{"id":308809,"date":"2026-01-16T11:08:11","date_gmt":"2026-01-16T11:08:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308809\/"},"modified":"2026-01-16T11:08:11","modified_gmt":"2026-01-16T11:08:11","slug":"btp-360-miliardi-di-buone-ragioni-per-investire-in-titoli-di-stato-nel-2026-valore-italia-e-piu-su-quali-puntare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308809\/","title":{"rendered":"Btp, 360 miliardi di buone ragioni per investire in titoli di Stato nel 2026: Valore, Italia e Pi\u00f9, su quali puntare"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Marco Sabella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Previste nuove emissioni per 360 miliardi nel 2026: Btp Valore, Pi\u00f9 e Italia al centro delle strategie del Tesoro. Tassi e rendimenti stabili, la possibile spinta dello spread<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Partenza rombante per le emissioni del <b>debito pubblico italiano<\/b> nei primi giorni di gennaio del 2026. Nell\u2019asta dell\u20198 gennaio scorso la domanda complessiva di titoli del debito italiano ha superato i 265 miliardi di euro per <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/risparmio\/26_gennaio_08\/btp-green-e-a-7-anni-domanda-per-265-miliardi-ecco-a-quanto-sono-stati-collocati-e-con-quali-tassi-abfedce2-a90c-4928-b4af-d4fe49dd6xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019emissione sindacata del nuovo Btp a 7 anni e della riapertura del Btp Green 30 aprile 2046 a fronte di un\u2019offerta di circa 20 miliardi<\/a>.\u00a0 Per quanto riguarda il nuovo <b>Btp a 7 anni<\/b> l\u2019importo emesso \u00e8 stato pari a 15 miliardi di euro mentre la\u00a0 domanda ha toccato i 150 miliardi di euro. Mentre nel caso del <b>Btp Green<\/b> l\u2019importo emesso \u00e8 stato pari a 5 miliardi di euro a fronte di una domanda di oltre 115 miliardi di euro.\u00a0<\/p>\n<p>    Concorrenza globale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non poteva aprirsi sotto auspici migliori, quindi, un anno che sar\u00e0 caratterizzato da un boom di nuove emissioni, non tanto in Italia quanto Europa e nel mondo. <b>Infatti i nuovi titoli che dovr\u00e0 collocare il ministero del Tesoro nel 2026 ammontano a un totale di circa 350-365 miliardi di euro, ma i nuovi bond dovranno essere sottoscritti in un ambiente concorrenziale caratterizzato da una forte crescita delle emissioni di Francia e Germania in Europa <\/b>e da un considerevole aumento delle emissioni globali, lanciate in primo luogo da tre grandi debitori come Stati Uniti, Cina e Giappone.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Sale il debito di Francia e Germania<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma vediamo innanzitutto quale sar\u00e0 lo scenario europeo. Secondo le stime di Generali Investments, sul mercato primario, ovvero sul mercato delle nuove emissioni, <b>arriveranno in Europa nuovi bond per un ammontare di circa 1,400 miliardi di euro, almeno 100 miliardi in pi\u00f9 rispetto al 2025.<\/b> Questo valore \u00e8 determinato da una montagna di titoli in scadenza e che dovranno essere rinnovati pari a<b> circa 900 miliardi (contro gli 831 dell\u2019anno precedente) con nuove emissioni nette per quasi 500 miliardi di euro. <\/b>A fare la parte del leone in questa corsa al risparmio di privati e investitori istituzionali saranno soprattutto la <b>Francia<\/b> e la <b>Germania<\/b>. La prima afflitta da un deterioramento strutturale dei suoi\u00a0 conti pubblici che ha spinto lo spread tra gli <b>Oat francesi<\/b> e i <b>Bund a 10 anni<\/b> a quota\u00a0 71 punti (contro i 65 circa dello spread Btp -Bund), e la seconda affamata di risorse dopo che ha abolito il vincolo costituzionale a un limite dello 0,35% del deficit pubblico per la necessit\u00e0 di realizzare un corposo piano di investimenti pubblici (circa 1.000 miliardi in totale) sia per infrastrutture che per nuovi armamenti<br \/><b>In sintesi: considerando le emissioni in scadenza che dovranno essere rifinanziate, i nuovi bond &#8211; vale a dire il nuovo debito &#8220;netto&#8221; da raccogliere sul mercato dei titoli di Stato &#8211; sar\u00e0 di 185 miliardi per Parigi e di 140 miliardi per Berlino.<\/b><\/p>\n<p>    Il disimpegno della Bce<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A questi valori si aggiunga il fatto che la <b>Bce<\/b> non rinnover\u00e0 la sottoscrizione di titoli in scadenza per circa 400 miliardi, in base al programma di &#8220;quantitative tightening&#8221; &#8211; restrizione monetaria &#8211; dovuto alla fine dell\u2019emergenza Covid. <b>Questo implica che i risparmiatori privati dovranno sottoscrivere un totale di circa 900 miliardi di nuovi titoli a livello paneuropeo.<\/b><\/p>\n<p>    Debitori globali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma non sono soltanto le casse pubbliche europee ad aver fame di nuove risorse. <b>Per parte loro grandi economie superindebitate come Stati Uniti, Giappone e, in parte, anche Cina, emetteranno nel 2026 nuovi titoli per un equivalente di 4.200 miliardi di dollari, 200 in pi\u00f9 rispetto al 2025. <\/b>Questo significa che la lotta per accaparrarsi i fondi dei risparmiatori si far\u00e0 serrata a livello globale, con un possibile aumento dei rendimenti soprattutto per le scadenze pi\u00f9 lunghe, dai 10 anni in su.