto la situazione del 2014 con quella di dieci anni. Evidenziando, com\u2019era prevedibile, che non c\u2019\u00e8 stato il \u201crecupero\u201d dell\u2019erosione sistematica portata avanti dall\u2019inflazione. \u00abLe dinamiche salariali in Italia, a differenza del contesto europeo, sono molto pi\u00f9 basse e c\u2019\u00e8 una perdita di potere d\u2019acquisto\u00bb ha spiegato il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell\u2019Inps, Roberto Ghiselli.<\/p>\n<p>Per i dipendenti del settore privato, la retribuzione annua media \u00e8 passata da 21.345 euro a 24.486 con un aumento del 14,7% nell\u2019arco del decennio. Nel pubblico invece \u00e8 salita da 31.646 euro a 35.350 euro, (+11,7%). Quanto all\u2019inflazione complessiva, con un picco nel 2022-2023 innescato dalla guerra in Ucraina e dall\u2019aumento dei costi energetici, \u00e8 stata del 20%.<\/p>\n<p>Impietoso il confronto con altri Paesi Ue (dove in media si guadagnano 74mila euro). Un dato che non \u00e8 sfuggito al governatore di Bankitalia Fabio Panetta. In un intervento all\u2019Universit\u00e0 di Messina ha sottolineato che \u00abun giovane laureato in Germania guadagna in media l\u201980 per cento in pi\u00f9 di un coetaneo italiano, mentre il differenziale rispetto alla Francia \u00e8 del 30 per cento. Si tratta di divari che si sono ampliati nel corso degli anni\u00bb.<\/p>\n<p>Il dato nazionale nasconde un marcato gap territoriale: dai quasi 29mila del Nord Ovest ai 18mila di Sud e Isole. La retribuzione media delle donne si ferma sotto la soglia dei 20mila euro, contro i 28 mila di quella maschile, ma in dieci anni \u00e8 aumentata del 17,5%. Negli ultimi due anni la situazione \u00e8 leggermente migliorata grazie al rallentamento della corsa dei prezzi, all\u2019ondata di rinnovi contrattuali e ad interventi mirati dal punto di vista contributivo a tutela dei redditi pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>Il dossier dell\u2019Inps analizza anche la composizione dell\u2019occupazione fotografando uno spostamento verso i servizi. L\u2019industria in senso stretto nel 2014 rappresentava il 28,1% dei dipendenti, oggi \u00e8 passata al 24,5%. Si tratta dei lavoratori che hanno avuto maggiori garanzie, con un aumento di stipendio del 21% in dieci anni. In parallelo \u00e8 aumentato il peso dei servizi in tutte le articolazioni, con la sola eccezione del commercio, che ha perso circa mezzo punto percentuale di quota sul totale. E qui il discorso sul fronte retributivo \u00e8 del tutto diverso. Per invertire la rotta secondo i sindacati occorre rivedere alcuni meccanismi della contrattazione e creare un argine normativo alla proliferazione degli accordi pirata, soprattutto nell\u2019ambito dei servizi dove i lavoratori poveri sono la maggioranza.<\/p>\n<p>Il leader della Cgil Maurizio Landini ha ricordato che \u00abnel 1993 i contratti collettivi erano 150\/160, oggi sono pi\u00f9 di mille\u00bb ed ha proposto di arrivare ad una contrattazione annuale per garantire un recupero certo dell\u2019inflazione. Secondo il segretario confederale Cisl Mattia Pirulli la strada \u00e8 un potenziamento della \u00abcontrattazione decentrata\u00bb, strumento di \u00abredistribuzione della ricchezza\u00bb  per \u00abcontrastare il dumping contrattuale\u00bb. Anche il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri indica come strategia percorribile quella dell\u2019ampliamento della contrattazione di secondo livello, attualmente privilegio di un 26% di dipendenti, a livello territoriale o settoriale<\/p>\n<p>\u00a9 riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Difendere il salario dall\u2019inflazione in Italia \u00e8 una battaglia persa. 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