{"id":308970,"date":"2026-01-16T13:22:10","date_gmt":"2026-01-16T13:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308970\/"},"modified":"2026-01-16T13:22:10","modified_gmt":"2026-01-16T13:22:10","slug":"lantitrust-contro-i-videogiochi-activision-blizzard-rischio-di-dipendenza-per-gli-acquisti-in-app","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/308970\/","title":{"rendered":"L&#8217;Antitrust contro i videogiochi Activision Blizzard: rischio di \u00abdipendenza\u00bb per gli acquisti \u00abin-app\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Diablo Immortal e Call of Duty Mobile finiscono nel mirino dell&#8217;Antitrust per \u00abpratiche commerciali ingannevoli, aggressive e in violazione dei diritti contrattuali dei consumatori\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;Antitrust italiana contro il colosso dei vidogiochi Activision\/Blizzard<\/b>. In queste ore, l\u2019Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato <a href=\"https:\/\/www.agcm.it\/media\/comunicati-stampa\/2026\/1\/PS13020-PS13039\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">ha avviato<\/a> due istruttorie nei confronti di due videogiochi molto noti, creati dalla controllate del gruppo <b>Microsoft:<\/b>\u00a0i titoli free-to-play <b>Diablo Immortal<\/b> e <b>Call of Duty Mobile<\/b>. Secondo il Garante, infatti, le due esperienze di gioco utilizzerebbero pratiche commerciali \u00ab<b>ingannevoli, aggressive e in violazione dei diritti contrattuali<\/b> dei consumatori\u00bb. \u00abFree-to-play\u00bb si riferisce alla formula commerciale dei giochi, molto comune sul mercato attuali: sono videogame diffusi gratis, liberamente scaribili e utilizzati, ma che poi guadagnano attraverso la vendita di contenuti accessori.\u00a0<\/p>\n<p>    Il rischio di dipendenza da acquisti in-app<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Proprio questi contenuti accessori sono al centro delle accuse, molto circostanziate, dell\u2019Antitrust: secondo l&#8217;authority, i due giochi farebbero leva sull\u2019utilizzo di <b>un design manipolativo delle interfacce<\/b>, inducendo il consumatore a \u00ab<b>giocare con assiduit\u00e0<\/b>, a prolungare le sessioni di gioco e a farlo aderire alle offerte promosse\u00bb, spingendolo a <b>compiere continuamente acquisti in-app<\/b>.\u00a0<br \/>Per il Garante, questo tipo di condotta potrebbe avere <b>effetti negativi <\/b>soprattutto sul pubblico dei minori, i quali sarebbero indotti a <b>spendere cifre anche superiori <\/b>rispetto a quelle richieste per procedere nel gioco e senza esserne pienamente consapevoli, anche per colpa di un altro meccanismo, quello delle valute virtuali (gli acquisti \u00abin-app\u00bb non vengono effettuati direttamente in euro, ma in un conio interno al gioco stesso, di cui vanno acquistati pacchetti predefiniti).\u00a0<br \/>E dunque, il rischio sarebbe quello di esporre una fetta di pubblico,\u00a0 quello di bambini e adolescenti, per sua natura particolarmente vulnerabile, a una <b>possibile dipendenza da gioco<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Sotto esame anche le funzioni parental control<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non solo: nella seconda istruttoria, l\u2019Autorit\u00e0 Garante accusa Activision\/Blizzard di <b>pratiche aggressive anche nei confronti delle funzioni pre-impostate del parental control<\/b> (il sistema che permette ai genitori di imporre limitazioni su determinate funzioni offerte dal gioco, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/videogiochi-sicuri\/25_dicembre_02\/parental-control-e-filtro-famiglia-cosa-sono-istruzioni-per-un-uso-piu-sicuro-e-sereno-dei-videogiochi-da-parte-dei-figli-c9488c75-7531-4855-980f-260b20d1fxlk.shtml\" title=\"Parental control e filtro famiglia, cosa sono? Istruzioni per un uso pi\u00f9 sicuro (e sereno) dei videogiochi da parte dei figli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui <\/a>l\u2019approfondimento).\u00a0<br \/>Secondo l\u2019Antitrust, infatti, il meccanismo che preseleziona in automatico determinate opzioni \u2013 tra cui facolt\u00e0 di effettuare acquisti in-game, tempi di gioco illimitati e interazione con altri giocatori \u2013 <b>non sarebbe in grado di tutelare il minore<\/b>, in particolare quando in assenza di un comportamento attivo e di supervisione da parte del genitore\/tutore.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inoltre, l\u2019Agcom si riserva di verificare \u00able modalit\u00e0 di acquisizione dei consensi al trattamento dei dati personali in fase di registrazione dell\u2019account, in quanto il consumatore, anche minorenne, verrebbe indotto a selezionare tutti i consensi, inclusa la profilazione a fini commerciali, credendo di trovarsi di fronte a una scelta obbligata\u00bb.<\/p>\n<p>    Che cos\u2019\u00e8 un videogioco free-to-play?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le due istruttorie presentate dall\u2019Agcom mettono in luce alcune criticit\u00e0 importanti rispetto ai contenuti che soprattutto i pi\u00f9 giovani si trovano sempre pi\u00f9 spesso a consumare, in particolare i cosiddetti videogiochi <b>free-to-play <\/b>(o F2P, in sigla). Sebbene la definizione, almeno in apparenza, sia quella di titolo \u00abgiocabile gratuitamente\u00bb, in realt\u00e0 i giochi F2P sono videogiochi che <b>permettono agli utenti di scaricare e fruire gratuitamente di alcuni contenuti base<\/b>, ma con la possibilit\u00e0 di <b>sbloccare contenuti e funzionalit\u00e0 extra dietro pagamento<\/b>.