{"id":308784,"date":"2026-01-16T10:44:09","date_gmt":"2026-01-16T10:44:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308784\/"},"modified":"2026-01-16T10:44:09","modified_gmt":"2026-01-16T10:44:09","slug":"addio-ad-angelo-gugel-al-servizio-di-tre-papi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308784\/","title":{"rendered":"Addio ad Angelo Gugel, al servizio di tre Papi"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato l\u2019Aiutante di Camera di Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. \u00c8 morto ieri sera a Roma all\u2019et\u00e0 di 90 anni. Uomo fedele e riservato, \u00e8 stato accanto a Papa Wojty\u0142a il giorno dell\u2019attentato a Piazza San Pietro il 13 maggio 1981<\/p>\n<p><b>L&#8217;Osservatore Romano-Vatican News<\/b><\/p>\n<p>Con discrezione e riservatezza per mezzo secolo, tra la fine del ventesimo e l\u2019alba del nuovo millennio, aveva servito tre Papi come Aiutante di Camera Angelo Gugel, morto ieri sera a Roma, all\u2019et\u00e0 di novant\u2019anni, accompagnato dall&#8217;affetto della sua famiglia. Dal breve pontificato del veneto Giovanni Paolo I, che chiam\u00f2 tra suoi collaboratori laici l\u2019allora giovane corregionale, a quello lunghissimo di Giovanni Paolo II, di cui \u00e8 stato testimone silenzioso per quasi ventisette anni, fino all\u2019inizio di quello di Benedetto XVI, con cui ormai settantenne aveva concluso il suo servizio.<\/p>\n<p>Nato il 27 aprile 1935 a Miane (Treviso), sposato con Maria Luisa Dall\u2019Arche dal 1964, padre di quattro figli, Raffaella, Flaviana, Guido e Carla Luciana Maria, Gugel era rimasto uno degli ultimi, ad aver vissuto da molto vicino &#8211; gli Aiutanti di Camera sono parte integrante della Famiglia pontificia &#8211; la breve stagione di Luciani sul soglio del Successore degli apostoli, deponendo poi al processo che ne ha consentito la beatificazione; quella ben pi\u00f9 lunga con\u00a0Wojty\u0142a al timone della barca di Pietro, trovandosi al suo fianco anche al momento dell\u2019attentato del 13 maggio 1981; e anche nel primo periodo in cui al Papa polacco era succeduto Ratzinger.<\/p>\n<p>Di famiglia contadina con alle spalle anche un\u2019esperienza di due anni in seminario, nel 1955 fu arruolato come gendarme in Vaticano. Ammalatosi di tubercolosi, dopo una lunga convalescenza era stato trasferito al Governatorato, fino a che Luciani, suo antico vescovo a Vittorio Veneto che conosceva sua madre e la sua consorte, avendo ordinato sacerdote il fratello di lei don Mario Dall\u2019Arche, non lo volle al suo fianco. Del resto gi\u00e0 durante il Concilio Vaticano II, gli aveva fatto da autista a Roma ed era anche stato a cena a casa sua.<\/p>\n<p>Sempre impeccabile nell\u2019abbigliamento, di quell\u2019eleganza sobria che non \u00e8 ostentazione, Angelo Gugel ha mantenuto il riserbo che il delicato ruolo affidatogli imponeva anche dopo essersi ritirato in pensione. Di rado ha concesso interviste. In occasione del centenario della nascita di san Giovanni Paolo II aveva voluto affidare alcuni ricordi al numero speciale preparato dall\u2019Osservatore Romano per celebrare l\u2019anniversario. \u201cMi sono tremate le gambe quando sono stato richiamato in Appartamento dopo la morte di Giovanni Paolo I\u201d scrisse nella circostanza descrivendo la chiamata nel Palazzo Apostolico da parte del Papa \u201cvenuto da molto lontano\u201d. \u00a0\u201cMa il clima di fiducia instaurato dal Santo Padre\u201d e \u201canche da monsignor Stanislao e dalle suore, mi ha fatto sentire \u201ca casa\u201d, ha scritto riferendosi al segretario particolare di Wojty\u0142a, oggi cardinale Dziwisz, e alle religiose polacche che lo assistevano.<\/p>\n<p>Raccontando i 27 anni trascorsi con Giovanni Paolo II, pieni di attivit\u00e0, incontri e viaggi, rievoc\u00f2 quelli internazionali nei cinque continenti ma anche quelli pi\u00f9 intimi, come nei pochi giorni di vacanze, in Cadore o in Valle d\u2019Aosta, durante i quali anche Gugel toglieva l\u2019immancabile abito scuro con cravatta e indossava maglioni e pantaloni da montagna. \u201cMantenere la riservatezza sul mio lavoro anche in famiglia era normale. Quando uscivamo con il Santo Padre in forma privata anche i miei familiari lo venivano a sapere dai giornali\u201d, aveva aggiunto. \u00a0E dell\u2019attentato del 13 maggio 1981 continuava a ricordare ogni momento, dal foro della pallottola, al Papa adagiato per terra all\u2019ingresso del palazzo dei Servizi di sanit\u00e0 in Vaticano, fino alla lunga corsa verso il policlinico Gemelli.