{"id":309844,"date":"2026-01-17T02:02:18","date_gmt":"2026-01-17T02:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/309844\/"},"modified":"2026-01-17T02:02:18","modified_gmt":"2026-01-17T02:02:18","slug":"eredita-in-architettura-ateliers-alfonso-femia-e-park-in-mostra-a-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/309844\/","title":{"rendered":"Eredit\u00e0 in Architettura. Atelier(s) Alfonso Femia e Park in mostra a Napoli"},"content":{"rendered":"<p class=\"didascalia\">In copertina: allestimento a Palazzo Gravina. Foto \u00a9 Nicola Colella<\/p>\n<p>A <strong>Napoli<\/strong>, fino al <strong>29 gennaio 2026<\/strong>, la <strong>mostra<\/strong> Eredit\u00e0 in Architettura: Atelier(s) Alfonso Femia &#8211; Park riunisce una <strong>selezione di interventi dei due studi<\/strong>, in cui <strong>l&#8217;innesto contemporaneo nel patrimonio esistente<\/strong> diventa leva progettuale per rinnovare prestazioni, significati e usi degli edifici.<\/p>\n<p>Allestita nell&#8217;Ambulacro della Biblioteca di Palazzo Gravina, sede del Dipartimento di Architettura dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II, l&#8217;esposizione \u00e8 il <strong>quarto appuntamento di un ciclo biennale<\/strong> e propone una riflessione sull&#8217;idea di <strong>eredit\u00e0 <\/strong>non come vincolo, ma come <strong>repertorio vivo <\/strong>di principi, forme e visioni, capace di alimentare nuove letture e trasformazioni dell&#8217;architettura.<\/p>\n<p>L&#8217;edizione 2026, curata da <strong>Giovanni Multari<\/strong> insieme a <strong>Francesco Iuliano<\/strong> e <strong>Lorenzo Renzullo<\/strong>, offre uno sguardo su <strong>quattro lavori realizzati a Milano<\/strong>, che riflettono approcci metodologici differenti ma convergenti al progetto sull&#8217;esistente: <strong>Frigoriferi Milanesi<\/strong> e <strong>The Corner<\/strong> di Atelier(s) Alfonso Femia; <strong>La Serenissima <\/strong>e <strong>Torre della Permanente<\/strong> di Park. Interventi diversi che delineano tre principali strategie progettuali: la<strong> rifunzionalizzazione degli spazi interni ed esterni<\/strong>, la <strong>riqualificazione degli involucri<\/strong>, <strong>l&#8217;incremento volumetrico<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto di allestimento segue l&#8217;andamento longitudinale dell&#8217;ambulacro, articolando il percorso attraverso <strong>grandi tavole<\/strong> che scandiscono le pareti e un tavolo continuo al centro, su cui si raccolgono <strong>modelli, materiali di lavoro e apparati<\/strong>. Teche e pubblicazioni &#8211; tra cui Reinventing Heritage-A Design Compass on Adaptive Reuse di Park &#8211; ampliano il percorso, affiancando al racconto delle architetture la ricerca editoriale.<\/p>\n<p class=\"infonote\">L&#8217;esposizione \u00e8 realizzata con il patrocinio di HouseEurope!, il contributo di Zumtobel e la collaborazione del Forum dei Giovani del Comune di Napoli.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Eredit__in_Architettura_Allestimento_Park_Foto_di_Nicola_Colella.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Allestimento a Palazzo Gravina. Foto di \u00a9Nicola Colella<\/p>\n<p><a id=\"AteliersAlfonsoFemia\"\/>Atelier(s) Alfonso Femia<br \/>\n<a id=\"FrigoriferiMilanesi\"\/>Frigoriferi Milanesi<\/p>\n<p>Il progetto dei Frigoriferi Milanesi (2002-2009), in via Piranesi a Milano, assume la <strong>memoria delle attivit\u00e0 produttive<\/strong> <strong>del Novecento<\/strong> come innesco di un processo di attualizzazione capace di incidere anche sul <strong>contesto urbano<\/strong>. La riorganizzazione di pieni e vuoti, le ampie superfici vetrate e i nuovi elementi distributivi esterni ricalibrano il rapporto con lo spazio pubblico senza intaccare l&#8217;identit\u00e0 originaria del complesso.<\/p>\n<p>Accanto al corpo principale, la &#8220;stecca&#8221; riattiva il fronte urbano attraverso il <strong>ridisegno dei prospetti<\/strong> e una <strong>pelle di vetro lucida<\/strong>, associata a una <strong>cromia uniforme e scura<\/strong>, consolidando il ruolo dell&#8217;intervento come luogo culturale aperto alla citt\u00e0.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mostra_Eredit__in_Architettura_Frigoriferi_Milanesi_Atelier_s__Alfonso_Femia__Caviola.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Frigoriferi Milanesi, Atelier(s) Alfonso Femia. Foto di \u00a9Ernesta Caviola<\/p>\n<p><a id=\"TheCorner\"\/>The Corner<\/p>\n<p>Il <strong>progetto di recupero<\/strong> The Corner (2014-2019) trasforma un <strong>edificio razionalista degli anni Sessanta<\/strong> in un nuovo riferimento urbano attraverso una riqualificazione funzionale che ne riafferma l&#8217;identit\u00e0 rispetto alle architetture pi\u00f9 recenti del contesto.