\u00a0<br \/>I contenuti a pagamento possono essere di varia natura. Molto diffusi e molto acquistati sono quelli di tipo <b>estetico <\/b>(le cosiddette skin) che permettono di personalizzare il proprio avatar nel modo che si preferisce \u2013 come accade, ad esempio, in videogiochi come <b>Fortnite <\/b>\u2013 e <b>non influiscono<\/b> in alcun modo sull\u2019esperienza di gioco dell\u2019utente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In altri casi, l\u2019acquisto di questi contenuti <b>pu\u00f2 influire sul gameplay<\/b>, magari <b>velocizzando il processo di alcune attivit\u00e0<\/b> altrimenti rallentate nella versione free, oppure permette di <b>ottenere vantaggi significativi<\/b> che aiutano gli utenti a vincere, magari attraverso equipaggiamento migliore, statistiche superiori o progressione pi\u00f9 rapida (in questo caso, si parla di pratiche <b>pay-to-win<\/b>, \u00abpagare per vincere\u00bb). In quest\u2019ultimo caso, che \u00e8 quello pi\u00f9 estremo, il rischio \u00e8 che si crei una disparit\u00e0 importante tra i vari giocatori, mettendo in netto svantaggio i non paganti, cos\u00ec come <b>spingere i giocatori a spendere sempre di pi\u00f9<\/b> per riuscire a \u00abstare al passo\u00bb con il gioco, <b>creando un inevitabile ciclo di dipendenza<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In tutti i casi qui presentati, il minimo comun denominatore \u00e8 lo stesso: essere spinti costantemente ad <b>acquistare contenuti<\/b> o effettuare micro-transazioni, nonostante questi giochi siano a tutti gli effetti offerti gratuitamente da scaricare. Nel caso dei due giochi di Activision\/Blizzard finiti sotto i riflettori dell\u2019Agcom, ci\u00f2 che viene contestato \u00e8 l\u2019<b>utilizzo di un design manipolativo<\/b> delle interfacce che spingerebbe i giocatori ad effettuare acquisti in-app con ripetute esortazioni, durante e fuori le sessioni di gioco, affinch\u00e9 non si lascino scappare contenuti premiali &#8211; anche tramite messaggi in-app e notifiche push &#8211; e ad <b>acquistare contenuti a durata limitata<\/b>, prima che diventino indisponibili.<\/p>\n<p>    I precedenti: L\u2019Unione Europea contro le loot box<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il caso che ha interessato Diablo Immortal e Call of Duty Mobile non \u00e8, ovviamente, il primo: da diversi anni, infatti, l\u2019<b>Unione Europea<\/b> sta tentando in tutti i modi di arginare un altro fenomeno piuttosto diffuso all\u2019interno dei videogiochi, ossia quello delle <b>loot box<\/b>. A differenza degli acquisti in-app nei giochi free-to-play, l\u2019argomento relativo alle loot box \u00e8 ancora pi\u00f9 critico: si tratta, infatti, di vere e proprie \u00ab<b>scatole premio\u00bb\u00a0<\/b>che contengono al loro interno <b>oggetti virtuali generati in modo casuale<\/b>, che possono essere di poco valore oppure <b>rari<\/b>. Un po\u2019 il meccanismo che sta dietro allo spacchettamento delle bustine di figurine. Tuttavia, la criticit\u00e0 insita nelle loot box risiede proprio nella loro <b>casualit\u00e0<\/b>: l\u2019utente <b>non ha alcuna certezza del valore<\/b> dell\u2019oggetto contenuto all\u2019interno della loot box (spesso a forma di scrigno o pacchetti da \u201csbustare\u201d), eppure viene spinto ad acquistarle per <b>provare il \u00abbrivido\u00bb di trovare un determinato oggetto raro<\/b>. Un po\u2019 come avviene con le <b>slot machine<\/b>, in fin dei conti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Videogiochi come<b> Genshin Impact<\/b> (tra l\u2019altro, multato per <b>20 milioni di dollari <\/b>dalla Federal Trade Commission statunitense a inizio del 2025 proprio per l\u2019utilizzo improprio di questa pratica), Fifa con la sua modalit\u00e0<b> Ultimate Team<\/b> o Overwatch della stessa Blizzard, sono spesso finiti al centro di numerosi dibattiti per via dell\u2019utilizzo costante delle loot box, mettendo in allerta anche le stesse istituzioni, le quali stanno cercando in tutti i modi di contrastare il fenomeno.\u00a0<br \/>Come detto, da diversi anni l\u2019Unione Europea sta conducendo una battaglia contro le loot box e, pi\u00f9 in generale, contro diverse pratiche online poco trasparenti a tutela dei consumatori. Per questa ragione, gi\u00e0 nel 2023 il Parlamento Europeo<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/topics\/it\/article\/20230112STO66402\/cinque-modi-con-cui-il-parlamento-europeo-vuole-proteggere-i-giocatori-online\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> ha approvato<\/a> una relazione che chiede norme Ue armonizzate per fornire una migliore protezione agli utenti del settore dei videogiochi online. Il testo propone <b>misure di sostegno<\/b> e sottolinea l\u2019importanza del ruolo di innovazione, crescita e creazione di posti di lavoro per questo settore.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-16T11:18:49+01:00\">16 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Diablo Immortal e Call of Duty Mobile finiscono nel mirino dell&#8217;Antitrust per \u00abpratiche commerciali ingannevoli, aggressive e 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