\u00a0<\/p>\n<p>In una intervista rilasciata nel 2018 al Corriere della Sera, Gugel raccont\u00f2 due aneddoti: \u00abTrascorsi due giorni dall\u2019elezione, il sostituto della Segreteria di Stato, Giuseppe Caprio, telefon\u00f2 alle 11.30 in Governatorato dicendo: \u201cIl signor Gugel si presenti nell\u2019appartamento privato del Papa cos\u00ec com\u2019\u00e8 vestito\u201d. Salii all\u2019ultimo piano del Palazzo Apostolico. Le gambe mi tremavano. C\u2019erano solo prelati polacchi, ero l\u2019unico a parlare italiano\u00bb. Una caratteristica utile per aiutare il nuovo Papa nella corretta pronuncia dei primi discorsi. \u00abRimasi interdetto quando la mattina del 22 ottobre 1978, prima di recarsi in piazza San Pietro per l\u2019inizio solenne del pontificato, il Santo Padre mi chiam\u00f2 nel suo studio e mi lesse l\u2019omelia che avrebbe pronunciato di l\u00ec a poco: \u201cNon abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Non abbiate paura! Cristo sa cosa \u00e8 dentro l\u2019uomo. Solo lui lo sa!\u201d. Mi chiese di segnalargli le pronunce sbagliate e con la matita si appuntava dove far cadere gli accenti. Due mesi dopo, incontrando i miei ex colleghi della Gendarmeria, se ne usc\u00ec con una frase che mi lasci\u00f2 di stucco: \u201cSe sbaglio l\u2019accento di qualche parola, il 50 per cento \u00e8 colpa di Angelo\u201d, e mi sorrise\u00bb.<\/p>\n<p>Sempre in quella intervista, ricord\u00f2 quando sua moglie Maria Luisa aspettava la quarta figlia, che avrebbero chiamato Carla Luciana Maria in onore di Papa Luciani e Papa Wojty\u0142a: durante la gravidanza, racconta, \u00abinsorsero gravissimi problemi all\u2019utero. I ginecologi del Policlinico Gemelli, Bompiani, Forleo e Villani, escludevano che la gravidanza potesse proseguire. Un giorno Giovanni Paolo II mi disse: \u201cOggi ho celebrato la messa per sua moglie\u201d. Il 9 aprile Maria Luisa fu portata in sala operatoria per un parto cesareo. All\u2019uscita, il dottor Villani comment\u00f2: \u201cQualcuno deve aver pregato molto\u201d. Sul certificato di nascita scrisse \u201core 7.15\u201d, l\u2019istante in cui la messa mattutina del Papa era al Sanctus. A colazione, suor Tobiana Sobotka, superiora delle religiose in servizio nel Palazzo Apostolico, inform\u00f2 il Pontefice che era nata Carla Luciana Maria. \u201cDeo gratias\u201d, esclam\u00f2 Wojty\u0142a. E il 27 aprile volle essere lui a battezzarla nella cappella privata\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 stato l\u2019Aiutante di Camera di Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. \u00c8 morto ieri&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":308785,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,690,13,11,80,84,12,81,85,1329],"class_list":{"0":"post-308784","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-papa","20":"tag-titoli","21":"tag-ultime-notizie","22":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","23":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","24":"tag-ultimenotizie","25":"tag-ultimenotiziedicronaca","26":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","27":"tag-vaticano"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115904371950010612","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308784","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=308784"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308784\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/308785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=308784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=308784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=308784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}