{"id":309173,"date":"2026-01-16T16:06:09","date_gmt":"2026-01-16T16:06:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/309173\/"},"modified":"2026-01-16T16:06:09","modified_gmt":"2026-01-16T16:06:09","slug":"perche-la-groenlandia-e-cosi-importante-eva-cukier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/309173\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la Groenlandia \u00e8 cos\u00ec importante &#8211; Eva Cukier"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una considerazione strategica, ha dichiarato il 4 gennaio Donald Trump ai giornalisti sull\u2019Air Force One. \u201cIn questo momento la Groenlandia pullula di navi russe e cinesi. Ne abbiamo bisogno per la nostra sicurezza nazionale, che la Danimarca non \u00e8 in grado di garantire\u201d. Se gli Stati Uniti non avranno il controllo dell\u2019isola, Russia e Cina amplieranno la loro influenza nella regione, \u00e8 la conclusione del presidente statunitense. Lui vuole impedirlo a tutti i costi. Il segretario di stato Marco Rubio ha poi parlato di \u201cacquistare\u201d la Groenlandia, un territorio che fa parte del Regno di Danimarca. Lo stesso Trump ha chiarito che non esiter\u00e0 a usare la forza militare, minaccia diventata pi\u00f9 credibile dopo l\u2019attacco al Venezuela e il sequestro del presidente Nicol\u00e1s Maduro.<\/p>\n<p>L\u2019affermazione che la Groenlandia sia piena di navi russe e cinesi \u00e8 una bugia: l\u20198 gennaio sul sito MarineTraffic non se ne vedeva neanche una. Ma il nocciolo della tesi di Trump \u00e8 valido? Cina e Russia sono cos\u00ec attive in Groenlandia e dintorni, come sostiene? E che interesse hanno per una grande isola scarsamente popolata e per la vasta regione artica che la circonda? Dove si scontrano i loro obiettivi?<\/p>\n<p><strong>Cosa vuole la Casa Bianca<\/strong><\/p>\n<p>Che a Trump prema solo la sicurezza sembra improbabile. La Groenlandia \u00e8, prima di tutto, estremamente ricca di risorse naturali. Oltre a minerali come ferro, rame, piombo, diamanti, oro e uranio, possiede ampie riserve di terre rare. Questo insieme di diciassette elementi \u00e8 definito \u201craro\u201d non per una scarsa presenza, ma per il complesso processo di estrazione, spesso altamente inquinante. Sono elementi cruciali in molti campi, come l\u2019elettronica, le armi e le auto elettriche, settori chiave negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La Cina detiene attualmente il primato nel mercato globale delle terre rare. Secondo l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia, nel 2024 ne ha prodotto circa il 60 per cento, lavorandone ben il 91 per cento. Controllare la Groenlandia offre, almeno politicamente, un accesso senza limiti a queste risorse e per Trump un\u2019occasione per ridurre la dipendenza dalla Cina, da cui, tra il 2019 e il 2022, proveniva il 72 per cento delle importazioni statunitensi di terre rare.<\/p>\n<p>Inoltre il riscaldamento globale sta rendendo accessibili aree della Groenlandia precedentemente ghiacciate. La consapevolezza ecologica in Groenlandia \u00e8 per\u00f2 aumentata, portando a dire che non \u00e8 giusto sacrificare intere parti del paese solo per agevolare l\u2019attivit\u00e0 mineraria. Nel 2021, per esempio, la Groenlandia ha deciso di negare il permesso di estrazione nella miniera di Kvanefjeld a una societ\u00e0 australiana che aveva azionisti cinesi, a causa del previsto danno ambientale.<\/p>\n<p>Il riscaldamento globale sta influenzando gli interessi statunitensi anche in un altro modo: lo scioglimento dei ghiacci marini render\u00e0 la rotta del mare del Nord pi\u00f9 navigabile. Questa via marittima tra Europa e Asia fa risparmiare alle navi tempo e carburante, ma \u00e8 attualmente accessibile solo durante i mesi estivi e autunnali. Poich\u00e9 la stragrande maggioranza del commercio mondiale avviene via mare, gli statunitensi sono ansiosi di esercitare la loro influenza nell\u2019area.