{"id":312107,"date":"2026-01-18T13:55:14","date_gmt":"2026-01-18T13:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/312107\/"},"modified":"2026-01-18T13:55:14","modified_gmt":"2026-01-18T13:55:14","slug":"la-regia-vera-del-terzo-polo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/312107\/","title":{"rendered":"la regia (vera) del terzo polo"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nMps, Lovaglio e Caltagirone: la regia (vera) del terzo polo&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n\u00a0&#13;<\/p>\n<p style=\"margin:0 0 18px 0; font-size:1.06em; color:#333;\">&#13;<br \/>\n<strong>Il risiko italiano \u00e8 entrato nella sua fase pi\u00f9 scivolosa: governance, procure, vigilanza e un premio finale che si chiama Generali.<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p style=\"margin:0 0 18px 0; font-size:1.06em; color:#333;\"><strong>(Foto: Luigi Lovaglio, Ceo di Mps).<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n<strong>Monte dei Paschi di Siena<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 \u201csolo\u201d la banca risanata dopo la lunga convalescenza pubblica: oggi \u00e8 un <strong>mezzo<\/strong> e insieme un <strong>campo di battaglia<\/strong>. Mezzo, perch\u00e9 la conquista di <strong>Mediobanca<\/strong> (chiusa nel settembre 2025 con adesioni al 62,29% e dunque controllo di fatto) ha spostato l\u2019asse del potere finanziario verso Siena; campo di battaglia, perch\u00e9 da quel controllo discendono scelte che toccano nervi scoperti: la governance, la strategia industriale, e soprattutto quel 13% circa di <strong>Generali<\/strong> che storicamente fa di Piazzetta Cuccia un \u201cazionista-cardine\u201d.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nIl punto politico-industriale, oggi, \u00e8 brutale: <strong>il terzo polo bancario<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 un titolo da convegno, ma un cantiere dove si lavora con i guanti\u2026 e con i coltelli. E la domanda che rimbalza tra Palazzo e mercato \u00e8 una sola: chi comanda il volante? <strong>Il governo<\/strong> (che ha gestito la discesa del Tesoro dal capitale), oppure una sommatoria di interessi privati che rischia di diventare ingestibile?&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nPartiamo dalla fotografia pi\u00f9 fresca. Nella giornata del <strong>16 gennaio 2026<\/strong>, <strong>Francesco Gaetano Caltagirone<\/strong> ha negato pubblicamente l\u2019idea di uno \u201cscontro\u201d con l\u2019amministratore delegato <strong>Luigi Lovaglio<\/strong>, provando a ricondurre le frizioni a un normale confronto strategico e di governance. Ma, in parallelo, la stessa cronaca finanziaria internazionale descrive un confronto duro su <strong>cosa fare di Mediobanca<\/strong> e, per conseguenza, di <strong>Generali<\/strong>.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nTradotto: la faglia non \u00e8 caratteriale, \u00e8 industriale. Da una parte <strong>Lovaglio<\/strong>, che rivendica la logica dell\u2019integrazione (e ha sempre difeso l\u2019operazione con la promessa di sinergie nell\u2019ordine di <strong>700 milioni<\/strong>); dall\u2019altra <strong>Caltagirone<\/strong>, che guarda a Mediobanca anche come <strong>leva<\/strong> per pesare su Generali e teme l\u2019opzione pi\u00f9 destabilizzante: che una Mediobanca \u201ccontrollata\u201d finisca per <strong>smontare<\/strong> o monetizzare la partecipazione nell\u2019assicuratore, spostando l\u2019ago della bilancia proprio quando a Trieste il potere \u00e8 questione di millimetri.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nQui entra in scena l\u2019altro convitato di pietra: <strong>Delfin<\/strong>, la holding della famiglia <strong>Del Vecchio<\/strong>, guidata da <strong>Francesco Milleri<\/strong>. Delfin \u00e8 un grande azionista trasversale del sistema e, su Mps, ha ribadito un approccio di lungo periodo e \u2013 soprattutto \u2013 il supporto alla leadership di Lovaglio. \u00c8 il classico dettaglio che, nel risiko, vale pi\u00f9 di un comunicato: se un socio-chiave \u201cblinda\u201d l\u2019ad, rende molto pi\u00f9 costoso qualsiasi ribaltone.