<\/p>\n<p>Ogni facciata adotta un linguaggio autonomo: ai <strong>prospetti opachi<\/strong>, segnati da forti chiaroscuri, si affiancano <strong>fronti trasparenti<\/strong> articolati da bovindi. Geometrie e aggetti modulano la <strong>luce<\/strong> e la percezione dell&#8217;insieme, mentre la <strong>corte interna<\/strong> riporta al centro la dimensione di relazione dell&#8217;edificio.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Mostra_Eredit__in_Architettura_The_Corner_Atelier_s__Alfonso_Femia__Stefano_Anzini.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">The Corner, Atelier(s) Alfonso Femia. Foto di \u00a9Stefano Anzini<\/p>\n<p><a id=\"Park\"\/>Park<br \/>\n<a id=\"LaSerenissima\"\/>La Serenissima<\/p>\n<p>Con la<strong> riqualificazione<\/strong> de La Serenissima, in via Filippo Turati a Milano &#8211; originariamente sede della Campari e progettata nel 1962 da <strong>Eugenio<\/strong> ed <strong>Ermenegildo Soncini <\/strong>&#8211; Park riprende il tema dell'&#8221;edificio nero&#8221; (cos\u00ec veniva chiamato prima del restyling) lavorando sulle facciate: l&#8217;alternanza di <strong>campiture opache scure<\/strong> d\u00e0 profondit\u00e0 all&#8217;involucro e rafforza la presenza urbana dell&#8217;insieme.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento agisce anche sul <strong>piano terra<\/strong>, con un unico ingresso, e rende pi\u00f9 flessibile la distribuzione interna, reinterpretando l&#8217;impostazione dei fratelli Soncini, che avevano disegnato l&#8217;edificio con una struttura a campata unica e open space.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Eredit__in_Architettura_Park_Modello_Torre_della_Permanente_ph_Nicola_Colella.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Modello della Torre della Permanente, Park. Foto di \u00a9Nicola Colella<\/p>\n<p><a id=\"TorredellaPermanente\"\/>Torre della Permanente<\/p>\n<p>Sempre in via Filippo Turati, sul lato opposto della strada e a dodici anni di distanza da La Serenissima, Park interviene sulla Torre della Permanente, progettata negli anni Cinquanta da <strong>Achille<\/strong> e <strong>Pier Giacomo Castiglioni<\/strong> con <strong>Luigi Fratino<\/strong> come ampliamento dello storico <strong>Museo della Permanente<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto di <strong>riqualificazione, conservazione e ampliamento<\/strong> aggiunge <strong>due nuovi piani di coronamento con fronte vetrato<\/strong>, calibrati sulle proporzioni della facciata storica, mantenuta quasi invariata, salvo la sostituzione degli infissi. In continuit\u00e0 con il disegno dell&#8217;edificio esistente, l&#8217;intervento in facciata mette in risalto la pulizia delle <strong>linee verticali<\/strong>, nette e parallele.<img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Eredit__in_Architettura_Park_Modello_ph_Nicola_Colella.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Modello in esposizione, Park. Foto di \u00a9Nicola Colella<\/p>\n<p><a id=\"ReinventingHeritage-ADesignCompassonAdaptiveReuse\"\/>Reinventing Heritage &#8211; A Design Compass on Adaptive Reuse<\/p>\n<p>L&#8217;allestimento di Park si arricchisce infine della pubblicazione Reinventing Heritage &#8211; A Design Compass on Adaptive Reuse, edita in occasione del venticinquesimo anniversario dello studio. Guidato dai fondatori <strong>Filippo Pagliani<\/strong> e <strong>Michele Rossi<\/strong>, lo studio porta in mostra la propria esperienza nell&#8217;<strong>adaptive reuse<\/strong>, inteso soprattutto come &#8220;scoprire ci\u00f2 che \u00e8 ancora nascosto tra le mura&#8221; (Filippo Pagliani e Michele Rossi).<\/p>\n<p>I contributi di <strong>Koenraad Van Cleempoel, Barbara Rossi, Formafantasma, Jorge P\u00e9rez-Jaramillo, Stefanie Weidner e Margherita Guccione<\/strong> ampliano cos\u00ec la riflessione sul <strong>riuso<\/strong>, letto insieme come strategia progettuale e come gesto culturale ed etico.<\/p>\n<p class=\"rimandonote\"><strong>EREDIT\u00c0 IN ARCHITETTURA: ATELIER(S) ALFONSO FEMIA-PARK<br \/><\/strong>fino al 29 gennaio 2026<\/p>\n<p><strong>Dove<\/strong>: Ambulacro della Biblioteca di Palazzo Gravina,<br \/>via Monteoliveto 3, Napoli<\/p>\n<p>+info: <a href=\"https:\/\/www.unina.it\/it\/w\/-eredit%C3%A0-in-architettura-atelier-s-alfonso-femia-park-\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">unina.it<\/a><\/p>\n<p class=\"pt-2\">pubblicato il: 15\/01\/2026 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In copertina: allestimento a Palazzo Gravina. 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