{"id":30955,"date":"2025-08-06T05:19:10","date_gmt":"2025-08-06T05:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/30955\/"},"modified":"2025-08-06T05:19:10","modified_gmt":"2025-08-06T05:19:10","slug":"magistrale-vito-di-battista-un-incanto-di-orgoglio-e-pudore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/30955\/","title":{"rendered":"Magistrale Vito Di Battista, un incanto di orgoglio e pudore"},"content":{"rendered":"<p>Un uomo, due donne, una figlia: una famiglia stramba e rispettata fa capolino in \u201cDove cadono le comete\u201d, romanzo di Vito di Battista che brilla di purezza e profondit\u00e0, scritto in un italiano intessuto da una radice dialettale abruzzese. Una prosa scolpita nel tempo, che si nutre anche della voce dei morti, tra la vita in bilico e gli astri che portano scompiglio e illuminano la trama del destino\u2026<\/p>\n<p>Un viaggio nel tempo, nell\u2019Italia pi\u00f9 autentica e lacerata degli anni della Seconda Guerra Mondiale: un Paese fatto di uomini sghembi e donne resistenti, anime in bilico tra la fede e la fatica, con in tasca \u201cla bugia di un rosario\u201d e un fazzolo a coprire la vergogna. <strong>Dove cadono le comete<\/strong>\u00a0(368 pagine, 19 euro) di Vito di Batista \u00e8 un romanzo splendidamente italiano, innervato di parole antiche e sentimenti salmastri e tempestosi come il mare, che ne accompagna il respiro.<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u2026non importa se una storia prima o poi si scorda un poco, alla fine arriva sempre qualcuno a reinventarla<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Una storia epica e corale<\/p>\n<p>Vito di Battista, autore raffinato e poliedrico, dopo Il buon uso della distanza (<a href=\"https:\/\/www.lucialibri.it\/2024\/02\/17\/vito-di-battista-meccanismi-editoria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">qui l\u2019articolo<\/a>) torna con un\u2019opera d\u2019impronta epica e corale, che affonda le radici in un tempo fatto di sangue e silenzi, di anime erranti e passioni incagliate.<br \/>In questo nuovo romanzo, l\u2019autore ci apre le porte del suo paese, San Vito Chietino, un piccolo borgo abruzzese sospeso nel tempo dove tutti campano di una povert\u00e0 comune, dove trabocchi silenziosi sfidano il mare, e una chiesetta testarda si contende il cielo a colpi di scampanate, un piccolo fazzoletto d\u2019Italia che diventa teatro di una memoria collettiva da ritessere parola dopo parola.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">E INSOMMA<br \/>Questo \u00e8 il paese nostro, cos\u00ec tanta gente stipata in cos\u00ec poco spazio, cos\u00ec tante ipoteche e cos\u00ec pochi soldi per comprarci la roba\u2026<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>A calcare con passo greve i sentieri pietrosi di questo racconto, \u00e8 un\u2019epopea umana in cui le leggende si sgretolano e si ricompongono al passaggio fugace di comete: astri erranti che arrivano, spariscono e poi riappaiono quando meno te lo aspetti \u2014 e nel farlo, spostano tutto, ribaltano le memorie, e trasformano ogni cosa in un\u2019altra storia ancora, come se il destino avesse bisogno di essere raccontato di nuovo, ogni volta da capo.<\/p>\n<p>Vite vissute e vite sprecate<\/p>\n<p>Il narrato \u00e8 un concerto di voci, che si rincorrono e si attraversano nel tempo e nello spazio, dal 1938 al 1970, risuonando di storie presenti e trapassate, di vite vissute e vite sprecate. Ne nasce una sinfonia densa di orgoglio e pudore, di gesti antichi e sentimenti ruvidi, cuciti addosso come un\u2019eredit\u00e0 che pulsa ancora sotto pelle.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una tenerezza antica nello sguardo di Vito di Battista, che accarezza la pagina con la stessa malinconia con cui si osserva la propria storia, quando diventa quasi leggenda.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Emma, Olimpo e Anita<\/strong> sono la famiglia pi\u00f9 stramba e pi\u00f9 rispettata del paese: una balia, barattata per un ettaro di terra, una moglie dimezzata dalla sorte e un uomo giusto dal cuore sfilacciato. Insieme camminano sull\u2019orlo delle malelingue e della miseria, tra le crepe della guerra, le fughe obbligate e le morti non dette, come soldati senza divisa che ogni giorno resistono \u2014 con tenacia e senza clamore.<br \/>A tenerli insieme, come un filo invisibile che stringe senza soffocare, c\u2019\u00e8 <strong>Bianca<\/strong>: figlia di Anita, ma figlia dell\u2019anima di Emma, l\u2019unica che chiama madre. Perch\u00e9 a volte l\u2019amore ha l\u2019odore della pelle che ti ha stretto per prima, e la voce di chi ha saputo restare.<\/p>\n<p>Memoria familiare e dimensione soprannaturale<\/p>\n<p>Ma non vi ho ancora detto la cosa pi\u00f9 sorprendente: <strong>questo romanzo, <a href=\"https:\/\/www.lucialibri.it\/tag\/feltrinelli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">edito da Feltrinelli<\/a>, brilla di una purezza rara e di una profondit\u00e0 che disarma.<\/strong> Quella che potrebbe sembrare, a prima vista, una semplice saga familiare, sotto la penna di Vito di Battista si trasfigura in qualcosa di magico.