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nMa il tema non \u00e8 solo \u201cchi sta con chi\u201d. \u00c8: <strong>chi decide<\/strong> dentro la macchina di Mps, e con quali contrappesi. Dopo la discesa dello Stato, Mps ha rimodellato il proprio assetto e nei comitati endoconsiliari \u2013 quelli dove si prepara la sostanza delle decisioni \u2013 compare un segnale chiarissimo: <strong>Alessandro Caltagirone<\/strong> risulta componente del <strong>Comitato Nomine<\/strong> (oltre che del Comitato Remunerazione) in una composizione formalizzata nel febbraio 2025. \u00c8 l\u00ec che si costruiscono i perimetri delle scelte, a partire dai processi di selezione e rinnovo.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nEcco perch\u00e9, quando si parla di \u201ccomitato di controllo\u201d, il vero punto giornalistico non \u00e8 l\u2019etichetta: \u00e8 l\u2019equilibrio tra <strong>indipendenti<\/strong>, <strong>azionisti<\/strong> e <strong>management<\/strong>. Se la dialettica tra soci entra nel cuore dei comitati (nomine e remunerazioni in primis), la governance diventa una partita a scacchi giocata con pezzi che si muovono anche fuori dalla scacchiera.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nSullo sfondo, c\u2019\u00e8 un tema che taglia la reputazione come un coltello: l\u2019inchiesta della Procura di Milano legata al collocamento del Tesoro del <strong>13 novembre 2024<\/strong> e alle ipotesi di concerto\/omesse comunicazioni, con riflessi sulla scalata a Mediobanca e, di rimbalzo, su Generali. Tutti i soggetti coinvolti hanno respinto le accuse; e c\u2019\u00e8 un elemento che pesa, perch\u00e9 riduce almeno una parte del rumore: <strong>Consob<\/strong> (in un documento richiamato dalla stampa, datato <strong>15 settembre 2025<\/strong>) non avrebbe riscontrato prove di un \u201cpatto segreto\u201d.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nDetto in modo netto: sul piano regolatorio non \u00e8 arrivato il colpo di grazia, ma sul piano reputazionale l\u2019ombra resta. E l\u2019ombra \u2013 nei grandi rinnovi \u2013 \u00e8 una valuta: pu\u00f2 diventare argomento, pretesto, clava.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nIl nodo che incombe sul calendario \u00e8 il rinnovo: <strong>Lovaglio<\/strong> cerca un nuovo mandato da amministratore delegato con scadenza assembleare in primavera (si guarda ad <strong>aprile 2026<\/strong>). E qui la trama si fa elettrica: perch\u00e9 un ad che ha portato a casa Mediobanca rivendica legittimazione industriale e di mercato; ma un ad che entra in un passaggio di rinnovo con una partita giudiziaria sullo sfondo offre ai soci un incentivo a \u201cridiscutere\u201d pesi e contrappesi, magari chiedendo pi\u00f9 presidio su Generali o sulla tempistica delle mosse successive.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nE il governo? La tentazione di cercare una regia politica \u00e8 inevitabile, perch\u00e9 il Tesoro ha governato la discesa dalla banca e, storicamente, ha considerato Mps una pedina di sistema. I documenti del MEF sui collocamenti (in particolare quello del novembre 2024, che ha ridotto sensibilmente la quota pubblica) mostrano una traiettoria chiara: <strong>uscire gradualmente<\/strong> e ricondurre Mps a una normalit\u00e0 di mercato. Ma normalit\u00e0 non significa neutralit\u00e0: significa che la politica smette di essere azionista e torna a essere \u201cambiente\u201d \u2014 influenza indiretta, messaggi, preferenze per soluzioni \u201citaliane\u201d, attenzione a occupazione e stabilit\u00e0.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nLa mia lettura \u00e8 categorica: <strong>una regia totale non c\u2019\u00e8<\/strong>. Esiste un disegno di cornice \u2014 un terzo polo che eviti l\u2019eccessiva polarizzazione su <strong>Intesa Sanpaolo<\/strong> e <strong>UniCredit<\/strong> e mantenga un baricentro domestico \u2014 ma la microfisica del potere (patti, incroci, comitati, rivalit\u00e0) sta producendo effetti non pienamente controllabili neppure da chi aveva immaginato il percorso. In altre parole: la politica ha acceso il motore, poi la macchina ha preso velocit\u00e0 e ora lo sterzo lo condividono troppe mani.