{"id":311953,"date":"2026-01-18T11:37:09","date_gmt":"2026-01-18T11:37:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/311953\/"},"modified":"2026-01-18T11:37:09","modified_gmt":"2026-01-18T11:37:09","slug":"trapianto-di-cellule-pancreatiche-per-il-diabete-le-nuove-prospettive-e-i-limiti-da-superare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/311953\/","title":{"rendered":"Trapianto di cellule pancreatiche per il diabete: le nuove prospettive e i limiti da superare"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elena Meli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">I dati di 79 casi trattati al San Raffaele di Milano dal 2001 in poi, indicano che l\u2019indipendenza dall\u2019insulina \u00e8 possibile. Tuttavia i buoni risultati devono fare i conti con alcuni ostacoli che impediscono di estendere l\u2019uso della strategia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un futuro in cui sia possibile curare il <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/diabete\/23_marzo_03\/diabete-1-che-cos-sintomi-cura-f5bdcfe4-b9bc-11ed-95ad-287c8c9a1773.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">diabete di tipo 1<\/a><\/b> non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019utopia. Questa malattia, in cui il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/sistema-immunitario\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sistema immunitario<\/a> attacca le <b>cellule beta<\/b> del <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/pancreas\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pancreas<\/a> che producono <a href=\"\">insulina <\/a>rendendo indispensabile la somministrazione dell\u2019ormone dall\u2019esterno, poco pi\u00f9 di un secolo fa era una condanna certa.\u00a0La scoperta e poi la produzione dell\u2019insulina \u00e8 stata uno spartiacque, ma \u00e8 stato soprattutto <b>il balzo tecnologico degli ultimi 20 anni ad aver cambiato drasticamente la vita dei pazienti<\/b>: dai sensori che misurano in continuo la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/glicemia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">glicemia<\/a> ai microinfusori che somministrano insulina per rispondere in maniera puntuale alle esigenze di gestione degli zuccheri, oggi chi ha il <b>diabete di tipo 1<\/b> pu\u00f2 convivere molto meglio con la sua patologia.  Il passo successivo potrebbe essere la guarigione grazie <b>al trapianto di cellule beta del pancreas o delle \u00abisole\u00bb in cui queste cellule si organizzano<\/b>: trasferirle da un donatore ripristina la produzione di insulina e questo approccio \u00e8 da tempo una realt\u00e0 per casi molto selezionati, che non si riescono a gestire in modo soddisfacente con gli altri metodi possibili e che hanno perci\u00f2 un rischio di mortalit\u00e0 elevato.<\/p>\n<p>    Prospettive e limiti\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 estenderne l\u2019impiego a un maggior numero di pazienti, visti i buoni risultati ottenuti: di recente i dati di <b>79 casi trattati al San Raffaele di Milano dal 2001 in poi<\/b>, pubblicati su The Lancet Diabetes and Endocrinology, hanno dimostrato che le<b> isole trapiantate<\/b> garantiscono <b>l\u2019indipendenza dalle iniezioni di insulina in media per 6 anni<\/b>, sopravvivendo in <b>1 caso su 2 fino a 20 anni<\/b>. <br \/>\u00abIl <b>trapianto di isole<\/b> \u00e8 diventato uno standard di cura inserito nelle linee guida, anche se viene riservato a casi specifici\u00bb, spiega <b>Lorenzo Piemonti<\/b>, responsabile dell\u2019Unit\u00e0 Operativa di Medicina Rigenerativa e dei Trapianti e direttore del Diabetes Research Institute all\u2019Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. \u00abCi sono tuttora tre grossi limiti che ne riducono l\u2019impiego: innanzitutto abbiamo poche cellule da trapiantare, perch\u00e9 i donatori adeguati sono sempre meno e perch\u00e9 servono pi\u00f9 donatori per ottenere la quantit\u00e0 di materiale sufficiente per ogni paziente; inoltre le isole devono attecchire in maniera diversa rispetto a un trapianto standard, infatti non si riconnette un organo ai vasi sanguigni del ricevente ma si inserisce un gruppo di cellule che deve trovare una nicchia dove sopravvivere. Oggi le inseriamo nel<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/fegato\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> fegato<\/a>, ma non \u00e8 la soluzione ideale e in una settimana si perde circa il 70% delle cellule. Il terzo problema \u00e8 la necessit\u00e0 di immunosoppressione, che \u00e8 comune ai trapianti classici ma comporta rischi\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Le esperienze all&#8217;estero e il primo paziente italiano\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La ricerca sta cercando soluzioni, e i recenti risultati del progetto europeo Vanguard, a cui partecipa