<\/p>\n<p>    Il caso dell\u2019Italia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo scenario di corsa all\u2019accaparramento dei risparmi di famiglie e investitori istituzionali, i Paesi che fino a qualche anno<b> erano stati i grandi malati dell\u2019Europa, Italia e Spagna in primis, e che si erano guadagnati insieme a Irlanda, Portogallo e Grecia l\u2019appellativo di\u00a0\u00abPigs\u00bb (maiali) diventano un porto sicuro<\/b>. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_dicembre_31\/spread-in-calo-in-europa-ft-italia-e-spagna-non-sono-piu-la-periferia-cosa-significa-1f65280c-0142-4685-8954-d69e61e6bxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La Spagna con il suo tasso di crescita record del Pil di circa il 3% e l\u2019Italia con la sua politica di controllo delle finanze pubbliche che ha portato a una raffica di giudizi di innalzamento del rating<\/a> sul rischio Paese contribuiranno in maniera moderata alla crescita globale del debito. Grazie ad un livello dello spread tornato sui livello del 2008, a quota 65 punti, i Btp sono molto ricercati dagli investitori italiani e internazionali non pi\u00f9 e<b> non soltanto per il loro rendimento, ma anche per la stabilit\u00e0 che offrono, insieme a ulteriori possibilit\u00e0 di guadagno in conto capitale se lo spread Btp Bund dovesse scendere ulteriormente portandosi verso i 50 punti base, come prevedono alcuni analisti.\u00a0<\/b> Le nuove emissioni di Roma ammonteranno nel 2026 a circa 350 -365 miliardi di euro, ma secondo <b>una stima dell\u2019Ufficio Parlamentare di Bilancio, le emissioni nette (al netto appunto di quelle in scadenza) non supereranno i 100 miliardi di euro.<\/b><\/p>\n<p>    Le tipologie di Btp: l\u2019attenzione alle famiglie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Obiettivo fondamentale del Tesoro \u00e8 <b>consolidare la durata media del debito e collocare i titoli di nuova emissione in portafogli stabili e non speculativi, come sono appunto quelli delle famiglie<\/b>. Da qui l\u2019intenzione fatta trapelare dai tecnici del Mef di\u00a0 ridurre le emissioni di Btp con scadenze molto lunghe, i cosiddetti Matusalem, con durata fino a 50 anni, considerato l\u2019alto costo del debito (in termine di cedole pagate ai sottoscrittori) per le emissioni durata dai 15 anni in su. Un\u2019area i cui rendimenti (e quindi il costo per il Tesoro) potrebbero crescere ancora a causa della concorrenza delle numerose emissioni\u00a0 realizzate da altri Paesi europei.<b> Il Tesoro intende dunque concentrarsi sui titoli a scadenza decennale (previsti ameno 3 nuovi Btp a 10 anni nel 2026) e sulla scadenza dei 7 anni, che offre attualmente un rendimento di circa il 3,15% (contro il 3,50% del decennale). <\/b>Molte emissioni dedicate alle famiglie, come i <b>Btp Valore<\/b>, i <b>Btp Pi\u00f9<\/b>, e i <b>Btp Italia<\/b> hanno durate comprese fra i 5 e gli 8 anni. <b>Ne vedremo di nuovi anche nel corso del 2026, con cedole che, a meno di scossoni internazionali, rimarranno stabili sui livelli attuali o in lieve decrescita se lo spread scender\u00e0 ancora un po\u2019.<\/b><\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-09T11:42:11+01:00\">16 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marco Sabella Previste nuove emissioni per 360 miliardi nel 2026: Btp Valore, Pi\u00f9 e Italia al centro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":274490,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,10948,737,2333,6537,25381,3839,40907,174547,73254,3840,177,88182,42837,356,181468,678,1276,6016,1307,6008,108101,3873,2341,5829,2598,10464,181469,181470,81247,28297,181471,181472,724,3085,181473,943,4300,139253,1346,3044,4183,1251,3772,1537,90,89,6110,1412,2508,181464,4483,181465,181466,14711,1292,34527,1438,3798,11047,16931,13,181467,3803,3806],"class_list":{"0":"post-308809","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-appunto","10":"tag-aumento","11":"tag-base","12":"tag-bce","13":"tag-bond","14":"tag-btp","15":"tag-btp-bund","16":"tag-btp-green","17":"tag-btp-valore","18":"tag-bund","19":"tag-business","20":"tag-caratterizzato","21":"tag-cedole","22":"tag-cina","23":"tag-collocare","24":"tag-concorrenza","25":"tag-corsa","26":"tag-costo","27":"tag-crescita","28":"tag-debito","29":"tag-debitori","30":"tag-decennale","31":"tag-domanda","32":"tag-dovranno","33":"tag-durata","34":"tag-emesso","35":"tag-emesso-pari","36":"tag-emesso-pari-euro","37":"tag-emissione","38":"tag-emissioni","39":"tag-emissioni-btp","40":"tag-emissioni-nette","41":"tag-euro","42":"tag-europa","43":"tag-europa-nuovi","44":"tag-famiglie","45":"tag-francia","46":"tag-francia-germania","47":"tag-fronte","48":"tag-germania","49":"tag-globale","50":"tag-grandi","51":"tag-investitori","52":"tag-it","53":"tag-italia","54":"tag-italy","55":"tag-livello","56":"tag-mercato","57":"tag-nuove","58":"tag-nuove-emissioni","59":"tag-nuovi","60":"tag-nuovi-bond","61":"tag-nuovi-titoli","62":"tag-pari","63":"tag-punti","64":"tag-rendimenti","65":"tag-scadenza","66":"tag-spread","67":"tag-stabili","68":"tag-tesoro","69":"tag-titoli","70":"tag-titoli-scadenza","71":"tag-totale","72":"tag-valore"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=308809"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/308809\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/274490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=308809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=308809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=308809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}