<\/p>\n<p>Il riscaldamento globale influenza gli interessi statunitensi: lo scioglimento dei ghiacci render\u00e0 la rotta del mare del Nord pi\u00f9 navigabile<\/p>\n<p>La posizione della Groenlandia \u00e8 importante per Washington anche da un punto di vista militare. La rotta aerea pi\u00f9 breve tra Stati Uniti e Russia passa proprio sopra l\u2019isola. Se gli Stati Uniti vogliono rilevare e potenzialmente distruggere i missili balistici provenienti dalla Russia prima che causino danni sul suolo americano, \u00e8 necessario che in Groenlandia sia installato un sistema di allerta.<\/p>\n<p>La base militare groenlandese di Pituffik, la pi\u00f9 settentrionale degli Stati Uniti, \u00e8 quindi cruciale per Trump. Grazie a un trattato del 1951 gli americani hanno accesso alla base da anni e potrebbero perfino espandere le loro attivit\u00e0 militari. Lo stesso vale per il commercio: la Groenlandia ha ripetutamente dichiarato la sua volont\u00e0 di fare affari con Washington. Per questi obiettivi non serve un\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Infine, gli amici di Trump ai vertici delle grandi aziende tecnologiche vedono nella Groenlandia un luogo ideale per costruire data center, miniere di criptovalute e relative centrali nucleari. Qualunque sia il motivo che lo spinge a desiderare la Groenlandia, \u00e8 chiaro che il presidente statunitense non tollerer\u00e0 alcun aumento dell\u2019influenza russa e cinese.<\/p>\n<p>L\u2019importanza dell\u2019Artico per la Russia \u00e8 enorme. Circa un terzo della Federazione Russa si trova al di sopra del Circolo polare artico, rendendo la regione un elemento centrale per la difesa e la politica estera, l\u2019economia e la scienza russe.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019era degli zar la Russia ha esplorato, sfruttato e condotto guerre contro potenze locali e internazionali nella regione: questa lotta \u201cepica\u201d contro elementi ostili \u00e8 una componente chiave dell\u2019identit\u00e0 nazionale e, di conseguenza, della propaganda di Mosca.<\/p>\n<p>La difesa russa della costa artica \u00e8 affidata alla Flotta del nord e alle forze armate. Dalla base di Murmansk sono gestite circa 25 basi militari, di varia funzione e dimensione, lungo i 25mila chilometri di costa. La penisola di Kola e quella di Novaja Zemlja, in particolare, sono posizioni strategiche per sottomarini (nucleari) e rompighiaccio. C\u2019\u00e8 un ostacolo importante: per raggiungere altre destinazioni, le navi e i sottomarini russi devono passare il cosiddetto varco di Giuk, il corridoio che attraversa le acque territoriali di Groenlandia, Islanda e Regno Unito. L\u2019abbordaggio e il sequestro della petroliera russa Marinera proprio l\u00ec, il 7 gennaio, fa capire l\u2019importanza strategica per Mosca del varco, un collegamento vitale tra Murmansk e l\u2019oceano Atlantico.<\/p>\n<p>Il Cremlino mette costantemente in guardia le potenze occidentali contro un\u2019escalation militare. \u201cLa Russia \u00e8 assolutamente preparata a un conflitto con la Nato nell\u2019Artico\u201d, aveva dichiarato il ministro degli esteri Sergej Lavrov alla fine del 2024. Durante una visita a Murmansk nell\u2019aprile 2025, anche Vladimir Putin ha affermato che gli Stati Uniti \u201ccontinuano a perseguire i loro interessi geostrategici, politico-militari ed economici nell\u2019Artico\u201d e che i paesi della Nato stanno sempre pi\u00f9 usando la regione \u201ccome trampolino di lancio per conflitti\u201d. La Russia risponder\u00e0, avvertiva Putin, senza specificare cosa avrebbe comportato tale risposta. Intanto i funzionari russi stanno cogliendo ogni opportunit\u00e0 per mettere in luce l\u2019arsenale nucleare ampliato e testato nell\u2019Artico dalla societ\u00e0 statale Rosatom, che produce anche le testate per il missile ipersonico Oreshnik. Putin vuole certamente mantenere stretti contatti con Trump per la questione ucraina, ma \u00e8 chiaro che si sente militarmente messo alle strette dai piani americani.