{"id":310378,"date":"2026-01-17T10:53:11","date_gmt":"2026-01-17T10:53:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/310378\/"},"modified":"2026-01-17T10:53:11","modified_gmt":"2026-01-17T10:53:11","slug":"statali-valutazioni-affidate-allintelligenza-artificiale-ma-lultima-parola-spetta-ai-dirigenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/310378\/","title":{"rendered":"Statali, valutazioni affidate all\u2019intelligenza artificiale (ma l\u2019ultima parola spetta ai dirigenti)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Nella bozza del nuovo contrato dei dipendenti pubblici, l\u2019AI entra per supportare valutazioni, organizzazione del lavoro e orari. Stop per\u00f2 alle decisioni automatiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 una differenza decisiva tra usare la tecnologia come strumento e trasformarla in un alibi. Nel <b>nuovo contratto degli statali <\/b>quella differenza viene fissata nero su bianco: <b>l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 entrare nei processi della pubblica amministrazione<\/b>, ma non pu\u00f2 sostituire chi decide. Pu\u00f2 supportare, non comandare. Pu\u00f2 suggerire, non firmare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 questa la scelta che emerge dalla<b> bozza contrattuale <\/b>che<b> Aran,\u00a0<\/b>l&#8217;organismo tecnico che rappresenta tutte le Pa nelle trattative per i contratti collettivi di lavoro, e i<b>\u00a0sindacati <\/b>si apprestano a discutere\u00a0(l\u2019appuntamento \u00e8 per il 20 gennaio). Si tratta di una prima assoluta per i 3,6 milioni di dipendenti pubblici italiani, che prende atto di una realt\u00e0 ormai imminente. Gli algoritmi non sono pi\u00f9 una proiezione futura, ma strumenti che le amministrazioni stanno gi\u00e0 valutando per organizzare il lavoro, gestire i carichi, orientare le valutazioni. Regolarli ora significa evitare che entrino domani senza regole.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    \u200bL\u2019AI diventa materia di contrattazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il primo segnale \u00e8 di metodo, ma non \u00e8 secondario. <b>Le amministrazioni che intendono introdurre sistemi di intelligenza artificiale dovranno informare preventivamente i sindacati<\/b>. \u00c8 il riconoscimento implicito che l\u2019uso degli algoritmi non \u00e8 una scelta tecnica neutra, ma un intervento che incide sul rapporto di lavoro, al pari di un nuovo orario o di una riorganizzazione degli uffici.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In altre parole, l\u2019AI non viene trattata come un software qualunque, ma come <b>un fattore organizzativo<\/b> che entra a pieno titolo nel perimetro delle relazioni sindacali.<\/p>\n<p>    \u200bNiente automatismi decisionali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il cuore della bozza \u00e8 per\u00f2 un altro: <b>il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate <\/b>quando sono in gioco effetti giuridici o professionali rilevanti. Gli algoritmi possono analizzare dati, individuare schemi, segnalare scostamenti. Ma <b>la decisione finale deve passare da una persona.<\/b> E di quella decisione qualcuno deve rispondere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un principio che sembra ovvio, ma che arriva in un momento storico in cui la tentazione di rifugiarsi dietro il \u00ablo dice il sistema\u00ab \u00e8 tutt\u2019altro che teorica. Qui, invece, la responsabilit\u00e0 resta saldamente ancorata al dirigente: l\u2019AI supporta, l\u2019uomo decide.<\/p>\n<p>    \u200bIl nodo delle valutazioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il terreno pi\u00f9 sensibile \u00e8 quello delle <b>valutazioni individuali<\/b>. Da anni la pubblica amministrazione fatica a distinguere davvero tra prestazioni diverse, oscillando tra automatismi e uniformit\u00e0. L\u2019idea che strumenti di analisi avanzata possano contribuire a maggiore coerenza e comparabilit\u00e0 non \u00e8 priva di fondamento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma \u00e8 proprio qui che si annida il rischio pi\u00f9 sottile: scambiare l\u2019apparente oggettivit\u00e0 del dato per equit\u00e0. Ogni algoritmo riflette criteri, pesi, priorit\u00e0 decise a monte. Per questo<b> il contratto introduce un diritto nuovo e significativo: il lavoratore deve poter conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi che incidono sul suo lavoro<\/b>. Non il codice, ma la logica. Non la formula, ma le regole del gioco.