<br \/>Vito di Battista\u00a0intesse la narrazione con pietre preziose, scovate nel baule della memoria familiare, riportando in vita quella dimensione soprannaturale che un tempo abitava con naturalezza accanto ai nostri antenati \u2014 fatta di filastrocche sussurrate, nenie per quietare i neonati, superstizioni che erano verit\u00e0 camuffate.<br \/>In queste pagine, la voce dei morti non tace: canta, consiglia, ritorna e si fa voce narrante. E lo fa con una familiarit\u00e0 ancestrale, come se la linea sottile tra i vivi e i trapassati non fosse mai stata davvero tracciata.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Non sa che Bianca sente altre voci ancora [\u2026] non sa che nella testa sua vivi e morti abbandonano nomi e facce per farsi una storia sola, ed \u00e8 questo, nell\u2019ignoranza del tempo che per lei non passa, nella musica sbiadita di un\u2019epoca antica e di chi adesso le carezza la schiena, \u00e8 proprio questo che la fa sorridere tranquilla.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La guerra, nota stonata in una sinfonia gi\u00e0 rotta<\/p>\n<p>Ai margini del mondo, l\u00e0 dove ogni giorno \u00e8 una prova di resistenza, la guerra non arriva come tuono improvviso, ma come una nota stonata in una sinfonia gi\u00e0 rotta. \u00c8 un\u2019ombra che si appiccica alla pelle, un incubo che ci si scrolla via al primo chiarore, mentre la gente, con gli occhi bassi e la schiena curva, si domanda cos\u2019altro dovr\u00e0 sopportare. Nessuno sa cosa aspettarsi, ma tutti aspettano, in un silenzio muto e rassegnato, come bestie abituate al colpo. Intanto, il paese cambia odore \u2014 un tanfo estraneo si infiltra nell\u2019aria, nei vestiti, nelle grida che si lanciano da una finestra all\u2019altra. Un odore di paura importata, che mette tutti in allerta.<br \/>La guerra arriva infame, con le sue facce squadrate e gli occhi sbiaditi, e non passa molto prima che Olimpo scelga di farsi rete e voce per quelli nascosti sui monti. Non per eroismo, ma per necessit\u00e0. Perch\u00e9 quella, tra tutte, \u00e8 la scelta che fa meno male agli altri. Ed \u00e8 per questo, forse, che \u00e8 la pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p>La Resistenza non proclamata, ma vissuta<\/p>\n<p>La Resistenza, qui, non si proclama: si vive. Non chiede medaglie. Vibra nei corpi nascosti tra le grotte, nei passi silenziosi, nei gesti minimi. \u00c8 fatta di fame e sussurri, di paura e dignit\u00e0. Non \u00e8 un atto politico, ma un obbligo morale, un\u2019urgenza del cuore. Nessuna retorica: solo la dignit\u00e0 della memoria.<br \/>E questo, e quello, insomma\u2026<br \/>La vita torna in bilico e le comete riappaiono portando scompiglio e riallacciano fili disciolti nelle pieghe dell\u2019indifferenza, portando alla luce la trama del destino, nudo, indifeso, a cercare un appiglio che non si trova pi\u00f9. <strong>\u00c8 cos\u00ec che si approda agli anni Settanta, quando nuove storie emergono dal fondo della memoria, si intrecciano a quelle antiche e si stringono l\u2019una all\u2019altra, come a non voler pi\u00f9 andare via.<\/strong><br \/><strong> Con una voce magnetica e intensa, Dove cadono le comete incanta chi lo legge.<\/strong><\/p>\n<p>Il linguaggio di Vito di Battista (<a href=\"https:\/\/www.lucialibri.it\/2024\/07\/09\/sette-libri-vito-di-battista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">qui un suo articolo<\/a>) nasce da una radice dialettale abruzzese, ma si innerva di un linguaggio italico antichissimo e potente, capace di trascinare il lettore in un mondo che riconosce, che fa parte di tutti noi, da sempre e per sempre.<\/p>\n<p><strong>Quella prosa poetica, vibrante, parla direttamente alla nostra memoria storica e alle radici dell\u2019essere umani, come se ogni frase fosse scolpita nel tempo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Magistrale.<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>Appiccicata alla pelle tutta tiene la nostalgia per una storia che esiste ancora, ma \u00e8 gi\u00e0 morta, e quella storia \u00e8 la vita sua intera.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Seguici su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/LuciaLibri19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Facebook<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/LuciaLibri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Twitter<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/lucialibri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Instagram<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/t.me\/lucialibri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Telegram<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029VaLSTPcEVccEOOYOYd2N\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">WhatsApp<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.threads.net\/@lucialibri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Threads<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCuZzV1LcR4iuydaplvObUAw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">YouTube<\/a>. 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