anche il San Raffaele, hanno dimostrato, per esempio, che \u00e8 possibile costruire una sorta di \u201cculla\u201d per le cellule prima di trapiantarle, in modo da creare per loro una nicchia adatta e aumentarne le possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Quanto al fabbisogno di isole, diversi approcci sono molto promettenti: l\u2019obiettivo \u00e8<b> produrre in laboratorio le cellule che sintetizzano insulina in modo da svincolarsi dalla necessit\u00e0 di avere un donatore<\/b> e, come spiega <b>Camillo Ricordi<\/b>, pioniere del trapianto di isole pancreatiche e direttore del Centro Trapianti Cellulari nonch\u00e9 direttore emerito del Diabetes Research Institute dell\u2019Universit\u00e0 di Miami: \u00abSi stanno per esempio realizzando <b>isole pancreatiche a partire da cellule staminali dall\u2019endoderma<\/b> (un foglietto di tessuto embrionale da cui derivano vari organi fra cui il pancreas, ndr) e si sono gi\u00e0 testate<b> isole differenziate in laboratorio a partire da cellule staminali del tessuto adiposo<\/b>. Con le opportune molecole \u00e8 gi\u00e0 possibile ottenerle in una decina di giorni, in un prossimo futuro baster\u00e0 probabilmente appena una settimana; in Cina sono stati gi\u00e0 trattati con questo metodo 10 pazienti e dopo il trapianto il tempo trascorso con la glicemia nella norma \u00e8 significativamente aumentato\u00bb. <br \/>Queste strategie sono in sperimentazione da poco, perci\u00f2 non \u00e8 ancora chiaro quanto sopravvivano nei pazienti le isole ottenute da staminali; esiste tuttavia gi\u00e0 un primo paziente italiano trattato con un approccio simile, che per ora \u00e8 indipendente dall\u2019insulina. \u00abTuttavia, anche se avessimo tutte le cellule che vogliamo, la vera scommessa \u00e8 superare il terzo limite ovvero eliminare la necessit\u00e0 di immunosoppressione, facendo s\u00ec che il sistema immunitario non riconosca come estranee le cellule del trapianto\u00bb, riprende <b>Piemonti<\/b>. \u00abSi \u00e8 provato a incapsularle, ma le cellule trapiantate non funzionano se non interagiscono con l\u2019ambiente circostante; si stanno anche sperimentando metodi per educare il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/sistema-immunitario\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sistema immunitario<\/a> a non riconoscerle, ma per ora gli studi sono stati realizzati su primati ed \u00e8 presto per dire se si tratti di strade percorribili; esiste poi una terza via, ovvero <b>rendere le cellule trapiantate \u201cinvisibili\u201d<\/b> modificandole attraverso tecniche di ingegneria genetica. L\u2019equilibrio per\u00f2 \u00e8 delicato, perch\u00e9 cellule del genere potrebbero diventare un problema (se per esempio si trasformano in senso tumorale, ndr)\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUno studio svedese ha dimostrato che questo approccio \u00e8 fattibile nell\u2019uomo\u00bb, osserva Ricordi. \u00abEntro un anno si spera che inizi una sperimentazione clinica, perch\u00e9 <b>togliere la necessit\u00e0 di immunosoppressione allargherebbe molto la platea dei possibili candidati al trapianto di isole<\/b>. I farmaci che si devono usare per impedire il rigetto dei trapianti aumentano di due volte e mezzo il fabbisogno metabolico, mandando in tilt il pancreas anche in chi non \u00e8 diabetico e aumentando perci\u00f2 il rischio di ammalarsi di diabete dopo un trapianto d\u2019organo: sono perci\u00f2 medicinali molto critici in chi gi\u00e0 ha il diabete, riuscire a eliminarne la necessit\u00e0 \u00e8 fondamentale\u00bb, sottolinea Ricordi.<\/p>\n<p>    Il nodo dei costi\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La vera scommessa del futuro non sar\u00e0 riuscire a trovare la soluzione migliore per consentire il trapianto di isole pancreatiche, ma renderlo accessibile a tutti. Come spiega <b>Lorenzo Piemonti<\/b>, \u00abnell\u2019arco di due o tre anni, \u00e8 verosimile supporre che <b>arriver\u00e0 la prima autorizzazione e registrazione di una terapia avanzata a base di cellule staminali per il diabete di tipo 1.<\/b> Non sar\u00e0 ancora per tutti, dovremo probabilmente ricorrere ancora all\u2019immunosoppressione ma poi anche questo limite sar\u00e0 superato: la cura la troveremo, e non in un lontano futuro. Un conto per\u00f2 \u00e8 garantirla a pochi pazienti l\u2019anno, potendoci permettere di produrre le cellule \u201cmanualmente\u201d e spendere quindi molto per ogni singolo caso, tutt\u2019altro \u00e8 pensare di trattare le decine di migliaia di pazienti che ne avranno l\u2019indicazione. Dovremo cambiare modalit\u00e0 di produzione per rendere l\u2019approccio sostenibile, oltre che efficace e sicuro, su larga scala: non dobbiamo permettere che in futuro la selezione dei pazienti debba essere condotta sulla base delle capacit\u00e0 economiche\u00bb.