{"id":311183,"date":"2026-01-17T22:36:14","date_gmt":"2026-01-17T22:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/311183\/"},"modified":"2026-01-17T22:36:14","modified_gmt":"2026-01-17T22:36:14","slug":"ho-ritrovato-lultima-cometa-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/311183\/","title":{"rendered":"\u201cHo ritrovato l\u2019ultima cometa della storia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>San Giovanni in Persiceto (Bologna), 17 gennaio 2026 \u2013 <strong>I misteri dell\u2019esplosione a Tunguska<\/strong>. Se ne parla oggi nella sala consiliare del municipio grazie all\u2019ultimo<strong> libro dell\u2019astrofisico Romano Serra. <\/strong>L\u2019appuntamento \u00e8 per le 10 e il libro si intitola<strong> \u2018Sette volte a Tunguska. Le mie spedizioni sul sito della catastrofe<\/strong> (1991 &#8211; 2018)\u2019 (In riga edizioni, 2025). L\u2019incontro, coordinato da <strong>Flavio Fusi Pecci dell\u2019Inaf<\/strong> di Bologna, vedr\u00e0 la partecipazione dell\u2019autore e di Thomas Mazzi e Lucio Taddia, che hanno curato la grafica, corretto le bozze e tradotto delle parti di testo dal russo.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Personalmente \u2013 spiega Serra, cofondatore dell\u2019Osservatorio comunale<\/strong> di San Giovanni in Persiceto \u2013 mi sono recato sette volte in Siberia tra il 1991 e il 2018, nell\u2019area dove il 30 giugno 1908 esplose un corpo cosmico di dimensioni stimate tra i 30 e i 50 metri. <strong>Il meteorite si disintegr\u00f2 a un\u2019altitudine di circa otto chilometri<\/strong>, abbattendo milioni di alberi su una superficie di circa 2000 chilometri quadrati. L\u2019energia sprigionata fu 1000 volte superiore a quella della bomba atomica di Hiroshima&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019evento \u2013 continua l\u2019astrofisico \u2013 <strong>avvenne nei pressi del fiume Tunguska Pietrosa<\/strong>, nella Siberia centrale. Quello che definiamo \u2018evento Tunguska\u2019 \u00e8 ormai l\u2019esempio classico di catastrofe cosmica in epoca storica, studiato a fondo da scienziati italiani. La mia prima spedizione, nel 1991, fu organizzata dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna grazie agli studi di Giuseppe Longo, Menotti Galli e Stefano Cecchini. Analizzammo le resine delle conifere del 1908, ipotizzando correttamente che vi fossero intrappolate particelle del corpo cosmico. A oggi, gli unici reperti disponibili sono proprio quelli inglobati nella resina degli alberi sopravvissuti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Dalle analisi degli anelli di accrescimento e delle rocce<\/strong> \u2013 aggiunge l\u2019esperto \u2013 siamo giunti alla conclusione che nel 1908 la Terra fu colpita da una cometa. Non fu avvistata in anticipo perch\u00e9 proveniva dalla direzione del Sole. Le prime spedizioni scientifiche avvennero solo vent\u2019anni dopo, rendendo difficile ricostruire l\u2019accaduto. Se l\u2019impatto fosse avvenuto quattro ore pi\u00f9 tardi, a causa della rotazione terrestre, il corpo cosmico avrebbe colpito San Pietroburgo. <strong>L\u2019assenza di un cratere<\/strong> ha alimentato in passato ipotesi \u2018esotiche\u2019 come astronavi aliene o buchi neri, oggi categoricamente smentite. L\u2019area dell\u2019impatto \u00e8 in realt\u00e0 un paleovulcano del Giurassico, il che rende le ricerche geologiche molto complesse: \u00e8 come cercare di fare misurazioni acustiche raffinate in una discoteca&#8221;. Per chi volesse approfondire l\u2019argomento, il Museo del Cielo e della Terra di Persiceto ospita una vasta collezione di campioni originali di Tunguska.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"San Giovanni in Persiceto (Bologna), 17 gennaio 2026 \u2013 I misteri dell\u2019esplosione a Tunguska. 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