<\/p>\n<p>Anche gli interessi economici della Russia in questa regione ricca di risorse sono significativi, sebbene il loro sfruttamento si sia rivelato impegnativo e, a volte, impossibile. La Russia impegnata nella guerra in Ucraina non ha n\u00e9 le competenze tecnologiche n\u00e9 i soldi necessari per sfruttare commercialmente la rotta. Inoltre, le infrastrutture attuali sono spesso in cattive condizioni. Anche se riceve aiuti dalla Cina, Mosca teme anche che Pechino voglia dominare l\u2019area.<\/p>\n<p>Ma mentre il dibattito su una possibile acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti si \u00e8 riacceso, nessuno in Danimarca parla del ruolo della Cina sull\u2019isola, afferma il politologo danese Jesper Zeuthen. Un ruolo \u201cestremamente limitato\u201d. Zeuthen monitora gli interessi della Cina in Groenlandia dal 2011. Respinge la dichiarazione di Trump sul gran numero di navi cinesi presenti in Groenlandia: anche se le aziende di Pechino hanno aperto nel 2025 la prima rotta marittima commerciale dalla Cina all\u2019Europa, che costeggia la costa settentrionale della Russia ed \u00e8 accessibile per parte dell\u2019anno, le loro navi non raggiungono il versante occidentale dell\u2019Artico, spiega.<\/p>\n<p>Nelle analisi delle possibili strategie per conquistare l\u2019isola, il sostegno americano al movimento indipendentista \u00e8 in cima alla lista<\/p>\n<p>Quando nel 2009 la Groenlandia ottenne una maggiore autonomia che le consent\u00ec di sfruttare le proprie risorse, i suoi leader si rivolsero alla Cina. Ritenevano che gli investimenti cinesi gli avrebbero permesso di ridurre la dipendenza dalla Danimarca. Cos\u00ec furono avviati diversi progetti finanziati con fondi cinesi. Ma il governo danese, che si riservava il diritto di bloccare gli investimenti in Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale, consider\u00f2 presto la presenza cinese un rischio. Nel 2016 Copenaghen ha bloccato l\u2019acquisizione di un\u2019ex base navale danese e, nel 2019, anche un progetto cinese per tre nuovi aeroporti, d\u2019accordo con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Ufficialmente solo un\u2019azienda cinese \u00e8 attualmente attiva in Groenlandia, nella miniera di Kvanefjeld, di cui detiene una quota di minoranza. Tuttavia quel progetto, che avrebbe incluso l\u2019estrazione di uranio, \u00e8 fermo per motivi ambientali.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 impegnata principalmente nella ricerca e nello sviluppo di rotte marittime nell\u2019Artico, ma diversi governi occidentali sono preoccupati per le potenziali applicazioni militari di queste attivit\u00e0. Per esempio, la scorsa estate, dei sottomarini cinesi hanno navigato per la prima volta nell\u2019Artico e, sempre nel 2025, il numero di navi da ricerca cinesi in Alaska \u00e8 aumentato.