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nQuesto ci porta al \u201cterzo polo\u201d in senso industriale. Con Mediobanca dentro, Mps cresce in peso e ambizione, ma resta un polo incompleto se non chiarisce due cose: <strong>(1)<\/strong> qual \u00e8 la sua identit\u00e0 \u2014 banca commerciale + wealth + investment banking? \u2014 e <strong>(2)<\/strong> quale perimetro vuole costruire in Italia. Le ipotesi ricorrenti di aggregazione con <strong>Banco BPM<\/strong> continuano a emergere nel dibattito di mercato, anche perch\u00e9 Banco BPM \u00e8 uno dei pochi blocchi ancora in grado di cambiare scala al sistema senza \u201csfondare\u201d immediatamente i muri antitrust. In parallelo, l\u2019altra gamba del risiko \u00e8 <strong>BPER<\/strong>, che dopo <strong>Popolare di Sondrio<\/strong> (operazione 2025, fusione prevista entro aprile 2026) punta a consolidare posizionamento e margini.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nE <strong>UniCredit<\/strong>? \u00c8 il grande concorrente-ombra: quando si muove, ridisegna il campo, anche solo perch\u00e9 pu\u00f2 far salire prezzi e aspettative, o costringere vigilanza e politica a prendere posizione. Il risultato \u00e8 un sistema che assomiglia a un domino: tocchi un tassello (Mps-Mediobanca) e vibra anche la parete di Trieste.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nE infatti arriviamo al boccone pi\u00f9 grande: <strong>Generali<\/strong>. Nel <strong>aprile 2025<\/strong> l\u2019assemblea ha premiato la lista di <strong>Mediobanca<\/strong>, confermando <strong>Philippe Donnet<\/strong> e <strong>Andrea SironiCaltagirone<\/strong> (con sponda Delfin e, in quella tornata, anche il supporto di UniCredit) a una minoranza di consiglieri. Quella partita sembrava chiusa. Poi Mps ha chiuso Mediobanca. E improvvisamente la parola \u201ccontinuit\u00e0\u201d \u00e8 diventata una promessa revocabile.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nPerch\u00e9 Mediobanca non \u00e8 solo una banca: \u00e8 un <strong>azionista<\/strong> e un <strong>architetto<\/strong>. Se il controllo effettivo di Mediobanca cambia baricentro, il 13% in Generali smette di essere una \u201croccaforte\u201d e diventa una <strong>moneta strategica<\/strong>. Pu\u00f2 essere tenuta per contare. Pu\u00f2 essere usata in negoziazione. Pu\u00f2 essere parzialmente ceduta per costruire alleanze o per finanziare altre mosse. Pu\u00f2 essere \u201csterilizzata\u201d per ridurre conflitti. Ogni opzione ha un prezzo politico e industriale.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nIn questo gioco, <strong>Caltagirone<\/strong> e <strong>Delfin<\/strong> sono doppiamente interessati: da azionisti di Generali e da azionisti (o influenti) nel mondo che ora controlla Mediobanca. Il che spiega perch\u00e9 le cronache parlano di un braccio di ferro sull\u2019asset Generali: non \u00e8 un dettaglio, \u00e8 il premio. E spiega anche i gesti \u201cdifensivi\u201d registrati nelle ultime settimane del 2025, quando \u00e8 stato riportato che Caltagirone abbia rinunciato o limitato l\u2019esercizio di alcuni poteri di voto in assemblee rilevanti, proprio per ridurre i profili di contestazione sul fronte del concerto e dei conflitti.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nSe vuoi una frase che fotografi il momento, \u00e8 questa: \u201cIl terzo polo non si gioca in banca: si gioca in assicurazione.\u201d E Generali \u00e8 l\u2019assicurazione che, per storia e dimensione, vale pi\u00f9 di un titolo in portafoglio: vale una postura di sistema.