\u00a0<br \/>\u00c8 d\u2019accordo <b>Camillo Ricordi<\/b>, che sta anche sperimentando metodi per allargare la platea dei candidati al trapianto: \u00abOggi non si esegue su chi ha necessit\u00e0 di insulina oltre una certa quantit\u00e0 o in chi ha i reni compromessi, perch\u00e9 i farmaci immunosoppressori necessari sarebbero troppo rischiosi in queste categorie di pazienti; perci\u00f2<b> stiamo testando per esempio <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/anticorpo-monoclonale\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">anticorpi monoclonali <\/a>che possano modulare la risposta immune ed evitare la necessit\u00e0 di immunosoppression<\/b>e. Quando aumenter\u00e0 il numero di possibili candidati al trapianto sar\u00e0 fondamentale avere metodi di trapianto di isole pancreatiche relativamente economici: se diventasse realt\u00e0 la produzione di isole da staminali potremmo c<b>ontenere la spesa attorno ai 5 mila dollari a paziente, mentre oggi in Europa per un trapianto di isole servono dai 35 ai 50 mila dollar<\/b>i. Negli Stati Uniti si arriva anche a un costo di 300 mila dollari a paziente, perch\u00e9 la procedura non \u00e8 considerata un trapianto d\u2019organo ma viene equiparata a una terapia avanzata: deve perci\u00f2 sottostare a regole analoghe a quelle per l\u2019uso dei farmaci, elemento che rende il percorso molto pi\u00f9 dispendioso e possibile solo con gli investimenti di grandi aziende. Tuttavia, dovremo lavorare molto anche sulla prevenzione: pure se riuscissimo a fare 10 mila trapianti l\u2019anno non sar\u00e0 possibile tenere il passo con una malattia in continuo e rapido aumento\u00bb, conclude <b>Ricordi<\/b>.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-13T18:00:46+01:00\">17 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Elena Meli I dati di 79 casi trattati al San Raffaele di Milano dal 2001 in poi,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":311954,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[4925,17320,2333,25979,183120,1267,183121,99384,183122,2992,183113,1045,148596,183123,48491,183124,183125,112510,183126,42,2664,728,183127,183128,822,9548,50178,183114,183129,183130,2145,1109,3761,183131,140311,22750,5184,13093,5428,2297,4205,57811,239,36956,183109,22210,26439,4796,183111,1537,90,89,20616,16701,28,6334,183112,46340,20697,183110,6224,10225,183115,4565,17211,3741,8381,183116,2176,5389,240,532,54075,183117,2099,48293,479,112509,4583,183118,26902,14922,183108,183119,21807],"class_list":{"0":"post-311953","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-approccio","9":"tag-avanzata","10":"tag-base","11":"tag-beta","12":"tag-beta-pancreas","13":"tag-buoni","14":"tag-buoni-risultati","15":"tag-camillo","16":"tag-camillo-ricordi","17":"tag-candidati","18":"tag-candidati-trapianto","19":"tag-casi","20":"tag-casi-trattati","21":"tag-casi-trattati-san","22":"tag-cellule","23":"tag-cellule-beta","24":"tag-cellule-beta-pancreas","25":"tag-cellule-staminali","26":"tag-cellule-trapiantate","27":"tag-continuo","28":"tag-cura","29":"tag-dati","30":"tag-dati-casi","31":"tag-dati-casi-trattati","32":"tag-devono","33":"tag-diabete","34":"tag-diabete-tipo","35":"tag-diabetes","36":"tag-diabetes-research","37":"tag-diabetes-research-institute","38":"tag-dimostrato","39":"tag-direttore","40":"tag-dollari","41":"tag-dollari-paziente","42":"tag-donatore","43":"tag-donatori","44":"tag-dovremo","45":"tag-esiste","46":"tag-fabbisogno","47":"tag-farmaci","48":"tag-fondamentale","49":"tag-glicemia","50":"tag-health","51":"tag-immunitario","52":"tag-immunosoppressione","53":"tag-impiego","54":"tag-insulina","55":"tag-isole","56":"tag-isole-pancreatiche","57":"tag-it","58":"tag-italia","59":"tag-italy","60":"tag-limiti","61":"tag-metodi","62":"tag-milano","63":"tag-necessita","64":"tag-necessita-immunosoppressione","65":"tag-organo","66":"tag-pancreas","67":"tag-pancreatiche","68":"tag-paziente","69":"tag-pazienti","70":"tag-piemonti","71":"tag-possibile","72":"tag-possibili","73":"tag-produzione","74":"tag-raffaele","75":"tag-raffaele-milano","76":"tag-ricordi","77":"tag-risultati","78":"tag-salute","79":"tag-san","80":"tag-san-raffaele","81":"tag-san-raffaele-milano","82":"tag-sistema","83":"tag-sistema-immunitario","84":"tag-spiega","85":"tag-staminali","86":"tag-tipo","87":"tag-trapiantate","88":"tag-trapianti","89":"tag-trapianto","90":"tag-trapianto-isole","91":"tag-trapianto-isole-pancreatiche","92":"tag-trattati"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/311953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=311953"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/311953\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/311954"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=311953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=311953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=311953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}