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi sorprendente la collaborazione sempre pi\u00f9 stretta tra Pechino e Mosca nell\u2019Artico. Secondo Patrik Andersson, dell\u2019Istituto svedese di affari internazionali, Pechino \u00e8 la nuova arrivata nella regione, con poco peso ed esperienza. In cambio del sostegno alla Russia, che ha perso molti alleati dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, potrebbe chiederle una maggiore collaborazione nell\u2019Artico. I due paesi conducono esercitazioni militari congiunte nella regione dal 2023, e nel 2024 per la prima volta hanno pattugliato insieme lo stretto di Bering. Tuttavia questo non cambia il fatto che restino concorrenti nella regione. Andersson trova notevole la rapidit\u00e0 con cui la Cina sta imparando a operare in modo pi\u00f9 indipendente. Ora ha cinque rompighiaccio, in grado di tagliare lo spesso ghiaccio artico (gli Stati Uniti ne hanno due, la Russia pi\u00f9 di quaranta). \u201cLa Cina sta rapidamente espandendo la sua capacit\u00e0\u201d. Non \u00e8 chiaro come un\u2019acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti potrebbe impedire questa avanzata.<\/p>\n<p>L\u2019attuale sistema di cooperazione sulla sicurezza nazionale tra Danimarca e Stati Uniti \u00e8 esattamente ci\u00f2 che tiene la Cina fuori dalla Groenlandia, sottolineano gli esperti, mentre le recenti dichiarazioni di Trump stanno allontanando Copenaghen da Washington, mettendo a rischio la loro storica collaborazione, afferma Andersson.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea ha riconosciuto il potenziale strategico della Groenlandia e dell\u2019Artico un po\u2019 pi\u00f9 tardi rispetto a Stati Uniti, Cina e Russia. Nel 2024\u00a0ha aperto un ufficio commerciale a Nuuk per promuovere la cooperazione per l\u2019idrogeno verde e l\u2019estrazione delle risorse. Bruxelles intende inoltre raddoppiare la spesa per la Groenlandia a partire dal 2028, come rivelato in una bozza della Commissione europea del settembre 2025, ma gli stati devono ancora approvarla. L\u2019Unione ora vuole fortemente che la Groenlandia resti della Danimarca.<\/p>\n<p>Da Nuuk<\/p>\n<p>Tenere a bada Washington<\/p>\n<p>\u25c6 Il 14 gennaio il ministro degli esteri danese Lars L\u00f8kke Rasmussen e quella groenlandese Vivian Motzfeldt sono andati a Washington per incontrare il vicepresidente statunitense JD Vance e il segretario di stato Marco Rubio e discutere degli interessi manifestati dagli Stati Uniti verso la Groenlandia. In una conferenza stampa che si \u00e8 tenuta subito dopo il vertice, i due rappresentanti di Copenaghen e di Nuuk hanno ribadito che le loro prospettive e quelle di Washington continuano a essere molto distanti. Rasmussen ha ribadito che non c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di vendere la Groenlandia, e che la Danimarca \u201ccontinua a credere che la sicurezza a lungo termine della regione possa essere garantita nell\u2019ambito dell\u2019attuale quadro normativo\u201d, respingendo \u201cqualsiasi proposta che non rispetti l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Danimarca e il diritto all\u2019autodeterminazione del popolo groenlandese\u201d. Come riportato dal quotidiano di Nuuk <strong>Sermitsiaq<\/strong> \u201csar\u00e0 creato un gruppo di lavoro di alto livello per prendere in considerazioni le preoccupazioni degli Stati Uniti in materia di sicurezza nell\u2019Artico, ma nel rispetto delle linee rosse danesi, che si riunir\u00e0  nel giro di poche settimane\u201d. I due politici europei hanno ribadito la necessit\u00e0 di un rispetto reciproco (\u201c\u00c8 importante rafforzare la nostra cooperazione con gli Stati Uniti, ma questo non significa che vogliamo essere di loro propriet\u00e0\u201d, ha detto Motzfeldt), vista anche la lunga storia di collaborazione tra i rispettivi paesi. In virt\u00f9 di questa alleanza, Copenaghen ha annunciato che nell\u2019ambito di una cooperazione con la Nato sar\u00e0 aumentata la presenza militare sull\u2019isola grazie all\u2019invio di aerei, navi e soldati da parte di alcuni paesi dell\u2019alleanza atlantica, tra cui Germania, Francia, Svezia e Norvegia.