<\/p>\n<p>    \u200bIl problema che viene da lontano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il tema non \u00e8 nuovo. Da anni le valutazioni nel pubblico impiego faticano a produrre vere differenziazioni, alimentando <b>un sistema in cui il riconoscimento del merito tende ad appiattirsi<\/b> e a distribuirsi in modo uniforme. Proprio per correggere questa distorsione, negli ultimi interventi normativi si \u00e8 cercato di porre un argine ai cosiddetti premi \u00aba pioggia\u00bb, introducendo un limite alla quota di valutazioni massime attribuibili. In questo quadro, l\u2019intelligenza artificiale viene guardata come possibile strumento di supporto: non per assegnare automaticamente premi o giudizi, ma <b>per rendere meno arbitrario \u2013 e pi\u00f9 difendibile \u2013 il percorso che conduce a quelle decisioni<\/b>.<\/p>\n<p>    \u200bTrasparenza come argine<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La <b>trasparenza diventa cos\u00ec un argine all\u2019opacit\u00e0 tecnologica<\/b>. Non un freno all\u2019innovazione, ma una condizione perch\u00e9 l\u2019innovazione non si trasformi in un automatismo amministrativo difficilmente contestabile. Se l\u2019algoritmo entra nel rapporto di lavoro, deve essere leggibile almeno nei suoi presupposti essenziali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un passaggio che sposta il baricentro: dalla fiducia cieca nella tecnologia alla responsabilit\u00e0 consapevole di chi la utilizza.<\/p>\n<p>    \u200bLa domanda che resta aperta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Resta per\u00f2 una questione che il testo contrattuale pu\u00f2 solo sfiorare: i dirigenti sono pronti a esercitare davvero questa responsabilit\u00e0? Perch\u00e9 mantenere l\u2019ultima parola non \u00e8 solo una garanzia formale, \u00e8 anche un onere concreto. Significa capire cosa suggerisce l\u2019algoritmo, quando seguirlo e quando discostarsene.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da qui l\u2019ultimo pilastro previsto dalla bozza:<b> la formazione.<\/b> Non come accessorio, ma come condizione necessaria affinch\u00e9 la tecnologia resti uno strumento e non diventi un automatismo travestito da modernit\u00e0<\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-17T08:30:31+01:00\">17 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n Nella bozza del nuovo contrato dei dipendenti pubblici, l\u2019AI entra per supportare valutazioni, organizzazione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":310379,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[20675,8075,31,14237,12990,666,43382,182305,24790,2490,6693,97584,5931,14,164,165,1278,6920,1368,19552,3451,2588,21929,6929,12028,2024,4909,667,668,166,7,15,7793,13736,4265,21930,7904,899,6897,984,1434,10146,1360,10334,5174,2099,6341,49664,9899,6566,124156,196,7817,11,167,12,168,47180,2529,161,162,163],"class_list":["post-310378","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-algoritmi","tag-algoritmo","tag-amministrazione","tag-amministrazioni","tag-argine","tag-artificiale","tag-automatismi","tag-automatismo","tag-bozza","tag-condizione","tag-contratto","tag-contrattuale","tag-criteri","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-davvero","tag-decide","tag-decisione","tag-decisioni","tag-differenza","tag-dipendenti","tag-dipendenti-pubblici","tag-dirigenti","tag-entra","tag-gioco","tag-innovazione","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-parola","tag-premi","tag-pubblica","tag-pubblica-amministrazione","tag-pubblici","tag-rapporto","tag-regole","tag-responsabilita","tag-resta","tag-riconoscimento","tag-scelta","tag-significa","tag-sindacati","tag-sistema","tag-sistemi","tag-statali","tag-strumenti","tag-strumento","tag-supportare","tag-tecnologia","tag-trasparenza","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-valutazioni","tag-viene","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/310378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=310378"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/310378\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/310379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=310378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=310378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=310378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}