{"id":308957,"date":"2026-01-16T13:14:09","date_gmt":"2026-01-16T13:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308957\/"},"modified":"2026-01-16T13:14:09","modified_gmt":"2026-01-16T13:14:09","slug":"yugo-logo-a-trieste-avanguardie-di-un-futuro-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308957\/","title":{"rendered":"Yugo Logo a Trieste: avanguardie di un futuro passato"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Jugonostalgia \u00e8 un sentimento complesso, stratificato<\/strong>, che affiora tra le crepe lasciate dalla dissoluzione della Jugoslavia. Non \u00e8 semplice malinconia retrospettiva, n\u00e9 un rimpianto idealizzato: \u00e8 piuttosto un lessico affettivo, capace di evocare ricordi di convivenza multiculturale, sicurezza sociale e un immaginario modernista condiviso.  <\/p>\n<p>In un presente spesso percepito come frammentato e incerto, <strong>questa nostalgia diventa un contrappeso simbolico, oscillando fra memoria personale ed estetica vintage.<\/strong> <\/p>\n<p>In questo crocevia emotivo e culturale si inserisce <strong>Yugo Logo, progetto del designer serbo<\/strong> <strong>Ognjen Rankovi\u0107,<\/strong> un archivio itinerante che raccoglie pi\u00f9 di seicento logotipi creati tra la met\u00e0 del Novecento e gli anni Novanta.<\/p>\n<p>Non reliquie esposte come in un mausoleo, ma un vero atlante di linguaggio visivo, in cui istituzioni culturali, imprese, media, universit\u00e0 e societ\u00e0 sportive compongono una \u201chall of fame\u201d del design grafico jugoslavo. Nata anche grazie ai social e poi trasformata in libri e mostre in Croazia, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord e Montenegro, <strong>l\u2019operazione approda a Trieste, per la prima volta fuori dai confini dell\u2019ex Jugoslavia<\/strong>, per iniziativa di Cizerouno, come evento collaterale del Trieste Film Festival ed \u00e8 allestita al <strong>Cav\u00f2 di via San Rocco<\/strong> (fino al 21 febbraio, da gioved\u00ec a sabato, e tutti i giorni del festival, dalle 17.30 alle 19.30).<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, che presenta anche un montaggio di spot televisivi trasmessi tra gli anni Sessanta e Ottanta, <strong>rivela un passato sorprendentemente pi\u00f9 moderno del nostro presente.<\/strong> Loghi di case editrici, istituzioni culturali, aziende turistiche, reti televisive, club sportivi: un repertorio visivo che testimonia una cultura progettuale fondata su sintesi, tipografia di qualit\u00e0 e un\u2019idea di progresso condiviso. <strong>Dietro ogni logo si nasconde una storia<\/strong>: molti sono stati ricostruiti grazie alle fotografie inviate dagli utenti sui social, in un progetto collettivo che si arricchisce continuamente. Alcuni rimandi sorprendono anche Trieste: se andate alla Torrefazione Triestina e sbirciate sotto le tazzine,<strong> troverete il marchio di Jugokeramika.<\/strong> Tra i designer in mostra c\u2019\u00e8 anche l\u2019italiano <strong>Enzo Scarton<\/strong>, che disegn\u00f2 il logo per una scuola di maestri d\u2019arte vetraria: testimonianza di un dialogo creativo che, all\u2019epoca, passava con naturalezza dalla grafica all\u2019arte visiva fino al cinema.  <\/p>\n<p>Il cortocircuito fra jugonostalgia e Yugo Logo \u00e8 evidente: brand storici come Cockta, 3. Maj, le compagnie di trasporto o la \u201cpahuljica\u201d olimpica di Sarajevo 1984 non sono solo simboli dismessi, ma veri strumenti di alfabetizzazione visiva. Guardarli oggi significa interrogare una modernit\u00e0 periferica che traduceva in segno grafico un\u2019idea di cooperazione, welfare e progresso collettivo. La loro attualit\u00e0 sorprende: rivelano standard progettuali che parlano perfettamente al presente digitale. L\u2019ideatore, il designer serbo <strong>Ognjen Rankovi\u0107<\/strong> che insieme al co-curatore Antonio Kara\u010da sar\u00e0 sabato al Knulp per un incontro pubblico, rifiuta l\u2019etichetta della nostalgia sterile. La definisce piuttosto nostalgia per \u201cun futuro mancato\u201d: un sentimento che guarda avanti, perch\u00e9 quegli stessi segni contenevano promesse di infrastrutture, servizi e cultura di massa che oggi si possono rileggere senza ideologie totalizzanti.  <\/p>\n<p>Yugo Logo non museifica, ma riattiva possibilit\u00e0, invita a ripensare le infrastrutture simboliche della convivenza. Se la nostalgia \u00e8 desiderio di casa, qui la casa \u00e8 una lingua visiva che attraversa confini e tempi, suggerendo una direzione concreta: progettare non per commemorare, ma per ricomporre. \u2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Jugonostalgia \u00e8 un sentimento complesso, stratificato, che affiora tra le crepe lasciate dalla dissoluzione della Jugoslavia. 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