<\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>La Danimarca \u00e8 da tempo attiva nell\u2019Artico, inizialmente grazie alla partnership offerta agli Stati Uniti: la \u201ccarta Groenlandia\u201d consiste nel concedere a Washington l\u2019uso della base militare sull\u2019isola. Ma a causa della crescente presenza di grandi potenze nella regione, negli ultimi anni \u00e8 aumentato anche l\u2019interesse di Copenaghen, che sa di dover conservare per s\u00e9 la Groenlandia se vuole partecipare alle trattative su questo territorio.<\/p>\n<p>Nel 2012 la Danimarca ha nominato un ambasciatore per la regione artica, responsabile del mantenimento delle relazioni con gli altri stati artici su questioni come la demarcazione dei confini, il cambiamento climatico e la sicurezza marittima. Dopo aver assunto la presidenza di turno del Consiglio artico (che riunisce Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti e Svezia), all\u2019inizio del 2025 la Danimarca ha firmato un accordo con la Groenlandia e le isole F\u00e6r \u00d8er, che prevede investimenti anche in tre navi militari, satelliti e droni di sorveglianza, per un valore di 14,6 miliardi di corone danesi (quasi due miliardi di euro).<\/p>\n<p>Anche l\u2019esercito danese \u00e8 presente in Groenlandia, distribuito su una manciata di postazioni. Per quanto l\u2019isola abbia ottenuto un significativo grado di autonomia nel 2009, Copenaghen ne gestisce la difesa e la politica estera.<\/p>\n<p>E i groenlandesi? \u201cNon siamo in vendita e non lo saremo mai\u201d, dichiarava nel 2025 l\u2019allora primo ministro della Groenlandia, M\u00fate Egede, rispondendo alle prime provocazioni di Trump. Il suo successore, Jens-Frederik Nielsen, ripete lo stesso messaggio. \u201cBasta con le fantasie sull\u2019annessione\u201d, ha scritto sui social media. \u201cSiamo aperti al dialogo (\u2026), ma questo deve avvenire attraverso i canali giusti e nel rispetto del diritto internazionale\u201d.<\/p>\n<p>La popolazione \u00e8 d\u2019accordo: in un sondaggio del gennaio 2025, l\u201985 per cento dei groenlandesi diceva di non volersi unire agli Stati Uniti. Il 56 per cento preferiva l\u2019indipendenza. E alcuni groenlandesi ritengono che Washington potrebbe svolgere un ruolo in questa direzione. Nelle elezioni locali del marzo 2025 il partito populista Naleraq ha raddoppiato le sue preferenze, dopo una campagna elettorale che sosteneva una rottura radicale con la Danimarca e una pi\u00f9 stretta collaborazione con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Visti i recenti sviluppi, il partito tiene questa porta aperta. Il suo leader, Pele Broberg, ha dichiarato all\u2019inizio di gennaio alla tv canadese Cbc di non essere preoccupato per le parole di Trump e di credere ancora che il presidente statunitense voglia dare pi\u00f9 voce al popolo groenlandese. \u201cC\u2019\u00e8 una grande differenza tra ci\u00f2 su cui si concentra la stampa e ci\u00f2 che sentiamo. Serve meno retorica\u201d.<\/p>\n<p>Anche Trump se n\u2019\u00e8 accorto. Nelle analisi delle possibili strategie per conquistare l\u2019isola, il sostegno americano al movimento indipendentista della Groenlandia \u00e8 in cima alla lista. Una Groenlandia indipendente non avrebbe pi\u00f9 bisogno di Copenaghen per concludere accordi con gli Stati Uniti. Non a caso diversi mezzi d\u2019informazione hanno gi\u00e0 riferito che le agenzie di intelligence statunitensi stanno monitorando attentamente il movimento indipendentista. \u25c6 sm<\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. 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