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nLe previsioni, a questo punto, devono essere nette e ordinate. Primo: <strong>Lovaglio<\/strong> resta il favorito per la conferma, perch\u00e9 ha \u201cportato il trofeo\u201d Mediobanca e perch\u00e9 una sostituzione adesso sarebbe un segnale di instabilit\u00e0 che il mercato punisce subito. Ma la conferma, se arriva, pu\u00f2 essere accompagnata da <strong>vincoli<\/strong>: rafforzamento degli indipendenti, deleghe pi\u00f9 presidiate, e una road map su Generali scritta in modo chirurgico.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nSecondo: l\u2019area <strong>Caltagirone<\/strong> non ha bisogno di vincere una guerra frontale; le basta rendere ogni scelta su Generali una decisione \u201ca costo alto\u201d. In pratica: trasformare ogni opzione (vendita, mantenimento, alleanze) in una trattativa di governance.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nTerzo: sul terzo polo, il prossimo snodo vero non \u00e8 uno slogan ma un incastro: se Mps vuole diventare \u201cterzo gruppo\u201d per massa e redditivit\u00e0, dovr\u00e0 decidere se cercare un\u2019aggregazione domestica (l\u2019asse con <strong>Banco BPM<\/strong> resta il pi\u00f9 evocato) o se consolidare prima l\u2019integrazione con Mediobanca, evitando di farsi trascinare in una bulimia di operazioni che la vigilanza \u2013 e i mercati \u2013 tollerano solo quando la disciplina \u00e8 ferrea.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nQuarto: su <strong>Generali<\/strong>, lo scenario pi\u00f9 probabile nel 2026 non \u00e8 un colpo di teatro, ma una lunga partita di posizionamento. Nessuno ha interesse a far esplodere Trieste in modo traumatico, perch\u00e9 un conflitto aperto sul campione assicurativo italiano scatenerebbe reazioni politiche, regolatorie e di mercato. Ma proprio per questo la battaglia sar\u00e0 pi\u00f9 sottile: spostamenti di quote, alleanze \u201cdi scopo\u201d, e soprattutto un braccio di ferro sul ruolo di Mediobanca nella catena di comando.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nConclusione: il risiko \u00e8 entrato nella fase in cui <strong>le parole contano meno dei comitati<\/strong>. Il terzo polo non si misurer\u00e0 solo in sportelli o capitalizzazione, ma nella capacit\u00e0 di costruire una governance credibile mentre tutti tirano la coperta. E l\u2019Italia \u2014 che ama i \u201csalotti buoni\u201d anche quando finge di odiarli \u2014 sta assistendo a una metamorfosi: dai salotti ai consigli, dai consigli ai comitati, dai comitati agli equilibri che decidono il destino di <strong>Mps<\/strong>, <strong>Mediobanca<\/strong> e <strong>Generali<\/strong>.&#13;\n<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; Mps, Lovaglio e Caltagirone: la regia (vera) del terzo polo&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":312108,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,183195,183194,15134,183203,183192,183193,183202,9199,183196,183198,1537,90,183190,89,30589,15127,82388,15129,183201,147655,183200,183199,183191,183197],"class_list":["post-312107","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-comitato-controllo-mps","tag-comitato-nomine-mps","tag-delfin","tag-equilibri-generali-mediobanca-mps","tag-francesco-gaetano-caltagirone","tag-francesco-milleri","tag-futuro-monte-dei-paschi-dopo-uscita-tesoro","tag-generali","tag-governance-bancaria","tag-governo-italiano-banche","tag-it","tag-italia","tag-italia-informa","tag-italy","tag-luigi-lovaglio","tag-mediobanca","tag-monte-dei-paschi-di-siena","tag-mps","tag-regia-governo-terzo-polo-bancario","tag-risiko-bancario-italiano","tag-ruolo-mediobanca-in-generali","tag-scontro-lovaglio-caltagirone-mps","tag-terzo-polo-bancario","tag-tesoro-mef"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=312107"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312107\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/312108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=312107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=312107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=312107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}